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giu
26

Baviera Fest – Pontedera 11/27 Giugno.

BAVIERA FEST
Pontedera 11-27 Giugno
Piazzale Del Mercato

E’ la classica festa della birra tedesca itinerante. A Luglio sara’ ad Altopascio e poi a CastelNuovo Garfagnana.

Siamo andati ieri sera a mangiarci qualcosa.

Tendone da sagra come di consueto,tavoli e panche per mangiare. Orchestrina tedesca che canta canzoni tipiche e ogni tanto lancia un ein prosit per brindare tutti insieme con la birra. Peccato che a brindare fossimo in 5, vabbe’ il giovedi sera magari non è proprio un giorno di pienone.
Ho preso una bicchiere da mezzo litro della loro HERNNBRAU. Buona.
5 euro per la birra piu’ 5 di cauzione che si tengono se non gli ridai il bicchiere.

Da Mangiare:

Si puo’ scegliere fra: Stinco arrosto,Salsicce di maiale grigliate,Wurstel bianchi, Wurstel classici e rostinciana. Ho scelto un piatto di rostinciana con patatine fritte ed un Pretzel.

- Costo del piatto Euro 16,00

La rostinciana era molto strana. Bella a vedersi. Cattiva a mangiarsi. Sensazione comune ad altri due miei amici che avevano preso il mio solito piatto. Cotta bene ma un odore ed un sapore strani.

Spesa totale: Euro 21,00
Troppi in relazione a quanto si è mangiato, a cosa si è mangiato e a come si è mangiato.

Ciritorno? Nemmeno portato a forza.

Voto: Una ganascia.

nov
24

Mostra mercato Tartufo Bianco a San Miniato

Autore Elena    Category Feste e sagre, Manifestazioni     Tag

Spulciando vedo che non ci sono post sulla “Sagra del Tarfufo” di San Miniato. (link al programma)

Siccome che ci son stata già ben 2 volte quest’anno, mi permetto di segnalarvela, consigliandovi vivamente di andarci di sabato pomeriggio o di domenica mattina (se non volete incontrare le folle!).

Il prossimo weekend sarà l’ultimo. La mostra funziona così: si arriva a San Miniato in navetta e si rincitrullisce tra stand, banchetti e negozi aperti finché non si trova, in Piazza del duomo, una struttura che ospita i rivenditori di tartufi. Si sente quanto costano e, a seconda dell’umore, se ne comprano un po’ – per regalo o per una cena. Poi dopo un merendotto e un bicchier di vino si torna a casa, un po’ storditi.

Non mi dilungo nella descrizione di quel che c’è ma segnalo un paio di cose interessanti e mi permetto di darvi una dritta sui tartufi. Per punti:

1) Una parte dello stand dei tartufi è dedicata alla degustazione di vini locali. Con 4,00 Euro (la 1° domenica era 3,50) ti danno il bicchiere nella pratica borsina griffata dallo sponsor di turno e si può fare il giro dei banchini assaggiando i vini che interessano. Il bello è che non ci sono limitazioni sul numero di assaggi (una volta a Cerreto Guidi per una cifra più alta ne davano solo 2!), in più ci sono dei sommelier al banco principale che possono spiegarti alcune cose, consigliarti, ecc.

2) Ci sono una MAREA di ristoranti arrangiati. Pranzi e cene a volontà, ovviamente al tartufo. I prezzi delle “osterie” volanti sono ottimi. Attenzione però… Anche se i tartufi sono quelli buoni e la buona volontà collettiva è gigante, non sempre il tagliolino è da 5 ganasce. Sapete meglio di me che le cose facili facili sono quelle che possono deludere più facilmente… Il classico ristorante della “sagra del tartufo” è quello dell’associazione tartufai. Dovessi consigliare… direi quello, anche se non ho mai provato.

