Sabato 4 febbraio Inaugurazione mostra Debora Voso con aperitivo e degustazione
Inaugurazione sabato 4 Febbraio 2012 ore 19,00
Aperitivo e Degustazione € 10,00
Ingresso libero
@L’arte del bere e…
enoteca – wine bar – spuntineria
Via G. Carducci, 62
Loc. La Fontina (PI)
Tel. 050 8754079
info@lartedelberee.it
www.lartedelberee.it
Enoteca L’arte del bere e… 3 Dicembre 2011 Ore 19.30 Apericena solidale ritmi e immagini sudamericane
L’Associazione Fratelli dell’Uomo in collaborazione con L’arte del bere e…
presenta
Apericena solidale ritmi e immagini sudamericane
che si svolgerà presso l’enoteca – wine bar – spuntineria L’arte del bere e… Via G. Carducci 62 Loc. La Fontina – San Giuliano Terme – Pisa (davanti Mercatopoli)
Saranno serviti vini, aperitivi e prodotti gastronomici a chilometro zero
Nel corso della serata, inoltre, saranno presenti Canto Libre in concerto e sarà possibile assistere alla Mostra fotografica Madre Tierra: come salvare il pianeta.
Costo 12€ a persona
Per info e prenotazioni
L’arte del bere e…
enoteca – wine bar – spuntineria
Via G. Carducci, 62
Loc. La Fontina (PI)
Tel. 050 8754079
info@lartedelberee.it – www.lartedelberee.it
oppure 340 4889906 www.fratellidelluomo.org
Al Sottobosco Libri e Café, Pisa
Sono stata in questo ristorante-caffè letterario-jazz club già diverse volte, avrei voluto scriverne, ma non ero mai nel “mood” giusto.
Ci sono stata a cena con amici, prima di una serata jazz, ed è stato molto divertente, il cibo buono (non eccezionale forse, ma molto buono), l’atmosfera, invece, magica!
Devo dire che avevo sempre desiderato che aprisse in centro a Pisa un caffè-libreria, dove sedersi, mangiare o bere qualcosa, sfogliare (e comprare) qualche libro, starmene seduta sulle poltroncine e guardare fuori dalle finestrone, mentre, magari (ed è il massimo della goduria) fuori piove. Il sottobosco è tutto questo, con una punta di ironia (e auto-ironia) nell’arredamento: design e oggetti strani mescolati ad elementi di recupero (intelligentissimo e creativo recupero, direi: come i soldatini o le matite da disegno a decorare i sottotavolini della sezione brasserie, ricoperti poi dal piano in vetro trasparente che fa scorgere cosa c’è sotto). Poi ci sono i libri, tutt’intorno, libri particolari: non si trovano best sellers o, tipo, i libri della Clerici e della Parodi, ma chicchine strambe ormai introvabili come il crudele “cortesie per gli ospiti” di Ian McEwan o il fantastico “Diario di una casalinga disperata” di Sue Kaufman (curioso come da entrambi i titoli di questi due romanzi siano stati poi tratti i titoli di fortunati format TV, ma questo è un altro discorso…)
Poi, va be’ c’è il wi-fi gratuito, che non guasta mai, un bel pianofortone per i concerti, ed un calendario vivacissimo di incontri musicali ogni settimana!
Per il cibo (visto che siamo su ciritorno)
Se devo essere sincera, io lo consiglio più per il pranzo o un the/cioccolata calda che per cena, perchè, appunto, a pranzo mi ci son trovata meglio, che vi devo dire:
La scorsa volta (a cena pre-jazz) ho preso:
- gran tagliere di salumi e formaggi: c’erano prosciutto crudo, finocchiona, salame, due tipi di pecorini buoni, nella norma. (15 euro, per due persone)
- Tris di omelette: con le patate, vegetariana, con cipolle (molto buone, altine e spumose) non ricordo il prezzo
- Lasagnette espresse (da dividere a metà con l’altra persona) al ragù mi sembra 8 euro, molto saporite.
- tortina al cioccolato fondente (va be’ un classico, niente di nuovo, ma molto buona)
Lo so, dal punto di vista gatronomico non sono stata precisissima, ma prometto di tornarci ed approfondire col nuovo menu autunnale.
