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set
2

Nabira, Ristorante e Pizzeria a Camaiore (LU)

Incuriosito dai commenti di Gioia e dal fatto che nessuno/a aveva recensito il suo Ristorante Pizzeria mi sono deciso a provare il ‘Nabira di Camaiore.

E ho fatto bene !
Prenoto e al telefono mi risponde Lei che gentilmente e inutilmente cerca di capire il mio cognome per la prenotazione.
Siamo in 4 compresi i due cuccioli di 3,5 e 5,5 anni e il mio Black-Berry  utile per annotarsi i particolari.
Ci presentiamo con 2 passeggini e Lei anziché fare la solita smorfia di disappunto della maggior parte dei ristora-tori ci dice con voce soave di parcheggiarli in una stanzina all’entrata facendoci sentire subito a nostro agio. (voto 10+)
Il locale è pieno e già questo è indice di “mangiar bene”.
Ha una sala a pian terreno dove nomina un sontuoso forno a Legna che sembra essere magico in quanto il pizzaiolo (suo marito) si vede poco all’opera ma sforna delle pizze (e non solo) magnifiche.
Gioia, la Padrona di casa, ti versa il vino, ti apre la salvietta rinfrescante è come una… “Fatina” sembra essere uscita da una fiaba talmente è gentile e premurosa.
il Ristorante è veramente come viene descritto nel loro sito web e sembra di entrare in casa ad una famiglia dove tutti/e si adoperano affinché i clienti siano coccolati e serviti come desiderano ogni qual volta si vuole cenare senza dover apparecchiare, preparare, ecc. ecc.
Sopra c’e’ una stanza che non ho visitato ma era piena di gente che ho visto scendere bella sorridente.
All’interno domina la semplicità e l’ordine con un una cura attenta cura del particolare.
Segnalo: Bagno da 10+ supercurato con tremila accessori anche per bambini, rosa/e vera gialla su ogni tavolo, bicchieri da vino veri, bicchieri da acqua carini e colorati,  cestello per mantenere la temperatura del vino, piatti buoni, tende viola!!!,  TV per i più sfegatati che vogliono vedere il calcio ….
La “Fatina” accorre subito per la comanda e visto l’indecisione sul secondo corre subito in cucina a mandare avanti i primi in modo che i piccoli (notoriamente irascibili quando hanno fame) non si spazientiscono  ad attendere. (voto 10+)
I miei piccoli mangiano come degli adulti e nonostante fossero stanchissimi per la giornata al mare si comportano decentemente ammaliati dai toni soavi.
Decido per il pesce nonostante intuisca che il menù di carne (tordelli/bistecca) sia il top !
Io e mia moglie prendiamo la padella di muscoli di mare, gamberetti e totanini 9eurox2. (voto 8+)
Tutto fresco e ben presentato con una padella vera in mezzo alla tavola.
Cozze e vongole ottime, totatini  buoni,  gamberetti piccoli (non mi fanno impazzire in genere).
Sughino mondiale e ideale come consiglia la “Fatina” per la zuppetta.
Nel sughino abbondante la moglie mi fa notare che secondo lei c’e’ proprio ‘Nabira (Birra).
Per i bimbi Tordelli camaioresi fatti a mano con sugo di carne che ho assaggiato (voto 9).
Ottimi  e belli tosti con un sugo abbondante che è stato polverizzato dai 2 piccoli.