3) Ogni settimana cambiano gli stand in Piazza del Popolo. Quelli in Piazza del Popolo sono stand di produttori/allevatori che vengono da altre regioni d’Italia. Merita fare il giro della piazza, magari per portarsi a casa cose che qui in giro non si trovano spesso (io ho preso una crema di ‘nduja buonissima).

4) Attenzione ai prodotti al tartufo!
A me, il tartufo, piace a morsi. Mi rendo conto, non è economico. Ma certamente è un modo per non mangiare tartufo finto. Diffido di qualsiasi cosa venga definita “tartufata”: dalla salsiccia al pane, dal formaggio al cioccolato.
Quindi – la tiro corta – prima di dire “il tartufo non mi piace” siate sicuri di aver mangiato un piatto di pasta (calda, non rassegata!) condita con burro e tartufo grattugiato (meglio se vedete la grattugiatura dal vivo!), e coperta da sfogline di tartufo (idem).

Sperando di essere stata utile, vi do appuntamento a San Miniato per sabato e domenica prossimi, dove – come volontaria, si capisce! – do una mano allo stand dell’U.S. Balconevisi (che fa le castagne arrosto più buone d’Europa).

ott
16

Festa pic a Camaiore

Salve a tutti, vi vorrei comunicare che il  16,17 e 18 di ottobre nelle vie di centro storico di Camaiore si farà  la festa dell peperoncino organizzata dal comune della citta e l’ accademia italiana dell peperoncino. Facendo due passi potete vedere e gustare prodotti artigianali di salumi, formaggi, cioccolatto, piante e altro, tutto a base tematica dell utilizzo del prodotto afrodisiaco. Inoltre i ristoranti faranno anche il menu’ a base di peperoncino.  saluti gioia.

lug
17

Circolo 1° Maggio (Buti)

Autore Robs    Category Feste e sagre     Tag

Circolo 1° Maggio
via di Panicale, 1
Buti (PI)
tel. 0587-724666
aperto solo a cena

Il circolo primo maggio di Buti si trova subito dopo la piazza del paese sulla strada che va verso il Monte Serra.
Si può mangiare all’interno, nel Ristorante, oppure all’esterno in una specie di sagra perennemente aperta da maggio a settembre…
Nel ristorante non ci ho mai mangiato quindi non mi pronuncio, ma nella sagra all’aperto ci sono stata molte volte e il cibo è più che decoroso ad un prezzo veramente basso. Nel giardino circondato da olivi si trova una struttura all’aperto coperta da un tendone, con cucina e enorme griglia esterna. I volontari del circolo si occupano di cucinare e di servire ai tavoli. Ne nasce un menu semplice, casalingo, e un servizio celere.
Appena entrati ci si dirige verso un chiosco in legno dove è posizionata la cassa. Vi consiglio di andarci presto perchè il posto è molto frequentato e si rischia di fare una gran fila per riuscire a sedersi e mangiare. Le prenotazioni vengono accettate solo per il ristorante!
Da una cesta si prende un cubetto di legno su cui è intagliato un numero. Ovviamente bisogna prendere il numero più basso disponibile. E’ una variante del numero a strappo che prendiamo nei supermercati.
Si aspetta il proprio turno sbirciando tra il menu appeso di fianco alla cassa. Siamo in due e ordiniamo due antipasti misti (prosciutto, salame, formaggio, sottoli e crostini) e tre secondi (un piatto di salsicce, una bistecca di vitello e una di maiale, il tutto alla brace) con due contorni (patatine fritte e insalata con pomodori. Infine una bottiglia d’acqua. Il vino non l’abbiamo preso perchè a disposizione c’è solo quello della casa. Il tutto per 40 euro.
Il menu disponibile è vasto e io vi consiglio comunque di assaggiare una grigliata di carne (rosticciana, bistecche, galletto, o salsicce fa lo stesso). Di mare c’è solo la frittura e un antipasto misto.
Tra i primi si può scegliere i classici come tortellini al ragù, lasagne al ragù o al pesto, pappardelle al coniglio e cinghiale, penne all’arrabbiata ecc…
Solo tre tipi di contorni disponibili: insalata e pomodori, fagioli, patatine fritte.
I dolci non li ricordo, ma non mi sembra ce ne siano più di 2-3.
Effettuato il pagamento, con il cubetto di legno e l’elenco dell’ordinazione, ci dirigiamo verso i tavoli nella ricerca di un posto libero. Una volta accomodati si posiziona sopra il tavolo la lista e il cubetto con il numero in vista. Appena sarà il vostro turno passeranno a prendervi l’ordinazione e inizieranno a portarvi i piatti. Essendo una specie di sagra può capitare che i piatti si accavallino e che quindi mentre state finendo l’antipasto o il primo vi arrivi sul tavolo il secondo fumante …
Inoltre non vi aspettate tavoli separati e lontani tra loro, perchè ci si accomoda in tavolate lunghe con panche o sedie di plastica e quindi, nel periodo di maggior affollamento, può capitare di mangiare accanto a sconosciuti.
Apparecchiatura semplice con tovaglie di carta.
Lo consiglio a chi vuol spendere poco mangiando una bella grigliata di carne, o chi vuol organizzare una tavolata con gli amici. Anche per le famiglie è ottimo perchè il circolo dispone di un giardino con vari giochi e scivoli per tenere occupati i bambini durante la cena e verso le 22 nel fine settimana c’è la pista con musica dal vivo e balli popolari.
La sera vi consiglio di portarvi un golfino perchè l’aria è più fresca rispetto alla città.
Per me 3 ganasce !