Quando ci sono stata per un pranzo veloce, invece, avevo preso un tortino di quinoa, radicchio e parmigiano (ottimo) una bottiglia d’acqua e caffè, mangiato bene e in una atmosfera piacevole e serena (spendendo 10 euro) che a Pisa non è male.
Io ve lo consiglio, direi 3 ganascine perchè si mangia bene, l’atmosfera è unica e mette buon umore.
Ecco i dati: “Al sottobosco”, Pisa, Piazza S. Paolo all’Orto, 4
Sasha
Eventi di settembre enoteca L’arte del bere e… (PI)
8, 15 e 23 settembre 2011
Tre serate al top: Bolgheri o Vermentino?
Bolgheri si è imposta come una delle regioni più interessanti e più dotate dell’intero universo vinicolo con i suoi vini super premiati.
Ecco allora che abbiamo pensato a tre serate promozionali: per tutti coloro che desiderano fare una piccola sosta, per un piacevole inizio di serata, proponiamo un calice di Bolgheri rosso o, in alternativa, un calice di Vermentino con piatto degustazione formaggi a soli 10 euro.
Una serata speciale per consentire, anche a coloro che non lo avessero già fatto, di poter assaporare a un prezzo top le nostre attente e gustose selezioni.
E’ gradita la prenotazione
9, 16 e 30 Settembre
Aperitivo e cena con musica dal vivo
Il jazz e lo swing sono il ritmo della Grande Mela, ma la tradizione del pianobar qui da noi ha svelato grandi talenti e regalato serate di puro piacere e relax.
Per dimenticarci della fine dell’estate e partire (almeno con l’immaginazione) verso nuovi lidi, i giorni 9, 16 e 30 settembre ospitiamo a L’Arte del bere e… il cantante Gianni Monachella che si esibirà in un repertorio vastissimo tra musiche jazz, pop, rock e molto altro.
La musica comincia alle 19 per un aperitivo con un buon calice di vino della nostra scorta o una birra e un tagliere misto. Ma se gradite accomodarvi a cena, potrete gustare la musica per tutta la serata.
Per l’occasione una delle nostre migliori proposte: tagliere di prodotti toscani e calice di rosso di Montepulciano (o altro vino equivalente a scelta) a 10 euro
…e per chi ha un talento canterino nascosto il nostro musicista sarà disponibile ad accompagnare le performance canore del suo pubblico.
Sabato 10 Settembre
Serata francese
Per questo sabato abbiamo deciso di portare un po’ di Francia nella nostra enoteca, con alcuni capisaldi della cucina d’oltralpe
Crostini con paté de foie gras
Soupe à l’oignon
Degustazione di formaggi francesi (Chaussée aux moines, Cousteron, Fauquet, Le Montagnard des Vosges)
Crepes con prosciutto cotto e formaggio
Il tutto accompagnato con un calice di ottimo vino francese
Prezzo 23 euro a persona (è gradita la prenotazione)
Ricordiamo, a tutti i nostri clienti, che resta ferma la possibilità di degustare le nostre tradizionali proposte da menù
Sabato 17 Settembre
Serata degustazione cicchetti veneziani e
vini dei colli friulani
Questo sabato scopriamo i sapori di due regioni che offrono una proposta eccellente a livello enogastronomico: il Veneto, ed in particolare Venezia, che non sono secondi a nessuno per l’offerta culinaria, e il Friuli, che ci offre dei bianchi superbi.
Ecco gli abbinamenti della serata:
Cicchetti misti veneziani (acciughe con capperi e olive, uovo sodo con cipollina, soppressa con polenta, aringa con polenta, crema di baccalà mantecato con polentina calda) & Friulano Az. Agricola Specogna
Sarde e mazzancolle in saor (sarde e mazzancolle su lettino di cipolle, pinoli tostati e uvetta) & Ribolla gialla Az. Agricola Primosic
Bussolai Buranelli (biscotto tipico dell’isola di Burano) & Verduzzo Az. Agricola Specogna
Acqua e caffè
Prezzo 24 euro a persona (prenotazione obbligatoria entro venerdì 16)
Giovedì 22 Settembre
Tacos o tagliere e birra a 10 euro!
