Discorso sul rapporto cuochi/blog

Stamattina sto partecipando alla discussione su Dissapore sul perché i cuochi odino i blog.

Andate a leggere che è interessante, io ho detto questo:

come titolare di un blog sulla ristorazione del pisano posso dire che abbiamo un numero sparuto di titolari che partecipano al blog, commentando e rispondendo alle recensioni. Spesso ne saltano fuori discussioni interessanti.
Un paio hanno chiesto il ritiro della recensione e sono stati accontentati, anche se hanno dimostrato una maleducazione fuori dal comune e si sono fatti comunque una pessima pubblicità in una comunità attiva, interessata e fondamentalmente sempre corretta.

C’è bisogno però di polso fermo e un po’ di controllo.

Una cosa comunque dimenticavo: i cuochi molto spesso perdono di vista un fattore principale nel loro rapporto coi clienti/blogger.

I soldi che, spesso in quantità copiosa, scorrono dalle tasche dei secondi nelle loro, e che giustificano ampiamente qualsiasi commento possa essere detto su quanto hanno dato in cambio.

Se dimenticano questo, vadano a fare gli artisti di ’sta ceppa in un atelier, e non in un esercizio pubblico.

14 pensieri su “Discorso sul rapporto cuochi/blog

  1. Interessante discussione,bene o male vedo che tutti i grandi chef gli seguono i blog,anche se amettono di esere non iteressati in pieno.In fin dei conto loro si mettono in mostra con loro operato ed è giuto che chi lo ha ricevuto e libero di esprimere suo parere in positivo o negativo.Certo le critiche non piaciano a nessuno,ma chi e sicuro di se e sà di fare il suo lavoro dando il massimo,non deve avere paura,anzi deve essere contento che la gente frequenta il suo ristorante.A me per esempio mi fà piacere quando la gente mi dice dove sbaglio nel mio lavoro sia come servizio,accoglienza o preparazioni dei piatti,poi sta a me a scegliere se seguire suggerimento o no.Ma poi non tutti clienti sono disposti a dirti le cose come stanno,per qusto ben vengono i blog,dove uno scrive con calma quello che vuole,sempre nell limiti dell educazione.

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  2. Non passa giorno, in cui non mi connetto anche per un solo minuto ad un blog di cucina, in particolare a questo, nel quale a volte intervengo. Serve a crescere, a capire cosa succede fuori dalle 4 mura della ns cucina, e a capire se stiamo prendendo la direzione giusta o se stiamo sbagliando qualcosa. Naturalmente serve educazione negli interventi sia da parte degli Chef (e spesso manca) sia da parte dei Clienti/Blogger (e a volte manca). Comunque preferisco confronti come questi a clienti che si alzano e con un sorriso dicono “Tutto buono, tutto ok” e non li rivedrai mai per tutta la vita, e dopo un pò di tempo cercando di capire il motivo saprai che vanno sparlando del tuo locale a destra e a manca. Probabilmente “Tutto ok e tutto buono” in realtà non lo era stato e allora DITEMELO o meglio SCRIVETEMELO così evito di dimenticarlo.
    Saluti a tutti.
    P.S. @Ganascia la traslazione dei soldi da una tasca all’altra non è poi così automatica (o forse io c’ho le tasche bucate…)

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    1. io ti capisco Paolo, però, per quanto riguarda la mia esperienza personale, il più delle volte, quando si fa qualche critica, dall’altra parte ti rispondono o in maniera seccata oppure “..strano, ne ho serviti 30 di tagliolini e nessuno si è lamentato” e uno si alza sempre da tavolino con la sensazione che ti credano un rompicogxxxxi. Alla fine, siccome il più delle volte sei in compagnia, per evitare discussioni o considerazioni, tra l’altro inutili, che potrebbero guastarti la serata, si glissa “tutto bene? si si…”

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      1. Gianluca hai fatto una giusta osservazione, però credo che se fai osservare il malcontento ad un ristoratore, questo abbia la possibilità di rimediare, magari che ne so offrendoti qualcosa o farti uno sconto sul prezzo, oppure farti rifare lo stesso piatto, io che sono in cucina ti dico che ogni volta che vedo rientrare qualche piatto che non è stato finito, mando sempre qualcuno a chiedere il motivo e se era tutto apposto, così ho la possibilità 1° di stabilire se c’è realmente qualche problema e 2° rivedere gli altri piatti in uscita per gli altri tavoli.
        Si è sicuramente vero che la maggior parte delle volte ti viene risposto che nessuno si è mai lamentato, ma è altrettanto vero che se un piatto a te non è piaciuto, gli altri possono averlo gradito.
        Un esempio, personalmente ho lavorato in diversi alberghi della città facendo spesso pranzi per convegni molto numerosi e, credimi ogni volta su 250-300 persone che mangiano tutti le stesse cose, ci sono sempre quelle 4-5-6 persone che devono criticare qualcosa. Non mi fraintendete, ben vengano le critiche, ci fanno solo che bene.
        Saluti bag

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        1. In realtà preferirei che se uno non è stato bene me lo dicesse subito, poi però siccome sono permaloso magari ci rimarrei male, e allora pensandoci bene preferisco leggerli i commenti, soprattutto quelli negativi.