Visualizzazione ingrandita della mappa

mag
28

Sagra del Cinghiale “Caccia e Ambiente” a Castellina Marittima

Autore Pippo    Category Feste e sagre     Tag

Buon appetito a tutti.

Spesso mi trovo a vagare in giro alla ricerca di sagre ed eventi vari dove poter mangiare del cinghiale, nelle sue varie forme, e sabato sera sono andato alla sagra del cinghiale omonima di Castellina Marittima, vicino a Chianni, sita in un circolo di proprietà della pubblica assistenza, se non erro. La sagra di norma si svolge la penultima settimana di maggio (per intenderci, all’incirca dal 20 in poi).

L’ambiente è quello classico simpaticamente “rurale”, con tanto di orchestra per il liscio, gestito da classici signori e signore che, seppur passati gli anta, sono ben lieti di darsi da fare per raccogliere fondi, magari per una buona causa.

Il menù comprendeva primi e secondi di caccia, cucinati nei metodi più canonici, e un caratteristico cacciucco di daino, di cui ho sentito parlare bene, ma che non ho provato. Abbiamo optato tutti e 5 per il menù da 15€, che comprendeva un primo di tagliatelle al cinghiale, il conghiale in salmì, daino e patate fritte. con il coperto e 4 bottiglie di vino, abbiamo speso un pochino meno di 19€ a testa.

Partiamo dal primo: le tagliatelle al cinghiale erano discretamente buone, il cinghiale morbido e le tagliatelle erano qulle belle ruvide, che tradivano di essere state fatte in casa o comunque in un pastificio. Il secondo di cinghiale in salmì era pieno di salsa, ma era leggermente grasso, anche se saporito. Devo invece passare a segnalare le due note negative: il daino e le patate. Il daino è stato servito come piatto freddo (che io non amo) tagliato a fettine, in numero di 2, ed era privo di qualsiasi parvenza di sapore. Le patate invece erano quelle classiche fritte surgelate. Il vino era discretamente buono, un rosso di Montescudaio che andava giù bene, imbottigliato con le etichette americane, pronto per essere venduto in nord carolina, mi sembra di ricordare da quanto scritto. Il pasto comunque, nel totale era abbondante, ma sinceramente non è stato il miglior cinghiale che abbia mai mangiato.