A tutti gli appassionati di birra questa proposta non potrà sfuggire: tacos o tagliere e birra a 10 euro.
Se, in alternativa alle nostre tradizionali 18 birre, desiderate degustare una delle ottime San Gabriel artigianali (bionda, weizen, ambra rossa – vincitrice del premio Sapore Innovation Award 2011 alla fiera del Sapore di Rimini – come birra più votata dai visitatori, nera opitergium, birra del Tempio, birra dell’Apostolo e birra Nera di Tarzo) il prezzo sarà di soli 12 euro.
Sabato 24 settembre 2011
Cena
degustazione
alla scoperta
dei sapori
medievali
Alla scoperta dei sapori medievali lungo
la via Francigena che i pellegrini
percorrevano per raggiungere le mete
religiose.
Oggi come allora, degustiamo i prodotti
gastronomici di quei tempi
Crostini misti
(crostini con cipolla, crostini con lardo di
cinta senese, polenta con formaggio fuso,
polenta con crema di funghi)
Zuppa di farro
Tagliere di formaggi con miele e mostarde
3 calici di vino rosso azienda agricola Sada
Nel corso della serata il pubblico assisterà
ad una bellissima rievocazione storica in
chiave ironica intitolata “Il pellegrino e
l’ostessa”
24 euro per persona
(prenotazione obbligatoria)
Giovedì 29 Settembre
Degustazione di cinta senese e
vini azienda Beconcini di San Miniato
Questo giovedì proposte di cinta senese e di altre specialità toscane accompagnate dai vini dell’azienda agricola Pietro Beconcini di San Miniato.
Un piacevole percorso di degustazione tra mille sensazioni olfattive e gustative che sarà possibile apprezzare ancora di più grazie alla presenza del nostro sommelier professionista Fabrizio Tridenti.
Ecco allora la nostra proposta: tagliere misto di cinta senese, specialità toscane e un calice di vino azienda Beconcini a soli 12 euro.
E’ gradita la prenotazione
L’ARTE DEL BERE E…
enoteca – wine bar – spuntineria
Via G. Carducci, 62
Loc. La Fontina (PI)
Tel. 050 8754079
info@lartedelberee.it
www.lartedelberee.it
Ristorante Enoteca Del Duca – Volterra (PI)
Ristorante Enoteca Del Duca
via di Castello, 2
http://www.enoteca-delduca-ristorante.it/
Questo ristorante lo puntavamo da tempo. Ogni volta che ci passavamo, però, lo scartavamo per i prezzi un po’ troppo importanti per le nostre tasche. Alla fine, ieri sera ci siamo decisi (dopo una brutta esperienza a pranzo!) e abbiamo prenotato dal “Del Duca”, ignari che la recensione che avremmo poi compilato per ciritorno.it sarebbe stata una delle più difficili…
Orario: otto e mezzo. Genuino Del Duca, “chef patron” insieme alla moglie Ivana, si è raccomandato di avvertire in caso di ritardo. Non ritardiamo, anzi. Arriviamo con un po’ di anticipo, così abbiamo il tempo di studiare bene il menu.
La mia gravidanza fa sì che alcuni piatti meravigliosi della cucina toscana mi siano proibiti: niente fiorentina, niente carne al sangue, pochissimo vino. Per questo cerchiamo una qualità eccellente, un po’ per consolarci… E il menu promette benissimo.Veniamo ai dunque…
Menu (panoramica)
Intanto: niente pesce. Soltanto carne e verdura. Tanti antipasti, primi e secondi anche a base di cacciagione (piccione, cinghiale, coniglio, vitello, ecc), con prezzi a portata che vanno dagli 8,00 Euro ai 19,00 (per i piatti dove c’è il “Tartufo di Volterra” che non ho mai avuto il piacere di assaggiare). Tutto è descritto con accuratezza ed il personale risponde cortesemente alle domande sul contenuto e sulla cottura degli alimenti.
Carta dei vini
Gi-gan-te. Prezzi da normali ad astronomici (ci salta all’occhio un Sassicaia del ’97 da quasi mille euro, ehm), ampia proposta locale e nazionale. Ci si può davvero sbizzarrire nella scelta dell’etichetta della serata. (Lo faremmo volentieri, ma sempre per i gioiosi motivi personali di cui sopra ci limitiamo al bicchiere di vino indigeno!)
