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Trattoria I Quattro venti, Molina di Quosa (Pisa)

Sia o stati ai QV con altri amici a pranzo. Il posto è carino, alla fine della panoramica di Molina di Quosa. Si sale parecchio e la strada è divertente, in mezzo ai boschi.

Il ristorante ha una bella pergola di glicine fori che d’estate deve essere una meraviglia.

Dentro, un posto familiare e un po’ demodé.

Menu corto e cucina familiare. Abbiamo saltato gli abbondantissimi antipasti di salumi, formaggi, cipolline e olive ma abbiamo comunque preso una vassoietto di pasta fritta, croccantem asciutta e buona.

Poi: 2 porzioni di tortelli al sugo, 2 di tagliatelle al porcini, 1 maccheroni (tipo maltagliati) al sugo. 5 porzioni abbondanti sufficienti per 6 che eravamo.

Secondi: 1 anatra alla cacciatora per me (ottima), 1 cinghiale e 1 grigliata (a mezzo) per le mogli. Patate fritte. Tutti soddisfatti.

Dolci: una bella torta co’ bischeri ben fatta per me, torta crema e frutti di bosco per la SGM, un tartufo bianco.

Da bere, due acque, vino rosso della casa dimenticabile, tre coche, due caffè e un limoncello.

Servizio veloce nonostante il pieno festivo. Bagno nuovo, gradevole e pulito.

Il tutto per 112 euro (18 e due figure ognuno). Ciritorno? Probabilmente sì, specie pensando all’estate. Il menu non varia ma è fatto bene. Il prezzo adeguato e forse anche competitivo.

3 ganasceIntorno si possono fare belle passeggiate aperitive (come noi oggi) o, meglio, digestive. Tre ganasce ben meritate.

I Quattro Venti: Via Panoramica 109, 56017, San Giuliano Terme, Italia – +39 050 850109

Gli Attortellati (Grosseto)

Era un po’ che mi ripromettevo di scrivere la recensione di questo locale che è rimasta una bozza da molto tempo un po’ per pigrizia un po’ per mancanza di tempo.

Sono tornato per la seconda volta in questo locale a metà del febbraio scorso, dopo esserci stato una prima volta con signora e suoceri a pranzo lo scorso maggio.

Il ristorante si trova poco fuori Grosseto, forse 5-10 minuti ma si trova molto facilmente.
Ci ha fatto subito un buona impressione: la struttura si trova in una specie di boschetto, un edificio vicino alla casa del proprietario e con sul retro stalle e campi dell’azienda agrituristica di famiglia. E’ aperto sia a pranzo che a cena praticamente tutti i giorni della settimana.

Il locale è abbastanza grande con molti coperti in un ambiente simil-rustico.
Noi abbiamo avuto la fortuna di avere un tavolo vicino alla cucina con vista sulla meravigliosa preparazione dei tortelli!

Il locale ha un menù fisso che viene deciso dalla prima persona che prenota un determinato giorno. Sul sito ci sono un’ampia scelta di antipasti primi e secondi e dolci da scegliere per comporre il menù.Inoltre sono presenti due tipologie di menù fisso: la stortellata, composta da antipasti (5) dolce e tortelli a volontà al prezzo di 22€ più bevande, e il menù classico composto da 4 antipasti, due primi, un secondo e il dolce a 30€ più bevande.

Essendo un’occasione speciale (compleanno della Signora) abbiamo optato per il menù completo classico che in quel giorno comprendeva:

  • Antipasti:piattone di salumi con pecorino, marmellata di fichi e crostino toscano, salsiccette al limone, cotiche trippate alla maremmana, verdure appetitose;
  • Primi: corregioli al cacio e pepe e tortelli maremmani (ripieni di bietola e ricotta di pecora) al sugo di cinta
  • Secondo: padellaccia di maiale con  patate alla contadina (al forno con le cipolle)
  • Dolce: torta della nonna con crema pasticcera e pinoli

Tutto accompagnato da vino della casa rosso e pane caldo fatto nel forno legna.

Tutto è stato molto buono e abbiamo approfittato anche di un bis di tortelli veramente ottimi (i bis erano disponibili anche per i correggioli e per il secondo ma eravamo satolli)!

