Digressione: Il Cascinalenuovo, Isola d’Asti (AT)

Salve a tutti,

so che siamo decisamente fuori zona, ma vorrei condividere con voi questa esperienza, perchè decisamente degna di nota. Il fine settimana scorso ci siamo recati ad Alba per la Fiera del Tartufo, ed abbiamo dormito, appunto, al Cascinalenuovo, poco lontanto da Asti. Il sabato sera abbiamo cenato nell’omonimo ristorante, posto al piano terra. Il locale, che si fregia di una stella Michelin, è arredato in maniera piuttosto minimale, niente di memorabile ma comunque elegante e funzionale; l’apparecchiatura è di ottimo livello (addirittura diversi bicchieri per acqua naturale e frizzante, anche se su questo sono un po’ perplesso).
Il menù, non chilometrico ma certamente ben articolato, presenta piatti sia di carne che di pesce, ed offre alcuni menù degustazione. Noi abbiamo optato per la carta, per avere l’occasione di provare un maggior numero di piatti (Isola d’Asti non è proprio dietro l’angolo ^_^).
Dopo aver ordinato, ci viene offerto come mise en buche un pezzetto di cotechino su letto di lenticchie di Castelluccio e crema di patate. Buonissimo, anche se piuttosto impegnativo come pre-antipasto.
Abbiamo preso un solo antipasto, millefoglie di lingua e foie gras con gelatine al porto: uno dei piatti più buoni che abbia mai mangiato, l’alternarsi delle consistenze di lingua e foie gras perfettamente bilanciato. Da solo vale tutto il viaggio.
Abbiamo proseguito con i primi, agnolotti del plin e risotto con salsiccia al rhum e funghi porcini, entrambi con generosa grattata di tartufo. Buonissimi entrambi, con menzione speciale per gli agnolotti, che si sposavano perfettamente con il tartufo.
Per quanto riguarda i secondi, ho potuto assaggiare un filetto di Fassone con funghi porcini alle erbe e patate arrosto, ed una fonduta di Raschera DOP con cardo gobbo e altra grattata di tartufo. Ottimi, la fonduta eseguita perfettamente, il filetto cotto in maniera impeccabile, carne tenerissima e saporita. Abbiamo preso anche un piccione, che non ho assaggiato ma mi dicono molto buono.
I dolci sono stati preceduti da un pre-dessert, un bicchierino di crema di mandorle e cioccolato bianco (fantastico, se riuscissero a farne un dolce vero e proprio ci tornerei solo per quello). Considerato che le porzioni sono più che ragionevoli, abbbiamo preso tre dolci in quattro: sformato tiepido al cioccolato con gelato allo zenzero, cupola di cioccolato venezuelano con cuore al barolo chinato e assaggio di tre dolci tipici piemontesi. Tutti i dolci erano molto buoni, interessante l’abbinamento del gelato allo zenzero con il tortino caldo, buonissima la cupola (ma dove c’è il cioccolato per me è tutto almeno buono) con presentazione molto carina.
Per quanto riguarda i vini, l’antipasto è stato accompagnato da un Arneis in purezza di cui non ho fatto in tempo a vedere il nome, mentre i primi ed i secondi sono stati annaffiati da una Barbera d’Asti “Mon Ross” di Forteto della Luja (ottima Barbera tradizionale).
Il caffè è stato accompagnato da una selezione di cioccolatini artigianali veramente notevoli, ed a fine cena ci è stato offerto un piattino con un grappolo di uva fragola.
Il personale è gentilissimo e attento, senza essere eccessivamente formale, a cominciare dal caposala-proprietario Roberto Ferretto; a fine cena anche lo chef Walter, fratello di Roberto, ha fatto un giro tra i tavoli (cosa che a me personalmente fa sempre piacere).
Ricapitolando, la spesa per:

4 mise en buche (offerti)
1 antipasto
4 primi (con tartufo)
4 secondi (di cui 2 con tartufo)
4 pre-dessert (offerti)
3 dolci
3 caffè
16 cioccolatini artigianali (offerti)
1 grappolo di uva fragola (offerto)
4 bicchieri di Arneis
1 Barbera “Mon Ross”

è stata di 450 euro, ossia 112,5 euro a testa. Tenendo conto della qualità dei piatti e della quantità di tartufo che accompagnava i piatti, ci può decisamente stare. Senza tartufo la spesa sarebbe stata di 300 euro, ossia 75 euro a testa, decisamente ben spesi.
Giudizio finale: 5 Ganasce e mezzo.

Perchè non 6? Perchè le 6 Ganasce sono la perfezione, mentre devo rilevare (seppure a malincuore) un paio di passi falsi (minimi, vorrei sottolinearlo): le patate che accompagnavano il filetto erano dimenticabili, ed il caposala, a circa metà della cena, non sapeva più quale fosse la nostra bottiglia di Barbera e quale quella di un altro tavolo che aveva lo stesso vino. Tanto per essere chiari, sono piccolezze, e ribadisco che è stata una tra le migliori cene che abbia mai avuto modo di gustare, ma le 6 Ganasce sono una roba seria ^_^.
Se vi trovate da quelle parti, non fatevi scappare l’occasione. Alla prossima!

