Qualche riflessione sui prezzi

Vi racconto un caso accadutomi di recente.

In quel di Portoferraio, alla pizzeria New Paradise, ho preso un primo, un secondo, un dolce, più acqua minerale, spendendo 30 euro. La qualità non era male, il prezzo un po’ altino ma, si sa, “siamo all’Elba”.
Il giorno successivo, dall’altro lato della piazza, al ristorante cinese (non ricordo il nome, forse “La Fortuna”, ma tanto c’è solo quello) ho preso un piatto di ravioli al vapore, poi dei gamberi con verdure, frutta caramellata (buona), e acqua minerale, spendendo 13 euro.
I prezzi delle materie prime saranno stati sensibilmente gli stessi per i due ristoranti, i ravioli valgono la pasta, i gamberi con verdure valgono la frittura.
“Ma i cinesi usano roba congelata”
E perché, quell’altri no?
L’affitto del locale sarà circa lo stesso.
Le tasse saranno uguali.
“Il personale è tutto di famiglia”.
Vero, ma anche di là.
Non conosco molto la cucina cinese, so usare le bacchette, ma basta lì, e non so quanto la cucina “cinese” dei ristoranti in Italia lo sia veramente. Forse un cinese ne sarebbe inorridito, ma tutto sommato è roba mangiabile, e secondo me non sgradevole. Però di una cosa sono sicuro: se non ci guadagnassero, chiuderebbero.
Qualcuno me lo spiega?

25 pensieri su “Qualche riflessione sui prezzi

  1. La provenienza delle materie prime dei ristoranti cinesi è spesso orientale, con canali dove viaggiano prodotti a prezzo bassisimo, almeno per i cinesi “da sbarco”. Nei pochi ristoranti cinesi di livello in italia i prezzi non sono affatto così bassi, ma paragonabili a quelli italiani.
    Puoi fare i raffronti col fastfood, se vuoi.

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    1. Aggiungo che, in una grande negozio di pesce e prodotti surgelati delle mie parti, c’e’ la sezione “per cinesi”, con prodotti dalla provenienza non meglio identificata e con prezzi estremamente piu’ bassi del resto dei prodotti esposti.

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  2. Quindi il mistero si spiegherebbe con materie prime di bassa qualità e conseguente basso costo?
    Però non possono essere troppo scadenti, altrimenti non passerebbero i controlli sanitari, visto che lavorano tutti alla luce del sole.
    E poi, chi impedisce agli altri ristoratori di comprare anche loro la roba “per cinesi”?

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    1. Hai mai riflettuto sui piatti che vengono proposti in Italia? Sul modo in cui sono preparati?
      La cucina cinese in patria (ma anche in altri posti dove è meno addomesticata), per esempio, usa molto la cottura a vapore, che in Italia non viene praticata se non marginalmente.
      Il tipo di cotture ad alta temperatura usate qui permette di usare materie prime di fascia bassa.

      In generale comunque la cucina cinese si è sviluppata per permettere di consumere qualsiasi cosa superando le condizioni igieniche non ottimali con temperature sterilizzanti. Tutto il contrario della giapponese dove l’attenzione esagerata alle materie prime si materializza nel cuocere meno possibile tutti gli ingredienti. La differenza si riflette nei prezzi.

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  3. …entro la fine dell’anno salderanno tutto il debito e diverremo una colonia cinese di fatto ! abituiamoci pure alla cucina low cost plego 🙂 scherzi a parte, i paragoni son sempre difficili, ma noi italiani siamo strani, tanto da pagare magari una pizza dop anche 15 euro !

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  4. silvestro,per le tasse mi sembra che loro non pagano come italiani,se non mi sbaglio non gli pagano affato.poi il personale pure questo penso che non prende lo stipendio.forse solo affito è uguale.una domanda,ma come hai mangiato nei due posti,hai trovato la diferenza nella qualita,oltre che nell prezzo?io penso che è meglio pagare quei 17 euro in piu.