La nostra scelta
- Antipasti: un patè di fegato per me e una terrina di piccione con ristretto al balsamico e pistacchi per Marito. Ottimi. (Porzione piccola per il patè, grande per il piccione). Davvero particolare la terrina, che cercherò di descrivervi come posso… Immaginatevi due fette triangolari, alte poco meno di un centimetro, contenenti carne di piccione, pistacchi e aromi in una sorta di gelatina molto leggera, contornate da foglie di salvia e una fetta di lardo di colonnata. Piatto freddo, dal sapore molto ricco e nuovo, da condividere (perché Marito dice che dopo la prima fetta “stucca” un po’).
- Primo: un primo per Marito, Pappardelle del Cacciatore (al cinghiale). La pappardella è di ottima qualità, il sugo è di solo cinghiale sbriciolato (peccato per quei due-tre ossicini che ci abbiamo trovato!). Ampia porzione.
- Secondo: Coniglio con olive taggiasche e capperi (di non ricordo dove). Servito in un piatto ampio, porzione più che sufficiente, con purtroppo un triste liquido di cottura denso sotto i pezzi di carne, le deliziose olive e i rampanti capperi dal gambo lungo. Cottura del coniglio non perfetta (sob!). Il piatto peggiore della nostra serata.
- Contorno: verdure di stagione cotte, ovvero pomodoro, zucchine, radicchio, melanzane e peperoni cotti tipo al vapore. Niente di che. Porzione non piccola.
- Dessert: soufflé al cioccolato con crema inglese. Buonissimo, caldo, con il cioccolato appena troppo dolce (per i miei gusti) all’interno.
- Vini: due bicchieri di vino rosso di Volterra, buono. Come aperitivo un prosecco per Marito (ce lo hanno proposto appena ci siamo seduti, noi abbiamo accettato, ma poi l’abbiamo anche pagato! Sob!), anche questo buono.
- Altro: un caffè d’orzo per me, servito in un modo inedito: doppio piatto per la tazzina, tazzina con coperchio! Mi ha entusiasmata. Rido.
Ambiente, servizio, considerazioni quasi finali
L’ambiente è delizioso. All’interno (deserto, visto che siamo a fine luglio) ampi tavoli apparecchiati con piatti bellissimi e decorati promettono cene e pranzi indimenticabili. Il locale comunica subito che siamo in un “Ristorante famoso”. Pubblicazioni e recensioni sparse qua e là. Il bagno è curato (e offre anche il Viava con tanto di spazzola e un talco) e diviso per uomini e donne. C’è il guardaroba, e ad accoglierci, subito, arriva una cagnolina piccola ed educata che si chiama Moretta. La sua presenza rende tutto molto familiare e piacevole.
Il personale (quasi tutti membri della famiglia) è educatissimo e – cosa rara! – parla benissimo anche inglese e francese. Forse anche tedesco, ma non abbiamo modo di verificare. Fuori i tavoli sono distanti e ben posizionati, all’interno di una corte tra mura antiche che è romantica e amichevole allo stesso tempo.
Genuino Del Duca sta fuori alla brace, ovvero al Barbecue. Vediamo passare delle bistecche giganti (che costano, a memoria, 4,70 Euro/hg) e gli ospiti vicini a noi le mangiano con gusto e soddisfazione. Sembrano davvero contenti. Ci ripromettiamo che, se torneremo, sarà quando potremo ordinarne una! E qui arriva il difficile di questa recensione…
…Perché, nonostante tutto quel che ci si presenta nel piatto sia buono, abbiamo l’impressione che questo tutto risponda ad un canone di cucina internazionale che è di alto livello, sì, ma… detto con parole mie… alla fine sa un po’ di (buonissimo, per l’amor del cielo!) brodo di carne. E ci viene il dubbio che, se avessimo potuto scegliere un vino dalla carta per accompagnare un bisteccone gigante, la nostra conclusione sarebbe stata totalmente diversa.
Prezzi, spesa
Riguardo ai prezzi, sono medio-alti. Noi abbiamo scelto portate non esageratamente care. Gli antipasti 8,00 e 9,00 Euro; il primo 9,00 Euro; il coniglio 12,00 Euro; il contorno 6,00 Euro, così come il dolce. Il totale per due è di 73,00 Euro.
