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ott
17

Antica torteria al mercato da Gagarin – Livorno

Era tanto che volevo scrivere qualcosa su questo posto che allieta da anni il mio palato. Premetto che sono di Pisa e spesso mi reco a Livorno un po’ per cambiare aria (e l’aria è migliore in quanto a simpatia) un po’ per provare gusti nuovi. La meta fissa delle mie peregrinazioni gastronomiche è la torteria da Gagarin (o semplicemente “la tortaia”). A Livorno è impossibile non conoscerla; è un piccolo chiosco davanti al mercato tra i fossi e piazza Cavallotti.

La specialità unica e indiscussa è la “torta” come la chiamano a Livorno. A Pisa la chiamano cecina e più a nord, verso Genova, “farinata”. Per me la qualità espressa per questo tipo di alimento da Gagarin è eccelsa: la cecina è croccante fuori e un po’ più morbida dentro con un profumo intenso e un retrogusto delizioso, senza l’abuso di olio. La si può mangiare sfusa (la soluzione migliore per assaporarne appieno la fragranza) oppure nel “francese” (un piccolo sfilatino) o nella schiacciatina (il classico 5 e 5). Ci si può sedere su degli sgabelli davanti a due banconi oppure ad un piccolo tavolino.

Gagarin non propone molto altro e apprezzo questa scelta perchè quello è il tempio della cecina. Si può accompagnare la cecina con delle melanzane sott’aceto e qualche volta la titolare (sempre simpatica e disponibile) cucina del buon castagnaccio. Le bibite disponibili sono molte ma le più richieste sono la spuma e la soda Tassoni. Oltre alla bontà del prodotto volevo sottolineare l’accoglienza del posto e la simpatia dei proprietari. Al momento di pagare l’importo viene sempre arrotondato per difetto: non si tratta di un vero e proprio regalo ma sono gesti che apprezzo molto e che a Pisa non riescono a concepire. A Pisa finchè non hai scucito fino all’ultimo centesimo ti stanno col fiato sul collo. Non ci sanno proprio fare: spesso preferisco fare decine di km verso Livorno o Lucca perchè mi trovo meglio. Solitamente si va da Gagarin per una merenda oppure per un aperitivo diverso dal solito a meno che uno proprio non abbia tanta voglia di cecina e ne ordini mezzo Kg (attenzione: può creare dipendenza.).

Una cosa carina che faccio spesso è prendere un paio di hg di cecina e poi spostarmi pochi metri più avanti per un panino alla Barrocciaia. Se si capita nei paraggi (si tratta di pochi metri verso piazza Cavallotti) di giorno segnalo anche l’antica friggitoria che fa dei buoni “scagliozzi” (polenta fritta) e frati. Per me il massimo è visitare nell’ordine: friggitoria, tortaia e Barrocciaia. A mio modesto parere da Gagarin si mangia la miglior torta. Ne ho provati molti altri perchè ne sono goloso ma nessuno raggiunge i livelli di Gagarin. Quello che più si avvicina è Cecco ma anche se ho personalmente fatto uno studio gastronomico sulla cecina la questione è molto soggettiva.

Un consiglio perchè altrimenti ci si può rimanere male: la tortaia chiude presto perchè sta aperta tutto il giorno quindi meglio arrivare prima delle 20 e 30. La domenica è chiuso.

Passiamo al giudizio. Capisco che non è un vero è proprio luogo di ristorazione non essendo capace di fornire un pasto completo ma mi sento di dargli 3 ganasce alla luce della qualità del prodotto e della gentilezza e simpatia del personale.

