Wok World – Pisa
Continua la mia odissea di sperimentazione di posti per il pranzo. Questa volta sono stato a Wok World, in via delle Cascine 18 a Pisa (accanto al sottopasso, opposto alla PAM).
Il ristorante è del tipo a prezzo fisso e mangi quanto vuoi (le bevute sono a parte), comunque con 10 eurini puoi fare il giro a volontà.
Si pratica cucina cinese al salto con qualcosa di giapponese (ahimé, niente zuppe o umidi).
L’ambiente è moderno, spazioso e pulito. Non ha nulla della classica bettola cinese per studenti quanto più l’aia da grande catena in franchising. Nella sala della pappatoria c’è un primo banco con le paste e i ravioli. I ravioli sono decenti, il riso saltato non era un granché e così le fettuccine (perché secondo me erano linguine).
Il secondo bancone offre il sushi in tre varietà, maki, california roll, temaki. Viene fatto pressoché al momento e la prossima volta lo assaggerò.
Quindi un banco centrale con una varietà di ingredienti crudi da far cuocere all’ultima postazione, dove dei cuochi preparano gli ingredienti scelti alla piastra o al wok, potendo scegliere in questo caso diverse salse di accompagnamento.
Gli ingredienti sono pollo, gamberi, manzo (soletta), seppia, parecchie verdure. Questa secondo me è la parte più interessante perché permette di variare un menu che, credo, dopo poco si ripete.
Fatti i conti: una piatatta di verdure grigliate con spiedini di pollo e la suddetta soletta di manzo, un secondo piatto con qualche raviolino, un po’ di riso e di linguine, una birra Asahi da 33 e un boccione d’acqua in tre persone: 14 euro.
Direi 2 ganasce per il rapporto qualità prezzo. Temo che alla lunga stancherebbe, ma il posto è gradevole.
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L’Iguana – Ospedaletto (PI)
Continuo la serie “pranzare a lavoro” segnalando “L’Iguana”.
L’Iguana è nell’area Expo di Ospedaletto, e per quanto mi riguarda rappresenta un’ottima occasione per pranzare a modino senza spendere tanto.
L’ambiente è piuttosto grande e, nei momenti di punta, parecchio affollato.
Da una parte il self-service: 3 o quattro primi, altrettanti secondi, insalatone di vario tipo, bevande e così via. Dall’altra la zona della pizza al taglio o al piatto, che ha un’altra scelta di pietanze spesso anche più interessanti del self-service.
A pranzo il posto è pieno ma il ricambio ai tavoli è piuttosto veloce, si vede che non tutti hanno pause pranzo giurassiche.
Come si mangia? Piuttosto bene. La cucina è semplice e ben fatta quando non molto buona, e il tutto migliora pensando al prezzo. Le porzioni sono adeguate. Si possono prendere piatti di carne e pesce, c’è roba anche per i vegetariani. La pizza non l’ho ancora provata e quindi non mi sbilancio.
Quanto si spende? Un piatto e un contorno con acqua, 7 euro o giù di lì. Giudicate voi.
Quante ganasce? Due di sicuro, ma considerato cosa ti danno in città, anche due e mezzo. Peccato che sia a Ospedaletto, ma per chi lavora lì il posto è una manna: ce ne fussero in centro…
Via Emilia 448/A, loc. Ospedaletto – Pisa – Tel e fax 050 982320 – http://www.iguanadp.com/
About Il piatto veloce
Il piatto veloce, su richiesta della proprietaria, è stato tolto dalle recensioni. Sono d’accordo perché il tono della discussione era troppo acceso e non mi piaceva. Del resto anche i tentativi di sviolinata non mi sono piaciuti, come quelli denigratori.
Il voto finale era di due ganasce, per mia ripetuta esperienza più che giusto.![]()
Locanda degli Artisti – Torre del Lago
Da circa due anni, ogni mattina che passavo da quella strada, mi giravo incuriosito da questo ristorante con un nome tanto sofisticato, e mi dicevo – Un giorno o l’altro ci devo andare – . Beh finalmente ieri sera ci sono passato e data l’occasione ho voluto “festeggiare” con il mio primo contributo a ciritorno.it, visto che finora mi ha spesso aiutato nelle serate mangerecce in giro per la Toscana.
