DNV (di necessita’ virtu’)
Capita di andar via per lavoro, e se anche ci sono binari da cui e’ difficile deragliare, puo’ succedere di avere tempo e modo per fare esperienze personali approfittando di occasioni professionali.
C’e’ nessuno a cui capita di dover andare all’estero per lavoro e ha voglia di avere alternative a quello che colleghi di Londra o New York o New Delhi o Paperopoli propongono quando capita di andare a cena fuori?
P.S. Per Paperopoli non ho consigli
38 Commenti to “DNV (di necessita’ virtu’)”
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A me si ^_^
Sono stato a Londra questo fine settimana. Se vi va il giapponese, vi consiglio il Tokyo Diner, 2 Newport Place, London WC2H 7JJ
http://www.tokyodiner.com
Anch’io sono stata a Londra x due settimane.
Un ristorante che mi sento di consigliare è Hiba Restaurant (libanese)134-138 Borough High Street
020 7357 9633.Posto carino, dove ho mangiato bene spendendo circa 24 sterline (antipasto+secondo+dolce).
Se invece vuoi provare un ristorante molto British ti consiglio “The Rules”,vicino a Covent Garden.E’ abbastanza caro,ma non impossibile (Ho speso 25 sterline mangiando un secondo con contorno e da bere),però è un’esperienza da provare.Il sito è http://www.rules.co.uk,dove oltre la descrizione trovi il menù e i prezzi.ciao!
Ecco il sito dove puoi
Grazie per i suggerimenti, ai quali ricambio con
- Gourmet Burger Kitchen, se non sbaglio catena neo zelandese, che con meno di quindici pound offre uno dei migliori hamburgers che abbia mai mangiato. Patate fritte invece da dimenticare.
Ci sono stato qui: OLD SPITALFIELDS MARKET
5 Horner Square, London, E1 6EW
Telephone (0207) 422 0052
Fax (0207) 377 6091
In zona c’e’ Brick Lane, e i ristoranti Bangla con cui capita di contrattare il prezzo in strada prima di entrare. Occhio che la maledizione di Montezuma e’ comunque in agguato.
Salendo di fascia, ci sono diversi posti carini nel porticciolo sotto il Tower Bridge, e poi passando da the Wolseley si arriva a The Sketch (http://www.sketch.uk.com/#), in cui il cibo passa in secondo piano rispetto all’ambiente, gents’ room comprese.
errata corrige:ovviamente il sito è http://www.rules.co.uk.
Mi scuso x gli errori ma a quest ora la stanchezza è tanta:-)
beh!!… fatemi pensare… un ristorante all’estero che ricordo con piacere è EL CAMINITO a formentera, esattamente a es pujols specialita carne argentina….
“El Trull” sopra a Lloret de Mar. Serata grandiosa, una signora cena (sul prezzo non saprei, era una cena di lavoro offerta dal Comune).
Piatti regionali ampiamente rivisitati.
“Le chat qui peche” a Saint Germain a Parigi. In mezzo a tutti i ristoranti graci del menga, una trattoria di cucina tradizionale francese (niente Nouvelle cuisine, molta roba casareccia) coi controcosi. Eccezionale zuppa di cipolle.
“Barbarroja” a Madrid, subito dietro la scalina di Plaza Mayor. Ottima cucina pan-iberica a prezzi assolutamente decenti. Servizio cordiale. Una delle migliori paelle della mia vita (meglio che a Barcellona)
A Barcellona non mancherei di andare allo storico ristorante ” 7 portes ” alla Marina
http://www.7portes.com/ital/
ricordo una “paella parellada” commovenet
A Parigi “Le Refuge des Fondus” (il nome è tutto un programma!), uno dei locali di Montmartre più frequentati, vi consiglio, infatti, la prenotazione.
L’ambiente è rustico, ma mignon (sia come dimensione, sia per il fatto che è carinissimo) e per farvi accomodare non è inusuale che il padrone del locale vi faccia passare sopra i tavoli.
Famoso per il vino servito nei biberon e per le generose porzioni di fondue savoyarde o bouguignonne e, ovviamente, per il simpatico titolare!