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          1. Anche secondo me il commento ad una recensione è migliore rispetto ad un confronto diretto con il ristoratore (che il più delle volte sono anni che fa quel mestiere, e si sente punto sul vivo, come fosse un’offesa personale; l’errore della serata capita sempre e sentirselo dire non credo sia il massimo..). Nei commenti invece le motivazioni possono essere lette senza l’eventuale reazione a caldo, che risultando sgradevole al cliente crea un effetto di ritorno molto negativo (la perdita del cliente stesso), specialmente se dettata da una persona impulsiva (ognuno ha i suoi difetti).
            Ciritorno credo possa dare un significativo apporto affinchè si modifichi seriamente l’approccio dei ristoratori nei confronti dei clienti, cercando un miglioramento continuo proprio delle grandi aziende.

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  3. Io personalmente sono dalla parte dei cuochi e, ammetto di essere molto interessato ai blog e di seguirli spesso, soprattutto perchè ti danno la possiblità di confrontarti e vedere il risultato del tuo lavoro, ogni giorno sono qui a vedere se qualcuno scrive su di noi, perchè vi assicuro per uno che fa questo di mestiere, non c’è sensazione più bella che ricevere un commento positivo e dei complimenti dai propri clienti, lasciamo stare per un’attimo il lato economico, ma volete mettere la soddisfazione di vedere uscire dal ristorante una persona felice e contenta perchè magari ha mangiato e gli è piaciuto un piatto realizzato da te? Solo chi lavora in cucina lo può capire, questo lavoro è fatto esclusivamente di soddisfazioni e sacrifici(più sacrifici).
    Un saluto Bag.
    P.S. Parlo sia da cuoco che da gestore

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  4. Grazie a gianluca e fabri gio dell approvazione,poi Paolo e bag invece hanno detto delle cose giuste che sucedono nell nostro lavoro e per questo che anche io come loro leggo e scrivo qui per confrontarmi con i piu bravi cuochi e imparare da loro leggendo le recensioni e opignioni sul loro ristoranti.@Paolo e vero che e meglio che ci diccono quello che non và,ma e anche normale la nostra diffesa da una critica,sopra tutto quando sappiamo al 100% di avere ragione.Tempo fà(anni),non mi rccordo la pietanza,ma dopo aver la servita vedo la signora che prende la saliera e senza assaggiare il contenuto nell piatto comincia a salare per una diecina di secondi,dopo di che lo assaggia e poi mi ricchiama”scusi ,ma e immangiabile e salatissimo”,a questo punto io impulsivamente gli ho risposto”certo signora,se non ci meteva un chilo di sale sopra,forse andava bene”.E vi giuro che io sono molto pazziente.Ma questi sono casi estremi,ci sono dei clienti molto attenti e bongustai,e ricevere una osservazione da loro fà piu che piacere,ti fà stare piu attento alla prossima volta per soddisfare in pieno le loro esigenze.Ci vuole solo un pò di memoria da elefante per riccordarsi chi vuole le cose in certo modo,chi nell altro e le allergie di qualcuno di loro.

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  5. Ganascia, non ti ci perdere con eggi, non ne vale la pena. Senza contare che spesso le cose che scrive sono incomprensibili.

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  6. Io penso che non solo chi paga,ma anche chi non lo fa ha il diritto di parlare o scrivere un’opinione.
    Ammetto che anche io a volte ho usato un linguaggio che letto dalla parte dello chef può essere offensivo(ed e’ per questo che a volte stò zitto).
    Si può dire tutto ma c’è modo e modo.
    Un conto e’ un’opinione,un’altro è screditare una persona o un locale.
    Magari prima di premere sul tasto Submit Comment dovremmo aspettare un pò.
    Devo dire però che non mi sembra che nè ganascia nè durthu nè mar@tto( e comunque i vecchi del sito) abbiano mai denigrato nessuno.Allo stesso tempo si puo esprimere appunto anche un’opinione contraria ma con garbo.Altrimenti non abbiamo più un nickname ma solo un nome per dire cose che normalmente sappiamo che non diremmo.Comunque di solito chi ha un blog serio non lo fa e si vedono i risultati.Chi commenta i blog invece si.Forse allora i propietari del sito (in genere)dovrebbero cercare di moderare i commenti in maniera più occulata,di monitorarli e di eliminare frasi e repliche che offendano chi fa questo lavoro.
    Di sicuro magari interverrà anche qualche cuoco in più e sarebbe più costruttivo per tutti.

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