Gatto d’Oro – Loc. Aia dei Venti, Arcidosso (Grosseto)

Il ristorante (e albergo) Gatto d’Oro è un locale storico dell’Amiata che ha passato nel tempo diverse traversie (che non conosco esattamente) ma che adesso sembra essere tornato operativo. È posto sulla strada che va da Arcidosso alla vetta, immerso nei boschi di faggi che caratterizzano la parte alta della montagna. Il ristorante è aperto tutti i giorni durante l’estate, ma solo la domenica durante il resto dell’anno: insomma è un ristorante da gita fuori porta.

Ora, avete presente quando in maniera un po’ banale e trita si dice che un ristorante sembra uscito dagli anni settanta? Bene se devo essere sincero, non ricordo alcun altro ristorante che mi ha dato questa sensazione sia come stile sia come cucina quanto il Gatto d’Oro.

Il locale di per se è bello: non tanto l’interno (che è molto grande e in stile rustico) quanto l’esterno, costituito da una piacevole terrazza dove si mangia all’ombra dei faggi e immersi nel verde. Sulla terrazza ci sono anche le sdraio, tanto per rafforzare l’atmosfera anni settanta.

Io ci sono ritornato dopo tanti, tanti anni. Appena siamo arrivati ci hanno portato direttamente una bottiglia di rosso della casa, che abbiamo gradito molto. Il menu invece non c’è e la scelta è piuttosto limitata e viene descritta a voce dalla cameriera (simpatica e gentile): inoltre, da un po’ di riscontri di conoscenti, ho rilevato che il menu resta praticamente immutato nei secoli dei secoli. Detto questo, fra i primi c’erano le tagliatelle, pici e ravioli ricotta e spinaci da condire al sugo o con i funghi. Inoltre c’era una notevole zuppa coi funghi. In effetti tutti i prodotti a base di funghi sono risultati essere molto buoni (e la zuppa in particolare) ma anche i ravioli erano decisamente validi.

Fra i secondi, ancora meno scelta: arrosti misti (non so bene cosa siano) e l’agnello fritto. Noi abbiamo preso quest’ultimo ed era molto buono (anche se, con un po’ di sorpresa, l’uovo all’interno della panatura era proprio affrittellato). Fra i contorni c’erano fiori e funghi fritti (notevoli, che ve lo dico a fare).

Infine i dolci, con una classicissima offerta di panna cotta, creme brulè e tiramisu. Quest’ultimo era decisamente ben fatto.

Complessivamente per un primo, mezzo secondo e mezzo contorno, dolce, vino abbondante, caffè e ammazzacaffe abbiam speso 25 euri a testa, che mi sono parsi meritati.

3 ganasceSinceramente siamo stati veramente bene e quindi, senza considerare alcun effetto nostalgia, questo ristorante per me vale 3 ganasce, con l’unica avvertenza che, tornandoci spesso, immagino che la scarsa scelta farebbe stufare in fretta. Ma per un pranzo fuori porta, lo consiglio senza mezzi termini.

Il Gatto d’Oro – Località Aia dei Venti, Strada Provinciale Aiole – Arcidosso (GR) Tel: 0564 967074

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Il Caminetto – Montaione (Fi)

Per alcune circostanze che qui non interessano, mi sono trovato nei giorni passati a Montaione. Su segnalazione di una persona del posto,

3 risposte

  1. Anni ’60/’70: il Gatto d’Oro era l’unico ristorante che aveva i funghi fuori stagione. Mia madre incinta di me andava tutte le domeniche a “fare merenda” lì, e l’unica cosa che mangiava volentieri erano i favolosi funghi fritti.
    Quando saltò la domenica, capirono che ero nato .-)

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