Sabato 4 febbraio Inaugurazione mostra Debora Voso con aperitivo e degustazione
Inaugurazione sabato 4 Febbraio 2012 ore 19,00
Aperitivo e Degustazione € 10,00
Ingresso libero
@L’arte del bere e…
enoteca – wine bar – spuntineria
Via G. Carducci, 62
Loc. La Fontina (PI)
Tel. 050 8754079
info@lartedelberee.it
www.lartedelberee.it
Ristorante Le Sodole – Pontedera (Pisa)
Dopo aver letto qualche commento online su vari siti internet, Io e mio marito abbiamo deciso di dirottare il nostro sabato sera verso Pontedera, esattamente alle Sodole Country Resort. Il posto è molto bello, su una bassa collina. Un bel cascinale ristrutturato finemente,circondato dai vigneti.
La sorpresa: il ristorante vuoto!!! Una simpatica ragazza ci ha accolti facendoci scegliere il tavolo e subito ha iniziato a scambiare due chiacchere con noi, facendo svanire l’imbarazzo iniziale per il “forte silenzio” che regnava in sala! Il Resort è stato inaugurato in estate, mentre il ristorante solo un mesetto fa.
La cucina è classica, toscana, lievemente rivisitata e raffinata. Abbiamo ordinato 2 antipasti della tradizione composti da pappa al pomodoro, una terrina con verdurine di campo saltate con fegatelli, una fetta di salame ripiena con caprino, un piccolo vol au vent con una spuma di formaggio al tartufo. L’antipasto è stato anticipato da un assaggino servito in una tazzina da caffe: vellutata di zucca con mousse di formaggio fresco erborinato accompagnata da un prosecco gentilmente offerti dalla ragazza addetta alla sala (che poi abbiamo scoperto essere la figlia dello chef).
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Dopo gli antipasti, proseguiamo con 2 primi : per me ravioli con sfoglia di mais ripieni con purea di broccoli e serviti con una spolverata di pinoli e noci , e pappardelle al ragù d’anatra per mio marito. Tutto molto buono, gustoso e ben presentato. Pasta rigorosamente fatta in casa!
Per secondo prosegue mio marito da solo con un filetto di maiale al forno rivestito da un trito di erbette aromatiche e accompagnato da un tortino ai fagioli “scritti” varietà particolare di fagioli che cresce nella lucchesia. (I salumi, la carne e i fegatelli che abbiamo assaggiato negli antipasti provengono dalla norcineria Marianelli di Montopoli Val D’Arno) Io proseguo col dolce: un tortino di panettone con fettine di arancia caramellata e granella di cioccolato fondente e mio marito prende un caffe accompagnato da un piattino di cantuccini fatti da loro- buonissimi (ho apprezzato piu del tortino al panettone)!Anche i cantuccini sono stati offerti!!
Il vino è prodotto dai conti Azzoni Avogadro (che sono i proprietari del resort e delle vigne) abbiamo scelto una bottiglia di Helianthus igt (sangiovese-sirah e merlot) del 2006, davvero buono! Durante il pasto la simpatica e gioviale ragazza che ci serviva ci ha fatto assaggiare anche un chianti docg del 2008- buono, ma ho subito risorseggiato l’helianthus, molto fruttato e piu corposo ovviamente del vino piu giovane!
Nel complesso abbiamo gustato una buona cucina, genuina, del territorio locale, ben presentata e ben servita! Abbiamo conosciuto anche lo chef che è venuto a salutarci e a chiederci se avevamo gradito le sue preparazioni.
Il conto veramente modesto! : 2 antipasti =18 euro; i miei ravioli al mais=9 euro; pappardelle all’anatra=11 euro;Filetto di maiale=12 euro; 1 dessert= 7 euro; l’helianthus del 2006=18 euro; 1 bott d’acqua=2,00… il tortino ai fagioli e il caffe, oltre ai già citati cantuccini, lo spumino di zucca, il prosecco e i due assaggi di chianti carinamente offerti! Totale euro 77,00!! Decisamente ci ritorno!
3 ganasce e mezzo… per me potrebbero arrivare a 4 ganasce aggiustando qualcosina!! Serata complessivamente soddisfacente, chiaramente avremmo preferito un pò di compagnia in sala per non essere cosi vistosamente al centro dell’attenzione… Comunque la simpatia dello staff ci ha fatto sentire in casa!