Nel  frattempo chiedo una focaccia che vorrei usare al posto del pane visto che il forno a legna sforna delle belle pizze croccanti.
Mi viene gentilmente detto che il pizzaiolo non ce la fa visto il pieno del locale e visto che il forno viene usato anche per cuocere delle succulenti bistecche, filetti e pesci.
HHHHEEEE’ ???!!!
Ci rimango un po’ male… ma sento che la “Fatina” che nel frattempo si scusa in mille modi inizia a lovorare ai fianchi il pizzaiolo e in 2 riprese ci dice di essere confidente nel convincerlo…
ehhh lo credo come fa a dirgli di no ! Impossibile !
Quando una moglie/donna si mette in testa una cosa la raggiunge per forza, per definizione e difatti ecco che arriva la succulenta schiacciatina da 2,5€ !!!  (voto 10+)
Per secondo io prendo un branzino al forno da 16€. (voto 9,5)
Micidiale buonissimo, già pulito come richiesto, fresco e talmente ben cotto nel forno a legna che mi mangio pure le guance e una porzione di pelle.
Per contorno mi prendo un’insalata mista da 3,8€ che era dai tempi di Gimondi che non la mangiavo al Ristorante (voto 10).
Mia moglie prende porcini trifolati da 6,5€ che viene annoverato come contorno (?!?) ma che in realtà è un vassoi etto abbondante che è (per me) un sugo ottimo di porcini tanti da condirci 2 primi piatti.
Per me non sono trifolati ma ottimo contorno “sugo” (voto 9).
I bimbi si prendono una pizza bianca con prosciutto cotto ottima che ho assaggiato dopo aver finito la schiacciatina che mi confermano la bontà della pizza cotta a legna con un impasto degno di nota che fa venire fuori un prodotto né fine, né molliccio… giusto ! (voto 9)
Vino in bottiglia bianco Orvieto da 8€ buono ( voto 8 )
2 Acqua naturali fresche in bottiglia 1,9€x2 (!!!)
Nonostante fossi stato satollo e stia cercando di contenere le Kcal ho voluto provare il Dolce fatto in casa direttamente dalla “Fatina” che lo proponeva con tale soddisfazione che era impossibile declinare.
Per me Crostata di mandorle e fichi da 3,8€ ottima e leggera (voto 9) e per il bimbo un dolce super che lei ha chiamato Piramide Egizia da 4,5€ che ho assaggiato, Ottimo (voto 9).
La Piamide Egizia non saprei descriverla perché ero talmente satollo ma ho intuito che oltre ad essere molto scenografica aveva del cioccolato bianco, della panna e forse della ricotta ??
Il dolce Piramide Egizia è stato accompagnato da una collana Egizia del Faraone Tutankhamun che la “Fatina” ha fatto indossare al bimbo che a sua volta a girato Babbo per poi passare definitivamente alla Bimba soddisfatta (da donna) nell’indossarla.
L’attenzione garbata verso i bimbi per tutta la serata da parte della “Fatina”, dell’altra Signora e delle ragazze che operano in sala non l’avevo mai riscontrata nonostante frequenti spesso Ristoranti  anche con la famiglia al completo.
Da segnalare coperto per 1,5€x4 e 2 caffè buoni da 1,2€ cad per un totale meritatissimo di 95,8€.
Penso proprio di ritornarci e di consigliarlo agli amici villeggianti perché vale per bontà, prezzo e servizio.
Per la sua categoria e le sue particolarità vale 4 ganasce.

