Bracque Bistrò – Pisa

Il nuovo locale di Augusto della Madia (o della Grotta, a seconda di quanto andiamo indietro) sfugge a molte classificazioni, e mi mette in difficoltà per quanto riguarda il voto finale, ma a questo ci arriveremo dopo.

Il bistrò (come recita l’insegna) è circa a metà di via mercanti, una traversa di borgo stretto. Ha solo quattro tavolini tondi da due persone, con gli sgabelli alti, un banco semplice ma bello e fine lì, anche perché il locale è grosso su per giù quanto il salotto di casa mia.

Otto coperti e un ambiente che invita alla conversazione pacata e spesso condivisa, stante anche la preponderante presenza di Augusto e della moglie che amano intrattenere e intrattenersi con gli ospiti raccontando e consigliando.

Il locale è seriamente costruito e organizzato come un bistrot. Tutto invita al relax: un manu abbastanza ampio di piatti di impronta francese accompagnati da pochi ma ben fatti primi, come ci si aspetta dagli anfitrioni. Vasta disponibilità di assaggi per antipasti e aperitivi, parecchi intelligenti vini al bicchiere tra 3 e 4 euro, ampia scelta di vini selezionati.

In più se gli date spago Augusto vi farà assaggiare di tutto e lo ringrazierete.

L’ultima volta ho preso un assaggio di Tête de veau commovente: sono finito  a fare scarpetta nel ricco grasso rimasto nel piattino. Poi le mezze maniche pasticciate col ragù fantastico che ci hanno insegnato ad apprezzare negli anni, una quaglia in confit ripiena tenera e rassicurante, un bonnet al cioccolato molto molto buono.

Con acqua e un bicchiere di ottimo nebbiolo: 22 euro. Prendendo un primo e da bere probabilmente si sta intorno 10 euri e si gode ugualmente.

Allora come classificare il locale? Di sicuro è un locale unico a Pisa. Qualcuno potrà dire un covo per gastrofanatici radical-chic, per me è un posto per coccole gastronomiche raffinate senza strafare, una parentesi piacevole e del tutto accessibile e informale.

La qualità dell’offerta mi spingerebbe alle 4 ganasce, ma i limiti che ho stabilito non me lo permettono, quindi tre e mezzo strameritate.

NDGanascia 28 ottobre. Dopo due o tre altre visite ho deciso che dei limiti autoimposti me ne frego: quattro ganasce piene strameritate. Il Bitrot è un posto imprescindibile per i gastromaniaci locali e non.

Bracque Bistò, via Mercanti 15 Pisa, chiuso la domenica, aperto la sera.
La prenotazione non ha senso, andateci e se aspettate vi godrete l’aperitivo.

Ciritorno a bestia.


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Ristorante grill della Stazione Marittima di Piombino

Mi capita abbastanza spesso di transitare da Piombino, da e per l’Isola d’Elba, e così spesso è giocoforza fermersi a mangiare un boccone alla stazione marittima, non avendo tempo né voglia di entrare nel centro della città.
Il locale è quello che è, non siamo certo alla “Tour d’argent” o da “Lasserre”, però è dignitoso. Occupa parte del secondo piano, e volendo c’è anche la vista sul porto, il che permette di vedere quando arriva la nave che si deve prendere. Diciamo che è molto meno anonimo di altri posti del genere, non è un autogrill, insomma.
Il punto di forza è una magnifica griglia alimentata con brace vera, che non è facile trovare neppure in locali blasonati. Per di più la signora Ada, che se ne occupa, è una che sa il fatto suo, e non è mai capitato che sbagliasse una cottura, almeno quando ci sono stato io.