Ci diciamo che nella nostra condizione siamo stati leggermente svantaggiati e che forse con un’altra ventina d’euro, potendo scegliere qualsiasi cosa, avremmo goduto esageratamente di più.
Piccola nota e valutazione
Una cosa che notiamo è il clima un po’ cameratesco che c’è tra alcuni clienti e i proprietari. Di tanto in tanto alcune persone si avvicinano alla griglia dove Genuino regna sovrano, e ridono, scherzano e fanno battute rumorose e ridanciane, cosa che ci fa intuire che questo ristorante abbia una clientela (anche straniera) affezionatissima e grata. L’ambiente raccolto e i campanelli che suonano per avvertire che le portate sono pronte, poi, ci fanno dimenticare dove siamo, e ci fanno sentire dentro ad una sorta di racconto dove però non siamo protagonisti, né aiutanti, né spettatori… Forse la cagnolina Moretta questo lo capisce, e viene da noi a farsi coccolare per ben tre volte. Alla fine usciamo soddisfatti per esserci tolti questa curiosità volterrana, e un dubbio ci assale: ma quante (cavolo di) ganasce diamo al “Del Duca”?
Tre perché sapeva tutto di brodo? No, tre è ingeneroso. Questo posto ne vuole cinque. Ma non è da cinque! Ma la carta dei vini è meravigliosa e non abbiamo assaggiato la bistecca. È vero, ma non si danno cinque ganasce per una bistecca che non si è mangiato. Giusto. E quindi, oscillando tra tanto e poco, diamo un fiducioso e claudicante 4-ganasce. Tornateci, e fateci sapere!
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Ristorante Winebar “Tamata”, Porto Azzurro (LI)
Sabato e domenica scorsi toccata e fuga all’Isola d’Elba. Dopo una bella giornata di mare l’ideale sarebbe un’altrettanto bella cenetta di pesce, magari all’aperto. Io però non sono molto fiduciosa… Forse sbaglio ma spesso i posticini caratteristici di mare, con il porto, le viuzze, i negozietti, il mercatino e tanta gente in vacanza… sono il luogo ideale per i classici ristoranti “accalappia turisti”, con scarsa qualità del cibo, servizio frettoloso (tipico dei 5 turni a serata) e soprattutto con il conto che è una mazzata.
Arriviamo a Porto Azzurro e abbiamo già fame. Vediamo dei tavoli (meno di una decina) in un piccolo spiazzo tra le vie del centro storico: il menù ci ispira e i prezzi non sono esorbitanti. Il ristorante si chiama Tamata. La ragazza, gentilissima, ci dice che c’è da aspettare qualche minuto quindi facciamo un giretto e torniamo dopo un po’.
Il tavolo è pronto, ci sediamo e ordiniamo. Arriva un cestino con pane bianco, pane nero e dei grissini artigianali molto buoni. Nell’attesa ci viene offerto un cucchiaio con della spuma di Margarita (come il cocktail, ma “montato”). Poi una specie di polpettina di baccalà seguita da un bicchierino di sciroppo, mi pare di mirtillo. Ci sta bene.
Arrivano gli antipasti. Ho scelto le salsicce di tonno su passatina di fagioli ma assaggio anche la tartare, sempre di tonno. La salsiccia è saporita e speziata, certo non delicata come la tartare ma comunque buona (e soprattutto mi è piaciuta molto l’idea). Inoltre la passatina ci sta benissimo.
Di primo prendo gli spaghetti al riccio: la polpa è abbondante, gli spaghetti sono grossi e al dente. Accanto c’è del pesto con le mandorle per accompagnare il piatto. Lo metto solo su qualche forchettata qua e là perché preferisco sentire il sapore di mare “puro” del riccio (ma ovviamente me lo mangio lo stesso sopra un crostino di pane perché è sfizioso). Assaggio anche i ravioli allo zafferano con ripieno di branzino: il condimento ha un sapore deciso (lo zafferano non è attenuato da altri gusti e c’è anche qualche pistillo). La cosa più buona è il ripieno di branzino, che a volte rischia di risultare troppo delicato, e che invece è saporito e cremoso.
