Ristorante Lunasia – Calambrone (PI)
Sì, lo so che esiste già una recensione di Lunasia, ma l’esperienza che ho avuto con la Signora Ganascessa Moglie è stata di ottimo livello e volevo dire la mia con calma.
Nella prima serata gelida dell’autunno siamo arrivati al Green Park Hotel di Calambrone che ospita il Lunasia per festeggiare l’Anniversario di Matrimonio Ganascesco.
L’ambiente è piuttosto stiloso, con una enorme vetrata che si affaccia sul giardino/pineta. Tutto molto lineare e freddino, come di moda da qualche anno. Particolare importante: la cucina è tutta a vista, circondata da un alternarsi di pilastrini e lastre di vetro. Bello da vedere e interessante passando.
Da una carta piuttosto prestigiosa abbiamo optato per il menu degustazione da 5 portate di pesce (65€). Ce n’è anche uno da 8 portate e 80 euro ma devo dire che bisogna arrivare con molta fame: alla fine del nostro menu eravamo felicemente satolli.
La carta dei vini è parecchio fornita: due volumi per bianchi e rossi. Abbiamo scelto un Franciacorta Ca’ del Bosco di ottimo livello (65€).
Ampia la scelta dei pani offerti di continuo, e la selezione di oli d’oliva per assaggio.
Apertura con un buon prosecco e un pre-antipasto Pica-Pica estremente divertente, da mangiare con le mani:
- un bicchierino di spuma di patate con fettina di prosciutto croccante: un buon contrasto tra i sapori e le consistenze
- gelato di gambero con pane croccante, dolce e aromatico
- gelato di acciuga con filettino crudo e cipolla di tropea, il migliore del lotto, una sorprendente quintessenza di acciuga.
- Crocchette di totano piccante e ostrica con mango. Ottime.
- in chiusura, un rinfrescante chupito di pompelmo rosa, spuma di salvia e vodka a ripulire la bocca.
Quindi antipasto: due splendidi filetti di scorfano marinato nei mirtilli con cialde croccanti, polpa di riccio (spettacolare) e palline di crema di pomodoro. Un piatto veramente al sapore di mare. Lo scorfano era favoloso e si scioglieva in bocca. Il riccio è sempre sorprendente. Il piatto era accompagnato (tappate le orecchie a Brontolo) da un “supporto olfattivo” di un barattolo di corteccia di pino.
Cacciucco decostruito: una scodella col fondo del cacciucco, un passato di pesce speziato molto saporito, accompagnato da uno spiedino di pane croccante, polpo cotto nel vino, triglia, cozze, etc. da mangiare insieme. Molto buono.
Carbonara di mare: tagliolini leggermente affumicati, frutti di mare appena saltati, uovo disidratato e cialdina di uovo. Piatto interessante ma secondo me un po’ troppo salato.
Secondo: una gallinella aperta a libro con farcia di pane, pomodoro, cipollotti e odori. Un profumo e un sapore intenso e mediterraneo. COntorno di patate al forno con cipolla rossa. Cottura perfetta. Sinceramente un piatto favoloso. Personamente qui cominciavo ad essere arrivato, ma poi ho visto arrivare…
Il cubo di Rubik: un cubo di gelato al philadephia con cuore di crema di frutto della passione con ogni faccia di un differente sapore, pistacchi, lamponi e così via, appoggiato su una cialda di mandorle con una tartare di fragole e crema di lamponi. Commovente.
In chiusura: assortimento di biscottini e cioccolatini assortiti a chiudere degnamente la serata. Caffè bevibile ma sotto la sufficienza e un ottimo distillato di susine di un microproduttore veneto.
Il servizio è stato puntuale e non invadente e ci siamo goduti le presentazioni dei piatti che sono inventivi e originali senza nulla togliere ai sapori. Alcuni accostamenti sono stati sorprendenti e mi è rimasta la curiosità di provare i piatti di terra per cui, alla prossima grande occasione, ciritorno.
Anche il costo è stato da grande occasione: 198 euro spesi con una leggerezza d’animo encomiabile, e anche a mente fredda mi sembrano spesi piuttosto bene. Siamo tornati soddisfatti e incuriositi e le mie pile gastronomiche si sentono ricaricate. Come omaggio finale, una piccola stampa d’autore con stampata sul retro una ricetta del menu che mi ripropongo di provare a casa, quando avrò capito cosa diavolo sono due o tre ingredienti
.
5 ganasce, botta sicura.
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