Le Sodole Country Resort Via delle Sodole, 1 – Pontedera (PI) Tel. 0587 484028
Ristopescheria “Da Mery” – Cecina Mare (Livorno)
I notabili di paese sono più insopportabili di quelli di città. Quelli di città di solito un certo stile lo mantengono, ma quelli di paese si avvicinano sensibilmente alla categoria “villan rifatto” (detti anche, in livornese, “pidocchi rivestiti”).
Oggi nel locale in questione, ad un tavolo neanche troppo vicino, ce n’erano quattro, e uno di loro, con la voce “congenitamente amplificata” ci ha ammannito la sua visione del mondo. Ho così potuto imparare che la crisi mondiale è colpa di Barack Obama, che ha fatto una politica sbagliata, che avrebbe dovuto licenziare certuni, e assumere certi altri… Peccato davvero che, prima di insediarsi alla Casa Bianca, non sia passato da Marina di Cecina per farsi consigliare.
Tutto ciò però non è certo colpa del gestore, credo anzi che gli abbiano dato fastidio come a me, e allora sarà meglio cominciare da capo. Scusate per il piccolo sfogo.
Il locale, pescheria storica di Cecina Marina, è oggi un incrocio fra un ristorante e una pescheria, secondo una formula che sta venendo di moda (ce n’è un altro a Livorno, e fra breve ve ne parlerò). Nella fattispecie, più ristorante che pescheria.
Appena si entra c’è il bancone del pesce, peraltro in vendita al minuto e all’ingrosso. Sul fondo della stanza il bancone del bar, e poi una veranda coperta che funge da sala. L’ambiente è decisamente gradevole, in bianco e blu, e ricorda certe baracche della spiaggia, con il pavimento di assi di legno e il soffitto a travicelli. Apparecchiatura essenziale, moderna e lineare.
Purtroppo oggi imperversava il Libeccio, e il bancone era desolantemente vuoto. Il menù quindi offriva principalmente cozze, vongole, pesci da allevamento o di facile conservabilità.
Io ho preso un antipasto cotto (il crudo non c’era, causa mareggiata), composto da cinque assaggi: baccalà mantecato su patata croccante, baccalà al vapore in foglia di cavolo, insalatina di totani e sedano con bottarga di muggini autoprodotta, filetto di aringa su cucchiaiata di risotto, sarde in saor. Nel complesso buono e insolito.
Saltando il secondo, sono passato ad un piatto di seppie con piselli, servite anch’esse con patate croccanti. Decisamente di buon livello.
Per dessert, una sfogliatina con mele flambée e crema “alle rape” (?). La sfogliata era buona e croccante, le mele gradevoli, ma francamente le rape non ce le ho sentite.
Un bicchiere di pinot di buona qualità.
Lati positivi: ambiente piacevole, qualità, servizio curato ed attento, toilette irreprensibile, lista dei vini, vini al bicchiere.
Lati negativi: il menù è recitato a voce, il che impedisce di scegliere con calma. Ho sentito che c’erano anche gnocchi neri alle seppie, carbonara di mare, spaghetti ai frutti di mare e gamberi, filetto di branzino al cartoccio, frittura mista, catalana. Visto che il menù è tutto pesce, potrebbero anche fare uno sforzo e mettere i coltelli da pesce.
Spesa: 40 euro, che francamente non sono pochi.
Votazione: quattro ganasce, per la qualità dei prodotti, e per la voglia di uscire dal banale. Di sicuro in cucina hanno una mano molto sicura. Vale senz’altro la pena tornarci, con il mare più calmo, per provare un assortimento più vasto.
Dimenticavo: all’esterno c’è un vecchio gozzo trasformato in bancone da mescita, evidentemente usato per aperitivi e stuzzicheria nelle serate estive.
Ristopescheria “Da Mery”
Viale Galliano 5 – Cecina Mare (LI)
Tel. 0586620519 – 3398488632 – 3493111365
www.ristopescheria.com – damery@ristopescheria.it
Enoteca L’arte del bere e… 3 Dicembre 2011 Ore 19.30 Apericena solidale ritmi e immagini sudamericane
L’Associazione Fratelli dell’Uomo in collaborazione con L’arte del bere e…
presenta
Apericena solidale ritmi e immagini sudamericane
che si svolgerà presso l’enoteca – wine bar – spuntineria L’arte del bere e… Via G. Carducci 62 Loc. La Fontina – San Giuliano Terme – Pisa (davanti Mercatopoli)
Saranno serviti vini, aperitivi e prodotti gastronomici a chilometro zero
Nel corso della serata, inoltre, saranno presenti Canto Libre in concerto e sarà possibile assistere alla Mostra fotografica Madre Tierra: come salvare il pianeta.
