Osteria da Cèncio – Cascina (PI)

Osteria da Cèncio, Corso Matteotti 94, Cascina, Pisa – 335/224495 – 050/700520

Su indicazione di un amico Venerdì 19/03 siamo andati in questo nuovo locale aperto nel centro di Cascina, a circa metà del corso principale. La prima cosa che colpisce è l’ambiente, bello e accogliente, come non ne ho visti molti in giro, con tavoli grandi e ben distanziati l’uno dall’altro. L’arredamento è di buon gusto e molto particolare. Le sale sono due, una più ampia, l’altra più piccola e accogliente; si aggiunge poi un’altra sala adibita a cantina. Assolutamente degno di nota il magnifico lucernario che colpisce appena si entra nel locale!!!

L’apparecchiatura è, anche questa, molto particolare, ricercata ma comunque simpatica, così come i menù.

Venendo al cibo…

Tutti i piatti sono tipici della cucina pisana, alcuni che non si trovano facilmente in giro come il fritto di cervello. Noi abbiamo ordinato:

Antipasti: pane abbrustolito servito con 4 tipi di salse (ottima quella di cipolle rosse caramellate e quella di lardo pestato); bigoncia di prosciutto e verdure grigliate; un piatto di pecorini della fattoria di Coltano, con miele e pere; un’insalatina di polpo tiepido (morbida e saporita).

Primi: tagliatelle al ragù di papero; tagliolini alle triglie; pappardelle al cinghiale; topini di patate al taleggio. Tutta pasta fresca, porzioni buone servite su piatti da vedere!

Secondi: cervello, animelle e carciofi fritti (gran bel fritto!!); baccalà alla livornese; tagliata di carne proveniente dalla fattoria biologica DiGrigoli in Coltano (morbida e veramente ottima). Ogni secondo ha il suo contorno che completa il piatto.

Dolci: cornettini alla crema di gianduia e panna (non degni di nota); dolce morbido di pere e cannella (ottimo); dolce di cioccolata fondente con crema d’arancia (molto buono). Tutti i dolci sono fatti dalla cuoca, nonchè proprietaria, del locale.

Infine caffè e un ottimo liquore di limone e vaniglia, fatto a Castagneto Carducci, offerto dal proprietario.

La spesa è stata di 30 euro a testa, con un piccolo sconto ( il conto finale era di 128 euro). Nel complesso mi è sembrata una spesa decente, considerando tutto, ambiente compreso.

Ah, il vino niente di particolare, abbiamo bevuto un Chianti di San Miniato dell’azienda Beconcini. La lista dei vini sembra discreta, anche se io non me ne intendo granchè.

Ci ritorno? Assolutamente si!! Il locale è esagerato e quello che abbiamo mangiato penso sia da consigliare.

Se qualcun altro è stato all’Osteria da Cèncio mi faccia sapere se c’ho visto bene!!

Voto complessivo: 4 ganasce…e un pò!!!

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32 pensieri su “Osteria da Cèncio – Cascina (PI)

