Archivi categoria: Ristoranti medi

La locanda di Simone – Capezzano Pianore (LU)

Domenica siamo andati a La locanda di Simone in via Arginvecchio, 58 – Capezzano Pianore (LU), 0584/915905 (è un po’ isolato e secondo me senza navigatore non si trova).
Il locale è carino e pulito, non molto grande; il personale cortese. Ci accomodiamo nella verandina e studiamo un breve menu di piatti prevalentemente di terra e che fa intuire una cucina casalinga.
Io ho scelto, tra i piatti del giorno, dei maltagliati al ragù d’oca veramente molto buoni.
Per secondo ho preso il fritto di pollo e coniglio: molto gustoso e con un’ottima pastella croccante. Lei ha preso il cinghiale in umido con polenta grigliata, morbidissimo e molto saporito.
Ci ho bevuto sopra un calice di rosso che non ricordo cosa fosse ma era buono.
Per finire abbiamo preso due dessert versilia che, quando si trovano, valgono sempre la pena di essere presi.
Ricapitolando: un primo, due secondi, due dessert, bottiglia d’acqua, calice di vino e un caffè, totale 40 euro.
La cantina mi è sembrata ben fornita.
3 ganasce e mezzoPer me vale tre ganasce e mezzo e se sono in zona ci ritorno ben volentieri.

Locanda Sant’Agata – San Giuliano Terme (Pisa)

La Locanda Sant’Agata è un bel casale a lungo la strada che porta da Pisa a San Giuliano Terme. Ci sono Sstato con al Signora Ganascessa Moglie qualche sera fa.

L’ambiente è piuttosto gradevole con una spaziatura edeguata tra i tavoli. L’apparecchiatura è piacevole e sobria.

Abbiamo preso due antipasti interessanti:

  1. Rana pescatrice lardellata con salsa per la SGM, molto buona, e
  2. Crostini di pane con uovo di quaglia e scaglie di tartufo per me. Buono, ma limitato l’intervento del tartufo nero, che dà il meglio cotto e non crudo.

Poi due secondi:

  1. Filetto di Pesce nero (!) con carciofi in tre modi: crema, spadellati e in tempura. Molto buono, coi carciofi fritti perfetti e croccanti e
  2. Per me petto d’anatra al vino con patate al lime. Veramente interessante. lo spunto leggero del lime sulle patate le rinfresca e ripulisce dall’abbondanza dell’anatra.

Alla fine due dolci (buoni)m, un coso tutto cioccolatoso per la SGM e un fagottino alla mela per me. Molto graditi.

Acqua, due bicchieri di vino e caffè. Il mio rosso all’assaggio ripetuto è risultato un po’ cingommoso, ribadendomi la convinzione che gran parte della superficie vitata del pisano sarebbe meglio a cereali(ma questa è colpa mia: all’assaggio mi pareva meglio). Non posso dire nulla della cantina perché non ho chiesto la carta dei vini. Servizio affabile e cortese.

Per tutto questo: 91 euro. Troppi, specie dopo le ultime esperienze fatte. Ciritorno? Forse.

Sarebbe un locale da 4 ma il rapporto prezzo/prestazioni sfavorevole lo manda a 3 ganasce e mezzo.

Locanda Sant’Agata. SS12 Km5+812, 56017 San Giuliano Terme PI

tel. 050 820328

La Quercia – Santa Maria del Giudice (Lucca)

Sono stato con tutta la famiglia a La Quercia di Santa Maria del Giudice. C’ero stato molti anni fa per un matrimonio, che non è esattamente un buon modo per giudicare un ristorante. Le cose però da allora sono MOLTO cambiate.

La sala all’ingresso del ristorante è chiara, semplice e elegante. Bella apparecchiatura. Il pane (fatto in casa) va via a cestini interi.

All’apertura ci è stato offerto un amouse-bouche: un pomodorino ripieno di cremina tartufata con una foglia di basilico fritto. Buono e invogliante.

Abbiamo preso 4 antipasti:

  • Tagliere di salumi con formaggio e bruschette al pomodoro per Ganascino. Divorato con soddisfazione dal pargolo che, quando ci si mette, a dispetto della mole pare un orsetto. Ho assaggiato due o tre cose ed erano molto buone.
  • Selezione del pescatore per la Signora Ganascessa Moglie e la Signora Suocera: moscardini in salsa, capasanta gratinata, crostini, una favolosa rosa di carpaccio di pesce affumicato e così via, molto ricco.
  • Tutto fumo e chianina per me: una tartare ben condita, servita sotto una campana di vetro piena di fumo, che dona una leggera affumicatura. Molto (parecchio) buona.

Abbiamo dato seguito con 4 secondi:

  • Costine di agnello con purè e lamponi sabbiati con salsa di lamponi per Ganascino e la SS. Molto graditi, agnello cotto benissimo e purè finissimo.
  • Ombrina con salsa di carciofi e patate arrosto alla paprika per la SGM e
  • Turbante di branzino con salsa di rape rosse e patate arrosto alla paprika per me. L’abbinamento tra il branzino e le rape rosse era riuscitissimo.

Alla fine tre dolci:

  • Mamma mi è caduto il vaso per la SGM: un dolce spettacolare composto da tre diversi dolci a tre diversi cioccolati, presentato come un vasetto (di coccio) riverso sul fianco e il dolce scomposto/composto come se fosse il terriccio caduto dal vaso. Buonissimo e scenografico (idea mutuata da Oops! Mi è caduta la crostatina al limone di Massimo Botturna? Comunque ottimamente eseguito).
  • Mezza sfera per la SS: golosissima mousse di cioccolato glassata su pasta sfoglia e
  • Frutta e cioccolato per me: due cilindri di pera scavati, ripieni di due creme finissime al cioccolato bianco e gianduja, accompagnate da pezzetti di brownie (che si è spazzolato Ganascino, ma ha detto che erano favolosi).

