Stuzzicheria di mare – Livorno
Evidentemente sta diventando di moda. Ce n’è un’altra a Cecina Mare (vedi rece), e adesso anche a Livorno.
E’ il vecchio pesciaiolo di Borgo Cappuccini, quello accanto alla “Cantina Senese”, che si è trasferito in Piazza Mazzini iniziando l’attività di ristorazione.
All’ ingresso ci si trova in pescheria, pura e semplice, con il bancone del pesce e il ghiaccio tritato. Verso il fondo però si nota qualcosa di diverso, perché si vedono vassoi di stuzzichini di vario genere. In questa prima stanza ci sono solo alcune mensole lungo le pareti, con sgabelli alti, per aperitivi e, appunto, stuzzichini. Un cartello avvisa: “Il pesce cucinato ha una maggiorazione del 20%”. (Probabilmente si riferisce all’asporto).
Un corridoio abbastanza lungo porta poi alla saletta sul retro, arredata con tavoli rustici, pavimento in cotto, travi a vista. (Del resto, siamo in uno dei fabbricati storici di Piazza Mazzini). L’ambiente è accogliente ma spartano. Per intenderci: tovagliette di carta e piatti di plastica. I bicchieri però son di vetro, e due a commensale.
Che ci si mangia? dunque, io ci sono stato varie volte, in pausa pranzo, e anche per un pasto più impegnativo.
Ho avuto modo di assaggiare il loro antipasto, che coincide in pratica con gli stuzzichini: baccalà sotto pesto (in realtà marinato), ottimo, crostini con alici (autoprodotte), olive e melanzane marinate, acciughe alla povera, fagioli con gamberi, zerri marinati.
Poi una frittura di gamberi, calamari e paranza. Paranza ottima e freschissima, ma una nota particolare per i gamberi, non microscopici come avviene di solito nel fritto.
Dolci: cantuccini e ricciarelli autoprodotti, con un bicchierino di vinsanto. Vino sfuso cancarone (Ce n’è però anche di migliore).
Per tutto ciò, una spesa di € 20,00.
In un’altra occasione avevo anche assaggiato la pasta alle cicale e il riso nero, veramente buono.
Quando ci si va in pausa pranzo, prendendo un solo piatto e un dolce, la spesa si aggira intorno ai 7 euro.
Che dire?
Il pesce è buono, fresco, cucinato in maniera essenziale. Innovazione non ce n’è, né poca né tanta, perché sono i piatti classici della cucina livornese. Considerando il prezzo decisamente modesto, mi sembra ora come ora uno dei posti migliori a Livorno per una mangiata di pesce tradizionale, ovviamente se ci piace un posto “alla buona”.
Poi, non so perché, ma quando sono lì dentro mi viene sempre in mente il vecchio detto: “Il modo migliore per affrontare le tempeste, è seduti al tavolo dell’osteria”.
Speriamo che i prezzi bassi non siano un ”effetto iniziale”, come usa spesso in molti esercizi commerciali. Tre ganasce le merita ampiamente.
Stuzzicheria di Mare.
Piazza Mazzini 66 Livorno.
Tel.0586881121
Il Porcellino – Empoli (Firenze)
Il Porcellino – presso centro Empoli (Coop) – Via Raffaello Sanzio, 119 – EMPOLI – Tel.: +39 0571 83790
Allora,
questa è una recensione un pò strana, nel senso che il Porcellino non è un vero e proprio ristorante.
Si trova presso il centro coop di Empoli (http://www.ilporcellino.it/il-porcellino-empoli.asp)
E’ descritto come bar-ristorante-griglieria-pizzeria, non viene svolto servizio al tavolo. Si arriva, si va alla cassa si dice cosa si vuole e loro ti rilasciano lo scontrino che te devi presentare ai vari banconi. E’ aperto sia a pranzo che a cena, ma fa orario chiusura coop. Io sono sempre stata per la pausa pranzo e devo dire che è sempre pieno.
Cosa si mangia? Di tutto. Hanno vari tipi di pizza a tranci, ma la vera specialità sono i primi e le carni alla brace. Ogni giorno hanno delle specialità che sono sempre diverse, si possono prendere vari tipi di insalatone, oppure vari tipi di taglieri misti, solo vegetariani o solo di formaggi. Le cose che propongono sono molte, va provato!
