Al ristoro di Campalto – Pisa

Ieri sera in 6 siamo andati a cena al Ristoro di Campalto.

Il locale si trova in Via del Tiro a Segno 20 nella zona di San Rossore e ci si arriva percorrendo una strada leggermente sterrata. Il locale è carino e l’apparecchiatura semplice e abbastanza curata anche se con tovaglia e tovaglioli di carta, ma di quelli simil stoffa.

Recentemente è stato preso in gestione dal figlio della proprietria della pescheria più famosa di Pisa quindi il menù è a base di pesce ed è appeso all’ingresso con i relativi prezzi e ad una prima occhiata relativamente bassi (primi tutti sotto i 10 €).

Abbiamo preso antipasto misto che comprendeva acciughe marinate, fagioli con i gamberetti, totano al vapore, zuppetta di arselle e crostino di arselle. Erano tutti buoni, forse un pò troppa cipolla nelle acciughe e nei fagioli con i gamberi, arselle meravigliose.

Di primo abbiamo preso 3 porzioni di paccheri con il sugo di gallinella e 3 di bavette alle vongole. Buonissimi, la pasta era cotta giusta e le porzioni abbondanti.

Di secondo 4 catalane e 2 fritti. Il fritto per me è uno dei più buoni che abbia mai mangiato, con calamari, gamberi (grossi, non quelli piccini che non si riescono a pulire) e scampi. La catalana comprendeva astice scampi e gamberi, tutti belli grossi. Personalmente non sono un appassionato della catalana, l’ho assaggiata e l’ho trovata buona.

Per finire 2 sorbetti, 1 mattinella al cioccolato, 3 ponci (Purtroppo non erano buonissimi, mancava la vela!!!!) e 2 caffé.

Acqua (peccato fosse a temperatura ambiente, io la bevo frizzante e gelata anche d’inverno!!!! Ho provato a chiedere se ce l’avevano, ma ne erano sprovvisti) e due bottiglie di vino bianco di sicilia discreto.

Il conto è stato di 230 €, quindi sui 38 € a testa.

Per la quantità e la e la qualità dei prodotti non posso che dire che ciritorno.

Se devo dare un giudizio potrei dare 4 ganasce.

NDGanascia 28 6 2012. Voto abbassato dopo commenti.


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17 pensieri su “Al ristoro di Campalto – Pisa

  1. finalmente una dichiarazione di qualcuno che ama l’acqua come piace a me !!! 🙂
    (solo perche’ non aveva l’acqua in frigo abbasserei di una ganascia !)

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  2. Il pesce è buono e finché dura la mamma-cuoca va bene. Il problema è il “Patron” di lei figlio. Totalmente disorganizzato e senza un minimo di “occhio”, quello che ti farebbe togliere le ragnatele da sotto le sedie…per esempio. Tanto da imparare!

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  3. Vorrei precisare alcune cose: il mio giudizio di 4 ganasce era esclusivamente riferito al rapporto qualità (veramente buona)/quantità/prezzo; le ragnatele alle sedie non le ho viste, ma nemmeno le ho cercate (meglio le ragnatele che al ristorante dello stabilimento balneare dove vado, dove circola per la cucina un cane alto come un cavallo che viene sbaciucchiato e coccolato per poi andare a fare i panini senza lavarsi le mani!!!); la disorganizzazione non l’ho trovata, era sabato sera ed era pieno, appena hanno preso l’ordinazione sono arrivate le portate con uno stacco di un minuto tra gli antipasti e i primi e di 2 tra i primi e i secondi.
    Poi mi sembra di avere detto che peccavano sull’acqua per quanto riguarda il mio gusto personale, ma tanto bevo il vino visto che il pesce nasce nell’acqua e muore nel vino!!!
    Detto questo chi ha letto le altre mie recensioni sa bene che sono stato spesso e volenteri impietoso.
    Invito comunque ad andare a provare ed eventualmente abbassare il numero di ganasce, mica mi offendo, non sono certamente un critico di fama mondiale.
    A presto

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  4. Chiarisco anche io. Il pesce è di ottima qualità e la madre-cuoca è ammirevole per dedizione e anche capacità (purché siano paitti semplici). Quindi: chi vuol mangiare del buon pesce ad un prezzo equo e non guarda “tanto per il sottile” in riferimento a pulizia, servizio, conoscenza (di cibo e vini) e organizzazione (ribadisco perché io ho visto il “Patron” andare in m… per molto poco) può andare. Per riprendere quanto scritto dall’amico Marco 74, è un po’ come mangiare in uno stabilimento balneare, qualità del pesce a parte: basta non guardarsi in giro e non prtendere altro.