Il personale è stato gentilissimo e cortese e ha ben accolto anche il nostro cane portando un ciotola di acqua fresca.

4 ganasceConcludendo direi 4 ganasce ben meritate!

PS:
Presso il ristorante è possibile anche acquistare marmellate fatte in casa e, con debito anticipo, anche crostate di crema o marmellate. Noi abbiamo preso una crostata alla crema veramente deliziosa.

Gli Attortellati
Strada Provinciale 40 Trappola 39, 58100 – Grosseto (GR)
Tel. 0564400059

http://www.gliattortellati.com

 

Trattoria La Grotta – Loc. La Sassa, Montecatini Val di Cecina (Pisa)

È un locale molto conosciuto dai livornesi, dove nel passato ho fatto notevoli mangiate a base di cinghiale (Ricordo che mio cugino lo frequentava parecchio). Con tutto ciò, non ci ero più tornato da almeno trent’anni. Mi stupisce che nessuno finora lo abbia recensito su Ciritorno.

Da allora la gestione è cambiata, ma la cucina no. Anzi, se una “critica” si può fare, è che il menù sia sempre quello, per omnia saecula saeculorum.

Oggi ci sono andato con parenti ed amici. Il locale è una piacevole e pulita trattoria, proprio all’ingresso del paese. Essendo addossata alla collina, dietro alla casa c’è il macigno, dentro cui è stata scavata una piccola grotta che ospita pochi tavoli, e che dà il nome al locale. Per il resto, l’arredamento è molto semplice: travi a vista, mattoni…

Il menù è rigorosamente di terra. Noi abbiamo preso:

  • Un piccolo antipasto, composto da prosciutto, salame (buono), capocollo, crostini ai funghi, ai fegatini, e giardiniera fatta in casa, ottima.
  • Poi un assaggio di due primi: pappardelle al cinghiale e ravioli maremmani al ragù. Uno ha preso le tagliatelle ai funghi.
  • Per secondo, chi cinghiale in umido, chi tagliata di manzo, chi trippa, chi arrosti misti.
  • Dessert: Dolce Moro (una sorta di tiramisù al burro), mattonella con pinoli, cheese cake.

Una particolare nota di merito va fatta per le pappardelle, con un ragù di ungulato molto ricco, e la pasta all’uovo, tirata a mano, delicatissima. Buoni anche i ravioli, anche se non al livello di quelli di “Otello” a Venturina. Le tagliatelle ai funghi dice fossero molto buone.

Il cinghiale in umido era buono, ma la menzione va fatta per la trippa, che era “non sbiancata”, cioè non prelessata come si trova dappertutto, ma cucinata partendo da quella cruda. Era un po’ più “callosa”, ma il sapore vale il viaggio.

Da bere, non ci si sbaglia: vino rosso della casa, sfuso, perché hanno solo quello. Comunque è veramente ottimo: un sangiovese, probabilmente Chianti,  molto profumato e di buona beva, servito alla temperatura giusta. Non avrebbe sfigurato di fronte ad una buona bottiglia.

Nel complesso, una rustica trattoria con prodotti di qualità. Difetti e sbavature: il menu’ che è tipico, ma non cambia mai. Il vino, che è ottimo, ma uno potrebbe volere qualcosa di diverso. La toilette, che si trova in cima ad una rampa di scale, e non è accessibile ai disabili.

Il paese merita il viaggio. E’ un gruppo di case in cima ad uno sperone roccioso, forse duecento abitanti e, specie d’inverno, ci deve essere una vita mondana travolgente…

3 ganasce emezzoGanasce: Sul momento avrei detto quattro, considerando la qualità ma, ripensandoci, mi sembrano più adeguate tre e mezzo. E’ un po’ lontano, ma ciritorno.