Sempre a Parigi, ma nel Marais consiglio “L’as du felafel”, il posto migliore per assaggiare la cucina ebraica! E’ sempre pieno, ma se si ha la pazienza di attendere un poco si trova posto. E poi se non ricordo male fa anche cucina da asporto…
Prezzi contenutissimi, massima soddisfazione!
Ah, non fate come me che ho tentato di andarci il sabato sera: sono ebrei, il sabato sera il locale è giustamente chiuso! ^__^
A Berlino menzione d’onore per il “Prater”: la più veccha birreria all’aperto della città.
Ovviamente vi consiglio di mangiare in giardino, all’ombra dei castagni, seduti sulle tipiche panche-tuttuno-con-il-tavolo tipiche delle birreria tedesche.
Ci sono stata in agosto e ho mangiato il piatto di funghi più emozionante della mia vita, oltre ad avere l’occasione di osservare un po’ di vera vita berlinese! Bellissimo!!!
(ho abbondato con i “tipiche”) ^__^ Sorry!
Sullo stesso tempo, vorrei segnalare la Augustiner Brau a Salisburgo. Un luogo fantastico, se vi accedete dall’ingresso posteriore, vi sembrerà di essere alice che entra nel paese delle meraviglie.
A tutta prima prima crederete di essere entrati in un condominio d’altri tempi, poi la Schmankerlgang (Delicatessen arcade) si aprirà di fronte a voi: dimenticate ogni dieta, voi ch’entrate…
^_^
http://www.augustinerbier.at
Nuuuu, ma questa categoria l’ho vista ora… ora mi sbizzarrisco… e son cavoli vostri!
Per Parigi ne avrei un sacco, in particolare sono rimasto colpito da ” Le bar a huitres ” .
Sono 4 locali a parigi ( stesso proprietario ) che hanno come piatto forte le crudità di crostacei di mare.
L’ultima volta ( ottobre 2009 ) ho preso una sorta di plateu royale a 30 euro : un cestello con il ghiaccio enorme con sopra tutti i frutti di mare crudi, vongole, cozze, lumache, chiocciole, ostriche, granchio enorme ed altre cose che non ricordo. Il tutto accompagnato dall’immancabile burro, una ciotolina di maionese, una con una sorta di salsa alle cipolle e della baguette !!
Veramente ottimo, ve lo consiglio vivamente. Io ho provato quello nei pressi di S. Germain de Pres, ma penso che pure gli altri siano analoghi.
http://www.lebarahuitres.com/
http://txapela.angrup.com/ a barcellona, locale carino con tapas basche di tutti i tipi, posticino da pranzo veloce, tipico, e non costoso.
Se hanno un posto vicino a Plaza de Catalunya, ci ho mangiato anche io varie volte e mi piace parecchio
eh si, è lì vicino… le tovagliette con le varie tapas sono invitanti, le prenderei tutte!
Le tapas superbuone e superbelle a Barcellona le fanno anche al Txirimiri, vicino al museo picasso. Ci sono stata mille volte e ogni volta le vorrei assaggiare tutte!!!
Txirimiri,
Princesa 11, Barcelona
Tel. 933 101 805
http://txirimiri.com/
Di ritorno da Parigi vi riporto alcuni bistrot/brasserie che ho provato (e ringrazio tutti i ciritornini per i consigli che mi hanno dato).
Au Pied de Cochon
6, rue Coquillière – zona Les Halles – brasserie piuttosto nota, aperta 24 ore su 24, a metà strada fra il tradizionale e fra il turistico: di sicuro è un locale molto animato e frequentato da tutti i generi di clienti.
La Brasserie è specializzata nei piatti a base di maiale, dei quali offrono anche i tagli piu’ atipici, il piede, il muso e le orecchie ed il rognone. Io ho provato il piede di porco, ovvero 32 ossi da spolpare a fondo: non l’avevo mai provato e devo dire che era buono anche se alla fine stufava un po’. Il locale offre anche parecchie alternative di crostacei/molluschi oltre a bistecche e a tartare dall’aspetto invitante.
