Ristorante Indiano Gandhj – Carrara (MS)

Ciao a tutti!

Questa è la mia prima recensione, spero di essere all’altezza della situazione :)

Dunque, ieri sera io ed il mio ragazzo avevamo voglia di mangiare indiano; la nostra scelta è ricaduta su Gandhj, questo ristorante di Carrara; nessuno ce lo aveva consigliato eh, quindi siamo andati a scatola chiusa. Errore che non ripeteremo mai più.

Il locale è arredato in modo kitsch, tipico di molti ristoranti indiani qui in Italia, con drappi alle pareti, lampade etniche e quadretti con indianine dipinte. Entrando, ci avvolge un profumo terribile di, probabilmente, incenso aromatizzato a qualche fiorellino, ma giuro che il nostro pensiero è stato unanime: “sembrano i profumambiente dei bagni dell’Autogrill”!

Piano piano i nasi si assuefanno al terribile profumo, e noi ordiniamo la nostra cena:
- 2 lassi al mango;
- 2 birre Meera;
- 2 antipasti: bagan pakora (melanzane) e paneer pakora (formaggio), entrambi fritti in pastella di ceci;
- 2 secondi: bocconcini di pollo disossato in salsa di yogurt e spezie (quali??) e bocconcini di pollo disossato in salsa di mandorle e anacardi;
- 2 piatti di riso basmati: uno semplice, bianco, e l’altro allo zafferano, entrambi cotti al vapore;
- 1 contorno: baigan bartha (melanzane arrostite in salsa di pomodoro e spezie – anche qui, non ben identificate – ).

Le bevande arrivano subito: la birra non è la Meera, ma la Kingfisher (con una scritta che recita “la birra più bevuta in India); il lassi (per chi non lo conosce, è una bevanda tipica indiana a base di yogurt diluito con acqua, che può essere salato o dolce – quello dolce è a base di frutta -) è dolcissimo, con una schiumetta in superficie che ricorda il mare inquinato; il mango non si sente neanche lontanamente. Insomma, non è proprio il massimo per una bevanda che deve aver lo scopo di dissetare e “spengere” il bruciore dei piatti indiani… Anche se, come abbiamo avuto modo di scoprire poi, non c’è stato bisogno di spengere alcunchè.

Passano due minuti e subito arrivano gli antipasti, che sono tutto sommato passabili (ovvio che erano già pronti e solo da scaldare, ma ce l’aspettavamo), anche se nei bocconcini di formaggio “indiani” l’unica spezia che si riconosce è l’origano (?). I Paneer Pakora e le Baigan Pakora ci vengono serviti accompagnati da tre salsine: una piccante (sapeva di peperoni) una di yogurt e menta (avete mai preparato questa salsina? Risulta bianca, con la menta verde a pezzettini; ebbene, quella era verde come un dentifricio, e pure il sapore era lo stesso!), l’ultima a base di tamarindo (non conosco il sapore del tamarindo ma quella pareva la salsina agrodolce del cinese, solo più scura).

Dopo un minuto d’orologio arriva tuto il resto, e lì ci rimaniamo male: passi per i bocconcini fritti, ma che il pollo ed il riso fossero già pronti beh, quello non ce l’aspettavamo!

Il riso, sia quello bianco che quello allo zafferano, sono colorati da una specie di battutino che sembra fatto con sedano e carota dai colori artificialmente saturati e privati del loro sapore; il riso giallo non ha neanche lontanamente il profumo dello zafferano.

Il pollo yogurt e spezie sembra un classico pollo al curry ma dal sapore molto più blando; il pollo con mandorle ed anacardi è immerso in una salsa dolcissima che gli anacardi e le mandrole non li ha visti neanche in cartolina; entrambi i sughi sono affogati nella panna, che attutisce ogni sapore circostante; in entrambi i casi, nessuna presenza di spezie tipiche indiane (cumino, coriandolo, cardamomo, semi di senape… niente di tutto ciò!). In entrambi i casi, il pollo si scioglie in bocca… una “tenerezza” quasi fastidiosa.