Costo 12€ a persona
Per info e prenotazioni
L’arte del bere e…
enoteca – wine bar – spuntineria
Via G. Carducci, 62
Loc. La Fontina (PI)
Tel. 050 8754079
info@lartedelberee.it – www.lartedelberee.it
oppure 340 4889906 www.fratellidelluomo.org
Al Sottobosco Libri e Café, Pisa
Sono stata in questo ristorante-caffè letterario-jazz club già diverse volte, avrei voluto scriverne, ma non ero mai nel “mood” giusto.
Ci sono stata a cena con amici, prima di una serata jazz, ed è stato molto divertente, il cibo buono (non eccezionale forse, ma molto buono), l’atmosfera, invece, magica!
Devo dire che avevo sempre desiderato che aprisse in centro a Pisa un caffè-libreria, dove sedersi, mangiare o bere qualcosa, sfogliare (e comprare) qualche libro, starmene seduta sulle poltroncine e guardare fuori dalle finestrone, mentre, magari (ed è il massimo della goduria) fuori piove. Il sottobosco è tutto questo, con una punta di ironia (e auto-ironia) nell’arredamento: design e oggetti strani mescolati ad elementi di recupero (intelligentissimo e creativo recupero, direi: come i soldatini o le matite da disegno a decorare i sottotavolini della sezione brasserie, ricoperti poi dal piano in vetro trasparente che fa scorgere cosa c’è sotto). Poi ci sono i libri, tutt’intorno, libri particolari: non si trovano best sellers o, tipo, i libri della Clerici e della Parodi, ma chicchine strambe ormai introvabili come il crudele “cortesie per gli ospiti” di Ian McEwan o il fantastico “Diario di una casalinga disperata” di Sue Kaufman (curioso come da entrambi i titoli di questi due romanzi siano stati poi tratti i titoli di fortunati format TV, ma questo è un altro discorso…)
Poi, va be’ c’è il wi-fi gratuito, che non guasta mai, un bel pianofortone per i concerti, ed un calendario vivacissimo di incontri musicali ogni settimana!
Per il cibo (visto che siamo su ciritorno)
Se devo essere sincera, io lo consiglio più per il pranzo o un the/cioccolata calda che per cena, perchè, appunto, a pranzo mi ci son trovata meglio, che vi devo dire:
La scorsa volta (a cena pre-jazz) ho preso:
- gran tagliere di salumi e formaggi: c’erano prosciutto crudo, finocchiona, salame, due tipi di pecorini buoni, nella norma. (15 euro, per due persone)
- Tris di omelette: con le patate, vegetariana, con cipolle (molto buone, altine e spumose) non ricordo il prezzo
- Lasagnette espresse (da dividere a metà con l’altra persona) al ragù mi sembra 8 euro, molto saporite.
- tortina al cioccolato fondente (va be’ un classico, niente di nuovo, ma molto buona)
Lo so, dal punto di vista gatronomico non sono stata precisissima, ma prometto di tornarci ed approfondire col nuovo menu autunnale.
Quando ci sono stata per un pranzo veloce, invece, avevo preso un tortino di quinoa, radicchio e parmigiano (ottimo) una bottiglia d’acqua e caffè, mangiato bene e in una atmosfera piacevole e serena (spendendo 10 euro) che a Pisa non è male.
Io ve lo consiglio, direi 3 ganascine perchè si mangia bene, l’atmosfera è unica e mette buon umore.
Ecco i dati: “Al sottobosco”, Pisa, Piazza S. Paolo all’Orto, 4
Sasha
Osteria Mammamia – Castagneto Carducci (Livorno)
Di ritorno dall’Elba, metà giornata di fine agosto, all’ora di pranzo dalle parti di Donoratico. Non ho voglia di fermarmi a lungo, quasi quasi prendo una schiacciatina e via.