Per un entre, un piatto abbondante e un bicchiere di vino si spende fra i 25-35 euro.
Le Plomb du Cantal
3, Rue de la Gaîté – zona Monparnasse – anche questo è un bistro/brassere animato e molto frequentato. Le specialità sono quelle dell’Alvernia, ovvero cibi abbondanti e corposi. Ho provato una costata di manzo (saporita ma un po’ duretta a dirla tutta) accompagnata dalla truffade, una sorta di miscuglio diabolico a base di formaggio fuso in abbondanza, patate e aglio: la bontà di questo piatto è inversamente proporzionale alla fama che avete, io l’ho trovato molto buono. Spesa con un bicchiere di vino, 25 euro (si arriva sui 30-35 se ci si aggiunge un entre, nessuna formula menu prevista)
Les terrines de Gérard Vié
97 rue du Cherche-Midi – fra Monparnasse e Saint Germain – di sicuro l’indirizzo migliore che ho provato, lo chef viene da un precedente ristorante stellato michelin.
Questo bistrot dall’aspetto classico e curato, con un bel bancone a vista, è specializzato in terrine di cui ne propone 4 o 5 tipi come entre (fra cui quella a base di testina di vitello ed alcune di pesce). Io ho provato la piu’ classica, quella di Volaille e devo dire che è stata la terrine piu’ buona che abbia mai mangiato (per carità non che ne abbia provate poi cosi’ tante, ma questa era davvero buona!). Per secondo ho preso un Cote de Cochon davvero cotta bene e saporita, accostata ad una salsa al vino rossa assai buona oltre che a un purè. Spesa 34 euro con un bicchiere di vino (con 38 avrei potuto prendere un dolce sfruttando la formula menu); a pranzo offrono dei menu a prezzi piu’ vantaggiosi.
Un paio di commenti finali:
- la sensazione generale (anche assaggiando i piatti dei miei commensali) sulla cucina proposta dai ristoranti francesi è che meno le cose erano elaborate piu’ erano buone, il che non è poi un gran complimento alla loro cucina, anche se il giudizio non puo’ che essere parziale, visto il numero limitato di locali visitati.
- Da quel che ricordavo, nei ristoranti francesi era quasi obbligato la formula menu, pena una spesa assai piu’ elevata. Da quel che invece ho visto adesso , non solo i menu non sono cosi’ frequenti ma anche il risparmio che garantivano rispetto ad ordinare alla carta, era piuttosto limitato.
Dimenticavo! cercando su internet mi sono imbattuto in questo sito (in francese):
http://www.resto-de-paris.com
Per alcuni versi mi è sembrata la risposta francese a Ciritorno (o viceversa!)
Adesso dò sfogo anch’io alle mie conoscenze…
Se per vostra sfortuna doveste capitare a Le Creusot (Saone et Loire, Borgogna), sappiate che potete rimediare al panorama non proprio idilliaco con una cenetta superba a “Le Restaurant” (Rue des Abattoirs 71200 Le Creusot), un ristorantino moderno costruito nei vecchi macelli della città. Il menù cambia praticamente ogni giorno a seconda dell’umore e della spesa, i piatti sono a metà tra la tradizione francese e quella mediterranea, ma comunque non troverete mai piatti affogati nel burro o nella panna (cosa rara e apprezzabile da queste parti!!). Ma il vero punto forte di questo locale sono i vini: Yves, il proprietario (nonché figura abbastanza bizzarra) ne è un grande appassionato, quindi, per meglio gustarsi il menù che spazia da carne a pesce, propone sempre vini al bicchiere, con scelte molto accurate anche tra vini biodinamici (addirittura col Gourmet abbiamo assaggiato un vino senza solfiti!!!) della zona e non. La spesa con vini al bicchiere e menù del giorno si aggira sui 35/40 euro. Straconsigliato!