Antica Torteria Al Mercato Da Gagarin – Via del Cardinale 24, Livorno – 0586884086

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mar
29

Ristorante Pesce d’Oro – Chiusi (SI)

Autore ninavola    Category Qualità, Ristoranti medi     Tag

Chissà che casino combino con la prima recensione..ci provo. Anzitutto i dati:

RISTORANTE PESCE D’ORO
Loc. Sbarchino, 36 – lago di Chiusi
53043 Chiusi (SI)
Tel. 0578 21403
e-mail: info@ristorantepescedoro.it

C’è anche il sito ma non è di nessuna utilità e non lo ritrascrivo, oltre alla pagina iniziale non c’è nulla,forse è in costruzione. Il ristorante si trova sulle sponde del lago, è molto semplice raggiungerlo, basta seguire le indicazioni che portano al lago e sul finire della strada appaiono i cartelli del ristorante: occhio perchè a pochi metri se ne trova ubicato un altro, non sbagliate!Dall’esterno non avrete granchè modo di orientarvi perchè non ci sono cartelli, comunque appena uscite dalla macchina quello che resta sulla sinistra, è il vostro. Si accede dal bar anche se la sala ristorante si trova dal lato opposto. Un unica sala sui toni del giallo e dell’ocra vi accoglierà, con tavoli giustamente distanziati ed il tovagliato che si orienta sui soliti colori. Si parla di una cinquantina di coperti interni e quindi, con il titolare ed un paio di cameriere, si viene seguiti con regolarità e gentilezza. Il menu propone non solo pesce di lago ma anche piatti di terra di cui è scritto il nome di qualche azienda che fornisce l’olio ed i salumi. L’olio utilizzato è veramente buono,  risalta anche la qualità del pesce. Noi non avendo che provato preparazioni esclusivamente di lago nelle nostre visite, parlerò solo di quelle. Poche scelte, anche se fuori menu si trova sempre qualcosa di giornata, spesso di invenzione del cuoco.  Fra i piatti fissi nell’antipasto si trovano code di gambero con vellutata di finocchi (veramente notevoli,e ben presentate le cose sul letto di passata di finocchi), tartara di boccalone con panna acida e crostini di pane (freschissima la tartara, presentata a cupoletta e 3 crostini di pane tagliati al velo e tostati), panzanella toscana con tinca. Fra i primi la scelta continua a farsi difficile, ma il mio preferito è cannoli di luccio su guazzetto di gamberi…ottimi davvero. Non sono da meno i pici al sugo di persico reale, gli gnocchi con tinca affumicata ed il semplice ma affatto banale farrotto con zucchine e luccio,oppure la zuppa di carpa e patate. Nota: tutte le paste sono fatte in casa. Risalta la bontà dell’olio crudo nel secondo, il brustico, che altro non è che persico o luccio cotti su un fuoco a calore fortissimo, di canne lacustri. Pare che tale tecnica di cottura risalga addirittura all’epoca etrusca. Sicuramente i filetti che ne escono sono buonissimi ed affatto troppo cotti. Per me però è difficile rinunciare al tegamaccio, dove vi si trovano tutte le varietà di pesce del lago cotte nel sugo di pomodoro e servite nel coccio. Troverete anche il persico al sale, gli spiedini croccanti di persico reale alla brace oppure gli straccetti di carpa dorati su purea di melanzane e crema di aceto balsamico. L’ultima volta abbiamo accompagnato il pranzo con un buon franciacorta cà del bosco, buona scelta. Anche nei contorni ritorna un pò di lago, nella fagiolina del trasimeno condita con olio e pepe, delicatissimi. Fuori carta l’ultima volta provati dei carciofi fritti sciutti e saporiti. Anche i dolci sono di fattura casalinga, come lo zabaione flambè, il tortino caldo di cioccolata, il semifreddo al croccantino, semifreddo al cioccolato ripieno di cocco. Per chiudere con un accento alcolico chiediamo sempre qualche amaro, l’ultima volta offertoci. La spesa si aggira sui 30/35 euro se si prende dall’antipasto al doce, vini esclusi. A mio avviso, cifra irrisoria per la qualità finora riscontrata. Una bella esperienza che conto sempre di rifare a breve. Gli do 3 ganasce, preferisco stare stretta!io ci ritorno di sicuro.