Ristorante Pizzerie NABIRA
via Cesare Battisti 14 a Camaiore 55041 (LU) – Giorno di riposo il martedì, aperto a pranzo e cena
Telefono 0584.989741 | Cellulare 339/2629921 galia@nabira.it

http://www.nabira.it/


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giu
22

Ristorante “La Pineta ” Marina di Bibbona – LI

Autore simone    Category Qualità, Ristoranti lusso     Tag

La Pineta Ristorante.
Via dei Cavalleggeri Nord, 27 – 57020 Marina di Bibbona (Livorno).
Tel. +39.0586.600016

Ristorante “nel mare” a pochissimi metri dalla battigia con una splendida pineta retrostante.
Una volta arrivati scrutiamo per cercare il ristorante ma vediamo soltanto una baracca… è quella, è la magica baracca dello Zazzeri.
Varchiamo la soglia dell’ingresso e ci ritroviamo in un ambiente ovattato, sapientemente arredato, senza sfarzi ma curato nei dettagli che trasmette calore ed accoglienza.

Appena seduti ci portano subito della carta musica sfornata da pochissimo e a seguire una entrée consistente in un cartoccino di frittura di totani e gamberi di fascina che ben si abbina al bicchiere di Vernaccia.

Nella carta troviamo un paio di proposte di menu’ degustazione (una da 65 ed una da 75 Euro ) ma optiamo per il menu’ alla carta.

Parto con un primo piatto che mi incuriosisce assai per la semplicità:

- Bavette con calamaretti e seppioline aglio e salvia.

Le bavette preparate con farina Kamut sono ottime, al dente ma senza eccesso di amido nel sugo.
La seppiolina croccante e il calamaretto si amalgamano con il nero di seppia, la salvia con cui vengono saltate in padella e il condimento finale con un olio evo locale di media età ne esaltano la sapidità.
L’aglio, una presenza eterea nonostante ce ne sia uno spicchio tagliato a metà. C’e', si sente, si vede, si odora ma non lascia nessuna traccia invadente della sua presenza.
Tutti i sapori ben definiti che a contatto con il palato si fondono e ti travolgono dando un senso quasi esoterico al piatto.

Il Secondo:

- Pesce (del giorno) nel tegame con rosmarino, capperi ed olive.

Un piatto apparentemente semplice nel quale la qualità della materia prima lavorata riesce però ad esaltarsi.
Il branzino che ci è stato proposto non ha niente a che vedere con tutto quello che ho mangiato fino ad ora, presentato sfilettato su di un lettino di pomodorini,capperi ed olive.
Un monumento alla semplicità (apparente) ed alla qualità.

Il Dolce:

- Millefoglie con crema di mele verdi e Calvados.

Freschissima la sfoglia, abbinamentro perfetto con il Calvados.

- Il Vino

Colle Duga Damian Princic annata 2007, Ottimo Tocai.
Carta dei vini mostruosa (sembra la UTET) ma democratica.
Vini a partire da 16 euro a bottiglia.
Naturalmente se volete fare gli sboroni potete tranquillamente ordinare un ottimo tignanello del 1991 di cui vi lascio immaginare il prezzo.

- Caffe’ del Togo cremoso e suadente.
In accompagnamento delle meringhine con incastonati dei pinoli e degli ottimi biscottini.

Ho avuto modo di scambiare due chiacchere col mitico Zazzeri, persona molto cordiale, alla mano e profondo conoscitore delle materie prime che lavora.

Conto: 70 Euro ad personam

Giudizio: 5 Ganasce abbondanti.

Buon appetito a tutti!

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mar
27

Antico Ristoro Le colombaie – Catena, San Miniato (PI)

Antico ristoro Le colombaie
via Montanelli loc. Catena – San Miniato Basso (PI)
tel 0571 484220 – cell 340 9860605
lecolombaie@gmail.comwww.lecolombaie.eu

Siamo stati alle Colombaie. Non ci eravamo più stati da quando ci avevamo assaggiato il Picolit qualche anno fa. Il ristoro ha aperto nel 2006. Parto a raccontarvi questa cena da uno dei motivi storici che ci hanno riportato alle Colombaie, per condurvi al motivo per cui ci ritorneremo.