C’è anche la cucina, naturalmente, che non è quella di Bocuse, ma si difende.
Premesso che a me la cottura alla griglia piace, generalmente prendo un piatto e via, anche perché di solito il tempo è poco.
L’ultima volta però avevo appetito, e allora ho iniziato con un piatto di spaghetti allo scoglio, ben al dente, e conditi con cozze, vongole (poche), gamberi (micro), polpo (buono e abbondante). Nel complesso comunque si facevano mangiare più che bene, diciamo che ne ho conosciuti di assai peggiori.
Poi sono andato a dare un’occhiata alla griglia: c’erano disponibili calamari, gamberoni, pesce spada, salsicce, bistecche di maiale, di manzo, paillard, verdure.
(Il pesce tutto decongelato, e come tale correttamente indicato sul menù).
Per forza di cose, in un posto del genere i tagli devono essere monoporzione, e quindi le bistecche al massimo da 500 g, il che non mi ispirava proprio. Ho quindi optato per la paillard, che sarebbe poi una fettina alla griglia.
Pericoloso, perché può arrivare in tavola una suola da scarpe: ebbene, stavolta debbo dire che era proprio buona, la signora Ada era riuscita a farla quasi al sangue, cosa non facile, dato l’esiguo spessore. Poi un gelato confezionato (Antica Gelateria) e un litro di acqua minerale gassata (niente vino, dovevo guidare).
Spesa: € 23,00 con regolare ricevuta fiscale.
A me sembra un posto onesto, che non promette più di quel che può mantenere, e dove si mangia qualcosa di dignitoso spendendo il giusto.
Propongo tre ganasce.

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Rossopomodoro – Livorno

Rossopomodoro
Piazza Attias 1/3
Livorno – Tel. 0586951207

Rossopomodoro penso che la conoscano un po’ tutti. E’ la catena in franchising del Gruppo SEBETO, e l’idea, visti i tempi è lodevole: divulgare, col sistema della food-chain i prodotti tipici e di qualità di una determinata zona, in questo caso la Campania.

Il locale si presenta, appunto, come una sorta di Starbucks di alto livello. Bell’arredamento, molti coperti, piano superiore; quello di Livorno è in Piazza Attias, che  io personalmente farei sparire con una bomba all’idrogeno (la Piazza), ma probabilmente era l’unico posto dove trovare un locale a due piani finestrato.

Io non ho particolare feeling con le catene. Fosse per me il mondo sarebbe popolato di piccoli negozi, piccole trattorie e piccole pizzerie, quindi il locale ai miei occhi parte svantaggiato. Ma volendo vedere la cosa con un occhi più neutro, diciamolo: se la cava, e bene. Bella idea di privilegiare prodotti di zona e di qualità, anzi OTTIMA idea, visti i tempi che corrono.

Il personale è napo-labronico, nel senso che all’aspetto sembrano tutti figli del vesuvio, ma la parlata è da Vernacoliere. Tutti molto gentili, cortesi, veloci e per niente invasivi, qualità (la discrezione,intendo) che, l’ho detto più volte, a Livorno è abbastanza rara.

La mia valutazione è limitata, avendo preso solo tre piatti: antipasto con polpettine di melanzane e mozzarella in un cestino di parmigiano, calzone fritto ripieno di mozzarella, scarola, olive, capperi e acciughe, e pizza ai quattro formaggi campani.

I primi due erano molto buoni, specialmente il fritto che sembrava ben fatto e che non ha lasciato, infatti, strascichi.

La pizza, ahimé, è stata una mezza delusione: ottimi gli ingredienti, specie il pomodoro, DISASTROSA la pasta: finissima eppure gommosa. Come abbiano fatto a ottenere questo mix di difetti tra di loro incompatibili non si sa.

Conto finale (con una bottiglia d’acqua e una lattina di cocacola): 29 €, e non mi sembra che i prezzi siano poi così alti, viste le materie prime usate.  Scevrandomi dai miei preconcetti sulle catene io gli darei anche 3 ganasce, ma la defaillance sulla mia pizza toglie 1/3 del voto rivedibile. Diciamo 2 ganasce, suscettibili di diventare 2,5 se il prossimo che la proverà si troverà bene e 1,5 se sarà confermata la pasta della pizza che è toccata a me.