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feb
19

Dario Cecchini, recensione tripla – Greve in Chianti (FI)

Cari amici di Ciritorno, è tanto che ho voglia di parlarvi dei locali di Dario Cecchini, il famoso macellaio di Panzano in Chianti. Li ho provati tutti, e credo che si possa fare una recensione unica, se Ganascia non ci trova da ridire.
Andiamo con ordine, ché “non è impresa da pigliare a gabbo”, e seguiamo la successione, dal più semplice al più prestigioso.
Numero 1: Il “Fast food” (si fa per dire) di Dario. Un tempo si chiamava Mc Dario, adesso ha cambiato nome, forse per motivi commerciali.
Con la modica spesa di € 10 si mangia una buona (grossa) polpetta impanata, accompagnata da patate arrosto, cipolle al forno, e salse varie. Bevande e dolci a parte. Nonostante somigli obiettivamente ai varii “Mc…” è tutt’altra cosa. La carne è sceltissima, cotta giusta, e i contorni di prima qualità.
Delle quattro versioni secondo me è la più riuscita: con un prezzo molto modesto si mangia dignitosamente, è l’ideale per chi capita laggiù e non vuole appesantirsi perché magari dopo deve guidare, etc.
Numero1 bis: menù “Accoglienza”, negli stessi locali del precedente, assaggi di tutti i prodotti dell’azienda: sushi (carne cruda battuta a coltello), arista, polpettone, sfilacci di carne, “Tonno del Chianti” (maiale cotto nel vino bianco), accompagnato da un grande pinzimonio di verdure fresche. € 20.
Numero 2: “Solociccia” Ci si trasferisce nel locale di fronte, una casa di paese ristrutturata da un architetto che sa il fatto suo, senza falso rustico.
Anche lì il menù è fisso, e ricalca un po’ quello di “Accoglienza”, arricchito di solito da “crostini al sugo”, “fritto del macellaio” e “arrosto fiorentino” (roast-beef). Dolce e vino sono compresi a € 30
Numero 3: “Officina della bistecca” E’ il massimo della ciccia. Si comincia anche lì con il (cosiddetto) sushi, e si prosegue con tre tagli di carne alla griglia (griglia vera, con la brace come Dio comanda): bistecca panzanese (taglio di coscio), lombata (senza filetto) e fiorentina (con filetto), più altri ammennicoli varii, contorni, pinzimonio, dolce, etc, il tutto a € 50.
Tutto ciò lo si può però dedurre anche dal sito, e quindi arriviamo alle valutazioni personali,che probabilmente interessano di più gli amici di Ciritorno.
Ebbene, che dire? Dario o lo si ama o lo si odia, è sicuramente un personaggio, istrione come pochi, bisogna riconoscergli il merito di aver valorizzato i propri prodotti e la propria attività in maniera ammirevole.
Il livello di quel che si mangia (e si acquista) è eccellente, la qualità della materia prima non si discute (il vino è un chianti onesto, l’olio ha pochi rivali).
Innovazione ce n’è poca, per non dire nessuna, da un anno all’altro non si cambia di una virgola.
L’ esecuzione dei piatti è molto curata, le porzioni anche troppo abbondanti, il rapporto qualità-prezzo decisamente favorevole, anche perché si può scegliere l’opzione che si preferisce.
Direi che per chi ama la carne è un’esperienza da fare, almeno una volta, perché qui siamo veramente al top per qualità e cottura. Alla lunga diventa però un po’ ripetititvo.

Io ci vado di solito una volta l’anno, ne approfitto per fare la spesa della sua carne e dei suoi salumi (salame super strepitoso), e poi continuo il giro nei paesi vicini per comprare olio, vino, formaggi, etc.

Una nota di merito senz’altro agli ambienti, come dicevo ristrutturati con molto gusto, arredamento moderno e minimalista, bicchieri e stoviglie di design, inseriti  in un ambiente rustico autentico. In questi tempi di “hostarie”, non è poco.

Dario è al centro di critiche, perché usa di preferenza carne spagnola e non toscana. Francamente non le condivido, perché il risultato è ottimo, la cosa è ufficialmente dichiarata, e se uno non è d’accordo può sempre andare altrove.