Esco quindi dalla superstrada e vado verso Marina. Dopo un po’, sulla sinistra, un bel bar-pasticceria-panetteria, al piano terreno di un residence: “vai, vado lì, e prendo la schiacciatina”. Delusione completa: due paste, un po’ di pane, pizza da fornaio e stop.
Risalgo in macchina e proseguo. Sulla destra, dopo un po’, un cartello: “Osteria Mammamia”. Dico il vero, mi fermo anche perché tentato dal luogo (la “location”), un pergolato sotto gli alberi della bellissima pineta, proprio accanto al cinema.
Il locale ha tavoli dentro e tavoli fuori, apparacchiati con cura. Il personale visibile è costituito in tutto e per tutto da una signora e una ragazza. La signora manco si alza da sedere, e tutto sommato è anche giustificata, visto che sono l’unico cliente! Si occupa di tutto la ragazza, e devo dire che è molto gentile ed efficiente.
Il menù è ricco e variato, prevedendo piatti di mare e di terra, alcuni anche insoliti, tipo arista sott’olio e cose del genere. Io però vado sul pesce, e prendo un unico piatto “padellata di mare”, abbinata ad “acqua minerale”, visto che poi dovevo guidare. Era una padella vera e propria, non particolarmente ricercata (di quelle antiaderenti), piena di spaghetti e di frutti di mare.
Mi rendo perfettamente conto che la mia è stata un’esperienza un po’ limitata, e che è un azzardo giudicare un locale da un solo piatto, però era uno dei migliori che ho assaggiato. Gli spaghetti perfettamente al dente, il condimento costituito da cozze, vongole grosse, gamberi, scampi, gamberoni, cannolicchi, calamari, etc. Più pesce che pasta, e tutto di grande livello.
Chiedo poi un dolce: “Aspetti che le porto la lista”. Sono tutti dolci pre-confezionati, non roba loro, però non è neanche “Antica gelateria”. Prendo un semifreddo mandorle e pistacchi, non memorabile, ma buono.
Hanno anche una voluminosa lista dei vini, ma gli ho dato appena un’occhiata, tanto per non cadere in tentazione. Non vorrei ricordare male, ma mi pare che servissero anche vini al bicchiere.
Spesa: 14 euro, regolarmente fatturati.
Favorevolmente impressionato sia dalla qualità che dal prezzo, nei giorni seguenti ho chiesto notizie agli amici castagnetani, e la valutazione è stata concordemente positiva. Mi risolvo quindi a fare una recensione (poteva essere una semplice segnalazione).
Concludendo, mi sembra un locale non particolarmente innovativo, ma dove si fa una cucina tradizionale di razza, che di questi tempi non è poco. Come valutazione, direi tre ganasce senza alcun dubbio, e probabilmente quattro, dopo una conoscenza più approfondita. La parola spetta ora a chi ci andrà: dateci i vostri pareri.
Osteria Mammamia via Puccini 2/4/6 – 57022 Marina di Castagneto Carducci 3406661066
Ristorante Winebar “Tamata”, Porto Azzurro (LI)
Sabato e domenica scorsi toccata e fuga all’Isola d’Elba. Dopo una bella giornata di mare l’ideale sarebbe un’altrettanto bella cenetta di pesce, magari all’aperto. Io però non sono molto fiduciosa… Forse sbaglio ma spesso i posticini caratteristici di mare, con il porto, le viuzze, i negozietti, il mercatino e tanta gente in vacanza… sono il luogo ideale per i classici ristoranti “accalappia turisti”, con scarsa qualità del cibo, servizio frettoloso (tipico dei 5 turni a serata) e soprattutto con il conto che è una mazzata.
Arriviamo a Porto Azzurro e abbiamo già fame. Vediamo dei tavoli (meno di una decina) in un piccolo spiazzo tra le vie del centro storico: il menù ci ispira e i prezzi non sono esorbitanti. Il ristorante si chiama Tamata. La ragazza, gentilissima, ci dice che c’è da aspettare qualche minuto quindi facciamo un giretto e torniamo dopo un po’.
Il tavolo è pronto, ci sediamo e ordiniamo. Arriva un cestino con pane bianco, pane nero e dei grissini artigianali molto buoni. Nell’attesa ci viene offerto un cucchiaio con della spuma di Margarita (come il cocktail, ma “montato”). Poi una specie di polpettina di baccalà seguita da un bicchierino di sciroppo, mi pare di mirtillo. Ci sta bene.