Oggi per esempio ho preso:
tagliata di pollo cotto alla brace con rucola e grana
porzione di patate fritte
bottiglietta di acqua 13,10 €
come proposte del giorno c’erano anche spezzatino con patate, coniglio e pollo fritto e altri 4 tipi di paste.
e mezzo… il mangiare è buono, quindi sarebbe anche da tre, abbasso solo per l’ambiente e per il fatto che non è un vero ristorante.
Antica torteria al mercato da Gagarin – Livorno
Era tanto che volevo scrivere qualcosa su questo posto che allieta da anni il mio palato. Premetto che sono di Pisa e spesso mi reco a Livorno un po’ per cambiare aria (e l’aria è migliore in quanto a simpatia) un po’ per provare gusti nuovi. La meta fissa delle mie peregrinazioni gastronomiche è la torteria da Gagarin (o semplicemente “la tortaia”). A Livorno è impossibile non conoscerla; è un piccolo chiosco davanti al mercato tra i fossi e piazza Cavallotti.
La specialità unica e indiscussa è la “torta” come la chiamano a Livorno. A Pisa la chiamano cecina e più a nord, verso Genova, “farinata”. Per me la qualità espressa per questo tipo di alimento da Gagarin è eccelsa: la cecina è croccante fuori e un po’ più morbida dentro con un profumo intenso e un retrogusto delizioso, senza l’abuso di olio. La si può mangiare sfusa (la soluzione migliore per assaporarne appieno la fragranza) oppure nel “francese” (un piccolo sfilatino) o nella schiacciatina (il classico 5 e 5). Ci si può sedere su degli sgabelli davanti a due banconi oppure ad un piccolo tavolino.
Gagarin non propone molto altro e apprezzo questa scelta perchè quello è il tempio della cecina. Si può accompagnare la cecina con delle melanzane sott’aceto e qualche volta la titolare (sempre simpatica e disponibile) cucina del buon castagnaccio. Le bibite disponibili sono molte ma le più richieste sono la spuma e la soda Tassoni. Oltre alla bontà del prodotto volevo sottolineare l’accoglienza del posto e la simpatia dei proprietari. Al momento di pagare l’importo viene sempre arrotondato per difetto: non si tratta di un vero e proprio regalo ma sono gesti che apprezzo molto e che a Pisa non riescono a concepire. A Pisa finchè non hai scucito fino all’ultimo centesimo ti stanno col fiato sul collo. Non ci sanno proprio fare: spesso preferisco fare decine di km verso Livorno o Lucca perchè mi trovo meglio. Solitamente si va da Gagarin per una merenda oppure per un aperitivo diverso dal solito a meno che uno proprio non abbia tanta voglia di cecina e ne ordini mezzo Kg (attenzione: può creare dipendenza.).
Una cosa carina che faccio spesso è prendere un paio di hg di cecina e poi spostarmi pochi metri più avanti per un panino alla Barrocciaia. Se si capita nei paraggi (si tratta di pochi metri verso piazza Cavallotti) di giorno segnalo anche l’antica friggitoria che fa dei buoni “scagliozzi” (polenta fritta) e frati. Per me il massimo è visitare nell’ordine: friggitoria, tortaia e Barrocciaia. A mio modesto parere da Gagarin si mangia la miglior torta. Ne ho provati molti altri perchè ne sono goloso ma nessuno raggiunge i livelli di Gagarin. Quello che più si avvicina è Cecco ma anche se ho personalmente fatto uno studio gastronomico sulla cecina la questione è molto soggettiva.
Un consiglio perchè altrimenti ci si può rimanere male: la tortaia chiude presto perchè sta aperta tutto il giorno quindi meglio arrivare prima delle 20 e 30. La domenica è chiuso.
Passiamo al giudizio. Capisco che non è un vero è proprio luogo di ristorazione non essendo capace di fornire un pasto completo ma mi sento di dargli 3 ganasce alla luce della qualità del prodotto e della gentilezza e simpatia del personale.