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    1. appunto..non è da 4 (cit.: “…un ristorante dove si mangia bene e con inventiva, le materie prime denunciano una selezione accorta, il servizio è buono come la cantina. Posso passare sopra ad apparecchiature del menga, tovagliette in carta gialla o tovaglioli della mensa solo perché il menu è divertente e di qualità.
      Non prenderanno 4 ganasce:
      le pizzerie, nemmeno se al forno hanno Pulcinella, perché la pizza non è inventiva se non per le farciture più stupide e meno opportune
      i posti con un servizio scadente o invadente
      i posti con una cantina scarsa”)

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      1. sono stato da loro numerose volte da quando ha aperto.
        Non discuto la qualità del pesce e della cucina della signora che trovo buona.
        Basterebbe poco per migliorare: non fare quel servizio da ristorante cinese dove i piatti al tavolo arrivano a caso: es. a metà antipasto arrivano i primi e a metà primi i secondi. Mi costringi a mangiare coll’imbuto e tu che sei al servizio/cucina devi ammazzarti e vai in sbattimento. Questo succede con pochi coperti e col ristorante pieno. Basterebbe poco.

        Cmq 4 ganasce è troppo. punto.

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  5. Provato il Ristoro di Campalto qualche tempo fa.
    Dico subito che Ciritorno (e molto volentieri), ma anche che discutere di quattro ganasce per questo posto è perdere tempo.
    Onore al merito: pesce fresco, preparato con maestria “domestica” dalla cuoca – evidentemente abile – e rapporto (qualità + quantità)/prezzo a mio parere molto valido, se si resta sulla cucina (diciamo livello tre ganasce/tre e mezzo).
    Se ci trasferiamo in sala e in cantina, invece, giudizio da due ganasce spaccate: servizio di tipo amatoriale, nel bene e nel male (spero che nessuno si offenda, non è mia intenzione mancare di rispetto); auguro loro – di cuore – che l’esperienza che faranno col tempo porti ad un “upgrade” in materia. Cantina risicata, sei o sette alternative citate a voce e sommariamente, con un po’ di ingenuità e di grossolanità nel servizio (chiesto un vino e visto arrivarne un altro a tavola: mi era stato anticipato che, qualora quello richiesto fosse terminato, ne portavano “un altro”; ho evitato di interloquire in merito).
    Voglio però tornare alle note positive. Tutto veramente soddisfacente, in qualità e quantità. Assaggiati gli antipasti, molto appetitosi (splendide le acciughe marinate e quelle “alla povera”, fragranti – non è cosa scontata – i gamberetti, fresche e saporite le cozze, buona l’insalata di totani e calamaretti – piatto che, altrove, spesso rischia la mediocrità – gustosissime le frittelle di bianchetto, appena spadellate), degli ottimi ravioli di branzino, una validissima e abbondante catalana e, prova del nove, una orata alla griglia soddisfacentemente fresca e cotta il giusto (errore frequente nelle trattorie la troppa cottura).
    Certo, si mangia in balia delle zanzare (tante), anche se tenute a bada da zampironi e fiaccole varie (in inverno il problema evidentemente non sussiste) ma, se si vuole fare una sana e robusta cena a base di pesce fresco e preparato come farebbe la classica zia esperta e dalla mano felice ai fornelli, senza sottilizzare su tempistiche e coordinamento del servizio (tuttavia devo dire che nel mio caso, complice forse la bassa affluenza, non ne abbiamo patito più di tanto), etichetta del vino, forma e cose simili, questo è un posto che merita una visita. Speriamo che, anziché adeguare servizio e cantina alla cucina, non avvenga il contrario e che i prezzi non salgano.
    I prezzi, appunto: in quattro, con un antipasto o un primo a testa più il secondo, quindi due portate ciascuno, vino (due bottiglie), acqua e grappa ci si aggira fra 30 e 35 euro a persona e si resta molto soddisfatti. Considerate che occorre, trattandosi di un circolo, dotarsi della tessera annuale (credo costi circa una decina di euro).
    Vediamo come andrà la seconda visita (conto di non far passare troppo tempo).