Valutazione in ganasce: qui si fa davvero difficile, e chiedo l’aiuto del Capo. Qualità ottima ma menù ripetitivo: che si fa? Considerando che la carne è una delle migliori in assoluto sul mercato, azzarderei quattro ganasce, comunque mi rimetto alla valutazione superiore.

Di sicuro ciritorno, magari anche solo per fare la spesa.

NDGanascia. Questo è uno dei casi limite. Secondo me si può stare sulle 4, vista l’eccellenza del prodotto che va oltre la mera riproduzione del piatto. Se ci vengono dalla california a mangiare le bistecche qualcosa vorrà dire. La discussione è aperta.

Via 20 Luglio, 3
50022 Greve in Chianti Firenze


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ott
26

Ristorante I Giusti, Lido di Camaiore

Un nuovo ristorante a Lido di Camaiore, l’ambiente è moderno, quasi essenziale, colori chiari, pannelli luminosi alle pareti per amplificare il locale, niente quadri se si escludono due gigantografie e alcune poesie, si ha subito l’idea di un ristorante dove protagonista è il cibo, senza distrazioni, non è un’ osteria dove si va con amici a far caciara per intendersi.

Ci fanno subito accomodare, portano il menù, l’acqua e il cestino del pane dove occhieggia anche una bella focaccina alle erbe.
La scelta dei piatti si divide tra terra e mare con le due proposte degustazione a 35-38.00e. In aggiunta visto il periodo, un foglio con una degustazione tartufo a 55.00e. di cui ho visto passare al tavolo accanto i tagliolini al colombaccio selvatico e tartufo veramente interessanti.

Come antipasto scelgo il crudo di mare, arriva un grande piatto con otto varietà di pesce: carpaccio di orata(buono),filetti di triglia(molto buono),tartare di pescatrice(deludente,pareva scongelato),julienne di seppia(straordinario,il miglior crudo in assoluto!), una canocchia sgusciata(buona), due sparnocchietti(freschissimi), un’ostrica(cicciosa) e uno scampetto(molto buono).Il tutto condito in modo equilibrato e armonico, particolare lode all’olio al basilico fatto da loro.
Maritozzo ha scelto l’antipasto di mare secondo stagione: 6 assaggi di mare che variano secondo il pescato, polpo con verdure, sformatino, cozza ripiena, cubo di tonno marinato, spiedino di gamberi con tropea in agrodolce e per finire crema di farro con scaglie di branzino e verdurine.Buono ma niente di nuovo.

Dimenticavo, una volta ordinato portano un saluto dalla cucina: una crocchetta di pesce e patate e un crostino con acciughetta :-) .

Scegliamo di assaggiare la pasta, fatta da loro con farine bio., calamarata con cozze, calamaretti e bisque di gamberi, decisamente sapida e al dente e gnocchetti scampi e porcini, più delicati ma fortemente aromatici e abbondanti i funghi, vediamo passare un fuori carta del giorno altrettanto buono:tagliolini al nero di seppia con cicale sgusciate…questo voglio provare a rifarlo in casa…

Rinunciamo al secondo ormai sazi per provare i dolci: crema doppia allo zabaione per me e tortino di pere e cioccolato per Maritozzo, entrambi ben eseguiti e presentati, Maritozzo comunque pensa che rispetto alle altre portate i dolci possano migliorare.

caffè con biscottini e un limoncello offerto.

Da bere un vermentino delle colline del Candia niente male.

Un locale dove l’attenzione per le materie prime e la mano in cucina sono di livello, il servizio è attento ma non invadente, a volte l’insieme è un pò freddino ma qui il vero protagonista è il piatto: qualità, esecuzione curata, presentazione, gusto.

E ora i prezzi:
vino 20.00e.
crudo 18.00
antipasto mare 16.00
primo piatto mare 12.00
dessert 5.00
caffè 2.00
acqua e due coperto tot. 6.00 tot. 98.00e.

Direi che quattro ganasce ci stanno.