  1. Ieri sera sono stato alla nuova Osteria a Cascina,da Cèncio sul Corso Matteotti,sotto il porticato.
    Il locale devo ammettere che è come lo hanno descritto in precedenza;in stile classico,con le volte al suo interno cosa difficile da trovare in zona,un arredamento di gusto,tutto in legno..un qualcosa direi che ti riporta al passato,un locale accogliente semplicemente accogliente e familiare!
    Ma veniamo al cibo;
    Parto subito con il primo,perchè credo di non aver mai mangiato una cosa tanto buona nella mia vita come le ” Tagliatelle fresche al ragù di papero “,( €9,00 ) un retrogusto sublime dal sapore dolciastro come solo il papero è!
    Intendiamoci non è la prima volta che lo mangio ma questo era dolce al punto giusto,delicato e aveva quel non sò che in più,per non parlare della coscetta delicatamente adagiata sulle tagliatelle;quelle si che erano di papero fresco e non di macinato del supermercato.
    Come secondo ho mangiato un bel piatto di ” Trippa alla pisana ” (non ricordo il prezzo) con le patate;a parte mi è stato portato il parmigiano;anche quì,il formaggio non era in una semplice formaggera di vetro ma in una piccola bacinellina di coccio colorata in bianco e verde proprio come quelle che usavano negli anni ‘60…
    Secondo il mio modesto parere un bel posto si denota soprattutto dalle ficcole raffinatezze come questa ( e non solo ) !
    Comunque tornarndo alla trippa…dire che era buona è poco! il pomodoro per niente acido,la trippa cotta a puntino e le patate molto saporite,poi ovviamente formaggio ( a piacere ) e pane ( anch’esso a piacere ).
    Per finire ho azzardato ( in quanto era un dolce diverso dallo standard ) a prendere i ” Cornettini fatti in casa col gianduia e la panna montata “( €4,00 ) … una vera delizia.
    Il piatto si presentava così: una spolverata di zucchero a velo a coprire il piatto stesso,questi piccoli cornetti,con la glassa sopra ( sembravano finti da quanto erano invitanti ) e in una ciottolina a parte la panna montata..una cosa incredibilmente buona!
    Con me c’erano due miei amici i quali hanno ordinato,uno il papero e l’altro le ” pappardelle fresce al cinghiale ” ( in bianco senza pomodoro ),come secondo un “Cervello fritto con animelle e carciofi “e l’altro le ” Acciughe fritte accompagnate dalle verdure fritte “e per finire un ” Tiramisù ” ciascuno e anche per loro giudizi molto positivi!!!
    Una cosa da sottolineare,il tiramisù non è servito in una coppetta trasparente o colorata ma bensì in una tazza da thè con apposito piattico,una raffinatezza d’altri tempi.
    Alla fine abbiamo ricevuto anche un po’ di sconto.
    Infine cosa che ho notato con molto piacere,il cuoco,anzichè restarsene in cucina,come la maggior parte fanno,di tanto in tanto veniva in sala.
    Perlomeno io cliente sono anche più tranquillo vedendo chi è che cucina!
    Il mio giudizio è molto positivo,calcolando l’ambiente,la cortesia con la quale siamo stati serviti,la squisitezza delle pietanze e la tranquillità con la quale abbiamo mangiato!!
    Propongo a voi tutti di andarci perchè merita davvero!!!
    Ovviamente ogni giudizio è soggettivo.
    Mi sono permesso di prendere un bigliettino da visita così che potessi lasciare il numero qui in bacheca : 050.700520

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  2. Sono Federica Banti, proprietaria dell’Osteria da Cèncio. Sono rimasta molto lusingata delle belle parole spese da Snoopy sul mio modo “sublime” di cucinare, ma devo ammettere che il commento sembra un pò forzato, come se fosse stato scritto da un amico o conoscente che non si è accorto che invece di aiutarmi mi sta facendo perdere di credibilità. Spero sia soltanto una mia impressione, avendo avuto dei commenti molto positivi dai miei clienti. E comunque Simone, quale miglior modo di allontanare lo scetticismo se non venire a provare la mia cucina?? Vi aspetto!!

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    1. Buona sera;
      rimango sinceramente amareggiato dalla sua replica (del 5 Aprile) in quanto non ci conosciamo. Sono venuto a cena con alcuni amici ed ho solo commentato in base a quanto ho apprezzato la cucina. Niente più e niente di meno.
      Arrivederci.

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  3. Io ci sono stato a Pasqua. Il locale è effettivamente particolare e l’arredamento è di buon gusto. Sono degne di nota le stoviglie stle retrò. La cucina penso appartenga alla tradizione pisana, in quanto io non lo sono. Veniamo al cibo: Gusto delicato per tutte le portate (forse troppo).
    Piatti dai gusti particolari, forse non adatti ai nostri ragazzi di oggi che qui non troveranno nessuna alternativa al menu composto da pietanze dai gusti a loro sconosciuti e di improbabile approccio.
    Sembrerò eccessivo ma vi assicuro che non sono un mangione per quantità ma il giorno di Pasqua i primi proposti dal menu erano dei veri assaggini( strozzapreti al gusto formaggi ma non fatti di pasta ma di 3 pallette di spinaci ultra leggere ; l’altro primo al ragu di mare a me non è piaciuto per la presenza dell’ acciuga che rendeva molto forte il sapore della delicata e pochissima pasta usata. Degno di nota l’agnello al forno con 3 patate nel piatto.
    I prezzi secondo me sono un po’ eccessivi specialmente se si ha la presunzione di non usare il nome Ristorante ma Osteria. Un filetto ai ferri per esempio che non ho ordinato, 17Euro a porzione.
    Il cambio delle posate non è mai avvenuto. Al posto della tovaglia vi erano delle tovagliette
    tipo paglia intrecciata con residui di cibo incrostati di altri precedenti clienti.
    Mi dispiace aver speso li i miei soldi e scrivo cio’ affinchè altre famiglie specialmente con ragazzi non vadano a sprecare i loro soldi per piatti che a mio avviso sono esclusivamente per “intenditori”.