Dopo alcune settimane di dopocena passati in ufficio sono riuscita a finire un lavoro importante, e per festeggiare Marito mi ha detto “Allora andiamo alle Colombaie”.
Ci siamo andati convinti che l’avremmo trovato chiuso per turno, o pieno, o in ferie. Da quando sulla porta ha attaccato l’adesivo Slow Food non ci eravamo più stati, quindi avevamo grossi punti di domanda nella nostra testa.
Siamo entrati e ci hanno accolto con un sorrisone. “Prego”. Ci siamo seduti dopo aver scelto un tavolo in disparte. Ci hanno portato immediatamente il menu e la carta dei vini.
Menu: antipasti, primi, secondi e dessert. Niente pesce (per la mia gioia). Decidiamo di prendere un menu completo a metà.
Abbiamo scelto: maltagliati con misticanza di erbe aromatiche, olive taggiasche e capperi di Lipari; peposo con verdure fritte; tagliere di formaggi (provenienza: Siena, San Rossore, Appennino Pistoiese – un pecorino e un caprino).
Nel menu c’è scritto che la pasta è prodotta artigianalmente e per la maggior parte “in casa”, cioè nella cucina del ristorante, e con ingredienti biologici. Abbiamo pensato che i nostri maltagliati non provenissero dalla cucina (perché erano troppo buoni), invece sì. Il sugo era delicato e saporito al tempo stesso. Quei capperi erano buoni, e io odio i capperi per il fatto che ammazzano i sapori. Ecco, quei capperi lasciavano che si sentisse il sapore del pomodoro e delle olive, ed abbiamo apprezzato assai.
Confesso che abbiamo fatto la scarpetta, anche perché sulla prima portata avevamo una fame infinita. Comunque la porzione era davvero abbondante (100 g ad occhio).
Veniamo al peposo: quello che abbiamo mangiato era un peposo vero. Dico così perché ultimamente vediamo servire dei peposi che in realtà sono spezzatini piccanti, magari buonissimi, ma non esattamente “peposi”. Il sughetto in fondo era denso al punto giusto e il sapore era forte ma non nascondeva il fatto che la carne fosse buona. Non siamo riusciti a rimandare indietro i piatti scarpettati, ma c’è mancato poco.
Contorno: l’unico piatto a cui faccio una critica. Le verdure fritte sono fritte benissimo, senza uova, leggere e croccanti. Purtroppo le zucchine e i fiori di zucca insieme al cavolo prendono tutte di cavolo. Lo chef, dopo, ci ha detto che di solito non ci sono cavoli nella frittura, ma che per questa volta aveva fatto un’eccezione perché erano arrivati i cavoli “di qui” (di questa zona).
Abbiamo comunque divorato zucchine e fiori, rimandando indietro i cavoli che non ci convincevano in generale (in quanto cavoli).
Vino: avevo voglia di Nobile e ci hanno proposto una new entry della carta dei vini. Gradazione 13,5. Corpo non proprio pesante, profumo buono, che sapeva proprio di nobile, prezzo fantastico: 22 euro. Rapporto qualità-prezzo inarrivabile. Ultimamente io e Marito siamo un po’ viziati in fatto di vini, perché non beviamo da molto tempo cantine sociali e bottiglie da 2-5 euro, quindi mi permetto di dire che quel nobile avremmo potuto pagarlo 10 euro di più senza battere ciglio.
Veniamo ai formaggi. Li abbiamo accompagnati con due bicchieri di Picolit. I formaggi erano meravigliosi, tranne il caprino perché a me non piacciono i caprini (più son buoni e meno riesco a mangiarli, è inutile). La cosa che mi ha colpito di più è stato il fatto che, nonostante la consistenza di quelli tirati, la lingua e il palato non sono stati aggrediti da una salatura pesante, ma anzi, si lasciavano gustare con tranquillità (e in ordine sparso). I formaggi erano inclusi tra gli antipasti e noi abbiamo preferito mangiarli al posto del dessert.
In generale, ecco come appare il locale.
Entri e subito ci sono le scale per salire su nella sala. L’arredamento è rustico e attuale, essenziale, curato. La riservatezza è garantita e non esistono tavoli al centro della sala (che mettono sempre in imbarazzo chi ci si siede), perché al centro della sala c’è un buco che dà sul bancone al piano di sotto. Non sono brava a descrivere le stanze, ci vorrebbero un geometra o un architetto (cosa che io non sono), però davvero il tutto è confortevole.
Le tovaglie sono di carta ma impermeabili. Abbiamo riso pensando al Ganascia (che noi non abbiamo mai conosciuto!) che dice “Ma queste sono tovagliette del menga!”. In realtà alle Colombaie non ci sono tovagliette, ma tovaglie che coprono tutto il tavolo.
La musica è normale. Niente jazz ruffiano, nessun volume ammicante. Tutto ciò che fa da contorno al cibo suggerisce il seguente messaggio: “mangia, bevi, godi con sobrietà e naturalezza”. Che non credo sia poco.
Ora, se vi state chiedendo perché sia così romantica nel descrivere questo posto, ecco i motivi:
-sto scrivendo a caldo questa recensione
-tutto quello che dico è vero.
Infine, i prezzi. Tutte le portate stanno intorno ai 9-10 euro; alcuni secondi arrivano a 16. I vini hanno dei prezzi che vanno dai 15 (Maurleo,Beconcini) ai Sassicaia (non riportabili per le mie tasche li ho proprio rimossi).
Con caffè e ammazzacaffè (offerti) abbiamo speso 60,00 Euro. Offrivo io, ma ho fatto pagare Marito con carta di credito, quindi sono uscita dal ristorante convinta di averci lasciato quella settantina delle serate importantissime. Scoprire la cifra esatta è stata una sorpresa piacevole.
Mi sono fatta mostrare la pasta in preparazione (che davvero era buonissima) e lo chef mi ha detto che è solito preparare dei fuori menu (che stasera, tanto per fare un esempio, comprendevano un primo con i carciofi niente male).
Grande attenzione (sennò lo slow food che c’entra a fare?) per i prodotti localissimi. Le uova sono prodotte da Carpareto, le carni fornite dal Falaschi di San Miniato, tanto per dirne un paio.
Voto: 5 ganasce, sia per la carta dei vini che per il menu.