Ma veniamo a noi: il posto è carino e curato, arredato bene e con gusto, uno di quei posti dove pensi di spendere più di quello che speri; un occhio attento però coglie subito quei particolari non propri dei ristoranti di alto livello ma più della trattoria di paese, come il cartellone all’ingresso, scritto a pennarello, con i prezzi medi (antipasti 8/10 euro , primi 8/12 euro e via dicendo) e qualche addobbo natalizio un po’ kitsch. Nel locale (una trentina di posti dentro e venti all’aperto) c’è solo una coppia di signori di mezza età. Ci sediamo e il gestore (immagino) non che unico cameriere della serata, ci porta due bruschette e ci versa un po’ di vino bianco, molto gentile. Quindi comincia ad illustrare il menù della serata, senza portarci un listino cartaceo con i prezzi. Lì per lì la cosa mi lascia interdetto comunque, memore del cartellone fuori che mi pareva abbordabile, guardo la mia conviviale e decidiamo di fidarci. Prendiamo due antipasti e due primi. Gli antipasti sono sei piccoli assaggi (tortino di pesce, baccalà al forno, salmone affumicato, gamberetti fritti, gambero “con purea di patate” e uno che non ricordo), di primo io prendo ravioli di pesce con calamari e funghi, non abbondanti ma molto saporiti, la mia compagna prende la specialità della casa ovvero gnocchi con gorgonzola e cozze, secondo me non eccezionali ma comunque piacevoli. Quindi passiamo al dolce, la scelta è praticamente obbligata, per cui mi adatto; mi arriva un flan che inizialmente mi appariva come la cosa più banale di questo mondo ma che appena assaggiato mi ha fatto dimenticare tutti i dolci mangiati in questo periodo natalizio, è proprio vero che l’abito non fa il monaco, e aggiungo un dettaglio secondo me importante: spesso mi capita di prendere dolci miseri ma presentati in maniera sgargiante con mille fronzoli, zuccheri a velo e cremine d’intorno, cosparsi di sciroppo in tubetto o caramello, il tutto per mascherare l’effettiva carenza di sapore, questo dolcetto era del tutto privo di presentazione e condimenti vari perciò sinceramente buono.
Accompagniamo il tutto con un vino bianco della casa dall’ottimo rapporto qualità prezzo, un’acqua naturale due caffè e due limoncelli, per un totale di 50 euro in due a cui ho aggiunto qualche euro di mancia.
Aggiungerei soltanto qualche altro dettaglio: il signore tuttofare che ci ha servito, probabile gestore, è molto affabile e ci ha chiesto diverse volte se andava tutto bene e giudizi sulle portate; a fine serata si è messo al computer parlottando e tossendo come fosse più o meno da solo a casa sua, il che è stato buffo. I bagni sono molto puliti e la luce si accende automaticamente (io ovviamente non lo sapevo e ho perso due minuti a cercarla fuori dalla porta), di sottofondo avevamo Radio Subasio, il che è in aperto contrasto con la grossa immagine di Puccini che campeggia sull’insegna, ma direi che cenare con un’opera lirica di sottofondo non è mai stata la mia massima aspirazione.
Da segnalare infine la possibilità di mangiare vegetariano.
Sinceramente non sono abituato a dare un voto, comunque complessivamente siamo stati bene ed abbiamo speso meno del
previsto per cui direi almeno 3 Ganasce.
Ciao, alla prossima!
Locanda degli Artisti
Via Gramsci, 58 Torre del Lago – Tel. +39 0584 1842242
NdGanascia: la mappa non c’è perché GMaps continua a darmi Viareggio invece di Torre del Lago
Da Beppino – Valdicastello Carducci
Ieri sera sono stata a cena da Beppino a Valdicastello Carducci:
Via Valdicastello Carducci, 34
Pietrasanta (LU), 55045 Toscana
Tel 0584.790400
http://www.dabeppino.it/index.html
Il locale è MOLTO rustico (cito dal loro sito, in riferimento alla cucina: “Rifiutando ogni moda, essa di certo mai gradirebbe d’esser chiamata “nouvelle” perchè antiche ne sono le radici”.) – Il servizio è “ruspantello” ma gentile!
Ci ero già stata qualche anno fa. Non c’ero più tornata perchè non amo molto i locali “rustici” ed ipertradizionali ma ieri sera avevo voglia di carne fatta al girarrosto… e Da Beppino la carne al girarrosto è uno dei piatti forti.
Il pane e la focaccia sono fatti in casa.
Eravamo in due ed abbiamo preso:
antipasto di Beppino: composto da diverse portate, sempre le solite cose:
affettati (buoni, della norcineria del posto), polpettine di carne in umido, frittatine di verdure, assaggino di minestra di pane…
bruschette di pomodoro e fegatini (da dimenticare: quella al pomodoro era molle da morire: bleah!).
Abbiamo proseguito con il secondo:
io ho preso il capretto al girarrosto. Ottimo! croccante all’esterno e tenero ed “umido” all’interno.
Il mio accompagnatore ha preso del roast beef con patate cotte nel forno al legna con la vecchia padella di ferro:
mi ha detto che erano buoni entrambi.
Come vino abbiamo preso un cabernet sauvignon (non ricordo l’etichetta…forse perchè non era niente di memorabile..). Euro 16.00.
2 caffè.
Il conto: non ho pagato io ma era intorno ai 65 Euro.
Locale SUPERtradizionale… consigliato per tordelli fatti in casa e carni al girarrosto.
3 ganasce.
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Osteria del Borgo – Massa
Osteria del borgo
Via Beatrice, 17/19
54100 Massa – tel. 0585/810680
Durante una permanenza poco piacevole in quel di Massa, mi sono ritrovato a vagare alla ricerca di un posto decente dove mangiare, essendo completamente fuori zona mi sono lasciato guidare dalla fortuna… e dal mio appetito. Il locale in questione è nel centro storico di Massa a 3 min. dall’ospedale civico, parcheggio facile in piazza Mercurio.