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L’Iguana – Ospedaletto (PI)

Continuo la serie “pranzare a lavoro” segnalando “L’Iguana”.

L’Iguana è nell’area Expo di Ospedaletto, e per quanto mi riguarda rappresenta un’ottima occasione per pranzare a modino senza spendere tanto.

L’ambiente è piuttosto grande e, nei momenti di punta, parecchio affollato.

Da una parte il self-service: 3 o quattro primi, altrettanti secondi, insalatone di vario tipo, bevande e così via. Dall’altra la zona della pizza al taglio o al piatto, che ha un’altra scelta di pietanze spesso anche più interessanti del self-service.

A pranzo il posto è pieno ma il ricambio ai tavoli è piuttosto veloce, si vede che non tutti hanno pause pranzo giurassiche.

Come si mangia? Piuttosto bene. La cucina è semplice e ben fatta quando non molto buona, e il tutto migliora pensando al prezzo. Le porzioni sono adeguate. Si possono prendere piatti di carne e pesce, c’è roba anche per i vegetariani. La pizza non l’ho ancora provata e quindi non mi sbilancio.

Quanto si spende? Un piatto e un contorno con acqua, 7 euro o giù di lì. Giudicate voi.

Quante ganasce? Due di sicuro, ma considerato cosa ti danno in città, anche due e mezzo. Peccato che sia a Ospedaletto, ma per chi lavora lì il posto è una manna: ce ne fussero in centro…

Via Emilia 448/A, loc. Ospedaletto – Pisa – Tel e fax  050 982320 – http://www.iguanadp.com/


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Manon Pizzicheria – Lucca (LU)

In pieno centro a Lucca, in una traversa di Via Fillungo ho avuto il piacere di imbattermi quasi per caso in Manon Pizzicheria. E’ un buchino piccolo piccolo fronte strada di un palazzo storico di Lucca. Bottiglie di vino (la maggior parte di cantine dei dintorni) e di birre artigianali della Garfagnana (al farro, orzo e castagne) fanno da contorno ai muri ed alle volte in mattone rosso.

Credo ci sia la possibilità di effettuare anche piccole spese a base di affettati e prodotti tipici (ad esempio dolci di castagne) ma vi segnalo questo locale in quanto offre la possibilità di poter consumare pranzi veloci, con taglieri di formaggi e salumi o panini farciti, e (perché no) anche aperitivi sorseggiando un buon vino e spilluzzicando buoni affettati.

Personalmente ci sono già stato diverse volte in pausa pranzo (telefonando e riservando il poco posto a disposizione) ordinando panini o taglieri. Vi cito alcune voci, le più “particolari” del menù:
- Bruschetta pomodoro, basilico e pecorino;
- Bruschetta lardo e rosmarino;
- Bruschetta salsa di carciofi e pomodorini secchi marinati;
- Bruschetta salsiccia e pecorino;
- Tagliere salumi;
- Tagliere formaggi e confetture;
- Tagliere misto;
- Panino con salsa di fegatini, prosciutto e pecorino;
- Panino aceto balsamico, crudo e rucola;
Ecc ecc, naturalmente è possibile richiedere panini anche “fuori menù”.

Il posto è carino ed ideale per spuntini veloci. E’ difficile assegnargli un voto, quasi sicuramente ne verrebbe fuori una polemica: fosse per me gli assegnerei 4 ganasce perché NEL SUO GENERE (e sottolineo “nel suo genere”) se le merita tutte per qualità e cortesia.
Non potendolo però paragonare a ristoranti da quattro ganasce sono “costretto” a dargliene solo tre.

Considerazione generale: purtroppo il voto finale va espresso “ganasce”. Vi consiglio però di non limitarvi a considerare questa forma sintetica di giudizio ma di leggere bene le recensioni in modo da capire “le sfumature” delle ganasce assegnate!

Alla prossima!

Manon Pizzicheria
Via Buia, 23
55100 Lucca (LU)
Tel 0583/1712655
Cell 328/1145041

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