    Da segnalare il vino dal retrogusto acetoso e già noto all’altro commentatore.

    Mi rendo conto di non essere un grande intenditore ma credo di rispecchiarmi nella media dei frequentatori di ristoranti ed osterie dalle quali non avevo ancora avuto tal tipo di esperienza.

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    1. Non ho capito il riferimento al vino. Non mi sembra che altri abbiano segnalato vino dal retrogusto “acetoso”.

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  4. “I prezzi secondo me sono un po’ eccessivi specialmente se si ha la presunzione di non usare il nome Ristorante ma Osteria”…..e l’Osteria dei Cavalieri???

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  5. Nell’assoluto rispetto e non volendo polemizzare con l’amico Rino, che mi ha fatto visita per il pranzo di Pasqua, volevo puntualizzare alcuni aspetti che non andranno a invalidare il giusto commento del cliente:
    1_ Le tovagliette, non di paglia ma di rafia, non erano mai state usate;
    2_ Il menù era fisso, così come il prezzo, e pubblicato anche su questo sito da più di 15 giorni;
    3_ Gli strozzapreti non sono fatti di PASTA!!! Bensì di ricotta e spinaci, saltati in padella con fonduta di pecorino stagionato di una azienda agricola di Coltano;
    4_ L’amico Rino (pensando di aver capito di chi si tratta..) fuori dal menù fisso ha richiesto due antipasti di pecorino di Coltano con pere e miele, due porzioni di pasta fresca al cinghiale, due filetti di manzo con contorno, due gelati crema e zafferano e un tiramisù fatto da me, ricevendo la massima disponibiltà;
    5_ Il vino “Antiche Vie”, un chianti dell’azienda Beconcini di San Miniato, Reciso, Maorleo, Ixe, aveva un retrogusto acetoso?? Prima di finire la bottiglia avrei avuto il piacere di cambiargliela…

    Per rispondere alla domanda di Frank55 il cervello e le animelle sono di bovino macellato non oltre gli otto mesi di vita.

    Grazie!!

    Federica

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    1. Giusto per dire che è sempre bello quando i ristoratori rispondono in maniera così cordiale ai commenti che vengono pubblicati. In questo modo il sito diventa veramente utile sia ai ristoratori sia ai clienti. Grazie mille Federica!

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  6. Forse il problema con gli strozzapreti é nato dal fatto che, che io sappia, in toscana é piú conosciuta la dicitura “gnudi” per questo tipo di pasta, fatta in realtá senza pasta, che deriva dal fatto che é piú o meno il ripieno dei ravioli e quindi sono dei “ravioli nudi”, appunto senza pasta a coprirli. Al contrario, con strangolapreti o strozzapreti, ci si riferisce piú alla tipica pasta romagnola, quella tipo un po’ arrotolata. Peró insomma, basta capirsi… magari a Cascina si usa di piú chiamarli cosí, d’altronde in toscana il nome delle cose cambia a distanza di 1 km…. 🙂
    Io, tra parentesi, gli gnudi li adoro….

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    1. Infatti. Dalle mie parti “strozzapreti” è un altro nome poco usato per i pici. Si chiamano strozzapreti perché fatti senza uova, che invece erano sempre presenti alle mense dei preti perché donate in gran copia dai (dalle) fedeli.

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      1. Ho scoperto sabato sera grazie ad un amico trentino, che dalle sue parti gli strozzapreti sono degli gnocchi fatti con gli spinaci, quindi non gnudi, ma proprio gnocchi fatti con la farina e gli spinaci.