Ristorante “I Giusti”
Piazza Immacolata 2
55043 Lido di Camaiore
Tel: 0584 905177
www.igiusti.com


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ott
20

Digressione: Il Cascinalenuovo, Isola d’Asti (AT)

Salve a tutti,

so che siamo decisamente fuori zona, ma vorrei condividere con voi questa esperienza, perchè decisamente degna di nota. Il fine settimana scorso ci siamo recati ad Alba per la Fiera del Tartufo, ed abbiamo dormito, appunto, al Cascinalenuovo, poco lontanto da Asti. Il sabato sera abbiamo cenato nell’omonimo ristorante, posto al piano terra. Il locale, che si fregia di una stella Michelin, è arredato in maniera piuttosto minimale, niente di memorabile ma comunque elegante e funzionale; l’apparecchiatura è di ottimo livello (addirittura diversi bicchieri per acqua naturale e frizzante, anche se su questo sono un po’ perplesso).
Il menù, non chilometrico ma certamente ben articolato, presenta piatti sia di carne che di pesce, ed offre alcuni menù degustazione. Noi abbiamo optato per la carta, per avere l’occasione di provare un maggior numero di piatti (Isola d’Asti non è proprio dietro l’angolo ^_^).
Dopo aver ordinato, ci viene offerto come mise en buche un pezzetto di cotechino su letto di lenticchie di Castelluccio e crema di patate. Buonissimo, anche se piuttosto impegnativo come pre-antipasto.
Abbiamo preso un solo antipasto, millefoglie di lingua e foie gras con gelatine al porto: uno dei piatti più buoni che abbia mai mangiato, l’alternarsi delle consistenze di lingua e foie gras perfettamente bilanciato. Da solo vale tutto il viaggio.
Abbiamo proseguito con i primi, agnolotti del plin e risotto con salsiccia al rhum e funghi porcini, entrambi con generosa grattata di tartufo. Buonissimi entrambi, con menzione speciale per gli agnolotti, che si sposavano perfettamente con il tartufo.
Per quanto riguarda i secondi, ho potuto assaggiare un filetto di Fassone con funghi porcini alle erbe e patate arrosto, ed una fonduta di Raschera DOP con cardo gobbo e altra grattata di tartufo. Ottimi, la fonduta eseguita perfettamente, il filetto cotto in maniera impeccabile, carne tenerissima e saporita. Abbiamo preso anche un piccione, che non ho assaggiato ma mi dicono molto buono.
I dolci sono stati preceduti da un pre-dessert, un bicchierino di crema di mandorle e cioccolato bianco (fantastico, se riuscissero a farne un dolce vero e proprio ci tornerei solo per quello). Considerato che le porzioni sono più che ragionevoli, abbbiamo preso tre dolci in quattro: sformato tiepido al cioccolato con gelato allo zenzero, cupola di cioccolato venezuelano con cuore al barolo chinato e assaggio di tre dolci tipici piemontesi. Tutti i dolci erano molto buoni, interessante l’abbinamento del gelato allo zenzero con il tortino caldo, buonissima la cupola (ma dove c’è il cioccolato per me è tutto almeno buono) con presentazione molto carina.
Per quanto riguarda i vini, l’antipasto è stato accompagnato da un Arneis in purezza di cui non ho fatto in tempo a vedere il nome, mentre i primi ed i secondi sono stati annaffiati da una Barbera d’Asti “Mon Ross” di Forteto della Luja (ottima Barbera tradizionale).
Il caffè è stato accompagnato da una selezione di cioccolatini artigianali veramente notevoli, ed a fine cena ci è stato offerto un piattino con un grappolo di uva fragola.
Il personale è gentilissimo e attento, senza essere eccessivamente formale, a cominciare dal caposala-proprietario Roberto Ferretto; a fine cena anche lo chef Walter, fratello di Roberto, ha fatto un giro tra i tavoli (cosa che a me personalmente fa sempre piacere).
Ricapitolando, la spesa per:

4 mise en buche (offerti)
1 antipasto
4 primi (con tartufo)
4 secondi (di cui 2 con tartufo)
4 pre-dessert (offerti)
3 dolci
3 caffè
16 cioccolatini artigianali (offerti)
1 grappolo di uva fragola (offerto)
4 bicchieri di Arneis
1 Barbera “Mon Ross”

è stata di 450 euro, ossia 112,5 euro a testa. Tenendo conto della qualità dei piatti e della quantità di tartufo che accompagnava i piatti, ci può decisamente stare. Senza tartufo la spesa sarebbe stata di 300 euro, ossia 75 euro a testa, decisamente ben spesi.
Giudizio finale: 5 Ganasce e mezzo.

Perchè non 6? Perchè le 6 Ganasce sono la perfezione, mentre devo rilevare (seppure a malincuore) un paio di passi falsi (minimi, vorrei sottolinearlo): le patate che accompagnavano il filetto erano dimenticabili, ed il caposala, a circa metà della cena, non sapeva più quale fosse la nostra bottiglia di Barbera e quale quella di un altro tavolo che aveva lo stesso vino. Tanto per essere chiari, sono piccolezze, e ribadisco che è stata una tra le migliori cene che abbia mai avuto modo di gustare, ma le 6 Ganasce sono una roba seria ^_^.
Se vi trovate da quelle parti, non fatevi scappare l’occasione. Alla prossima!

Il Cascinalenuovo

Strada Statale 231 – Asti / Alba – n.15
Isola d’Asti (AT)


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Il Cascinalenuovo in una mappa di dimensioni maggiori

set
2

Nabira, Ristorante e Pizzeria a Camaiore (LU)

Incuriosito dai commenti di Gioia e dal fatto che nessuno/a aveva recensito il suo Ristorante Pizzeria mi sono deciso a provare il ‘Nabira di Camaiore.