Ci ritorno con gioia.

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gen
8

Ristorante Wine Bar Amaro – Viareggio (LU)

Nel centro di Viareggio si trova questo elegante ristorante specializzato in pesce unendo tradizione a innovazione. A distanza di un paio di anni ci sono stato due volte (l’ultima durante queste feste natalizie) ed in entrambi i casi mi sono trovato molto bene tanto è che mi sono deciso di presentarvelo.

Naturalmente la recensione si baserà su quest’ultima esperienza più fresca nella mia memoria.

Innanzi tutto parliamo un po’ del locale. L’ambiente è elegante ma moderno, pareti in pannelli si alternano a vetrate che danno sulla cucina, l’arredamento è minimale così come le apparecchiature: tavolo nero con tovaglina bianca e candela a centro tavola (scusate ma non sono particolarmente bravo a scrivere, ma se andate sul sito del ristorante www.ristoranteamaro.it potrete vedere le foto!!).
Servizio non impeccabilissimo ma i ragazzi sono comunque gentili e disponibili e passi sopra volentieri a certe piccolissime sbavature.

Veniamo al cibo! In due abbiamo ordinato:

- Varietà di antipasti di mare, assaggi misti proposti dalla nostra cucina

Si tratta di una buona selezione di antipastini scelti tra quelli del menù, tante piccole cosine sfiziose da assaggiare. Nel complesso (fra cose squisite e cose un po’ meno buone) il voto non può che essere positivo;

- Stortini freschi al pesce con scorfano, gallinella di giornata direttamente dal mare
- Gnocchetti con calamaretti, crema di zucca, pomodorini secchi e calamaretti

Gli stortini (che ho mangiato io) erano molto buono. Si trattava di fatto di una trabaccolara. Era però molto gustosa e saporita (d’altronde lo scorfano ha un’ottima carne saporita). La cottura era perfetta ed il sugo si legava perfettamente. Da provare.
Gli gnocchetti invece, a detta della mia ragazza erano buoni, ma gli ingredienti non legavano perfettamente, quindi buoni ma potevano essere meglio.

- Dessert alla castagna con confettura di fichi
- Sfogliatina alla crema con frutta fresca

Il dessert alla castagna era esagerato! Veramente buono! Era, di fatto, un semifreddo alla castagna con sopra della confettura di fichi. Ora, ammetto di essere diventato un fanatico della castagna (ho imparato ad apprezzarla in Corsica), ma il dolce era davvero davvero buono.
Anche la sfogliatina non era niente male. Un sandwich di sfoglia (a forma di cuore) ripiena di crema (a me la crema di solito “stucca” questa invece era leggera) e fragole.

Abbiamo bevuto (oltre all’immancabile bottiglia di acqua naturale) un buon Riesling e 2 caffè.