Il Cascinalenuovo

Strada Statale 231 – Asti / Alba – n.15
Isola d’Asti (AT)


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20 pensieri su “Digressione: Il Cascinalenuovo, Isola d’Asti (AT)

  1. il tartufo mi manda in estasi! io ci sono andata l’anno scorso alla fiera di alba. Grazie per l’indicazione Durthu la terrò sicuramente presente per la prossima gita da quelle parti.

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  2. Walter Ferretto, lo seguivo sul Gambero, e’ un grande , uno dei migliori interpetri della cucina piemontese tradizionale rivisitata in maniera moderna, senza essere troppo condizionato dalle mode del momento 😛

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  3. Mi auto-commento per ringraziare tantissimo i genitori della mia ragazza (al secolo gggiant) per averci offerto questa fantastica cena, con la quale abbiamo festeggiato il loro anniversario di matrimonio. E’ OT, lo so, ma mi sembrava più che doveroso, spero mi scuserete ^_^

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  4. no, scusate, ma questo lo devo segnalare. Scrissi tempo fa due recensioni su ristoranti romani, passarono giorni prima di avere notizie. Poi , non ricevendo una risposta, chiesi come mai fossero ancora in attesa.Mi fu risposto che erano FUORI ZONA

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  5. e vennero relegate in DNV. Così feci. Ora leggo la recensione di un posto STRAFUORIZONA…MBè? Devo constatare che ci sono diversi trattamenti? A seconda di CHI scrive?
    No lo faccio notare visto che su altre questioni si è così FISCALI. ALLORA O LO SI è SU TUTTO E CON TUTTI , o sennò ditelo, magari qualcuno eviterà di metterci tempo e passione se poi deve scrivere cose che nessuno leggerà….

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    1. MarlonBrando,mi sembra che da quando non c’e piu ciritornomaremma,ci sia stato qualche cambiamento e credo che si puo scrivere per i ristoranti in tutta Italia.Penso che solo per quelli fuori Italia si scrive su DNV.Almeno io mi riccordo che qualche tempo fa ho letto di questo cambiamento,ma sicuramente Ganascia ti lo spieghera meglio,se io sbagliassi.

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    2. Visto che ho scritto e pubblicato la recensione, mi permetto di rispondere. Cerchiamo innanzitutto di mantenere la discussione su toni pacati, per cortesia.
      Provo a chiarire: questo, più che una recensione, voleva essere il racconto di un’esperienza gastronomica che mi ha particolarmente colpito, e che ho ritenuto meritevole di essere condiviso con gli altri frequentatori del blog. Per questo nel titolo ho inserito: “Digressione”. E’ un articolo generico, se vuoi, come quello sulla cucina molecolare o le varie comunicazioni di servizio. Ora, mi spiace che tu ti sia sentito offeso da questo episodio, ma ti assicuro che nessuno vuole in alcun modo sminuire l’impegno che hai messo in quello che hai scritto. Per questo mi scuso.
      Per il resto, se hai da fare rimostranze di altro genere sulla conduzione del sito, sei invitato a parlare chiaramente, ma nella sede appropriata, ossia in “Presentazioni e Discorsi”.

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  6. No, guarda garantisco che i toni sono pacatissimi, ma fermi. Certo non critico un sito che mi ingolosisce, al quale contribuisco come posso e a cui auguro sempre una crescita e una lunga vita. Anche perché non vi opero così tanto da potermi permettere di criticare.
    Sottolineo però, mi sia concesso, una cosa che è successa A ME. E cioè di aver dovuto aspettare tanto per la pubblicazione di alcune mie recensioni. E di averle viste non considerate come avrei voluto. Mentre altre son state ‘trattate visibilmente meglio’, mettiamola così, dai.
    Forse sono troppo polemico, lo so, è un aspetto che mi caratterizza perché credo fermamente che la polemica non sia una cattiveria gratuita, ma un segnale di volontà di reagire con le parole a qualcosa che si inceppa e che vorrei vedere ‘funzionare’ un pochino più democraticamente. Tutto qua. Cordialità.

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  7. insomma non ho ancora capito, vorrei una cortese risposta alle seguenti domande

    A) se scrivo DIGRESSIONE posso parlare di qualsiasi esperienza ristorativa del pianeta?

    b) posso scrivere di ristoranti di tutta italia??

    grazie

    M.

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      1. Ahio, se deve essere un problema, togliamola ‘sta recensione. Ho pensato che condividere un’esperienza gastronomica di quel livello rientrasse comunque negli interessi dei frequentatori del sito, ma se deve portare a discussioni di questo tipo, preferisco che venga tolta. E di sicuro non si ripeterà, basta saperlo.