Arrivano gli antipasti. Ho scelto le salsicce di tonno su passatina di fagioli ma assaggio anche la tartare, sempre di tonno. La salsiccia è saporita e speziata, certo non delicata come la tartare ma comunque buona (e soprattutto mi è piaciuta molto l’idea). Inoltre la passatina ci sta benissimo.
Di primo prendo gli spaghetti al riccio: la polpa è abbondante, gli spaghetti sono grossi e al dente. Accanto c’è del pesto con le mandorle per accompagnare il piatto. Lo metto solo su qualche forchettata qua e là perché preferisco sentire il sapore di mare “puro” del riccio (ma ovviamente me lo mangio lo stesso sopra un crostino di pane perché è sfizioso). Assaggio anche i ravioli allo zafferano con ripieno di branzino: il condimento ha un sapore deciso (lo zafferano non è attenuato da altri gusti e c’è anche qualche pistillo). La cosa più buona è il ripieno di branzino, che a volte rischia di risultare troppo delicato, e che invece è saporito e cremoso.
Passiamo al dolce. Assaggio la millefoglie: cialdine croccanti alternate con spuma al mascarpone e scaglie di cioccolato fondente, molto buona. Ma il pezzo forte è il “Cacio e pere”. Prima di tutto il cuoco viene al tavolo e compone il dolce davanti a noi spiegandoci tutti gli ingredienti. Si tratta di due quadrotti di un particolare pan di spagna fatto da loro, bagnato con un liquore dell’Elba (generalmente non mi piace il liquore nei dolci ma questo è leggerissimo) con sopra una crema di formaggio. Accanto fettine di pere caramellate con una generosa manciata di “sbriciolatura” di pistacchi tostati e una spennellata di riduzione al balsamico. Un dolce particolare: sarà stata la novità dei sapori ma a me è piaciuto moltissimo. Di pistacchi poi ne avrei mangiati un quintale (deliziosi, parere unanime). Dimenticavo… come predessert ci viene offerto uno spiedino con qualche pezzetto di frutta.
Veniamo al conto: in 4, con un antipasto, un primo e un dolce a testa, una bottiglia di vino da 24 euro, una di acqua e un caffè spendiamo 150 euro totali. Dopo aver pagato ci alziamo e ci viene offerto un lecca-lecca “da passeggio” al Mojito. Guardando lo scontrino non capisco bene a cosa corrispondano gli importi, che comunque mi sembrano più bassi di quelli riportati in menù. Non c’è il coperto e resto molto colpita, viste anche tutte le cose offerte dalla cucina.
Non ricordo bene quanti e quali fossero gli altri piatti in menù ma posso dirvi cosa ho visto passare durante la cena: ostriche, patate con tagliata, taglieri di formaggi, un tortino di zucchine in crosta di pecorino, dei gamberi… Nonostante mi piaccia non sono una grande esperta di vino comunque la carta mi è sembrata corposa, anche perché il ristorante è anche winebar.
Non so se con l’arrivo dell’alta stagione cambierà qualcosa nella qualità delle preparazioni o nel servizio (davvero molto cortese) ma la mia esperienza è stata, come avrete capito, inaspettatamente positiva. Veniamo alle ganasce ma prima una piccola premessa. Questo mio commento era nato come una semplice segnalazione di un posto nuovo. L’idea di fare una vera recensione mi spaventava un po’ sia per la generica paura di non essere abbastanza brava sia per il fatto che talvolta mi capita di non confermare, con le esperienze successive, la valutazione positiva fatta la prima volta che provo un ristorante. Non è infrequente che anche gli stessi piatti non riescano nella medesima maniera (magari per la cottura, per il sale, per il diverso equilibrio tra gli ingredienti, per la qualità delle materie prime o che so io!). Succede che le porzioni siano un pochino più scarse, che il servizio cambi in base al cameriere che ti tocca, che talvolta anche i prezzi subiscano ritocchini. La premessa è diventata lunga… Mi sbilancio, dico quattro ganasce e aspetto… ovviamente smentite:)
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Ristorante Tamata - Via Cesare Battisti 3. Porto Azzurro, Livorno. Tel. 349 3586956 - http://www.tamatawinebar.it/
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