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dic
28

La Madia – Pontasserchio (Pisa)

Salve, leggendo i post presenti su CIRITORNO, mi sembra che manchi l’aggiornamento sulla nuova gestione di questo ristorante. Ancora? Sì, sembra che questa parta bene, vedremo.

Credo di poter dire che dopo tanti cambio gestione ci si possa trovare la cucina che ci s’aspetta in questo locale di Pontasserchio.

Ci sono tre sale a disposizione (più l’esterno, d’estate). Noi eravamo in due, ci siamo accomodati nella prima sala, colorata, accogliente.

Il servizio è stato rapido, anche se essendo di settimana non c’era tanta gente.

Abbiamo preso due antipasti della casa La Madia, appunto, che consistevano in quattro assaggi di mare di quelli che ti mettono un po’ in crisi, nel senso che già ti riempiono.

Ci hanno detto che variano a seconda della disponibilità, a noi c’è toccato crostini con moscardini (interi, non a pezzetti), impepata di cozze, baccalà alla pisana e per ultimo totani con peperoni.

S’era convinti di prendere primo e secondo,  ma abbiamo dovuto cambiare rotta dopo queste quattro portate.

Io ho mollato il secondo, la mia donna ha ceduto sulla pizza (cottura con forno a legna), quindi tagliolini all’imperiale per me (con gamberetti, zucchine e curry) e pizza La Madia (con frutti di mare) per lei.

La pizza era enorme, con le donne si sa… non ce l’ha fatta.

Io invece ho con piacere gustato i tagliolini godendo del contrasto portato dal curry.

Il vino, inutile a dirlo, un bianco: uno Chardonnay della Tenuta Luisa. (La carta è ben fornita, inoltre ci sono dei vini fuori lista sugli scaffali).

Un solo dolce da dividere con la donna, ero satollo :O) quindi due caffè, ah il dolce era una torta di mele con uvetta e pinoli, di loro produzione (come tutti, credo).

Andiamo alla cassa e ce ne usciamo con una spesa di €60 (15€ per il vino e 11€ per ogni antipasto, 10€ il primo e 8€ per la pizza.

Ci è scappato anche l’amaro offerto, uno nuovo che stanno pubblicizzando in più locali, ho visto. Non ne faccio pubblicità.

Andiamo al dunque, il posto lo trovo accogliente, sobrio.

I prezzi li ho trovati nella media, visto la cura e la quantità dei piatti. Il vino ha inciso un bel po’ ma penso che se lo sia meritato.

Il servizio è rapido, la cortesia e disponibilità non manca.

Io credo che le sue tre ganasce e mezzo se le meriti (non dico quattro, per quanto scritto nella guida sulle tovaglie :D ), ma vorrei leggere degli altri pareri ( o magari il mio stesso, appena ci ritornerò) per consolidare il voto.

A voi la parola.

Ristorante Pizzeria La madia - via Che Guevara, 117 – Pontasserchio - San Giuliano Terme, Pisa

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nov
21

Osteria Numero Nove – Livorno

Autore simone    Category Ristoranti medi     Tag

OSTERIA NUMERO NOVE
Via Giosuè Borsi 57125 Livorno
346 5820999

Locale accogliente, nella norma. Eravamo in otto ed abbiamo preso tre portate a testa.

Ho iniziato con un antipasto di zuppetta di moscardini. La zuppetta sarebbe anche stata buona ma ahime’ servita semifredda su piatto freddo. Solita sensazione anche per gli altri due amici che avevano preso questa zuppetta insieme a me.

Per Primo ho ordinato degli gnocchetti alle vongole e bottarga di muggine. Un bel piatto, freddo il piatto (una costante) ma fortunatamente gli gnocchi erano molto caldi. Ottimo l’abbinamento, c’era anche una julienne finissima di scorza di limone che completava gustativamente il piatto.

Per curiosita’ ho assaggiato una tagliata ai pioppini che era stata ordinata da una mia amica. Purtroppo anche qui si ripeteva l’errore madornale, carne tiepida e piatto “diaccio marmato”.

Per dolce fonduta di cioccolato fondente con frutta fresca e panna montata. Semplice ma buona.