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    1. Non credo Gioia. Se hai un’attività alla luce del sole le tasse le paghi. E un ristorante è un’attività molto pubblica…

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  5. …lasciam perde le tasse , uuuu le tasse ! se no si sconfina nell’evasione in generale , argomento mooolto rovente (rodente) e si perde il controllo ,l’essenza del discorso ! Partiamo dal presupposto dell’onesta contributiva 🙂 L’argomento, per quel che mi riguarda, ha le gambe corte 🙂

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  6. Secondo me,si posson fare, giustamente, solo delle riflessioni sui diversi tipi costi, l’unico mezzo , comunque, rimane la scelta del cliente !

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  7. Anch’io credo, come Ganascia, che le tasse le paghino (o non le paghino…) come tutti gli altri (L’evasione fiscale credo sia diffusa un po’ ovunque, però secondo me rimane sostanzialmente una specialità italiana DOCG). Anche sugli stipendi non credo si possa risparmiare molto, in quanto ci dovranno pur campare…
    @Ganascia: La materia prima costerà meno, d’accordo, ma insisto a dire che non può essere troppo scadente, altrimenti non potrebbero metterla in commercio, almeno qui da noi.
    E non mi torna molto nemmeno il paragone con i fast – food, perché sono catene molto grandi, hanno dimensioni assolutamente non paragonabili con i singoli ristoranti, e il cibo è molto standardizzato, il che sicuramente permette di abbattere i costi.
    @Gioia: è molto difficile fare paragoni fra i due locali, perché sono ovviamente cucine molto diverse, ed entra in gioco la valutazione personale, i gusti, etc.
    Per il mio, di gusti, debbo dire che le due cene sono state più o meno equivalenti, nel senso che ho mangiato abbastanza bene tutte e due le volte, non ho avuto problemi di digestione di nessun tipo (a dire il vero, però, non ce li ho mai…), e non mi pare di aver notato differenze qualitative di rilievo: I gamberi, ad esempio, erano migliori dai cinesi, più grossi, polposi e saporiti.
    @Sommellie: anch’io sarei disposto a pagare 15 euro una pizza, se si trattasse di una pizza di qualità superiore, lievitata naturalmente, con ingredienti sceltissimi, etc.: vorrei insomma sentire la differenza. Ma qui di differenza (mutata mutandis) ne ho sentita poca.

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  8. Non avranno mica una Confezione per abiti griffati nel retrocucina ??!

    A parte le battute, la cucina cinese low cost, può essere una buona soluzione per sfamarsi, ma provate ad andare in un ristorante che cucina veramente secondo le tradizioni tipiche, vi accorgerete che i prezzi sono sullo stesso livello degli italiani. L’unico buono che ho trovato in italia mi sembra si chiami Green Tea a Roma, si mangia veramente bene ma si spende anche. Il migliore in assoluto l’ho provato in Australia a Sidney ma non ricordo il nome, veramente ottimo spesi circa 100 dollari aus in 2 ma li valeva tutti. Qualche giorno dopo consigliati dai locali, che ne parlavano in modo entusiastico, andammo da “Mamma Maria” ristorante italiano a Darwin, spesa 12 dollari aus per gustare delle Lasagne coperte da ragù Bolognaise e patatine fritte in vetta, di cui conservo ancora il filmato. Questo per dire che tutto dipende dalla percezione.
    Non so come facciano a mantenere i prezzi così bassi, posso immaginarmelo ma non lo so, però so che lo steso gambero congelato può costare 15 euro il kg se Argentino congelato a bordo, o 3 euro al kg se Thailandese allevato ad antibiotici in una pozza di acqua tracimata dal Mekong. Un calamaro congelato Marocchino può addirittura costare più del fresco 15/16 euro al kg, e poi posso trovare sul mercato un calamaro patagonia a 2.90 al kg. Per non parlare dell’olio per friggere, posso usare un ottimo Arachidi che dopo 2 gg. di fritture va sostituito, oppure un Olio di Palma che mi permette di friggere per 20 gg con non so quali conseguenze.
    Il problema è che a volte alcuni ristoranti italiani che dovrebbero farti pagare 12 euro a testa come i cinesi te ne fanno pagare 40…….ed è li che nasce la confusione e dopo uno non sa spiegarsi certe cose.
    Scusate la lunghezza
    Saluti Paolo