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  7. siamo stati sabato 4/4 all’osteria da cencio,locale molto particolare con mix tra moderno e pezzi ricercati (bellissimo il telefono a gettone con anessa gettoniera – molto anni 80)
    il propietario è simpatico e disponibile, apparecchiatura diciamo particolare ma carina
    Abbiamo preso come antipasto dei crostini misti, buone salse anche se merita la menzione solamente quella con i fegatini (fegatini-burro ed alici-lardo e marmellata di cipolle)
    come primi abbiamo preso dei gnocchetti di patate con fonduta di formaggio (molto sfiziosi) e pasta lunga al ragù di papero (buona anche porzione non proprio abbondante).
    Di secondo abbiam preso un fritto di cervello-animelle-carciofi, di solito è raro trovare il cervello fritto in un ristorante, qui devo dire che era buono ed il piatto molto abbondante.
    Il tutto accompagnato da una buona bottiglia di chianti di san miniato antiche via (molto buono ma non sono un grande intenditore…)
    Abbiamo speso circa 60 euro
    confermo le 4 ganasce e soprattutto lo consiglio vivamente!!

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  8. Salve,
    ho opinioni contrastanti sul locale. Lovedole l’ambientazione di osteria elegante e curata nei particolari. Menù tipico toscano ma al tempo stesso non banale; ricercata la provenienza degli ingredienti. Dove il ma vi chiederete … con queste premesse!
    Eravamo in 13, abbiamo tutti ordinato antipasto, secondo di carne e dolce. Abbiamo atteso molto tra l’antipasto ed il secondo e quando finalmente le portate sono arrivate … erano fredde. All’osservazione la cameriera si è gentilmente offerta di “scaldarle al microonde”: grigliate e tagliate. E così è stato! Immagibile il risultato. Tante scuse per l’attesa nei saluti ma nessuna per la qualità della cena. Nessuno sconto, e come è stato già scritto i prezzi giustificano attese diverse dal risultato finale. Le due sale erano piene, da conoscenti di altri tavoli ho raccolto commenti analoghi al mio. Che dire: prima di prenotare informarsi sul numero degli ospiti e preferire assolutamente serate “intime” in cui la cuoca ha il tempo di uscire nella sala ed accertarsi che i suoi sforzi vengano adeguatamenti rispettati.
    Gli inizi possono essere “travagliati” da errori ed incidenti, magari con il tempo …. il risultato sarà in linea con le premesse.

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  9. Ciao a tutti, è vero che il locale è bello ma oltre a quelle tovagliette che non sono piaciute
    neanche a me per motivi igenici, io ho trovato solo improvizazione e inesperienza nel servizio in sala e anche nelle pietanze che abbiamo ordinato e per arrivare a 4 ganasce c’è ancora da lavorare tanto visto che quando ci sono stato io non c’ erano altri clienti in sala.
    Condivido quello che ha scritto MarPi non le sviolinate di Bianchi e Snoopy.il Marinese

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    1. ciao! ogni tanto torno a postare qualcosa su questo sito, sempre più bello (bravo Ganascia, continua sempre così!)

      a parte questo, giusto ieri sera sono stato a cena da Cencio, avendo letto qui i vari commenti, e vi racconto la mia esperienza che, senza certo voler fare sviolinate, è stata molto positiva. questa la nostra cena, per due persone:
      antipasti:
      – crostini con varie salse, fegatini (molto buona), cipolla (buona ma alla fine un po’ troppo dolce per i miei gusti), acciughe (appetitosissima) e al lardo (la mia preferita!).
      – prosciutto con verdure grigliate. il prosciutto, a dadi e sott’olio, molto buono e saporito, è accompagnato da verdure miste grigliate, buone ma un po’ sciocche.. (o “insipide”, che dir si voglia!)
      saltato il primo, siamo passati ai secondi:
      – coscio di maiale con fagioli, ottimo e abbondante!
      – tagliata con le cipolle borrettane. le cipolline ottime, la carne nella norma, senza infamia e senza lode. devo dire che aggiungendo sale, pepe (entrambi con macinino) e l’ottimo olio che ci è stato messo in tavola, la portata è migliorata decisamente!
      per finire, gelato, di ottima qualità, proposto in gusti insoliti.
      ah, il gestore, molto gentile e attento, mi ha proposto alcuni vini dal rapporto qualità/prezzo molto valido! nella carta non ho visto i soliti noti, bensì – e questo è un aspetto che ho apprezzato tantissimo, i vini di piccole cantine meno note, ma molto interessanti e non così facili da trovare. (approfitto per aprire una parentesi e dilungarmi su questo argomento: vi consiglio quelli della azienda “lisci-ginori” di querceto – montecatini val di cecina, il “poggio brigante” che è uno dei più interessanti morellini di scansano, e anche quelli di montecucco, una doc giovane ma molto promettente soprattutto nella fascia medio/bassa).
      la cena si è conclusa con un liquore molto gustoso, prodotto in una piccolissima disilleria artigianale di castagneto, offertoci dal proprietario.
      spesa: 56 euro.