Le baigan bartha non sembrano neanche più melanzane, arrivano sotto forma di cremina ed il sapore ricorda i funghi trifolati (ma ci sono i semini delle melanzane, quindi forse non sono funghi); nessun sentore di spezie, anche qui. Il nostro dolcissimo lassi si rivela inutile: come anticipato prima, non c’è da spengere nessun bruciore. Che poi, in realtà, non è detto che se uno va a mangiare all’indiano debba morire dalla piccantezza eh, però almeno sarebbe utile riconoscere la diversità dei sapori, il profumo ed il tocco di certe spezie così lontane dai nostri sapori mediterranei… Beh, non preoccupatevi, da Gandhj non troverete nulla di tutto ciò.

Concludiamo con due terribili caffè (acquosissimi e polverosissimi), la portata per la quale abbiamo dovuto attendere di più; spendiamo 55,00 euro in due (prezzo che può andar bene per le quantità, non certo per la qualità) e ce ne andiamo sconsolati: la prossima volta si torna a Firenze o a Pisa!

Direi che due ganasce sono il massimo che questo posto si merita, almeno per me che conosco un pochino la cucina indiana…

Ristorante Indiano “GANDHJ”
Via Roma 17/c – Carrara (MS)

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Cena bulgara al Nabira Camaiore

Salve a tutti,vorei dirvi che il 22.10.2010 venerdì sera al ristorante Nabira facciamo la serata a tema di cucina bulgara.In occasione preparerò una 15 di pietanze che rapresentano il mio paese.Il prezzo è 25.00 euro a testa compreso il bere.Se volete vedere in detaglio il menù,potete visitare la pagina serate speciali sul nostro sito www.nabira.it Grazie a tutti voi e un saluto gioia.

Mami sushi restaurant – Marina di Pietrasanta

Dopo averne letto nella sezione posti nuovi, mi sono finalmente deciso e ieri sera io e la mia ragazza ci siamo andati. Il locale si trova a Marina di Pietrasanta, vicino al lungo mare in via Cavour, è abbastanza ampio, arredato su toni piuttosto scuri, e lo stile è essenziale e moderno con un tocco di giapponese.
Arriviamo verso le 20.30 e il ristorante si riempirà verso le 21.30/22, affollato ma non confusionario con musica di sottofondo che si riesce a sentire.
Ci viene portato il menù, e la consultazione occupa un po’ di tempo visto che la carta è piuttosto ampia, una buona scelta di pesce crudo, sushi, teppanyaki (cottura alla piastra), tempura (frittura giapponese), fry (frittura tradizionale), e qualcosa di cucina fusion come potete vedere dal sito http://www.mamirestaurant.com/index.html .
Decidiamo per:
1 Kaysen gyoza, ravioli di pesce alla piastra (4) 9€
1 Sushi grand, 10 nighiri, 3 hosomaki, 6 uramaki 23€
1 Tempura mix, gamberi tiger, verdura e pesce 15€
1 Torta di cioccolato con gelato al thè verde 7€
1 Falanghina 15€
1 Acqua naturale
2 coperti 4€

Per un totale di 74€ (desumo l’acqua 1 €, ma non avevo visto sulla carta) gentilmente portato a 70€.
Tutto buono, in particolare la tempura che non avevo mai provato (una pastella di farina e acqua gelata e uovo) ha un sapore particolare, e una leggerezza e croccantezza eccezionale.
In sala il personale è piuttosto giovane, tutti al di sotto dei 30 e qualche under 25, quasi esclusivamente italiani, mentre dalla cucina a vista si può notare che lì sono tutti asiatici (della cui provenienza precisa non posso essere certo); il servizio è stato adeguatamente veloce e attento (non hanno portato il cestello con il vino bianco, ma la temperatura era piuttosto alta, per cui si è mantenuto bene, credo che se richiesto non ci sarebbero stati problemi visto che ad un altro tavolo l’hanno portato).
Una serata gradevole ci ritorneremo, visto che rispetto ad altri provati nella zona (non faccio nomi) è sicuramente superiore sia per location, che per qualità.
Non ho ancora ben capito perché nessuno proponga dolci tipici giapponesi (almeno rispetto a quelli che per ora ho provato), non so se siano eccessivamente particolari e magari lontani dalle nostre tradizioni, o forse perché complessi, in definitiva la torta era buona, e il gelato era gustoso con il giusto sapore di thè verde.
La scelta dei vini è ristretta ma con una buona selezione.
Per me il voto giusto è:

: 4 ganasce meno.
MAMI SUSHI RESTAURANT – via Cavour ang. via Tripoli Focette – Marina di Pietrasanta – 55045 LUCCA Tel+Fax: 0584.21594

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Wok World – Pisa

Continua la mia odissea di sperimentazione di posti per il pranzo. Questa volta sono stato a Wok World, in via delle Cascine 18 a Pisa (accanto al sottopasso, opposto alla PAM).