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  9. Penso che sia stata fatta un bel po’ di chiarezza sulla questione , confermo in toto soprattutto le ultime righe di Paolo ! ad ogni cosa il giusto prezzo , quando e’ possibile riconoscerli, personalmente, evito i posti con dei ricarichi immotivati ! Certo, capire che una frittura e’ stata fatta con olio ormai tossioco, non e’ sempre lampante se non ha sapori strani! Ci vuole anche un po di fiducia nel prossimo 😀

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  10. Ma… per l’olio di palma, si deve usare quello “bifrazionato” (di cui non son riuscito a trovare il prezzo) oppure si può usare anche quello “da riscaldamento” (che costa come il gasolio) senza che nessuno se ne accorga? 🙂
    Scherzo, èh!

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  11. utilizzo questo post per avere chiarimenti sul prezzo delle cicale fresche (presumo)
    L’altra sera in un locale di Viareggio , mi son state proposte, come primo, delle bavette alle cicale. Veramente ottime, le cicale talmente polpose , ma sul conto son finite come primo del giorno a 12 euro rispetto agli altri primi da 9 . Non mi lamento, erano davvero buone, e son rimasto appagato, ma m’e’ sembrata una stortura il sovrapprezzo dopo la sponsorizzazione . Non ho idea del loro prezzo di mercato , son così preziose ? Ripeto , l’importante e’ rimanere soddisfatti 🙂 Voglio aggiungere un’altra domanda, forse fuori tema , parecchio pesce al supermercato (catene conosciute tipo esselunga etc ) riporta la provenienza atlantico nord orientale, e’ come penso io un po rischioso o siam ben lungi dalle acque nipponiche? Potevo fare una semplice ricerca geografica, ma ormai c’ero 🙂

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  12. ma le cicale fresche dipende dal periodo ma io credo se non ricordo male di averle trovate al mercato mediamente intorno ai 12€ al kg max 15€ Kg alcune volte anche a meno

    atlantico nord orientale in effetti è un po lontanino dal Giappone 🙂 ad ovest oltre a tutto l’Atlantico ci stanno tutti gli stati uniti + tutto il Pacifico dall’altra a Est tutta l’europa + tutta l’asia e l’oceano indiano

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  13. grazie per il ragguaglio sul costo della cicala, la mia era incrociata con l’aragosta 🙂 per la geografia oceanica praticamente ho scritto una costroneria, oltre all’italiano , bocciato anche in geografia !

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  14. Le cicale sono un mistero come le triglie, a volte le paghi quasi niente a volte una cifra esorbitante comunque il prezzo oscilla tra i 12 e i 15 euro al kg d’estate, diminuisce in inverno (va verso i 10) perchè se ne trovano di più e sono anche più polpose.
    Le triglie invece sono il più grande mistero di Viareggio. Se in questi giorni vai in banchina ne trovi a cassettate ad un prezzo “ragionevole” (16-18 euro al kg) .Sembra quasi che comunque preferiscano non venderle che abbassare il prezzo. Se invece le prendi dai grossisti costano tutto l’anno degli stonfi assurdi (25-27). Sto parlando di triglie di fango.

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    1. per quanto riguarda le cicale credo che l’elevata forbice di prezzo sia dovuta alla quantita’ del pescato del giorno poiche’ le cicale deperiscono immediatamente e quindi se ne arriva una grossa quantita’ sul mercato abbassano i prezzi per venderle piu’ velocemente.

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  15. con il prezzo favorevole il gestore ne compra assai e le propone con un bel ricarico 🙂 son maligno ? magari solo realista 🙂

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    1. Fino ad n certo punto perchè se ne compri troppe poi le butti via e il guadagno se ne va, io per esempio le uso tutto l’anno e le faccio pagare sempre la stessa cifra, quindi come si dice poggi e bue fanno pari

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