      due considerazioni:
      1) in generale, a me è piaciuto molto tutto l’insieme, compreso l’arredamento, particolare, con i pavimenti anni settanta, i colori, le tanto commentate tovagliette.. 🙂 la cosa che mi è piaciuta meno è la luce, eccessiva e troppo bianca, toglie un po’ di atmosfera ad un locale comunque caratteristico!
      2) nonostante i miei apprezzamenti, si percepisce che è tutto abbastanza nuovo, e che quindi alcune cose dovranno essere tarate con il passare del tempo, per evitare che si ripetano situazioni come quelle accadute a MarPi. ma io direi di essere indulgenti su eventuali errori che possono commettere in questo periodo, perché comunque l’ambiente è carino e la cucina ricercata e interessante. mi riservo di tornarci nei prossimi mesi per avere una idea più completa del tutto! prosit!

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  10. Primo post qui 🙂 preso dalla curiosità delle vostre recensioni, ci sono andato anche io. Non scrivo qui, ma leggo tanto, e le vostre recensioni mi sono state preziose.

    Locale molto carino, colori particolari, atmosfera curata. Cameriere molto gentile e attento a metterci a nostro agio (ero “in compagnia”, diciamo) e via con le danze.
    Abbiamo preso, in due:
    – i due antipasti già descritti (la bigoncia di prosciutto e i crostini con le salse), buoni specie i crostini
    – un picio lardo fave e pecorino, gli abbiamo chiesto di portarcene uno con due piatti, ma era decisamente abbondante, tanto che sembravan quasi due. Decisamente buoni, un filo al dente ma per me andavano benone cosi’
    – una tagliata con le cipolle (si, vado a un ristorante con una donna e ordino cipolle. Non mi chiamo mica “singleatrentanni” per caso!) Ottime le cipolle, buon sapore la carne ma un po’ tenace
    – il fritto di cervella carciofi e animelle, “chevvelodicoaffa’”. Ottimo
    – due fondenti al cioccolato, assolutamente perfettibili (delicati, ma poco cioccolatosi e troppo cotti… e piccolini)

    Da bere un vino locale (non ricordo quale), un aleatico per accompagnare le fondenti (ci ha lasciato la bottiglia sul tavolo: evidentemente si fidava!) e un liquore vaniglia e limone. Da sommelier ho apprezzato molto che la carta dei vini fosse esclusivamente locale, e che i ricarichi sui vini stessi fossero onesti.

    Spesa: tenetevi, perchè son partiti settantacinque euri. Ok, siamo andati dall’antipasto al dolce, ci siamo vezzeggiati con l’aleatico, ma viste le recensioni speravo di cavarmela con poco più un trenta a testa, non quasi quaranta.