In totale, mi sento di dare due ganasce e mezzo al cibo, ed altrettante ai prezzi. Tuttavia, bisogna considerare che si tratta di un opera a fin di bene, quindi, il fine giustifica i mezzi.
2 ganasce e mezzo

ago
21

Sagra della Patata Fritta – S.Maria a Monte

Autore Dio Brando    Category Feste e sagre     Tag

Invogliato dalla buona quantita’ di pubblicita’ riservata a questa manifestazione e dai commenti positivi di alcuni conoscenti sono andato ieri sera alla mitica Sagra della Patata Fritta, giunta ormai alla sua 37esima edizione .. ed i miei commenti finali sono uguali (penso) a quelli che ormai da 37 anni si ripetono inesorabilmente : ” ma che diavolo ci siamo venuti a fare qui ?.

Senza ombra di dubbio, la peggior sagra a cui sono mai stato: prima di tutto, chiamandosi Sagra della Patata Fritta, uno si aspetta che nel menu’ ci sia almeno una portata che comprende le patate fritte (che si trovano in tutte le sagre)… ebbene no, alla Sagra della Patata Fritta non sono contemplate le patate fritte!
L’unico antipasto disponibile nel menu (classici salumi con crostini) era mangiabile… poi c’erano 2 primi stile “turista tedesco in vacanza”, ossia pasta al ragu e pasta al pomodoro, che ho prontamente saltato. Sono dirottato sulle classiche salsiccie e rosticciana (rispettivamente 3.5 euro e mezzo e 4 euro) con contorno di patate alla povera (in umido: ma pensa un po’, le patate alla povera erano finite!! Leggermente alterato sostituisco le patate alla povera con una bistecca di maiale (avevo deciso di mangiare solo carne, a questo punto…)  ma pensa ancora: pure la bistecca di maiale era finita! Sempre piu alterato chiedo delle verdure gratinate e mi portano delle verdure stile 4 salti in padella piene zeppe d’olio… le lascio li, finisco velocemente la carne e me ne vado ..

Andando via da questo baraccone (e sentendo i commenti sempre positivi della gente grazie ai quali ho capito che se a certe persone metti davanti un piatto di cacca di cane se la mangiano con gusto) noto finalmente un mega tendone… “vai, ecco, c’è una mega pentola piena zeppa d’olio, ecco le patate fritte !!” Mi avvicino a questo tendone e vedo dei sacchettini ben disposti… le patate fritte dovevano essere li dentro. Ne prendo uno (offerta libera…) apro e TATATATAAAAA : ma che bella sorpresa, al posto delle patate fritte c’erano le patatine che compri al supermercato, tipo San Carlo o Pai …

Butto il sacchetto e me ne vado alla macchina.
La sagra finisce oggi : ho scritto questa recensione in modo tale che, se qualcuno volesse andare alla futura 38esima edizione, decida altrimenti… in particolar modo suggerisco la Sagra del Pinolo o quella del Cacciatore…

1 ganasciaGanasce : si possono dare alle sagre? Cmq … beh, dopo attenta riflessione .. ma si, una ganascia tonda tonda !!

giu
28

Fenomenologia della Festa dell’Unità

Autore Ganascia    Category Costume, Editoriale, Feste e sagre     Tag

Tra poco si cominceranno a vedere i manifesti delle prime Feste dell’Unità, delle quali io sono un frequentatore più che assiduo. Per coloro che invece non sono adusi alla frequentazione, stilerò questa breve ma sapida guida.