Sempre nella stessa zona, ma in un paesello assai più carino, potete trovare il ristorante “Le Montcenis” nell’omonimo villaggio. Sul sito http://www.restaurantlemontcenis.fr potete trovare tutte le informazioni necessarie nonché un’idea del menù. Il ristorante è elegante, con una sala classica e una più moderna con soffitto a volta di pietra veramente adatta per fare colpo sulla fidanzata (io ci ho portato il Gourmet per il suo compleanno
). La cucina è di classe, i piatti in molti casi sono rielaborazioni di piatti della tradizione. La spesa è proporzionata al cibo e al servizio, sempre molto attento ma discreto, e anche la carta dei vini è bella polposa.
Se invece vi trovate nella parte figa della Borgogna, ovvero nella Cote d’Or, alle porte di Beaune, vi potete fermare a Meursault, patria di vini bianchi eccezionali. Qui tra tanti posti da turisti trovate un hotel-ristorante veramente niente male, “Le Chevreuil” (http://www.lechevreuil.fr/sitefrancais_content.html). Qui hanno diversi tipi di menù, tra cui uno stagionale, che cambia spesso, e due menù “storici”: un menù della tradizione (da provare se non conoscete la cucina regionale) in cui potete trovare escargots (le più buone che abbia mai mangiato), jambon persillé, boeuf bourguignon con gratin dauphinois da rotolarsi per terra, coq au vin, etc. e un altro in cui potete gustare il piatto tradizionale della famiglia proprietaria, le terrines, sia calde che fredde. La terrina calda, in particolare, dice sia tramandata all’interno della famiglia da più di un secolo. La spesa varia a seconda del menù e del vino scelto, però si può mangiare molto bene anche spendendo 25-30 euro.
A Strasburgo invece una tappa d’obbligo è l’Ancienne Douane (http://www.anciennedouane.fr/index.htm), un ristorante enorme e piuttosto turistico, ma in cui fanno una choucroute fan-ta-sti-ca!!!! Il menù è molto lungo e vario, ma a chi piacciono i crauti e tutto ciò che è porco, la choucroute è consigliatissima (da sola, dopo non avrete spazio per altro perché è enorme!!), i crauti sono buonissimi e wurstel e pancetta che ci sono sopra teneri e ben cotti. In più se prenotate con anticipo e la serata lo permette, potete cenare nella terrazza di legno che dà direttamente sul fiume.
Sempre a Strasburgo, un ristorante di tutt’altro stile, le Petit Tonnelier (http://www.aupetittonnelier.com/). Il locale è piccolo, all’interno ha solo pochi tavoli, ma credo che d’estate si mangi anche fuori, visto che si trova in una via pedonale. L’apparecchiatura è moderna (fra l’altro ospita esposizioni di pittori della zona, credo) e i piatti tipici, ma rivisitati anche a seconda della stagione. Ricordo con l’acquolina in bocca una cocotte con un uovo in camicia cotto nel sugo di carne con cubetti di foie gras…
Per un pranzo veloce a Digione, un fast food fuori dall’ordinario: “La vie saine” che si trova in pieno centro a pochi passi dal mercato coperto (29, rue Musette
21000 Dijon). L’entrata è proprio accanto a un negozio di prodotti bio, credo sia una catena; il ristorante si trova al primo piano e dalle ampie vetrate si vede il via vai della gente nella strada sottostante. Da quanto ho capito i piatti cambiano spesso e si possono trovare sia piatti vegetariani che non. Il menù con entrée-plat si aggira sui 10 euro. I piatti sono sani e superabbondanti. Sicuramente molto più godurioso di un fast food qualsiasi.
Ps. Se non prendete il dolce qui, appena sotto trovate una pasticceria della catena “Paul”, assolutamente da provare i suoi pain au raisin, i più buoni del mondo!!!
Note del Gourmet: Quei Pain au raisin appena sfornati sono veramente paradisiaci…non esagero!
Dato che ci sei allora credo che meriti segnalare “Ma Cusine” a Beaune e assolutamente anche il ristorante tipico a Lione.