2 bottiglie di Falanghina e due bottiglie di Greco di tufo oltre che innumerevoli bottiglie di acqua

Caffe’

Spesa: 29 euro a testa.
Note: scaldate i piatti.

DUE GANASCE.

Buon appetito a tutti!

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ott
24

Ristorante Pizzeria “La regina di Napoli” – Porto S. Stefano (Grosseto)

Autore Silvestro    Category Pizzerie, Ristoranti medi     Tag

Porto S. Stefano è una Toscana che già ha qualcosa di Laziale; l’Argentario è quasi un’isola, ma diversa in qualche modo dall’Elba e dalla Capraia.

A metà Ottobre sono andato laggiù via mare per una campagna di rilievi oceanografici, e la base era, appunto, a Porto Santo Stefano. All’ora di pranzo ci si arrangiava con la cucina di bordo, ma a cena, se si voleva sopravvivere,  bisognava pur mangiare con calma, e siamo andati per due sere di fila alla “Regina di Napoli”.

Il locale si trova in piazza Vittorio Emanuele, nelle immediate vicinanze del Municipio, in pratica sulla banchina del Porto Vecchio. La prima impressione è un tantino schizofrenica, perché sull’insegna c’è lo stemma borbonico, poi sul menù si parla della regina Margherita… insomma, di quale regina si tratta? Il dubbio persiste…

Noi comunque lo abbiamo lasciato persistere, e siamo andati a mangiare.

All’esterno c’è un’ampia veranda chiusa, che permette di starci anche con il freddo; dentro il forno a legna, la cucina e qualche altra saletta. Arredo dignitoso e nulla più.

La prima sera è stata pizza, per tutti, e devo dire buona. Morbida, ben lievitata, ovviamente al mattone, mi ricordava da vicino quella di Brandi, a Napoli. (Una nota sul menù avverte: “tutte le pizze sono condite con formaggio parmigiano”). La seconda sera invece siamo andati su piatti diversi, giusto per non aggiungere pizza su pizza.

Io ho preso un antipasto “Cartoccio napoletano”, in pratica fritto misto alla napoletana: crocché, pasta crisciuta, verdure, etc. Abbondantissimo, non l’ho finito. Poi spaghetti allo scoglio, buoni e ben conditi, con molluschi, crostacei e pomodorini Pachino. Poi grigliata di mare, presa a metà: calamari, trancio di pesce, scampi e gamberoni: certamente decongelati, ma ben cucinati su una griglia vera, con la brace (d’altra parte il forno c’era). Un sorbetto di limone per finire.

A chi non soffre il mare, navigare fa venire un grande appetito, specialmente se non è calmissimo, perché anche solo stare in piedi è una ginnastica continua, e quindi l’effetto è stato un po’ “sciame di cavallette”, nel senso che abbiamo spolverato tutto senza guardare tanto per il sottile. Comunque l’impressione generale è stata buona. A me ha colpito la “napoletanità”, mi sembrava davvero di essere da “Brandi” o in qualche altra famosa pizzeria partenopea. Di sicuro abbiamo mangiato napoletano “verace”.

Ci ritorno? Non è vicinissimo per un livornese, ma sì, se ricapito laggiù ci ritorno.

Ah, la spesa? Ahimè, è passato del tempo, e non me la ricordo… (anche l’arteriosclerosi ci mette del suo). Comunque non ne ho un ricordo negativo, il che vuol dire che non deve essere stata spropositata, sicuramente meno di 30 euro (la seconda sera, perché la prima me l’hanno offerta).

Tre ganasce ci stan tutte.