Il conto della serata è stato di 105 euro.
Insomma, bel ristorante da sfruttare anche per festeggiare certe occasioni particolari. Ripensando anche alla mia prima visita (non ricordo cosa mangiai, ma ricordo di essere stato molto bene) mi sento di dargli 4 ganasce.

AMARO
Via San Martino, 73
55049 Viareggio (LU)
0584-962183
www.ristoranteamaro.it


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nov
17

Il podere del grillo – San Miniato (PI)

Ristoro Il podere del grillo
San Miniato, via Serra n. 3
www.poderedelgrillo.eu/ristoro_e_punto_vendita_podere_del_grillo.htm

Mi decido e scrivo anche questa, anche se è davvero difficile fare una recensione del podere del grillo. Prima di tutto perché non è un ristorante, ma un ristoro, adattissimo per colazioni salate e merende delle cinque e mezzo, secondo perché le cene al podere del grillo sono spesso a tema. Ma ci provo eh.

Vi dirò della cena al tartufo a cui siamo andati un po’ di tempo fa.

Menu: tartina al tartufo bianco (con burro e scaglie di tubero), risotto al tartufo bianco, uovo al tegamino con tartufo bianco, dolcetti.

Spesa: 18,00 Euro a testa.

La qualità delle materie prime è il punto di forza. Il Podere del Grillo produce confetture e coltiva carciofi, cavoli e varie verdure nel sanminiatese. Si possono acquistare prodotti molto slow (dagli affettati ai formaggi ai vini) e si possono assaggiare piatti tipici della tradizione toscana, che sfociano a volte in esperimenti fortunati. Fanno spesso zuppa di cavolo, zuppa lombarda, creme di carciofi, sformati di verdure di stagione… La cosa più buona è il pane. Poi ci sono gli affettati (pancetta buonissima, lonzino al vinsanto, prosciutto, salame, tutti a km zero o uno o due). Infine i vini: la selezione delle bottiglie non è vastissima, ma sempre azzeccata. Danno vini anche al bicchiere, che è una cosa che mi piace (soprattutto se ci passo a pranzo, o per l’aperitivo). Ho assaggiato qui il Sator, che è davvero buonissimo. E lo spumante di Ivana Cupelli (azienda agricola sanminiatese).

L’accoglienza è familiare e amichevole. L’arredamento è molto bello, appena si entra c’è profumo di legno di ciliegio che resta nel naso e fa molto tradizione-toscana. Sulla porta un cartello recita che impegni familiari e l’umore dei gestori possono provocare variazioni improvvise dell’orario di apertura, ma alla fine è sempre aperto, dalle 10 del mattino alla sera (con piccola pausa pomeridiana, che dipende ovviamente dal tempo e dal periodo dell’anno).

Se passate dalle parti di San Miniato, consiglio vivamente di prenderci un aperitivo e di provare, se c’è posto, qualche piatto.
Ed ecco il voto, rullo di tamburi:

Il Ganascia mi aggiusterà se non sono stata precisissima.

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set
14

Ristorante La Mora, Sesto di Moriano (LU)

Autore sirkik    Category Qualità, Ristoranti medi     Tag

Eccoci cari ciritornini,

oggi sono stato a un nuovo “ristorante“, in quanto per scelta personale e di mia moglie  più o meno condivisibile, da diversi anni non torniamo mai in un posto dove siamo già stati, anche se talvolta la tentazione di ritornarci è alta, ma preferiamo allargare la nostra conoscenza per  poter magari essere utile guida  nella scelta a tanti ns. amici e non.

Non ho mai messo recensioni sul sito anche se è da molto tempo che usufruisco di ciritorno, ma prometto che d’ora in  poi, ad ogni  locale visitato la scerò la mia recensione

Oggi sono stato insieme a mia moglie, al ristorante la Mora, a Sesto di Moriano a circa 1000 metri da Ponte a Moriano, è facilmente raggiungibile…www.ristorantelamora.com/

Iniziamo dal locale,  che è la vera e propria nota DOLENTE,  è molto retró diciamo stile anni 70,  agli amanti del genere può anche piacere…

Siamo stati sistemati in veranda, i tavoli nella stessa  erano  ben distanziati .