Antica Torteria Al Mercato Da Gagarin – Via del Cardinale 24, Livorno – 0586884086
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Ristorante da Freghino – San Giuliano Terme
Assecondando la volontà della mia ragazza di riprovare questo ristorante a distanza di anni (aveva un buon ricordo), abbiamo prenotato in questo ristorante sulla strada panoramica dei quattro venti. La strada, seppur bella perchè immersa nel bosco, è piuttosto lunga e tortuosa. All’arrivo noto con grande stupore che non c’è nessuno. Sì, avete capito bene: siamo gli unici avventori del locale. Di sabato sera alle 20 e 45. Queste sono cose che capitano a Pisa oppure forse a Baghdad (per altri motivi però).
Questa insolita situazione non è di buon’auspicio ma ormai il gestore (una signora anziana) ci ha visti e per correttezza ci sediamo. L’ambiente è già triste di per sè e la sensazione di malinconia è amplificata dalla totale assenza di commensali (fatta eccezione per un cane meticcio alquanto bruttarello). Il menù, scritto su un foglio stampato al pc e protetto da una busta di plastica traforata, elenca semplici pietanze tipicamente di terra.
Ordiniamo un po’ di polenta fritta e una grigliata mista per due della quale non è stato facile far capire alla cameriera, cuoca e direttice di sala (sempre la solità vecchietta) l’esatta quantità di pezzi. Dopo circa 10 minuti arriva la polenta (mediocre) e dopo una mezz’ora abbondante la grigliata composta da: 2 salsicce, un quarto di pollo, una bistecchina di maiale, e due cimbraccoli di rostinciana. La qualità erano sufficiente ma la quantità assolutamente no. Di contorno prendiamo un’insalata mista alquanto scadente. a questo punto non vediamo l’ora di andare via e chiediamo il conto.
Ricapitolando: Una bottiglia di minerale, due porzioni di polenta fritta, una grigliata mista del peso approssimativo di mezzo Kg, una insalata mista: 36 euro. Dopo questa “cena” mi sono dovuto fermare in una pizzeria (“il pizzomane”) per integrare il mio fabbisogno calorico.
Mi dispiace essere duro ma ritengo questo locale assolutamente da evitare non avendo alcun aspetto positivo da sottolineare. Il fatto che non ci fossero clienti di sabato sera è già un forte segnale. Abbiamo voluto provarlo senza leggere alcuna recensione e ci siamo rimasti male. Ma almeno adesso lo conosciamo. E lo eviteremo.
Alla luce di questa esperienza propongo una ganascia solo perchè non ci sono giudizi inferiori.
Ristorante Da Freghino
56017 – San Giuliano Terme (PI) Italia
Tel: 050850110
http://www.ristorantedafreghino.com/
Ristorante “Il focolare” – San Vivaldo (FI)
Ristorante “Il focolare” – Adiacente al Convento di San Vivaldo – loc. San Vivaldo, comune di Montaione (FI) – Tel 0571 69498
Il bigliettino recita “…la gustosa cucina Toscana”
Da quando sono incinta chiedo a Marito di portarmi solo in posti belli, dove non ci siano affettati e verdure crude – cose che in alcune gravidanze vengono altamente sconsigliate. Per me che sono un’appassionata di prosciutto crudo e rigatino è davvero difficile varcare la soglia di luoghi con l’affettatrice in bella vista.
Ieri sera Marito mi fa: dove andiamo? Sono le otto, le giornate non sono così lunghe in altri periodi dell’anno, così ci avviamo verso Montaione. Arriviamo a Montaione e decidiamo di proseguire, cercando qualcosa nella zona di Castelfalfi.
A Castelfalfi non c’è niente. È tutto in ristrutturazione. Torniamo indietro verso San Vivaldo, finché Marito non mi propone di andare alla nota “Trattoria del Convento”, che poi si rivela essere, appunto, il ristorante Il Focolare.
Il luogo è molto bello. Accanto accanto al Convento, dove vivono soltanto tre frati francescani piuttosto anziani che hanno lasciato la gestione delle visite guidate (per scuole e turisti) al Comune, c’è il ristorante capitanato dalla cuoca Concetta, con due salette interne arredate in stile vecchia toscana (camino, quadri di animali e macchine agricole, madonne con bambini, fotografie del dopoguerra) ed un “giardino”, che poi è una sorta di corte interna per una ventina di coperti, dove noi decidiamo di sederci (con la felpina, perché fa fresco).