Menù semplice ma efficace, 2 antipasti “ben forniti” con affettati vari, pasta fritta e altre pietanze sfiziose .. purtroppo non posso essere più preciso in quanto non ho avuto il piacere di provarlo visto la quantità abbondante non avrei avuto la forza di arrivare al dolce.
primi piatti:
- un paio di zuppe tra le quali una con ceci e lenticchie
- malfatti con salsiccia e pecorino di fossa (leggermente brodosa … e garantisco ci diceva)
- testaroli di farina di castagne al pesto
- tortelli ripieni di baccalà
- lasagne tordellate
secondi piatti:
- maialino di latte al forno
- filetto italiano e di angus
- timballo melanzane e pomodori in crema di formaggio
- medaglioni di faraona ai carciofi
< contorni: verdure grigliate/insalata/patate fritte
dolci : crostatina frutti di bosco e crema, torta di cioccolato con crema di cachi
Lista dei vini: ben fornita senza troppi eccessi con prezzi corretti. Insolglio, Amarone, Vermentino
Lista delle birre scelta tra 4 birrifici artigianali
la mia scelta è caduta sui testaroli e il maialino, dico solo che il giorno successivo ci sono ritornato ed ho ripreso il maialino...
Mia moglie ha scelto i malfatti e devo dire che salsiccia e pecorino di fossa mi hanno fatto immaginare un piatto pesantissimo... invece si trattava di un piatto semplice e leggero
I miei testaroli erano grossolani, quindi indicazione di una produzione casereccia e non industriale, ed il pesto discreto senza ritorni di aglio.
Il maialino era SUBLIME e devo dire che non uso esaltarmi facilmente, ottima cottura e guarnitura ovviamente ottima materia prima che mi confermano essere di zona.
Mia moglie ha optato per il timballo che oltre ad una presentazione di tutto rispetto era a sua volta gustoso.
Dolci non li ho provati ma comunque si denota nella scelta una fantasia sicuramente diversa dal classico dolce della nonna e profitero ...
Spesa in 2 con birra Super Baladin da 0.75 e caffè offerti dalla casa, 54 euro totali.
Locale in stile rustico con 30 coperti al primo piano e forse altrettanti nelle cantine.
Ci ritornerò sicuramente ... i proprietari sono una coppia giovane, lei molto carina e professionale, lui simpatico e appassionato di birre artigianali, i menù sono variabili ma ... mi sono informato ... il maialino è una costante !!! Consiglio vivamente una visita in questo locale, si respira genuinità ed innovazione in salsa rustica.
Ciao a tutti e buon appetito.
Voto 4 ganasce.
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Luciano
Osteria del Vecchio Pazzo – San Pancrazio (LU)
Rieccomi qui a parlarvi di un ristorante, o meglio un’osteria, provata su invito di una coppia di amici lo scorso sabato.
Il locale è L’osteria del Vecchio Pazzo sulle cantine di Matraja a Lucca. E’ un vecchio mulino ristrutturato, l’ambiente è carino ma potrebbe essere molto più curato.
Il menu a base di pietanze di “terra” tipiche della tradizione toscana è, almeno sulla carta davvero, interessante.
Non vi annoierò dilungandomi con descrizioni particolareggiate ma verrò direttamente al sodo.
In 4 abbiamo preso quattro primi: buoni, soprattutto i “quadrelli agli spinaci su fonduta di pomodoro e ricotta stagionata” e una tagliata per due e due filetti al pepe verde. I secondi ero discreti ma senza infamia né lode. Una bottiglia di vino (rigorosamente delle colline circostanti), due dolci (castagnacci con ricotta) e quattro caffè. Il tutto per una spesa, onesta, di 25 euro a testa.
Tirando le somme però non sono molto soddisfatto della serata. Al di la della bontà delle portate (qui è questione di gusti) ho notato molta molta approssimazione nella gestione del locale. Cerco di spiegarmi meglio; ordinando la nostra comanda ci è stato più volte detto dall’inesperto cameriere che questa cosa era finita, di quest’altra era rimasta l’ultima porzione ecc ecc. Ora mi dico, come è possibile che di sabato sera alla 21.30 abbiano già esaurito i piatti a menù? Male organizzazione a mio avviso.
Poiché sono un “buono” e fino a prova contraria voglio credere nella buona fede delle persone mi sono autoconvinto di essere capitato nella classica “serata no”. Per carità, capita a tutti la giornata in cui non te ne va una dritta.
C’è da dire infatti che diversi miei colleghi, che conoscono il posto, sono rimasti stupiti dalla mia descrizione non proprio positiva della serata.
In ogni caso devo giudicare in base alla mia esperienza e oltre le due ganasce e mezzo non mi sento di andare. Spero che qualcuno mi smentisca!
OSTERIA DEL VECCHIO PAZZO
Via di Matraia, 846
San Pancrazio (LU)
0583 – 579131
www.osteriadelvecchiopazzo.it
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