E ho fatto bene !
Prenoto e al telefono mi risponde Lei che gentilmente e inutilmente cerca di capire il mio cognome per la prenotazione.
Siamo in 4 compresi i due cuccioli di 3,5 e 5,5 anni e il mio Black-Berry  utile per annotarsi i particolari.
Ci presentiamo con 2 passeggini e Lei anziché fare la solita smorfia di disappunto della maggior parte dei ristora-tori ci dice con voce soave di parcheggiarli in una stanzina all’entrata facendoci sentire subito a nostro agio. (voto 10+)
Il locale è pieno e già questo è indice di “mangiar bene”.
Ha una sala a pian terreno dove nomina un sontuoso forno a Legna che sembra essere magico in quanto il pizzaiolo (suo marito) si vede poco all’opera ma sforna delle pizze (e non solo) magnifiche.
Gioia, la Padrona di casa, ti versa il vino, ti apre la salvietta rinfrescante è come una… “Fatina” sembra essere uscita da una fiaba talmente è gentile e premurosa.
il Ristorante è veramente come viene descritto nel loro sito web e sembra di entrare in casa ad una famiglia dove tutti/e si adoperano affinché i clienti siano coccolati e serviti come desiderano ogni qual volta si vuole cenare senza dover apparecchiare, preparare, ecc. ecc.
Sopra c’e’ una stanza che non ho visitato ma era piena di gente che ho visto scendere bella sorridente.
All’interno domina la semplicità e l’ordine con un una cura attenta cura del particolare.
Segnalo: Bagno da 10+ supercurato con tremila accessori anche per bambini, rosa/e vera gialla su ogni tavolo, bicchieri da vino veri, bicchieri da acqua carini e colorati,  cestello per mantenere la temperatura del vino, piatti buoni, tende viola!!!,  TV per i più sfegatati che vogliono vedere il calcio ….
La “Fatina” accorre subito per la comanda e visto l’indecisione sul secondo corre subito in cucina a mandare avanti i primi in modo che i piccoli (notoriamente irascibili quando hanno fame) non si spazientiscono  ad attendere. (voto 10+)
I miei piccoli mangiano come degli adulti e nonostante fossero stanchissimi per la giornata al mare si comportano decentemente ammaliati dai toni soavi.
Decido per il pesce nonostante intuisca che il menù di carne (tordelli/bistecca) sia il top !
Io e mia moglie prendiamo la padella di muscoli di mare, gamberetti e totanini 9eurox2. (voto 8+)
Tutto fresco e ben presentato con una padella vera in mezzo alla tavola.
Cozze e vongole ottime, totatini  buoni,  gamberetti piccoli (non mi fanno impazzire in genere).
Sughino mondiale e ideale come consiglia la “Fatina” per la zuppetta.
Nel sughino abbondante la moglie mi fa notare che secondo lei c’e’ proprio ‘Nabira (Birra).
Per i bimbi Tordelli camaioresi fatti a mano con sugo di carne che ho assaggiato (voto 9).
Ottimi  e belli tosti con un sugo abbondante che è stato polverizzato dai 2 piccoli.
Nel  frattempo chiedo una focaccia che vorrei usare al posto del pane visto che il forno a legna sforna delle belle pizze croccanti.
Mi viene gentilmente detto che il pizzaiolo non ce la fa visto il pieno del locale e visto che il forno viene usato anche per cuocere delle succulenti bistecche, filetti e pesci.
HHHHEEEE’ ???!!!
Ci rimango un po’ male… ma sento che la “Fatina” che nel frattempo si scusa in mille modi inizia a lovorare ai fianchi il pizzaiolo e in 2 riprese ci dice di essere confidente nel convincerlo…
ehhh lo credo come fa a dirgli di no ! Impossibile !
Quando una moglie/donna si mette in testa una cosa la raggiunge per forza, per definizione e difatti ecco che arriva la succulenta schiacciatina da 2,5€ !!!  (voto 10+)
Per secondo io prendo un branzino al forno da 16€. (voto 9,5)
Micidiale buonissimo, già pulito come richiesto, fresco e talmente ben cotto nel forno a legna che mi mangio pure le guance e una porzione di pelle.
Per contorno mi prendo un’insalata mista da 3,8€ che era dai tempi di Gimondi che non la mangiavo al Ristorante (voto 10).
Mia moglie prende porcini trifolati da 6,5€ che viene annoverato come contorno (?!?) ma che in realtà è un vassoi etto abbondante che è (per me) un sugo ottimo di porcini tanti da condirci 2 primi piatti.
Per me non sono trifolati ma ottimo contorno “sugo” (voto 9).
I bimbi si prendono una pizza bianca con prosciutto cotto ottima che ho assaggiato dopo aver finito la schiacciatina che mi confermano la bontà della pizza cotta a legna con un impasto degno di nota che fa venire fuori un prodotto né fine, né molliccio… giusto ! (voto 9)
Vino in bottiglia bianco Orvieto da 8€ buono ( voto 8 )
2 Acqua naturali fresche in bottiglia 1,9€x2 (!!!)
Nonostante fossi stato satollo e stia cercando di contenere le Kcal ho voluto provare il Dolce fatto in casa direttamente dalla “Fatina” che lo proponeva con tale soddisfazione che era impossibile declinare.
Per me Crostata di mandorle e fichi da 3,8€ ottima e leggera (voto 9) e per il bimbo un dolce super che lei ha chiamato Piramide Egizia da 4,5€ che ho assaggiato, Ottimo (voto 9).
La Piamide Egizia non saprei descriverla perché ero talmente satollo ma ho intuito che oltre ad essere molto scenografica aveva del cioccolato bianco, della panna e forse della ricotta ??
Il dolce Piramide Egizia è stato accompagnato da una collana Egizia del Faraone Tutankhamun che la “Fatina” ha fatto indossare al bimbo che a sua volta a girato Babbo per poi passare definitivamente alla Bimba soddisfatta (da donna) nell’indossarla.
L’attenzione garbata verso i bimbi per tutta la serata da parte della “Fatina”, dell’altra Signora e delle ragazze che operano in sala non l’avevo mai riscontrata nonostante frequenti spesso Ristoranti  anche con la famiglia al completo.
Da segnalare coperto per 1,5€x4 e 2 caffè buoni da 1,2€ cad per un totale meritatissimo di 95,8€.
Penso proprio di ritornarci e di consigliarlo agli amici villeggianti perché vale per bontà, prezzo e servizio.
Per la sua categoria e le sue particolarità vale 4 ganasce.