Tutti i piatti presentati benissimo, eleganti e inventivi. Servizio affabile, veloce e gentile.

Da bere: Ferrari rosé (20€, ricarico onestissimo), due acque minerali.

Col caffè: biscottini di farina di mais con uvetta molto buoni.

Prezzo per tutto ciò: 155 europei, direi commisurati alla qualità della cena.

Ciritorno? Sicuramente. Il menu non è molto lungo ma ben organizzato, con piatti di terra e mare molto ben pensati (in menu anche due hamburger che ho visto passare ed erano parecchio interessanti). Abbiamo saputo che il cuoco è giovanissimo (poco più che ventenne) ma pieno di idee, proviene da un 5 stelle veneziano, e ha completamente rivoluzionato il ristorante di famiglia. Direi con successo.

Unico piccolo neo la carta dei vini che potrebbe essere anche migliore.

4 ganasce e mezzoQuattro ganasce e mezzo, da confermare alla seconda passata. Ghiotti del circondario, andateci.

La Quercia

Via Nuova per Pisa, 5583 – Santa Maria del Giudice Lucca – 328 0111874 – Chiuso il lunedì

www.ristorantelaquercia.com

La Dea Partenope – Cascina (Pisa)

Sabato siamo andati a cena al ristorante La Dea Partenope a Cascina, via N. Sauro 131, 3935655422. Lo trovate anche su Facebook.
Veniamo accolti dal gentilissimo personale in uno stanzone con le pareti verdi e fucsia. L’apparecchiatura è in stoffa ma le seggiole sono scomode e la temperatura è un po’ troppo bassa. Ci concentriamo sui lunghi nomi dei piatti del menu, che propone cucina tipica campana rivisitata, e decidiamo di prendere due antipasti e due primi. La carta dei vini comprende una trentina di etichette: scelgo un bicchiere di falanghina del Sannio che però non mi ha convinto e non riprenderei.
Io prendo i polipetti alla Luciana con crostini di pane cafone: un piatto molto buono con polpi morbidissimi. Lei ha preso la fritturina campana consistente in tre tipi di polpettine fritte; uno molto buono con la provola, uno eccessivamente carico di pepe, l’ultimo con dei bianchetti che però sparivano nella massa insapore della polpetta.
Per primo abbiamo preso dei discreti tagliolini al nero di seppia e gli scialatelli con gallinella, vongole, pomodorini e mandorle tostate che, per la consistenza della pasta, è stato un piatto arduo da finire.
Le porzioni sono generose e presentate in tavola molto bene ma secondo me la cosa non basta.
Ricapitolando: due antipasti, due primi , acqua e un bicchiere di vino, euro 43,00.
Complessivamente mi ha dato l’idea di un locale che vorrebbe volare in alto ma non riesce a staccarsi da terra. Il fatto che di sabato sera sia rimasto vuoto per oltre la metà dei coperti mi dà da pensare e dovrebbe darne anche ai gestori.
2 ganasce e mezzoNonostante la foto dello chef che campeggia sul menu, i fiorellini distribuiti nei piatti e i 4,5 pallini che ha su Tripadvisor, per me il locale è da due ganasce e mezzo.

Da Gianni il pugliese (Orecchietteria) – Portoferraio (Livorno).

Dopo tanti anni che pratico l’Elba, sorprende che ci fosse ancora qualche locale che non conoscevo, per di più a Portoferraio, eppure è stato così.

D’inverno, all’Elba, i locali sono quasi tutti chiusi. Trovandomi in zona Ponticello, quelli sulla strada lo erano tutti, e si poneva quindi il problema di dove mangiare, non avendo voglia di rientrare nel centro storico. Mi cade quindi l’occhio su un’indicazione che, a dire il vero, avevo già notato in passato, e che indirizzava a questo ristorante su per una stradetta laterale.

Il locale è dignitoso, luminoso e ampio. La cucina è, come si può capire, di tendenza pugliese, ma non esasperata. In effetti, i piatti più caratteristici (tiella di riso e cozze, per esempio) vengono fatti solo su ordinazione.

Il mio commensale prende le orecchiette con gamberi, rucola e pomodoro, che assaggio anch’io, e sono molto buone. Io le prendo con broccoli e salsiccia: sono buone, ma mancano un po’ della componente salata: per dire, quelle che faccio io con broccoli ed acciughe, mi piacciono di più.

Per secondo prendiamo una gallinella all’acqua pazza, che ci dividiamo in due. Ottima, impeccabile, cucinata alla perfezione. Oso dire che fosse fresca.

Dessert: panna cotta e crema catalana.

Un quartino di vino della casa in due (beviamo poco).

Da segnalare la grande cortesia del titolare Andrea, che ci teneva costantemente aggiornato sulla possibilità o meno di partire col traghetto.

3 ganasceDirei tre oneste ganasce, e ci tornerò di sicuro, specie d’inverno.

(Per la cronaca: ci siamo affrettati a mangiare per prendere il traghetto delle 14:05, ma siamo riusciti a partire solo con quello delle 20:30…).

Via Giosuè Carducci, 96, 57037 Portoferraio LI
Telefono: 0565 930976