Il ristorante è del tipo a prezzo fisso e mangi quanto vuoi (le bevute sono a parte), comunque con 10 eurini puoi fare il giro a volontà.

Si pratica cucina cinese al salto con qualcosa di giapponese (ahimé, niente zuppe o umidi).

L’ambiente è moderno, spazioso e pulito. Non ha nulla della classica bettola cinese per studenti quanto più l’aia da grande catena in franchising. Nella sala della pappatoria c’è un primo banco con le paste e i ravioli. I ravioli sono decenti, il riso saltato non era un granché e così le fettuccine (perché secondo me erano linguine).

Il secondo bancone offre il sushi in tre varietà, maki, california roll, temaki. Viene fatto pressoché al momento e la prossima volta lo assaggerò.

Quindi un banco centrale con una varietà di ingredienti crudi da far cuocere all’ultima postazione, dove dei cuochi preparano gli ingredienti scelti alla piastra o al wok, potendo scegliere in questo caso diverse salse di accompagnamento.

Gli ingredienti sono pollo, gamberi, manzo (soletta), seppia, parecchie verdure. Questa secondo me è la parte più interessante perché permette di variare un menu che, credo, dopo poco si ripete.

Fatti i conti: una piatatta di verdure grigliate con spiedini di pollo e la suddetta soletta di manzo, un secondo piatto con qualche raviolino, un po’ di riso e di linguine, una birra Asahi da 33 e un boccione d’acqua in tre persone: 14 euro.

Direi 2 ganasce per il rapporto qualità prezzo. Temo che alla lunga stancherebbe, ma il posto è gradevole.

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Ristorante Giapponese “Sakura” – Livorno

Ristorante giapponese SAKURA
Lato P.zza Grande
Livorno
Tel: 0586-885008
Cell: 333-5762008

Siamo andati Sabato sera in tre.
Il posto e’ carino anche se stracolmo di gente.
Arredato naturalmente in stile giapponese con venge da tutte le parti.
In bella vista il banco del sushi e la piastra del teppanyaki dove ci si puo’ mangiare di fronte e godere dello spettacolo.

Il ristorante era pieno e non avevamo prenotato. Nell’attesa il cameriere gentilissimo ci ha offerto tre sake’.

Ci hanno fatto accomodare al banco dove cucinano alla piastra.
Un abile giapponese ti incanta mentre cucina alimenti di ogni tipo: tonno, pollo, verdure, uova, spaghetti, tutto saltato con maestria, veramente divertente.

Abbiamo ordinato due barche di sushi e un piatto di tonno crudo leggermente scottato (per me che non amo il sushi) e poi io mi sono ordinato un piatto di tempura di gamberoni e verdure.
Le barche avevano all’interno diciotto pezzi misti di sushi e sashimi di tonno, salmone, gamberoni, verdure, granchio etc etc. A detta di chi li ha mangiati erano molto buoni e il pesce era fresco.
Per quanto riguarda il piatto di tonno leggermente scottato confermo la freschezza anche se la quantità purtroppo per me era un po’ scarsina.
Passando al Tempura: arriva questo piatto con gamberoni e verdure dal colore invitantissimo.
Il sapore e la consistenza non erano da meno.
Non so come facciano ma riescono a fare una pastella “friabile” che si frantuma in bocca. Per niente pesante e che mantiene abbastanza intatto il sapore del pesce e delle verdure.
Ottimo piatto secondo me.

Invogliati poi dalla piastra che avevamo li davanti ci siamo fatti portare due piatti di “bodu” (mi sembra si scriva cosi), ovvero spaghetti di grano saraceno saltati alla piastra con verdure, tonno e uovo.
Accompagnati con un po di salsa di soya erano veramente buoni.
La cena è stata annaffiata da 4 bottiglie da mezzo litro di birra “Asahi” che reputo un ottima birra.
La spesa finale: Euro 32,00 a chiocca. Non pochissimo ma nemmeno esorbitante, diciamo abbastanza giusta.
Se ci andate vi raccomando di prenotare o davanti al banco del sushi o davanti al banco della piastra.

Per me tre ganasce e mezzo e ciritorno di sicuro.

Buon appetito a tutti!

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