La Regina di Napoli – Piazza Vittorio Emanuele 1/2 – 58019 Porto s. Stefano tel. 0564214545

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ott
20

Ristorante Pizzeria La Corte da Dino – Lucca

Autore frank55    Category Pizzerie, Ristoranti medi     Tag

Venerdì 14/10/11 sera.
Siamo in 11 solo uomini (appassionati dello stesso sport) non conosco il locale dove hanno fissato e quindi sono anche un po’ curioso di dove andiamo: Santa Maria a Colle (LU) per chi è pratico di Lucca “fora”, al ponte di San Pietro si gira verso la “casina rossa” (ex locale storico dance anni 70/80!!!) e fatti circa 500mt a destra e dopo poco ci siamo.
Casa di campagna ristrutturata a ristorante con struttura coperta di fronte dove in estate si può mangiare.
Entriamo e ci mandano “sopra”… giù c’è il forno a legna per le pizze e il banco con la cassa .
Sopra e arredato come se fosse il sopra di una stalla: quelle grandi stanze dove una volta mettevano il fieno per l’inverno a seccare lasciato abbastanza grezze alcune pareti e le colonne ma Vi assicuro che il posto è accogliente e molto illuminato anche se semplice. Chi aveva prenotato aveva fissato “CACCIUCCO per tutti e poi si vedrà.”
Ben apparecchiato con sotto tovaglia, doppia forchetta e doppio bicchiere (un bel calice per il vino).
Dopo che altri commensali hanno scelto il vino : Morellino di Scansano e lascio a Voi i commenti della scelta, ci viene portato delle scodelle di coccio ben profonde con grosse fette di pane ai lati e un misto di pesce come si usa nel cacciucco:gamberi,polpo,cicale,e altro pesce a me sconosciuto e con 2 dita di “brodo di cottura” sul fondo.
Non sono un intenditore di cacciucco ma anche se buono il pesce e vario a me sembrava più una zuppa di pesce e a mio gusto il pane era troppo agliato.
“Spolverate” le scodelle il cameriere ci chiede se ne vogliamo ancora e risposta scontata ne porta 2 vassoi dove un po’ tutti attingiamo.
Non contenti ordiniamo 2 fritti di pescato(gamberetti,calamari,polpetti etc) e 2 fritti di paranza (soglioline,qualche triglina e pesciolini da me sconosciuti, (che non mi intendo di pesce l’avevate già capito…):non male ,bello caldo ,asciutto e di buon gusto con contorno di patatine fritte (quelle surgelate).
Finale non per tutti con dolce : io ho preso una torta al cioccolato e pere molto buona e dal gusto non aggressivo ma delicato,altri la solita panna cotta con e senza cioccolato caldo e qualche tiramisù (chi l’ha preso ha detto che era molto buono).

CONTO:
11 coperto x 2,00
11 acqua 0,75cl.(grande sete!!!) x 1,50
3 vino x 13,00 (prezzo onesto)
15 cacciucco x 14,00 (ci può stare)
4 fritti x 10,00 (prezzo onesto)
5 patate fritte x 4,00 (troppo…erano quelle surgelate!)
6 dolci x 4,50 (il mio le valeva)
6 caffè x 1,50
limoncello offerto.
TOTALE 383,50
a testa 34,86 scontato a 32,00 (ci piace e non si rifiuta mai).

Commento finale:
serata senza emozioni ma non da rinnegare, forse ci tornerei per avere una visione più completa di quello che sanno fare (spero in qualche commento di chi può esserci stato prima di me).
Aggiungo che il locale era pieno per 2/3 con in prevalenza giovani o quasi e che i 3 camerieri giovani erano gentili e disponibili,non ho visto il menù ma ai tavoli ho visto servire quasi esclusivamente piatti a base pesce e pizze in vario modo,quindi penso siano “specializzati” su pesce.
NB.
A mio giudizio una buona fetta di torta cioccolata e pere non può costare quanto un misero piattino di patatine fritte…surgelate!
Voto: 3 ganascette…

La Corte Da Dino
via Dei Bollori, 651
55100 Lucca (LU)
tel.0583 548043

http://www.ristorantepizzerialacorte.com/


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set
25

Mare e dune a Marina di Vecchiano – Pisa

Malauguratamente il Comune di Vecchiano ha tolto la concessione della spiaggia e del ristorante dell’Oasi Uno ai gestori dell’ottimo ristorante Il Papiro.
Laddove era tutto all’insegna del rispetto per il bellissimo parco naturale (silenzio, rumore del mare, profumi della macchia, gusto nella scelta del mobilio, dei colori, con lampade di bambù, candele, la voce di Ella Fitzgerald, cucina semplice e prodotti buoni), i nuovi gestori hanno fatto delle scelte da urlo: soffitti bianchi al posto del colore caldo del legno, lampade al neon e, fuori, vasoni di plastica con piante sintetiche, tovaglie arancione, tende che nascondono il meraviglioso paesaggio.

