Kebab Mister Aldo – Pisa

Scrive Pippo

Buon appetito a tutti.

Nonostante i nasi storti degli scettici -lo ero anche io- , voglio avventurarmi nella recensione di un locale che vende Kebab (ho appurato che in europa si può dire, invece che Kebap), sito a Pisa, in piazza Garibaldi (per i non pisani: davanti al ponte di mezzo dopo Corso Italia, all’inizio di Borgo Stretto), all’angolo in fondo a sinistra – pardon, non so il civico-.
Il posto, molto pulito, si chiama Mister Aldo, che da quanto mi risulta è un franchising di kebab house cosiddette. Si può fare takeaway oppure mangiare sul loco (se c’è posto).
Il locale non è grande, anzi, ma è formato da un piccolo “corridoio” con mattonelle bianche dove sono presenti 5 o 6 tavolini con un paio di sgabelli ciascuno e un frigorifero, e davanti c’è il bancone vero e proprio con la caratteristica carne che ruota.

Si possono scegliere una discreta quantità di panini e piatti con vari tipi di carne (tacchino, manzo e pollo), oltre alle insalate e contorni.
I panini possono essere fatti con 2 tipi di pane, la caratteristica piadina (4,5€) oppure il panino tondo (3,5€), molto più europeo e soprattutto semplice da mangiare; questo tipo di panino è chiamato mini, ma di mini ha solo il nome. Si può scelgliere tra una varietà di ingredienti da poter aggiungere, fra cui cito: crauti (quelli veri verdi), cipolle, insalata, pomodori, salsa allo yoghurt, salsa di soia, salsa piccante, salsa piccantissima (che amo)…
Anche se sono un purista della carne affermato, in una occasione mi sono ritrovato a scegliere il menù vegetariano con Felafel e insalata, che mi ha stupito particolamente. I felafel sono delle polpette fritte, molto buone, di cui linko la ricetta, per facilitarmi il compito della descrizione http://www.giallozafferano.it/ricetta/Felafel-Falafel
Si può scegliere volendo uno dei vari menù, anche vegetariano, che di norma comprendono un panino, una bibita (birra, cola, tè, ecc…) e un contorno di patatine fritte, per una spesa tra i 9 e gli 11€, mi sembra di ricordare. L’insalata felafel conta 9 mi sembra, ma ci si mangia anche in 2. I panini, come ho scritto prima, costano 3,5 oppure 4,5€ a seconda del tipo di pane. Mi sento di ripetere che la piadina richiede un po’ di esperienza ad essere mangiata, e aiuta molto farlo seduti. Devo dire che i menù in linea di massima saziano molto, come i panini.

Diciamo che di tutti i luoghi dove ho mangiato kebab, questo è di gran lunga il migliore, senza alcuna ombra di dubbio, anche se forse è leggermente più caro degli altri, ma con una differenza sempre entro 50 centesimi.
I puristi come me apprezzeranno il fatto che non viene chiesto se mettere le patatine nello stesso…

Giungiamo alle note negative: sono principalmente un paio: le patatine sono, purtroppo, le classiche prefritte e il locale è piccolo, anche se ben curato. Per chi non l’ha mai visto fare è curioso il gesto con cui si “pialla” la carne.

Di solito servono il gestore, un signore un po’ scuro di pelle, gentilissimo e dalle dosi abbondanti, con il caratteristico cappellino del Bayern Monaco, ed una ragazza, che invece è smorta e ha il braccino corto…
Per un pasto appagante quindi non si spende mai una cifra superiore agli 11/12, e per un panino non più di 4,5 (il prezzo di un pezzo di spugna spacciato per panino nei bar vicino al Duomo).
In conclusione: da provare.

I voti
cibo: 3+ ganasce
prezzi 3- ganasce

3 ganasce


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Da Dino – Viareggio

Questo posto sembra il Montino viareggino!

In prima istanza si tratta di una pizzeria al taglio: quarti di pizza, focacce (untissime), cecina piuttosto buona.

La pizza però la potete mangiare anche al tavolo, sia nel piatto che sul vostro foglio di carta gialla.

Se siete in vena invece vi potete accomodare nella stanza a lato del bancone, dal signor Michele (altro raro esempio di simpatia), che dalla cucina serve piatti talvolta inconsueti:

spaghetti alle vongole rossi e unti, un ottimo e altrettanto unto baccalà con i porri, tortelli al ragù, le acciughe fritte! e giuro che una volta ho visto anche passare due piatti di lesso (coscia di pollo e un pezzo di muscolo) con pinzimonio di verdure.

Prezzo per secondo e contorno: 12 euro.
Voto: 2 ganascee mezzo? Non ho il coraggio di dare di più

La Pizza alla pisana

Parlando con Sarapollo l’altro giorno il discorso è caduto sulla famigerata “Pizza alla pisana”, specialità tipica, cibo da strada nel senso calpestatorio del genere, genere alimentare (forse) frequente nelle pizzerie al taglio di Pisa.
La Pizza alla pisana come la chiamo io è un disco di vorreiesserpasta schiaffato in un padellino di ferro nero, abbondantemente untato col Castrol, spennellato di minio e cotto/fritto nel forno, per poi essere ricoperto all’uscita da similcacio grattato, diviso in quarti e dato in pasto al popolaccio affamato.
I templi della pizza alla pisana sono in corso Italia “Nando” e “Chimenti” e vicino alle vettovaglie “Il Montino”.
Il consumo della Pizza alla pisana è esercizio per stomaci forti e palati zincati: normalmente studenti affamati come trebbiatrici e impiegati in pausa pranzo abbruttiti dalle partite doppie, insieme a stranieri innocenti ma ignoranti come muli alla macina.
Accompagnano la produzione della Pizza alla pisana la tradizionale Cecìna, le focaccette bisunte ma buone da riempire e alcune improbabili variazioni sul tema pizza, ma mentre la cecìna è un prodotto notevole, le pizze intere rispecchiano la materia e la qualità della versione al taglio.
In aggiunta, vengono usate materie quali: la mozzarella in polipropilene, il prosciutto crudo salato arrabbiato, il prosciutto cotto conglomerato, e altre piacevolezze di pari spessore qualitativo. Saranno tremende, ma in compenso queste pizze costano un botto!
Il parere della Ganascia: La pizza alla pisana si spiega solo con la robustezza del tratto digerente dei pisani. La sua permanenza nello stomaco è pari solo a quella del cingommone servito da Spizzico, ma mentre la nonpizza di Spizzico è giustificabile con le logiche da corporation di McDonald’s, l’altra è il prodotto deteriore dell’ignoranza alimentare…
Voto: da 1ganascia a 1 ganascia morta, a seconda della giornata e dell’estro degli operatori.