    Io vado sulle tre ganasce e mezzo tendenti alle quattro, ristorante ottimo, cibo buono e preparato con cura, servizio gradevole, cucina interessante. Come unici nei posso citare i due dolci (c’è un po’ di lavoro da fare su quei fondenti) e il prezzo. Ad ogni modo, un post che vale un’altra visita sicuramente.

    sa30a

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  11. Sono stata da Cencio qualche sera fa e non posso che registrare qui un’impressione positiva sullo stile degli ambienti e il gusto della cucina. Il menu è ampio e vario e sui vini mi sembra di aver notato ricarichi non esosi. Il signore che ha servito il mio tavolo, immagino comproprietario, è stato molto attento e cortese nel suggerirci il vino per la cena.
    Visto che la recensione e i commenti precedenti sono già corposi, mi limito a dire poche cose: il mio baccalà alla livornese parlava; mio padre ha spolverato con gusto la trippa; il parfait al gianduia e il tortino di pere erano ottimi. Note negative: lo sformato di cardoncelli che ho mangiato per antipasto, anche se molto buono, non era ben caldo, e le patate arrosto serviteci per contorno anch’esse erano freddine.
    Però ciritorno fra qualche settimana.

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  12. E’ il nostro ristorante preferito, ci andiamo regolarmente da quando ha aperto quindi non starò ad elencare tutte le squisitezze che ci ho mangiato, in sintesi vi posso dire che abbiamo sempre mangiato molto bene, sia terra che mare, il pesce è sempre fresco, i piatti sono creativi, curati e le porzioni abbondanti. Il menù è molto vario, cambia spesso anche in base alla stagione e ci sono molte ricette tradizionali della cucina toscana. L’ambiente è curato e originale. Lo adoro!

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  13. Confermo anch’io l’impressione positiva che mi ha lasciato questo posto. Sono gia’ ritornata diverse volte e ogni volta ho trovato un menu diverso a prezzi contenuti. Ottima la presentazione dei piatti e cortese il servizio senza mai essere invadente. Buon rapporto qualita’ prezzo. Tre antipasti, due secondi, due dessert, acqua, liquore passito offerto dal proprietario €57. Ci ritorno!!!

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  14. Più che altro mi fa piacere che nel centro di Cascina abbiano messo un posto dove mangiare. Nel passato sono finito sulla pizza a taglio, oppure in posti ignobili… (Qualcuno già recensito con ganasce morte…)

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  15. Ero già stato da Cencio e ieri ho avuto l’ennesima conferma che si tratta di un ottimo ristorante.
    Due antipasti: pasta fritta con prosciutto crudo e formaggio fresco e sformatini molto gustosi.
    Come primo il bordatino che è stata una piacevole sorpresa ma forse un pò troppo piccante.
    Il secondo invece è stato un successo totale: rostinciana servita con cavolo strascicato. Da leccarsi i baffi!!Abbiamo concluso con 2 dessert: una cheesecake discreta e un ottimo sformato di cioccolato bianco servito su un letto di fondente. Una bottiglia di vino colorino e acqua. Il tutto per soli 57 €. Ci ritorno sicuro.

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  16. Mi accodo ai giudizi positivi confermando la valutazione di Bianchi:
    circa 10 gg fa ho avuto con mia moglie l’idea di provare L’osteria dopo averne avuto più volte il desiderio passandoci davanti e cominciando con l’assaggiare in due un piatto di trippa al parmigiano che mi ha aperto un mondo su cosa mi ero sempre rifiutato di provare (in particolare ho trovato buonissima la salsa che la guarniva). Abbiano proseguiti con dei tordelli di mais con ragù di pernice e fagioli e dei tortelli buoni e dei ravioli al ragù di papero degni di nota ed in quantità di cinque pezzi per ciascun piatto. Come secondo una buona porzione papero alla griglia (petto, credo) con tritatura di pistacchi e, finalmente l’ho trovata per assaggiarla, la scottiglia o cacciucco di terra, composta da base di pane su cui giacevano alcuni pezzi di salsiccia, bocconcini di maiale, ali di papero (credo) costina d’agnello, forse pollo sperando di non dimenticare niente, con salsa al pomodoro, probabilmente la stessa della trippa o comunque molto simile al palato. Come dessert per me un muffin (perdonate il termine ma non mi ricordo quello esatto) di semolino servito con composta agli agrumi delicatissima e non aspra e per mia moglie un tortino di cioccolato bianco al cioccolato fondente (molto buono ma un pò stucchevole da mangiare fino in fondo per la chi non ama fare incetta di cioccolato come me).
    Purtroppo la mia descrizione rende meno di quanto assaggiato perchè a distanza di giorni non mi ricordo l’esatta composizione dei piatti ma mi rimane la sensazione positiva di aver assaggiato cose molto molto buone e da riprovare.
    Per i miei gusti la nota positiva del posto è che si tendono a servire piatti che vanno alla ricerca di buoni sapori non distaccandosi da ingredienti e cucina della tradizione pisana e toscana. Nota positivissima l’uso a parer mio di ingredienti freschi e di qualità con un occhio alla stagionalità delle pietanze mentre sull’ambiente, piacevole anch’esso, non mi dilungo oltre se non descriverlo come un caos ordinato di vari oggetti o mobilio che però non sconfina nel cattivo gusto. L’unico dubbio che potei avere è la rumorosità con locale pieno (quella sera non lo era affatto) ma nè posso nè voglio giudicare un aspetto non testato.
    Quindi, senza vino, per 1 piatto di trippa come antipasto (€6,50), due primi intorno ai 10€, due secondi tra i 10 e i 14€ (scusate l’imprecisione ma non ricordo proprio) 2 dolci, acqua e coperto (cenato su carta gialla ma con tovaglioli di stoffa, cambio di posate ad ogni piatto e doppio cestino di pane per godere dei condimenti), servizio offerto con gentilezza ed una ricevuta fiscale che non guasta mai: €64,50 ben spesi in rapporto qualità/prezzo.
    Personalmente lo consiglio.