Giusto, infatti me ne mancava qualcuno…ora mi impegno sul serio
Allora, come giustamente mi ricorda il Gourmet, ho dimenticato un bellissimo ristorante in quel di Beaune: “Ma Cuisine” (Passage Sainte-Hélène, 21200 Beaune, tel. +33 3 80 22 30 22). Innanzitutto qui è d’obbligo la prenotazione, primo perché è piccolo e molto frequentato, secondo perché i simpatici gestori non si sbucciano i ginocchi e quindi restano aperti solo 4 giorni a settimana (lun, mart, giov e ven se ben ricordo) e in orari limitati (una roba tipo pranzo dalle 12:15 alle 13:30 e cena dalle 19:15 alle 20:45, ovviamente orari della cucina…). Nonostante questi particolari vale veramente la pena di farci un salto…
La cucina è tipica borgognona, ma veramente veramente ben fatta. Vi troverete terrine, foie gras, rognoni, stracotti, il tutto ben presentato e ben fatto. La lista dei vini è enorme e il proprietario vi saprà sicuramente indirizzare verso qualcosa che corrisponda ai vostri gusti e al vostro budget. I formaggi sono selezionati, molto puzzoni, ma ottimi. La spesa varia molto a seconda del vino.
Scusate ma mi inserisco sulla discussione sui ristoranti di Beaune in borgogna. Sono stato un paio di volte in quella zona, una delle piu’ belle in assoluto della Francia, e vi consiglio veramente il ristorante Le Relais de la Diligence, grosso modo a 1 km da Mersault. Bellissimo posto, molto curato e con una splendida terrazza per la stagione estiva. Si mangia davvero bene, con moltissima scelte: anatra, vari tagli di carne alla griglia, bouef bourgognone, rane e molto altro. I menu partivano da 20 euro per salire fino a quelli piu’ cari ed elaborati ma sempre con un buon rapporto qualità/prezzo. Il vino è, ovviamente, ottimo e a prezzi ragionevoli.
Se sapevo che eravate in quella zona ve lo consigliavo prima…
Tranquillo, ci sono sempre
…lo proverò!!
Buon per voi che siete li’!
Se vi prende la voglia di girellare per le vigne e le tenute, vi consiglio anche di spingervi fino al paesino di Saint Romain (sperduto in mezzo alle colline non lontano da Beaune).
Il vino Saint Romain non ha la nomea di un Pommard o di un Volnay ma, secondo me, è altrettanto buono e a prezzi più accessibili. Ricordo in particolare una cantina grosso modo ai bordi del paese: Germain Père et fils, vale la pena andarci per un assaggio.
Se invece capitate a Lione, capitale della gastronomia francese, non potete non andare in uno dei tipici “bouchons”, in pratica delle trattorie molto alla buona in cui non ci sono due forchette e due tovaglie identiche. Unico prerequisito imprescindibile: amare il maiale (…e andarci d’inverno)!!
Il bouchon in cui siamo stati noi, “Le bouchon de l’Opéra”, è, a quanto pare, tra i più tipici e meno turistici e si trova vicino all’opéra (11, Rue des Capucins, 69001 Lyon). Il menù è composto da piatti dai nomi strani e poco parlanti, infatti la scelta avviene per lo più a caso. Il maiale la fa da padrone in tutti i piatti, persino in un’apparentemente innocua insalata c’erano pezzi di piede e di orecchi!!! Cibo superabbondante, ambiente tipico e spesa sui 25 euro (con entrée-plat-dessert), notevoli i “grattons” che portano da aperitivo, dei pezzi di grasso di maiale fritti.
Questa recensione la devo fare perché il ristorante mi è diventato indispensabile.
Sto parlando de il Buchetto uno storico ristorante del panorama romano situato nel trendy quartiere di Ponte Milvio, il ponte famoso per la melassosa presenza dei lucchetti di mocciana memoria, ma ben più celebre perché fatto saltare da uno scatenato Garibaldi nel ’49.
Dunque dicevo, siamo in due, festeggiamo e andiamo al Buchetto per serata tutto pesce.
Cominciamo con un giro di antipasti per due: ostriche, alici marinate, carpaccio di salmone, moscardini fritti, insalata di gamberi e zucchine e un’ altra di avocado e gamberi, insalata di mare, impepata di cozze e filetti di cernia.