La musica? A tutto spiano abbiamo il privilegio di ascoltare la radio vociferante: RDS!!!
L’accoglienza ci sembra piuttosto freddina per non dire sgarbata.
È stato fatto di tutto per cancellare la poesia e la magia del luogo.
Questo per il contorno.

Guardiamo il menù, ad iniziare dai vini. Il Rosso (dico bene il Rosso) di Montalcino a 35 euro la bottiglia. Decidiamo per un quarto di vino bianco della casa. Orrendo! Lo pagheremo 10 euro.
I primi sono in genere a 11 euro, all’eccezione delle linguine alle cicale, che costano 8 euro e che sono un po’ tirchie in termini di quantità ma buone, fresche e ben condite.
Il baccalà alla griglia si presenta così: un pezzo non troppo grande di baccalà decorato con due foglie d’insalata. Appena un po’d'olio (e nemmeno a tavola) e basta.

Il servizio è, per essere gentili, piuttosto approssimativo e, direi, amatoriale, senza gentilezza.

Dopo l’esperienza, scappiamo, amareggiati e delusi, con l’impressione di avere perso un luogo molto speciale.
Vorrei capire che giochi misteriosi si tramano sotto l’attribuzione delle concessioni dei bagni. E per quanti anni ne abbiamo di questa nuova e molto amatoriale gestione?

maredune.it c/o Bagno Oasi 1 – Marina di Vecchiano, Pisa. Non si trova indirizzo sul sito
Tel: 050 80 32 66

set
25

Ristorante Aragosta – Livorno.

Autore Silvestro    Category Ristoranti medi     Tag

Il ristorante Aragosta si trova all’ingresso del porto mediceo di Livorno. Proveniendo dai “Quattro Mori”, al semaforo si dirige verso il porto. Superato il “Ponte dei Francesi”, sulla sinistra c’è il ristorante.  E’ una lunga costruzioone in legno (o rivestita di legno), con un’aria vagamente marinaresca.

Il locale è uno di quelli storici di Livorno: non so di preciso a quando risalga, ma credo almeno ai primi del ’900; di sicuro io ce l’ho sempre visto. Adesso si presenta con alcuni tavoli all’esterno sotto gli ombrelloni, e all’interno una sala lunga e stretta con due file di tavoli, apparecchiata con cura. Belle lampade marinare di ottone illuminano l’ambiente. C’è anche una saletta con un unico tavolo rotondo da 7/8 posti, che è possibile prenotare.

Nato chiaramente come osteria di marinai e portuali, ha avuto negli anni fasi alte e basse, con un periodo in cui era anche pizzeria. Da molto tempo mi sembra in fase “alta”, e ogni volta che ci vado è un pochino meglio.

Il menù è di stretta osservanza marinara, e contempla il cacciucco in varie pezzature, dalla porzione normale a quella “piatto unico”, per finire con “Sua Maestà il cacciucco” al costo di € 30. Come ben sanno i livornesi, il cacciucco è un piatto difficile da proporre al ristorante, perché ci sono le lische, e perché il pesce dovrebbe essere rigorosamente fresco, tant’è che quasi tutti i locali lo fanno solo su ordinazione, oppure un solo giorno alla settimana.

Quello dell’Aragosta l’ho assaggiato diverse volte, e francamente è di ottimo livello. Non giurerei che tutto sia veramente fresco, ma sicuramente di fresco ce n’è molto. Una nota di merito per il fatto che sia in menù quotidianamente.

Il resto è giocato sui classici di pesce: antipasti di vario genere, qualcuno anche insolito come il carpaccio di baccalà, poi primi di mare: allo scoglio, all’astice, etc. I secondi sono anch’essi molto classici: pesce al forno, al sale, all’acqua pazza, fritture, grigliate…

Da notare che, fra i dolci, è sempre presente una cassata siciliana di eccellente fattura, spedita direttamente dalla Sicilia.