Via Marco Polo 6 | La Sassa, 56040, Montecatini Val di Cecina  +39 0588 37838

Vecchia Trattoria Buralli – Lucca

Sabato scorso sono andato a cena alla Vecchia Trattoria Buralli, p.zza S. Agostino, 10 – Lucca; 0583.950611 www.vecchiatrattoriaburalli.it.
L’accoglienza è stata un po’ problematica ma, d’altra parte, ci siamo presentati all’ora di cena senza prenotazione e in occasione della notte bianca. Dopo una breve attesa veniamo fatti accomodare in una saletta un po’ afosa, un po’ rumorosa, un po’ parecchio vecchiotta (ma come si fa a mettere la moquette in un ristorante…).
Sul menu son presenti varie specialità lucchesi: crostini, tordelli al ragù, zuppa di farro, arrosti. Ci sono anche dei menù al prezzo fisso di € 20 ma purtroppo sono scritti a mano e si capisce male cosa c’è scritto. Manca la carta dei vini.
Prendiamo stinco di maiale con patate arrosto e pollo e verdure fritti, entrambi buoni e con porzioni discrete. Il servizio è veloce nonostante l’affollamento. Buono il pane portato in tavola, brutta la tovaglina-ina-ina di carta.
Riepilogando: due secondi (€ 11) e una bottiglia d’acqua, totale € 27,50.
3 ganasceIo gli darei tre ganasce un po’ striminzite.

Gatto d’Oro – Loc. Aia dei Venti, Arcidosso (Grosseto)

Il ristorante (e albergo) Gatto d’Oro è un locale storico dell’Amiata che ha passato nel tempo diverse traversie (che non conosco esattamente) ma che adesso sembra essere tornato operativo. È posto sulla strada che va da Arcidosso alla vetta, immerso nei boschi di faggi che caratterizzano la parte alta della montagna. Il ristorante è aperto tutti i giorni durante l’estate, ma solo la domenica durante il resto dell’anno: insomma è un ristorante da gita fuori porta.

Ora, avete presente quando in maniera un po’ banale e trita si dice che un ristorante sembra uscito dagli anni settanta? Bene se devo essere sincero, non ricordo alcun altro ristorante che mi ha dato questa sensazione sia come stile sia come cucina quanto il Gatto d’Oro.

Il locale di per se è bello: non tanto l’interno (che è molto grande e in stile rustico) quanto l’esterno, costituito da una piacevole terrazza dove si mangia all’ombra dei faggi e immersi nel verde. Sulla terrazza ci sono anche le sdraio, tanto per rafforzare l’atmosfera anni settanta.

Io ci sono ritornato dopo tanti, tanti anni. Appena siamo arrivati ci hanno portato direttamente una bottiglia di rosso della casa, che abbiamo gradito molto. Il menu invece non c’è e la scelta è piuttosto limitata e viene descritta a voce dalla cameriera (simpatica e gentile): inoltre, da un po’ di riscontri di conoscenti, ho rilevato che il menu resta praticamente immutato nei secoli dei secoli. Detto questo, fra i primi c’erano le tagliatelle, pici e ravioli ricotta e spinaci da condire al sugo o con i funghi. Inoltre c’era una notevole zuppa coi funghi. In effetti tutti i prodotti a base di funghi sono risultati essere molto buoni (e la zuppa in particolare) ma anche i ravioli erano decisamente validi.

Fra i secondi, ancora meno scelta: arrosti misti (non so bene cosa siano) e l’agnello fritto. Noi abbiamo preso quest’ultimo ed era molto buono (anche se, con un po’ di sorpresa, l’uovo all’interno della panatura era proprio affrittellato). Fra i contorni c’erano fiori e funghi fritti (notevoli, che ve lo dico a fare).

Infine i dolci, con una classicissima offerta di panna cotta, creme brulè e tiramisu. Quest’ultimo era decisamente ben fatto.

Complessivamente per un primo, mezzo secondo e mezzo contorno, dolce, vino abbondante, caffè e ammazzacaffe abbiam speso 25 euri a testa, che mi sono parsi meritati.

3 ganasceSinceramente siamo stati veramente bene e quindi, senza considerare alcun effetto nostalgia, questo ristorante per me vale 3 ganasce, con l’unica avvertenza che, tornandoci spesso, immagino che la scarsa scelta farebbe stufare in fretta. Ma per un pranzo fuori porta, lo consiglio senza mezzi termini.

Il Gatto d’Oro – Località Aia dei Venti, Strada Provinciale Aiole – Arcidosso (GR) Tel: 0564 967074