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      2. Volevo fare un paio di osservazioni.
        Facendo un giro nelle categorie di ciritorno, mi sono rinfrescata un po’ le idee e ho visto che ad esempio c’é una categoria “all’estero” in cui oltre a DNV c’é un’altra specie di recensione, su un posto in Lazio. Quindi che ne facciamno di questa categoria?
        Inoltre ci sono varie categorie, come ad esempio quella “discussioni filosofiche” che non parlano specificatamente di ristoranti.
        Ora é vero che se iniziamo a scrivere di roba sparsa per l’italia si perde un po’ la strada, ma io credo che la condivisione dei articoli come questo, su ristoranti d’eccellenza, anche se fuori zona, portino molto a questo sito… Mi sento parte di questa comunitá e mi piace condividere con voi le mie esperienze culinarie “estreme”, discuterne, confrontarsi. Non stiamo certo parlando di un’osteria di specialita tipiche, ma qualcosa di piú, che merita un minimo di attenzione, non possiamo fare di tutta l’erba un fascio, in my opinion.
        Io ritengo che questo articolo non sia stato fatto con lo spirito di una recensione vera e propria, ma piú con quella della “condivisione”, appunto. Possiamo , secondo me, dargli pari dignitá di altri post tipo quello sui ristoranti esteri o quello sull’abolizione della pesca della paranza. E francamente mi auspico, che per quanto sia un’eccezione, non sia un’eccezione rarissima e che risucceda, nel caso in cui qualcuno voglia condividere un’esperienza culinaria superiore, che gli ha dato qualcosa.

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        1. Il concetto mi intriga. Secondo me potremmo parlare di luoghi di alta caratura, da 5 ganasce in su. Arricchirebbero il sito, mentre di una trattoria in Molise sinceramente se ne può fare a meno.

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          1. Sono d’accordo. La trattoria in molise puó andare tranquillamente nel DNV, senza fare torto a nessuno.
            Ma se qualcuno va al Combal zero e scrive un bell’articolo al riguardo, a me sta bene! 🙂

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          2. Anche se ho iniziato a inviare commenti e recensioni da meno di un anno, sono un assiduo frequentatore di CIRITORNO più o meno dalla sua nascita.
            Ho provato invano a trovare qualcosa di equivalente quando, in viaggio fuori Toscana, cercavo posti interessanti: praticamente niente, solo qualche sbiadito somigliante. Ricordo ancora quando, arrivando a Ravenna, un anno fa, la consultazione di un blog simil-Ciritorno, fatta sul netbook ancora in autostrada, aveva fatto emergere come miglior locale della città (proprio così!) un posto poi rivelatosi una rosticceria da asporto (!!!), con pochi posti a sedere, su sgabelli contro il muro, che, all’orario di arrivo (circa le 21:30 di giugno) stava chiudendo. Per fortuna il fiuto della amata moglie ci indirizzò verso un posto rivelatosi poi eccellente …..
            Mi scuso per la digressione, ma tutto questo per dire che CIRITORNO è da ritenere un caso di rara e feconda combinazione di fattori di successo.
            La sua caratteristica positiva principale è – a mio avviso – il felice equilibrio fra libertà di accesso e di partecipazione e qualità di giudizi e commenti, soprattutto grazie all’impegno di chi modera e alla competenza di tanti (“veterani” in testa).
            A mio parere, quindi, la strada da seguire non può che essere quella che la storia e la natura di CIRITORNO indicano: rigorosità di giudizio e libertà di commento (con l’allegria e la leggerezza necessarie): ben vengano recensioni come questa, per posti come questo, ovunque siano; scriviamo, invece, in uno spazio apposito – DNV o quello che sarà – tutto quanto altro ci farà piacere o riterremo opportuno o giusto raccontare.

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          3. Scusate la forse inutile precisazione: quando, nel commento sopra, dico “ben vengano recensioni come questa, per posti come questo”, mi riferisco – ovviamente – alla recensione di Durthu per Il Cascinalenuovo.

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  8. Sai durthu, ora che mi ricordo ci sono stato anche io un paio di anni fa, forse anche tre se non erro.
    Ricordo che mangiai in un modo superbo in un ambiente molto rilassante ed elegante.
    ricordo una tartare di carne strepitosa ed altre cose molto buone.
    Il problema e’ che ero ad un pranzo di lavoro e non mi sono focalizzato moltissimo sul menu pero’ ho guardato le foto sul sito e sono sicuro che e’ quel ristorante li.

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  9. Ci siamo tornati per la fiera del tartufo: confermo quanto di buono scritto sopra, a un anno di distanza la soddisfazione e’ stata la stessa. Servizio attentissimo, personale professionale e preparato senza essere freddo. E il millefoglie di lingua e fois gras meriterebbe, a mio modestissimo parere, un posto nell’olimpo delle creazioni culinarie italiane (come lo meriterebbe il maiale cotto a bassa temperatura del Serendepico, ma questo e’ un altro discorso).

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