Appena accomodati, viene consegnata la carta dei menù, e subito viene chiesto quale tipologia di acqua minerale  vogliamo.

Sono contemplati due menù degustazione, uno di pesce a 50,00 euro, e uno tradizionale della Mora a 45,00 euro.

Decidiamo di andare alla carta, anche perché i menù degustazione si presentavano piuttosto ampi, e non conoscendo le porzioni, il rischio di poter andare oltre, era alto.

Dopo alcuni minuti, arriva il responsabile di sala, molto probabilmente uno dei titolari, vestito di tutto punto e con un approccio di sicura esperienza e classe.

Prendiamo due antipasti, mia moglie sceglie delle crocchette di baccalà con fiori di zucca fritti, mentre io mi oriento verso un budino al peperone dolce.

L’antipasto di mia moglie era ottimo, asciutto, e fragrante , l’olio era sicuramente freschissimo, il mio budino era molto delicato, e ben curato nella presentazione.

Prima nota positiva, uno dei pochi ristoranti  che porta la carta dei vini, solo dopo che hai scelto le pietanze!!!  Scelgo chiaramente un vino delle colline lucchesi doc,un  badiola 2007, buono senza dubbio , ma potevo osare di più.

Come Primo piatto mia moglie opta per degli gnocchetti neri al nero di seppia,  (scusate il gioco di parole, ma è così) mentre io vado a scegliere dei tacconi di pasta fresca al sugo di gallo ruspante.

Il mio primo è una festa di delicatezza, ben preparato ed equilibrato, ottima anche la preparazione del primo di mia moglie, come cottura senza dubbio, ma è sembrato un poco troppo carico, forse eccessivamente gustoso. Le porzioni si dimostrano giuste, ben bilanciate.

Mia moglie come spesso è consueta fare, non prende il secondo, (anche se come al solito viene a depredare la mia portata, sob!)

Io ordino del piccione in doppia cottura, che si dimostra una scelta felice, le cotture ben equilibrate e pulite, nette e distinte le sensazioni percepite, sicuramente materie di primissima qualità per ottenere certi risultati.

La presentazione dei piatti è curata e ricercata.

Inoppugnabile il servizio, le posate mirate per ogni portata, i piatti e sottopiatto non sono niente di particolare, sono molto semplici e sobri,  vengono rimosse le briciole dal tavolo a fine della seconda portata, cosa piuttosto rara, ricordo pochi ristoranti di spessore che hanno  questa chicca nel servizio..

Passiamo ai dolci, mia moglie chiaramente si ripresenta, ordinando una cialda allo chantilly con frutta, mentre io prendo un tortino caldo al cioccolato.

Sorpresa… Prima del dolce ci viene servito un pre dessert consistente in una mousse al limone e dei dolci secchi, cantuccini , brigidini,e biscotti, il tutto ottimo e fresco.

i Dolci sono assolutamente ottimi , detto da mia moglie ex pasticcera è una garanzia, insieme viene servito un moscato d’asti ottimo e alla giusta temperatura, parola di Sommelier.

Si conclude con due buoni caffè, e un limoncino e una grappa (poi risultati offerti).

Ok, tiriamo le somme, il locale non è bello è molto retró può anche piacere ma… Il servizio è preciso e puntuale , qui inserisco un commento,  da cogliere come una annotazione  del tutto  personale, il servizio è forse anche troppo tempestivo, magari dei tempi un  pochettino più scanditi sarebbe da preferire. La presentazione dei piatti come detto, è curata e attenta,  le porzioni sono giuste . La qualità delle pietanze servite  è sicuramente di ottimo spessore, fatto salvo il primo di mia moglie che in quella festa di delicatezze,e scansione delle sensazione è forse risultata l’unica nota leggermente dissonante.

Parliamo di numeri, due antipasti 24 euro, due primi 24 euro, un secondo 18 euro, due dessert 16 euro, 1 vino 14 euro, una minerale 3 euro, due caffè 6 euro.