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  17. Finalmente un po di prezzi ! Nell’ultimo post, se avessero preso un vino medio , la spesa sarebbe stata sui 40 euro, con 1/2 antipasto ,1 primo,1secondo, 1dolce .

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    1. Confermo: come spesa direi che la “forchetta” oscilla fra i 40 ed i 45€ per un menù completo scegliendo piatti con prezzi medi ma con picchi più alti se le portate scelte e l’eventuale vino sono, diciamo, “particolari”. Ripeto che il prezzo ci può stare visti i vari fattori già citati e che personalmente sono uscito bello satollo dal locale, ma sarei stato ugualmente soddisfatto anche se la gola non mi avesse indotto ad assaggiare tutto…

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  18. Ciao a tutti!! Questa è la mia prima recensione quindi perdonatemi gli errori 🙂
    Sono stata da Cencio con la mia metà sabato scorso (24 novembre) dopo esserci passata milioni di volte davanti ma aver glissato (da tipica cascinese!).
    Appena entrata sono stata piacevolmente colpita dall’atmosfera e dal silenzio: nonostante i tavoli fossero quasi tutti completi si sentiva la musica di sottofondo (ottima e tenuta ad un volume accettabile). Siamo stati fatti accomodare nella saletta dietro dove erano presenti solo altre due coppie: davvero piacevole. Per quanto riguarda i menù abbiamo mangiato:
    Antipasto: io pasta fritta con squaqquerone e prosciutto crudo, davvero buona, e la mia metà ganascia una terrina di parmigiana di melanzane (a suo dire ottima);
    Primi: io pici con rucola, zucca e lardo, buoni anche se la porzione era molto abbondante per me (ma ci ha pensato l’altra ganascia), lui pappardelle alla lepre (che non si è nemmeno degnato di farmi assaggiare…) anche queste molto buone;
    Dolce: Tiramisu: IMPECCABILE (io sono una vera amante del tiramisu e lo prendo in qualsiasi ristorante quindi ho numerosi termini di paragone!).
    In tutto questo, come riscontrato da altri ganascioni, sono rimasta piacevolmente colpita dai dettagli: ad ogni portata si abbinava uno specifico piatto (meravigliosa la tazza da te per il tiramisù). Tutto molto curato.
    Spesa complessiva: 40 eurini per una piena soddisfazione!!
    P.S. io ho 26 anni ed ho adorato trovare un locale così diverso dai soliti!!
    Ganasce: 3 e mezza ma solo perchè non avevano il piatto che avrei voluto prendere (millefoglie di farina di castagne con salsa di fagiano).