Passiamo al dolce. Assaggio la millefoglie: cialdine croccanti alternate con spuma al mascarpone e scaglie di cioccolato fondente, molto buona. Ma il pezzo forte è il “Cacio e pere”. Prima di tutto il cuoco viene al tavolo e compone il dolce davanti a noi spiegandoci tutti gli ingredienti. Si tratta di due quadrotti di un particolare pan di spagna fatto da loro, bagnato con un liquore dell’Elba (generalmente non mi piace il liquore nei dolci ma questo è leggerissimo) con sopra una crema di formaggio. Accanto fettine di pere caramellate con una generosa manciata di “sbriciolatura” di pistacchi tostati e una spennellata di riduzione al balsamico. Un dolce particolare: sarà stata la novità dei sapori ma a me è piaciuto moltissimo. Di pistacchi poi ne avrei mangiati un quintale (deliziosi, parere unanime). Dimenticavo… come predessert ci viene offerto uno spiedino con qualche pezzetto di frutta.
Veniamo al conto: in 4, con un antipasto, un primo e un dolce a testa, una bottiglia di vino da 24 euro, una di acqua e un caffè spendiamo 150 euro totali. Dopo aver pagato ci alziamo e ci viene offerto un lecca-lecca “da passeggio” al Mojito. Guardando lo scontrino non capisco bene a cosa corrispondano gli importi, che comunque mi sembrano più bassi di quelli riportati in menù. Non c’è il coperto e resto molto colpita, viste anche tutte le cose offerte dalla cucina.
Non ricordo bene quanti e quali fossero gli altri piatti in menù ma posso dirvi cosa ho visto passare durante la cena: ostriche, patate con tagliata, taglieri di formaggi, un tortino di zucchine in crosta di pecorino, dei gamberi… Nonostante mi piaccia non sono una grande esperta di vino comunque la carta mi è sembrata corposa, anche perché il ristorante è anche winebar.
Non so se con l’arrivo dell’alta stagione cambierà qualcosa nella qualità delle preparazioni o nel servizio (davvero molto cortese) ma la mia esperienza è stata, come avrete capito, inaspettatamente positiva. Veniamo alle ganasce ma prima una piccola premessa. Questo mio commento era nato come una semplice segnalazione di un posto nuovo. L’idea di fare una vera recensione mi spaventava un po’ sia per la generica paura di non essere abbastanza brava sia per il fatto che talvolta mi capita di non confermare, con le esperienze successive, la valutazione positiva fatta la prima volta che provo un ristorante. Non è infrequente che anche gli stessi piatti non riescano nella medesima maniera (magari per la cottura, per il sale, per il diverso equilibrio tra gli ingredienti, per la qualità delle materie prime o che so io!). Succede che le porzioni siano un pochino più scarse, che il servizio cambi in base al cameriere che ti tocca, che talvolta anche i prezzi subiscano ritocchini. La premessa è diventata lunga… Mi sbilancio, dico quattro ganasce e aspetto… ovviamente smentite:)
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Ristorante Tamata - Via Cesare Battisti 3. Porto Azzurro, Livorno. Tel. 349 3586956 - http://www.tamatawinebar.it/
Visualizzazione ingrandita della mappa
Venerdì 22 e Sabato 23 Aprile Doppia degustazione enoteca L’arte del bere!!!
Nella nostra enoteca è arrivato il momento del pesce, in abbinamento, come ormai è consuetudine, con i migliori vini della nostra scorta.
Con 12 euro si può scegliere:
• Un piatto di tonno, salmone e spada affumicati con un flûte di Prosecco o con un calice di vino bianco oppure
• Tre ostriche e un flûte di Champagne
Un’occasione per stare insieme con prodotti di qualità e con la leggerezza di cui le belle giornate di primavera ci fanno venir voglia.
E’ gradita la prenotazione
L’ARTE DEL BERE E…
enoteca – wine bar – spuntineria
Via G. Carducci, 62 – Loc. La Fontina (PI) – Tel. 050 8754079
info@lartedelberee.it – www.lartedelberee.it
Occhio all’insegna! Tra le tante attività della nostra zona memorizzate il nostro logo!
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