Poi due primi: linguine all’astice e pennette moscardini e radicchio.
Per secondo ci han portato una superba grigliata mista di pesce in quantità notevole.
Celebrava le varie portate un sacrosanto Vermentino di Sardegna, nel secchiello per non perdere la temperatura.
Per dessert ci arrivano un tiramisù da urlo, la bottiglia di Mirto ghiacciata ed un ulteriore sgroppino.
E poi, dopo grande tranquillità, il conto che ammonta a 120€, mai spesi così bene.
I proprietari di origine sarda hanno un’esperienza trentennale, ti sanno consigliare e coccolare a dovere con un’attenzione continua, ma mai invadente.
Si può cenare pure fuori però conviene prenotare, il locale è ben frequentato da una clientela up, astenersi bimbetti e adepti di Mcdonald’s.
Ecco l’indirizzo
Il Buchetto Di Meloni Bisvaldo
V. Flaminia, 500
00060 Roma
Tel.: (+39) 063333438
Voto? 5 ganasce, senza dubbio.
BA” GHETTO KOSHER-ROMA
Aprendo il menù troverete scritta una frase della Torah Non cucinerai il capretto nel latte di sua madre, qua non troverai né latte né latticini. E tant’è: come avrete capito dal nome del locale siamo in piena costumanza ebraica. Ba” ghetto significa nel ghetto e quello che viene offerto da mangiare sono specialità della cucina giudaicoromanesca. Il sabato aprono alle 21, in rispetto allo shomer Shabbat (osservatore della dottrina), ma non temete se prenotate di sabato per le 21 sarete a tavola appena dieci minuti dopo perché apparecchiano alla velocità della luce. Essendo la prima volta che mangiavamo in questo locale ci siamo fatti un’idea guardando prima sul loro sito dove c’è un esaustivo menù ( anche se poi sulle lavagnette fuori dal locale si possono trovare delle variazioni aggiuntive). La cordialità del personale ci ha permesso di farci guidare nelle scelte per cui abbiamo optato per un mix di antipasti come Sigariot (rotolini di pasta ripieni di carne), Affettati misti kosher (carne di manzo, maiale proibito), le salse (melanzana,ceci e yogurt), falafel e ovviamente due superlativi carciofi alla giudìa. Saltando i Primi, che a parte dei tonnarelli carciofi e bottarga e una più varia sequenza di cuscus in tutti i modi, sono abbastanza classici (anche se la carbonara con carne secca dev’essere molto gustosa) siamo stati attratti dai Secondi ed infatti abbiamo ordinato del gulash e degli spiedini di vitella condita e speziata, accompagnata da una saporosa insalata tipica israeliana di pomodori e cetrioli con una spolverata di cuscus. Al dessert la nostra indecisione si è tramutata in un assaggio di tutte le torte disponibili fra cui una torta al pistacchio (suprema), il rotolo di cioccolata, una torta della nonna pinolata, e una crostata al cioccolato fondente.
PANE
2 ACQUA
2 CARCIOFO GIUDIA
1 AFFETTATO SALUMI
1 SIGARIOT
1 FANTASIE DI SALSE
1 FALAFEL
1 GOULASH BA GHETTO
1 INSALATA TABULE’
1 SHISH KABAB
DOLCETTI MISTI
SGROPPINO
totale 84.50
Insieme al cibo succulento, all’indubbia qualità di ciò che abbiamo gustato, alla cordialità non comune, c’è tutto il fascino della tradizione giudaicoromanesca e dell’ambientazione: la Roma del ghetto e del Portico d’Ottavia. Questo fascinoso cocktail non farà storcere la bocca sul conto.
Di seguito il sito, l’indirizzo, le ganasce
http://www.kosherinrome.com/
Ba” Ghetto – Kosher
Via del Portico D’Ottavia, 57
Tel: 06.68.89.28.68
4 meritate ganasce
A parte quelli giá detti sopra e di cui ho giá rigorosamente preso nota, avete altri suggerimenti per un ristorante economico ma accettabile e Parigi?
Grazie!!