A titolo di esempio, l’ultima volta (ieri) ho preso dei tagliolini all’astice (con mezzo astice intero) che si potevano tranquillamente considerare un piatto unico, una fetta di cassata e una mezza bottiglia di un bianco fermo di non ricordo dove, con una spesa, adeguata, di 23 euro, regolarmente fatturati.

Un ristorante dove si avverte l’impegno, con  un corretto rapporto qualità/prezzo. Personalmente la cosa che apprezzo di più è il livello “stabile”, cioè la possibilità di andarci in qualsiasi momento senza la paura di far brutte figure con eventuali ospiti, che magari son venuti apposta a Livorno per mangiare il cacciucco.  Il servizio è corretto, e non indulge alla “livornesità” (altro punto a favore…). Notevole anche la “location”, praticamente in mezzo al porto e alle navi.

Ah, dimenticavo: oltre alla carta dei vini hanno anche quella delle ACQUE, cosa mai vista a Livorno, e fra le bevande c’è anche il chinotto Lurisia, prodotto con i chinotti DOP di Savona (che peraltro si trova anche al bar “Quo vadis” nelle immediate vicinanze).

Direi quattro ganasce.

Ristorante Aragosta, piazza dell’arsenale 6, Porto Mediceo di Livorno

Tel/fax 0586895395 – cell 349 8607525

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set
11

Ristorante Askos

Autore Silvestro    Category Piatti speciali, Ristoranti medi     Tag

San Vincenzo è una cittadina molto piacevole, in piena Maremma Toscana, e lo diventa ancora di più se raggiunta via mare, in barca a vela. Sono ormai anni che lo faccio, ed ho una quantità di ricordi: le avarie al motore, la “cima del silenzio”, la barca di “Sandokan”…

Era piacevole il vecchio porticciolo, e lo è anche il nuovo, che hanno avuto l’accortezza di realizzare in modo non invasivo.

Data l’inesistenza della cucina di bordo, c’è il problema di dove mangiare. Locali ce ne sono anche troppi, (anche dopo la chiusura di Pierangelini…) e quindi si comincia a guardarsi un po’ in giro (eravamo in due, armatore e comandante). Nella zona pedonale, che poi era la vecchia Aurelia,  ci sono una quantità di gazebo con tavoli apparecchiati. Com’e, come non è, finiamo da “Askos”, che è specializzato nella lavorazione del tonno (e della palamita) ”a similitudine del maiale”: salame, arista, porchetta…

Potrà piacere o non piacere, ma come idea è intrigante.

Prendiamo entrambi un antipasto con assaggi vari (quello piccolo, ma ce n’è anche uno grande). Se non ricordo male c’erano: porchetta, filetto, mortadella, buristio, tutto ovviamente di tonno (nella mortadella anche dei calamari). La porchetta praticamente indistinguibile da quella di maiale, la mortadella molto vicina a quella di Prato, più che a quella di Bologna.

Poi due primi: io la “mariciana”, cioè amatriciana di mare, dove la pancetta era ovviamente di tonno. L’armatore prende la carbonara, ovviamente di mare anch’essa.

Poi il dolce, una torta di semi di canapa, veramente notevole. Non ricordo cosa abbiamo bevuto. Spesa intorno a trenta euro ciascuno.

Dopo cena abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il padrone- cuoco, che ci ha detto di essere in società con chi produce questi salumi di tonno, e che stanno provando a inserirli sul mercato. In effetti erano anche disponibili per l’asporto, cosa che non ho fatto dato che la barca era priva di frigorifero.

Valutazione: secondo me quattro ganasce ci stanno tutte, se non altro per la volontà di innovare, unita peraltro ad una mano molto sicura in cucina. Vale la pena tornarci, di sicuro, e invito gli amici di Ciritorno a provarlo, perché mi interessa il loro parere.

Ristorante Askos via Vittorio Emanuele II, 10 – 57027 San Vincenzo (LI) 0565 704651

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