All’arrivo

All’ingresso della Festa dell’Unità ci sono sempre uno o due pensionati col bidone delle offerte libere e gli adesivi della quercia. Se non metti niente nel bidone passi ovviamente da pidocchioso, comunque i due scherani ti attaccano subito un bell’adesivo che io riciclo prontamente il giorno dopo sul computer del mio collega che più di destra non si può. Lui è contento. A volte alle bimbe prosperose l’adesivo lo attaccano sulle puppe, ma sono peccati veniali e quindi si entra…

Ristorazione

Qui la faccenda si fa complicata. Come si mangia? Mediamente bene. Le piccole feste hanno un ristorante solo (es. San Piero a Grado), le medie (Zambra) ristorante e pizzerie, le grandi (Pisa) di tutto di più: ristomare, ristoterra, enotechina, etnico, pizzeria!

L’affluenza è sempre alta, per cui verrete accomodati al tavolo libero (se c’è) e quando vi tocca una bimba/un bimbo già abbastanza frastornata/o prenderanno il foglio con l’ordine. Il servizio è generalmente rapidissimo e istantaneo: vi portano tutto e subito, per cui attenti a non mangiare la macedonia al posto delle patatine fritte.

Pinatubo o festa dell'Unità  di ZambraIn fondo al tendone si intravede (e intrasente) un inferno di grigliata. Il fumo disegna nel cielo un pino vulcanico bisteccoso stile eruzione del Pinatubo (vedi foto). Il risultato spesso però è ottimo: vedi la favolosa rostinciana (o rosticciana, come si scrive?) di San Piero a Grado, caldamente raccomandabile.

Consigliabili anche le paste ai vari sughi e, in qualche posto, le pietanze di pesce decisamente commestibili.

Intorno a voi, padri di famiglia che a casa non sanno nemmeno dove sono le ciabatte sparecchiano e ripuliscono con una disinvoltura quasi eccessiva. Nei pochi giorni della Festa, sotto al tendone fanno cose che a casa probabilmente non farebbero nemmeno col fucile puntato alla schiena.

A fine cena, una rapida corsa allo stand dei frati e una al bar per caffè e grappino d’obbligo, quindi, via ai…

Divertimenti

Per il dopocena anche nelle feste più piccole c’è sempre il ballo. Singoli suonatori col tastierone MIDI preprogrammato, improbabili duetti batteria/tromba, complessi organizzati tutti vestiti uguali, spesso con cantante/animatrice vagamente postribolare si succedono tutte le sere sul palco, e un casino di gente balla tutta la sera. Una volta era più semplice, perché il liscio lo conoscevano tutti, poi ogni tanto il complesso metteva roba fuori categoria tipo “Il ballo di Simone” o “Nel continente nero”, che venivano ballati scompostamente in gruppo. Ora per fare i moderni mettono un po’ di tutto, ripescando anche macarene, meneaiti e altro budellame latino assortito, ma i ballerini lisci (che normalmente sono degli dei in pista) non sanno cosa fare e ballano i “fuori serie” tutti nello stesso modo, una specie di quadriglione.

Poi dopo il ballo si fa sempre una capatina alla libreria che, anche quando è microscopica, è altamente selezionata, per cui (specie con Trofea) ci lasciamo sempre qualche soldo per la gioia delle consorti.

Infine, scansati i giochi per figlioli e non (il tappo, la pesca delle anatre eccetera) si arriva all’attrazione principale: la RUOTA! Tutte le feste dell’Unità hanno la ruota, ma solo Pisa e Zambra possono vantare la star! L’omone della ruota!

Egli è un signore bello grasso che con abilità consumata incita i giocatori a comperare i talloncini per giocare. Instancabile, tutta la sera e tutte le sere decide i premi, organizza giri speciali, si fa sentire col vocione in tutta la festa e soprattutto esegue il suo caratteristico schiocco per richiamare gente. E’ un mago, e infatti c’è sempre un fottio di gente. E poi via! Rigatini, boccioni d’olio, spalle, vino, pezzi di cacio!

Alla fine, col nostro boccione d’olio o con un salametto, facciamo l’ultimo giro nel mercatino e quindi, felici e leggermente mangiati dalla zanzare, si va a casa.

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