Altra considerazione, i prezzi delle pietanze sono stati sicuramente equilibrati, ma ritengo eccessivi i prezzi dei dessert  come d’altronde i caffè.

Ho comunque pagato conserenità il conto di 105 euro, ritenendo che le pietanze servite rispecchiano standard di qualità elevati.

Che dire, io penso che 4 ganasce le meriti tutte, forse sono anche un poco strette, aspetto chiaramente il conforto dei ciritornini.

Io come ho all’inizio detto, non tornerò mai più in quel posto, sicuramente indirizzerò chi potrà permetterselo verso questo locale, sicuramente degno di considerazione.

Come nella scienza, rimango in attesa che la mia recensione venga o meno falsificata. per poter essere validata.

saluti.


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ago
18

No Club – Viareggio (LU)

Salve a tutti,

un paio di settimane sono stato a cena in questo piccolo locale nel centro di Viareggio. Dico “piccolo” non a caso: noi eravamo in otto, ed in sala erano presenti altri due tavoli, uno da sei ed uno con un singolo commensale. In queste condizioni, il ristorante era praticamente pieno. Parliamo quindi di un locale raccolto, piacevole, con un arredamento in bilico tra l’elegante ed il minimal. In cucina troviamo la figlia di Romano, quindi le premesse sono sicuramente buone.

Passando alla cena, abbiamo iniziato con un calice di prosecco (offerto). Ho poi proseguito con un antipasto: millefoglie di melanzane alla trabaccolara, ottimo l’accostamento tra le melanzane tagliate a fette sottili ed il sugo di pesce. Ho potuto assaggiare anche un carpaccio di pesce azzurro, molto gustoso.

Il primo è stato invece un piatto di linguine ai totani e salvia: buono, ma niente di memorabile. Ho avuto la possibilità di assaggiare anche un piatto di burghul alle cicale, veramente ottimo, saporito e (cosa che non guasta mai) abbondante. La consistenza del burgul si accostava perfettamente al sugo di cicale, in cui non mancavano generose porzioni delle stesse.

Alcuni dei partecipanti alla cena hanno preso il secondo: baccalà con porri e patate o tracina. Non ho potuto assaggiare nessuno dei piatti, ma il baccalà aveva un aspetto assai invitante.

Ho chiuso con il dolce: tortino al cacao amaro, perfettamente eseguito, con un bel cuore fondente. Ho assaggiato anche un cheesecake, e posso affermare che è uno dei più leggeri e gustosi che mi sia capitato di mangiare.

Purtroppo sul vino non posso essere troppo preciso. Abbiamo bevuto una bottiglia di Bianco di Montecarlo prodotto nella tenuta dello stesso Romano, un Gewurztraminer “Abbazia di Novacella”, ed una bottiglia di Moscato d’Asti ad accompagnare il dolce, della quale però non ho potuto vedere l’etichetta.

I servizio è informale ma estremamente cortese. Menzione d’onore per la pazienza nel prendere la comanda, nonostante la tavolata abbia messo un certo impegno nel complicare l’ordinazione.

La spesa è stata di 260 euro (32,5 euro a testa) per:

7 antipasti

5 primi

4 secondi

8 dolci

1 Bottiglia di Bianco di Montecarlo

1 Bottiglia di Gewurztraminer “Abbazia di Novacella”

1 Bottiglia di Moscato d’Asti

Considerando che antipasti, primi e secondi erano di pesce, e considerando che la qualità è stata dal buono in su, direi che la spesa è stata sicuramente corretta, con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

La valutazione è quindi di 4 ganasce belle piene, con la voglia di tornarci per provare altri piatti, visto che mi è stato detto che il menù cambia con una buona frequenza.

Fortemente consigliato nel caso in cui vogliate fare una bella cenetta con la vostra dolce metà, senza rischiare di trovarvi in mezzo al caos di decine di altre persone.

No Club

Via San Francesco 91

Viareggio

www.noclub.it


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