Il menu offre una discreta quantità di antipasti, primi, secondi e contorni. La carta dei vini si esaurisce in fondo al menu in due paginette – dove principalmente ci sono vini toscani. I piatti sono soprattutto toscani: oltre ai per me vietatissimi affettati c’è l’opzione vegetariana: carpaccio di pera con pecorino e miele del convento. Prendo quello.
Poiché la cucina ha tolto l’acqua (sono ormai le nove passate e San Vivaldo è frequentata da turisti che mangiano molto presto, quindi meglio alle sette e mezzo che alle nove e mezzo), sono disponibili soltanto dei secondi piatti. Pazienza. I primi comunque sono a base di carne, funghi, tartufo di San Miniato (quand’è il periodo) e tutto ispira una familiare fiducia perché non c’è particolare ricerca di sapori nuovi, anzi.
Secondi: filetti, tagliata, rostinciane, grigliata mista, tacchino, coniglio. Opto per il coniglio con patate.
Marito prende un filetto con fagioli bianchi.
Vino della casa (mezzo litro), acqua.
Poi dolce e caffè d’orzo per me.
Veniamo alla descrizione dei piatti e alla spesa.
- Antipasto (Carpaccio di pere con pecorino e miele del convento): un piatto grande con pere abate tagliate sottilissime per verticale, del pecorino dal gusto delicato tagliato anch’esso molto sottile, e poco (quanto basta) miele, più coriandolatina di pinoli. Un piatto bianco, davvero gentile. 9,00 Euro.
- Secondo n.1 (Filetto di manzo con fagioli bianchi): Non l’ho assaggiato, Marito dice “non male”. Mi spiace non sapervi dire altro. Fagioli nella super-media. 18,00 Euro + 4,00 Euro.
- Secondo n.2 (Coniglio alla cacciatora con patate fritte): Mi scuso per aver scelto le patatine! C’era anche la peperonata, che però non mi piace… Il coniglio era buono. Niente di sconvolgente, ma buono. Porzione piuttosto abbondante (coscia, sovraccoscia e costoline), condita con funghi e salsa. Funghi un po’ acquosi. Patatine asciutte e croccanti, ma non sbucciate, tagliate e fritte. Sembravano surgelate. Comunque digerite benissimo. 8,00 Euro + 4,00 Euro.
- Dolce: 2 vinsanti e un cantuccino. Vinsanto molto buono. 5,00 Euro.
- Caffè d’orzo 1,50 Euro.
- Vino e acqua 5,00 Euro + 2,00 Euro. Il vino aveva un profumo ed un colore molto buoni, il sapore invece chiedeva cibo per mescolarcisi (aveva una puntinina di acidino, per cui va considerata anche il mio essere molto stucca).
- Coperti: 2,00 Euro per due, che fa 4,00 Euro.
Totale (se ho trascritto tutto correttamente): 60,50 Euro.
A questa cifra avremmo potuto chiedere il supermenu completo a 30,00 Euro, ma c’erano troppe cose e poi bisogna essere almeno in 4 persone. Se ci andate, vi consiglio vivamente di sceglierlo organizzandovi prima. I prezzi non sono proprio bassissimi!
Uscendo, il commento è stato questo: non abbiamo mangiato male e non abbiamo speso troppo. Ma contiamo di aver messo 30 Euro per quel che abbiamo mangiato, e 30 per il posto dov’eravamo (silenzio, pace, cordialità della ragazza che ci ha serviti, accoglienza… non sono piccole cose!). Probabilmente non ci torneremo spesso, un po’ perché è fuori zona (da San Miniato ci vuole una mezz’oretta buona!) e un po’ perché non sempre si ha voglia di cose così tipiche toscane. Ma quando avremo voglia di quel posto lì con quelle cose lì, allora sì. Ci ritorneremo.
Voto: TRE ganasce. Mi sembra un voto onesto.

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Il Garibaldino – Portoferraio
Il giorno 26 Dicembre del 1907 a Sidney, il nostromo Stefano Russomanno di Marina di Campo, detto “Mangiamare”, sbarcò dalla nave a palo “Italia” per motivi di salute, e fu rimpatriato.
La nave andò incontro al suo destino, naufragando a Caleta Buena, in Cile, portata in costa dalla corrente in assenza di vento (Non aveva ovviamente motore).