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  6. Ieri sera mio marito e io abbiamo mangiato, incuriositi dalle recensioni e spinti dalla volgia di pesce, al Ristoro!.. Parto con il dire che se ci ritorneremo sarà solo per la stupenda fresca e abbondante catalana, di cui non conosciamo il prezzo, ma che vale la pena davvero.. tutto il resto lascia molto a desiderare.. gli anitipasti un po banali, il servizio decisamente improvvisato, il conto..senza fattura..un po misterioso ma, va sottolineato, assolutamente adeguato a ciò che abbiamo mangiato! Il pezzo forte della serata è stato sicuramente il nostro cameriere, con chiavi di casa attaccati ai jeans, camicia completamente fuori dai pantaloni, un’aria decisamente spaesata.. siamo rimasti tutti per tutta la serata con i piatti dell anitpasto sul tavolo!!!..
    comunque.. 1 antipasto, 1 catalana per due, vino della casa e acqua.. 65 euro..

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      1. La catalana che propongono al Campalto e’ minimo per due. Essendoci stato da poco, credo (mi corregga Woodstock se mi sbaglio) che il conto da loro pagato corrisponda ad un antipasto (che per quanto da me verificato può bastare anche per due) e catalana per due, bevande e costo della tessera annuale compreso.

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  7. Non sono d’ accordo con i giudizi molto positivi espressi finora, sono andato al Ristoro di Campalto circa 1 mese e 1/2 fa, con la mia fidanzata, stimolato dall’ unica recensione che c’ era in quel momento, ma messo già sull’ avviso da un amico che c’ era già stato qualche tempo prima e che non era rimasto molto entusiasta del posto…ad ogni modo, siccome sono come San Tommaso, ho voluto provare, ed alla fine ho dovuto concordare con il mio amico, per i seguenti motivi: dato il background dei titolari mi aspettavo qualcosa di meglio, abbiamo preso 1 antipasto in due, di cui ho gustato veramente solo le acciughe marinate, per il resto senza lode nè infamia, 1 tagliolino all’ arsella tutto sommato buono, ma senza quel qualcosina in più che appaga veramente il palato, 2 branzini da porzione cotti al forno con le patate, come si mangiano in tanti altri ristoranti di pesce…normali, un vino anonimo e stop, conto 55 euro, come già sottolineato da altri, detto a voce, sulla quale sono stati caricati altri 10 euro per n° 2 tessere associative al circuito dei circoli ACST.
    Non mi è piaciuto che ci abbiano detto che era un circolo e che bisognava fare la tessera solo dopo aver ordinato, non mi è piaciuto che i cartelli, anzi il cartello, (ne ho visto solo uno quando sono andato al banco bar a pagare) che diceva che era un circolo e che era necessaria la tessera associativa fosse esposto alla vedo e non vedo…
    E ancora il locale piuttosto anonimo come allestimento, apparecchiatura con tovaglie e tovaglioli in tessuto non tessuto.
    Sono sempre alla ricerca di posti nuovi, carini, o particolari dove si mangi BENE e si spenda il giusto, e devo dire che seguendo da tempo i commenti su ciritorno, qualche piacevole sorpresa l’ ho avuta.
    Non è un posto assolutamente da 4 ganasce nemmeno per la qualità come detto da qualcuno prima di me…non credo che ci ritornerò.

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  8. concordo con mrbeat (commento del 17 Luglio), anche io e mia moglie ci siamo andati e non c’è sembrato per niente all’altezza…fra l’altro bicchieri e piatti sporchi, servizio improvvisato (la camieriera fra un servizio e l’altro fumava tranquillamente senza nemmeno curarsi di non farsi vedere…), pietanze scarse e grigliata di 2° con 3 gamberi stracotti (non sembravano nemmeno freschi…) e due seppie a testa (15 Euro!!) e menomale che hanno la pescheria! Per quello che s’è mangiato s’è speso anche tanto…e dire che era pieno!…mi sa che siamo stati proprio sfortunati…

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