Ristorante Pizzerie NABIRA
via Cesare Battisti 14 a Camaiore 55041 (LU) – Giorno di riposo il martedì, aperto a pranzo e cena
Telefono 0584.989741 | Cellulare 339/2629921 galia@nabira.it

http://www.nabira.it/


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giu
22

Ristorante “La Pineta ” Marina di Bibbona – LI

Autore simone    Category Qualità, Ristoranti lusso     Tag

La Pineta Ristorante.
Via dei Cavalleggeri Nord, 27 – 57020 Marina di Bibbona (Livorno).
Tel. +39.0586.600016

Ristorante “nel mare” a pochissimi metri dalla battigia con una splendida pineta retrostante.
Una volta arrivati scrutiamo per cercare il ristorante ma vediamo soltanto una baracca… è quella, è la magica baracca dello Zazzeri.
Varchiamo la soglia dell’ingresso e ci ritroviamo in un ambiente ovattato, sapientemente arredato, senza sfarzi ma curato nei dettagli che trasmette calore ed accoglienza.

Appena seduti ci portano subito della carta musica sfornata da pochissimo e a seguire una entrée consistente in un cartoccino di frittura di totani e gamberi di fascina che ben si abbina al bicchiere di Vernaccia.

Nella carta troviamo un paio di proposte di menu’ degustazione (una da 65 ed una da 75 Euro ) ma optiamo per il menu’ alla carta.

Parto con un primo piatto che mi incuriosisce assai per la semplicità:

- Bavette con calamaretti e seppioline aglio e salvia.

Le bavette preparate con farina Kamut sono ottime, al dente ma senza eccesso di amido nel sugo.
La seppiolina croccante e il calamaretto si amalgamano con il nero di seppia, la salvia con cui vengono saltate in padella e il condimento finale con un olio evo locale di media età ne esaltano la sapidità.
L’aglio, una presenza eterea nonostante ce ne sia uno spicchio tagliato a metà. C’e', si sente, si vede, si odora ma non lascia nessuna traccia invadente della sua presenza.
Tutti i sapori ben definiti che a contatto con il palato si fondono e ti travolgono dando un senso quasi esoterico al piatto.

Il Secondo:

- Pesce (del giorno) nel tegame con rosmarino, capperi ed olive.

Un piatto apparentemente semplice nel quale la qualità della materia prima lavorata riesce però ad esaltarsi.
Il branzino che ci è stato proposto non ha niente a che vedere con tutto quello che ho mangiato fino ad ora, presentato sfilettato su di un lettino di pomodorini,capperi ed olive.
Un monumento alla semplicità (apparente) ed alla qualità.

Il Dolce:

- Millefoglie con crema di mele verdi e Calvados.

Freschissima la sfoglia, abbinamentro perfetto con il Calvados.

- Il Vino

Colle Duga Damian Princic annata 2007, Ottimo Tocai.
Carta dei vini mostruosa (sembra la UTET) ma democratica.
Vini a partire da 16 euro a bottiglia.
Naturalmente se volete fare gli sboroni potete tranquillamente ordinare un ottimo tignanello del 1991 di cui vi lascio immaginare il prezzo.

- Caffe’ del Togo cremoso e suadente.
In accompagnamento delle meringhine con incastonati dei pinoli e degli ottimi biscottini.

Ho avuto modo di scambiare due chiacchere col mitico Zazzeri, persona molto cordiale, alla mano e profondo conoscitore delle materie prime che lavora.

Conto: 70 Euro ad personam

Giudizio: 5 Ganasce abbondanti.

Buon appetito a tutti!

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