Il nostromo Russomanno, rientrato all’Elba, continuò il suo mestiere di marittimo, diventando comandante di rimorchiatore. Quando fu troppo anziano per navigare, aprì un’osteria a Portoferraio denominata “Il Garibaldino”. (Notizie dovute al Com. Flavio Serafini).
L’osteria esiste ancora, adesso è un ristorante sulla calata di Portoferraio, e lo frequento ormai da una ventina d’anni, in quanto uno dei posti “meno peggio” dell’Elba. Cetrtamente uno dei più antichi, insieme all’”Ape Elbana”.
Ci sono stato ieri, e ho mangiato: spaghetti al polpo, buoni, come sempre il polpo all’Elba.
Poi baccalà, cucinato in bianco con patate e pomodorini, sembrava un’acquapazza di baccalà, buonissimo, tenero e saporito (NB: io non sono un grande amante del baccalà).
Poi una crema catalana, decisamente ben fatta.
Un quartino di vino appena potabile e acqua minerale. L’esecuzione era ineccepibile, l’ambiente familiare, il servizio cortese e corretto. Spesi € 30.
Troppi, direi, considerando che la materia prima non era particolarmente costosa. Il prezzo giusto sarebbe stato una ventina, l’anno scorso facevano il menù tipico a 15. Diciamo che gli dò due ganasce per questo motivo.
Forse ci ritorno, forse no.
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Il Garibaldino – Calata Mazzini, Portoferraio (LI)
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Ristorante Melafumo
Buongiorno, sono nuova e spero mi perdonerete gli eventuali errori (di vario genere) vi scrivo per recensire un ristorate dove mi capita spessimo di andare sempre con molto piacere per il mio palato…. Eviterei di farci andare chi cerca un posto esteticamente raffinato perchè è piuttosto rustico ma trovo veramente buono il mangiare a un prezzo più che onesto…
Il locale si presenta come un circolo una via di mezzo tra quello degli ultrà del livorno e la casa del Chè, pieno di bandiere/sciarpe e maglie di vario genere vi giuro che entrando non gli dareste una lira (attualmente un cent….) fortunatamente non sono una che abitualmente giudica il posto dal suo aspetto e infatti questa mia “pazienza e curiosità” ha ripagato la vista con il palato.
La lista del menù è riportata su una lavagna affissa al muro del locale e varia di giorno in giorno a seconda della disponibilità del pescato. L’ultima volta che ci siamo andati (eravamo in 2) abbiamo preso:
- 2 Antipasti (crostini al polpo briao, pepata di cozze e baccalà fritto e marinato) per quanto riguarda l’ultimo lo troverete tutto le volte è immancabile e ottimo
- 2 Primi (1 spaghetto ai ricci e 1 gnocchetto sulla cernia) conditi al punto giusto e non affogati nell’olio buoni
- 2 secondi (2 triglie fritte) croccanti fuori di giuste dimensioni e umide e morbide dentro ottime
nel frattempo tra primo e secondo il mio compagno ha visto passare dei piatti di riso al nero di seppia e non avendolo mai assaggiato ha chiesto se ne avevano un cucciaio per assaggiarlo ci hanno portato una via di mezzo tra mezza porzione e una porzione intera (a suo avviso era ottimo visto che anche se era pieno l’ha spazzolato tutto)
- 1 bottiglia di vino bianco della casa
- 1 bottiglia di acqua
- 1 crema catalana (buona fatta da loro)
- 1 ponch alla livornese
- 1 limoncello
Dimenticavo la tovaglia è rigorosamente di carta
Il personale è sempre disponibile e mooooolto alla mano (sono tutti ragazzi giovani)
Spesa totale in due €50,00 ed è sempre così non abbiamo mai speso più di €25,00 a testa e lo reputo uno dei posti dove trovi il miglior rapporto qualità prezzo… Il titolare (un ragazzo giovane) è dell’opinione che sia giusto mangiare bene senza tirare il colletto a nessuno (sue parole testuali) e condivido pienamente.
Ritengo che 3 GANASCE e qualcosina di più sono più che meritate.
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Ristorante Melafumo – Via Mentana 78 – Livorno tel.0586894702
Dimenticavo… Io Ciritorno!!!!
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