Archivi categoria: Ristoranti medi

Bi Bar – Porto Ercole (Grosseto)

Abbiamo pranzato con la famiglia qui verso ferragosto. Tre primi di pesce (gnocchetti per il Pupo, scoglio per noi), due bicchieri di bianco, acqua e caffé.

Le paste erano nella norma, buone ma senza troppi slanci.

Il servizio puntuale e gentile, il posto, una veranda sul porto è molto piacevole, ma probabilmente tornerei più per l'aperitivo (quelli che ho visto portare erano molto belli) che per un pasto completo. Prezzi allineati a Porto Ercole, quindi altini.

3 ganasceVeramente non c’è altro da dire

Lungomare Andrea Doria, 22, 58018 Porto Ercole GR

Ijy Japanese Restaurant – Pisa

Sono riuscito a portare la Signora Ganascessa Moglie, che disdegna qualsivoglia crudo, al ristorante giapponese Ijy, promettendole piatti cotti per benino.

Il locale è sul lungarno Galilei, è piuttosto elegante. Un gran bancone dove viene preparato il sushi domina l’ingresso. Tavoli e apparecchiature sono piacevoli. Di serie solo bacchette, le posate vanno chieste; preferisco così al contrario.

Il menu è molto esteso e comprende molti tipi di sushi, ravioli, ramen e altri tipi di spaghetti, riso e tempura. Presenti anche piatti fusion con burrata, tartufo e altri ingredienti occidentali decisamente interessanti.

Esiste anche una carta dei vini che però non ho guardato.

La SGM ha preso un piatto di spaghetti saltati con verdure, (Kaizen yaki ramen) gamberi e vongole molto buoni, era soddisfatta. Porzione generosa.

Io ho preso un mix di maki di vari pesci: 6 rotolini buoni, quindi i ravioli piastrati al maiale (Niku gyoza), veramente molto buoni, accompagnati da una salsa di soia aromatizzata, infine una tempura di gamberoni (ma veramente -oni) e verdura eccellente, perfettamente croccante e asciutta, impanata col panko per una sgranocchiabilità memorabile.

Abbiamo visto passare presentazioni di ghiaccio per il sashimi notevoli.

Da bere acqua e due bicchieri di prosecco gradevole.

Servizio svelto e preciso.

In totale abbiamo speso 48 euro per una cena divertente e di alta qualità.

3 ganasce e mezzo

Ciritorno? Certo che sì. Per ora assegno tre ganasce e mezzo (quasi quattro) con grosse prospettive di crescita.

Ijy Japanese Restaurant – Lungarno Galilei 26 Pisa

Ristorante Novelli – Livorno.

Cena tra colleghi da Novelli, un ristorante che si trova da molti anni ad Antignano, appena fuori dall’abitato, accanto all’hotel Rex.

Il posto è molto bello, ed il locale a picco sul mare. La sala-veranda, dove siamo noi, ariosa e luminosa. Apparecchiatura dignitosa, ma niente più. La cena è stata in puro stile “matrimonio anni ’60” Il menù, organizzato da loro, consisteva in:

Antipasto

Tonno affumicato, acciughe alla povera (troppo acetose), zuppetta di cozze, crudo di scampi e gamberi rossi (buoni i gamberi, un po’ insipidi gli scampi), e qualche altra cosa che non ricordo, ma altrettanto banale.

Primi piatti:

Risotto alla marinara (buono), e penne agli scampi (quelle che si fanno a casa mia sono migliori)

Secondi:

Oratelle d’allevamento al forno, e fritto di totani, gamberi, paranza. (buoni i gamberi, forse freschi, ma piuttosto piccoli. Non male anche le trigliette).

Contorni:

Patate fritte ed insalata

Dessert:

Ahimè, soltanto sorbetto al limone in coppette di plastica pre-confezionate…

Vini e bevande:

Un bianco di Tavarnelle, sostanzialmente un Galestro, anzi, un po’ peggio. Caffè, ponci, etc.

Commento: di cattivo non c’era nulla, ma niente da ricordare. Insomma, non è “scattato” niente. Abbiamo speso € 35 ciascuno, e ci si può stare.

3 ganasceGanasce: tre scarse, quasi due e mezzo. Ciritorno? Penso di no, a meno di situazioni di emergenza, tipo zattera della Medusa..

Via del Littorale 168, 57128, Livorno

+39 0586 580332

Ristorante Centrale – Cremona.

Il lato più notevole di questo locale è il suo aspetto: deve esser rimasto sostanzialmente immutato da quando è stato aperto, ai primi del ‘900.   Insomma, si capisce che era (è) il locale “buono” del centro cittadino, quello un po’ vecchiotto ma di solida tradizione, con una clientela altrettanto solida e stabilita, dove vanno a pranzo i notabili che non devono fare i conti con i minuti della pausa pranzo, ma possono farlo con tutto agio e comodità. Un po’ come il “Cambio” a Torino.

L’arredo è Art Déco un po’ attenuato, molto caratteristico: soffitto con vetri colorati, grande bancone e mobili in legno lucido, tavoli ben apparecchiati con doppi bicchieri a stelo. Solo le toilettes sono un po’ fantasiose…

Abbiamo mangiato:

Tortelli di zucca, con burro fuso, grana e semi di papavero, ottimi.

Bollito misto (lingua, manzo, cotechino, testina di maiale) con mostarda e salsa verde, molto buono, con contorno di insalata.

Crostata con marmellata, molto buona.

Da bere: Barbera Pietro Rossi 2014, buona.

Il servizio è stato tutto sommato buono, anche se l’acqua ho dovuto richiederla due volte…

Come potrete capire, è andato tutto bene, ma quello che non va è il prezzo: per tutto quanto sopra, ben 35 euro, che è decisamente troppo. Per questa cifra, potevano benissimo starci un antipasto (c’erano dei bellissimi culatelli in vetrina) e magari un altro primo.

3 ganascePer tutti questi motivi, diciamo tre ganasce, ed è un peccato, perché avrebbero potuto essere anche quattro. Ciritorno? Non saprei. Forse sì, forse no.

Vicolo Pertusio, 4, 26100 Cremona CR

La locanda di Simone – Capezzano Pianore (LU)

Domenica siamo andati a La locanda di Simone in via Arginvecchio, 58 – Capezzano Pianore (LU), 0584/915905 (è un po’ isolato e secondo me senza navigatore non si trova).
Il locale è carino e pulito, non molto grande; il personale cortese. Ci accomodiamo nella verandina e studiamo un breve menu di piatti prevalentemente di terra e che fa intuire una cucina casalinga.
Io ho scelto, tra i piatti del giorno, dei maltagliati al ragù d’oca veramente molto buoni.
Per secondo ho preso il fritto di pollo e coniglio: molto gustoso e con un’ottima pastella croccante. Lei ha preso il cinghiale in umido con polenta grigliata, morbidissimo e molto saporito.
Ci ho bevuto sopra un calice di rosso che non ricordo cosa fosse ma era buono.
Per finire abbiamo preso due dessert versilia che, quando si trovano, valgono sempre la pena di essere presi.
Ricapitolando: un primo, due secondi, due dessert, bottiglia d’acqua, calice di vino e un caffè, totale 40 euro.
La cantina mi è sembrata ben fornita.
3 ganasce e mezzoPer me vale tre ganasce e mezzo e se sono in zona ci ritorno ben volentieri.