    Molto buono. Utile o no: Thumb up 5 Thumb down 0

  19. Pranzo domenicale, ieri da Cencio, in 7, previa prenotazione.
    Tutto estremamente piacevole.
    In primo luogo, il locale: bel ristorantino – “osteria” più per suggestione dei bei vecchi tempi che per informalità dell’ambiente – sotto i portici nell’area pedonale di Cascina, due sale, una un po’ più ampia ed una seconda, più riparata, con due soli tavoli, dove ci hanno fatto accomodare. Come già letto, l’ambiente ben ristrutturato, è curato in ogni dettaglio, dai mobili e suppellettili retrò, alle scelte cromatiche, alla disposizione degli spazi, senza apparire eccessivamente di maniera: denota, semmai, un buon gusto ed una ricerca estetica che và al di là del semplice allestimento di un locale pubblico (vedi le buone letture sul tavolino all’ingresso, le fotografie un po’ Fellini, un po’ Mc Curry nella sala secondaria, un po’ di modernariato etc..).
    Non ci sono toccate le tanto vituperate tovagliette, ma delle passatoie in fiandra, colore neutro, tovaglioli ricamati, bel servizio di bicchieri adatti al vino, piatti diversi a seconda della portata, alcuni più di design (quadrangolare minimalista) altri più simili ai servizi delle feste della casa della nonna (bei piatti di porcellana decorati a smalto, porta tovagliolo, ricami etc..), il tutto complessivamente ben intonato.
    Prima degli antipasti ci sono stati serviti, con l’aperitivo, degli stuzzichini (una prugna rivestita di pancetta croccante, un tortino di patate ed un pane casereccio alle spezie ed anice con fegatini) e, secondo nostra ordinazione:
    – Tre antipasti misti di salumi, giardiniera e pasta fritta;
    – Due melanzane alla parmigiana: non unte, equilibrate, buone;
    – Un piatto con tre sformatini di verdura (erbette, cavolfiore, zucca): delicati, ma gustosi, non banali;
    – Un piatto con frittelline di ricciola e pappa al pomodoro: davvero buone, croccanti e saporite, buono l’accompagnamento dei due sapori
    Antipasti complessivamente graditi, sfiziosi, ben preparati, gusto delle materie prime ben distinto. Solo i salumi, a mio parere, discreti, ma non eccezionali.
    Come primi abbiamo ordinato un bis di paccheri al cavolo verde, acciughe e castelmagno (ottima cottura la pasta, ben amalgamato il sugo, apprezzatissimi da tutti i commensali) e dei pici trafilati al germano (davvero ottimo il sugo, sapore deciso, ben conditi, golosi) oltre a dei ravioli di Kamut, zafferano, cime di rapa e…(non ricordo) per uno (graditi a chi li ha ordinati).
    I bis sono stati servizi in mezze porzioni ciascuno, evidentemente per evitare che i vassoi centrali facessero “effetto trattoria” e sminuissero l’impiattamento curato (coppapasta per i pici, virgole di pesto sul contorno piatto etc..)
    Come secondi abbiamo gustato
    – Una bistecca di maiale nero con fagioli all’uccelletto (ottima la carne, per niente asciutta nonostante la cottura alla griglia, cremosi e sapidi i fagioli)
    – Anatra al brandy ed arancia (speciale! Davvero buona)
    – Costolette di agnello a scottadito (tenere, ben cotte, saporite)
    Dolci per tutti, golosi e di preparazione artigianale.
    Una ricerca davvero accurata di whisky e grappe, consigliate con cognizione, ma senza la saccenza che spesso si trova tra gli intenditori ed i sommelier..
    Tre bottiglie di vino (un prosecco di Valdobbiadene “Della Staffa” millesimato, gradevole, un Vermentino Toscano non memorabile, ma che si è ben accompagnato ai piatti e soprattutto una bottiglia di rosso Pelaverga Basadone Castello di Verduno difficile da trovare nella carta dei vini standard, servita alla giusta temperatura con un ricarico davvero onesto)
    Caffè per sette Il tutto per scarsi 40 euro a testa.
    Bagni pulitissimi, nonostante il locale fosse pieno.
    Padrone di casa davvero garbato, un signore distinto che ha curato che non mancasse nulla per l’intero servizio, senza risultare né invadente, né eccessivamente “amicone”, né scostante..
    Finalmente una persona che sa fare il proprio lavoro con maestria e umiltà.
    Non so tradurre il tutto in ganasce, ma sicuramente un’esperienza positiva

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