Osteria Pazza Idea – Viareggio (LU)

Mi cimento con questa mia prima recensione, dopo averne lette e commentate diverse altre, sperando di non commettere errori e non scandalizzare nessuno ma di poter contribuire costruttivamente al forum.

Cercando on-line un locale in zona Viareggio/Torre del Lago ho scorto su un noto sito di recensioni più o meno attendibili dei buoni giudizi su questo locale di recente apertura ed ho deciso di provare. Prenoto per 2 persone con 10 giorni di anticipo per un sabato sera di luglio e, dopo un consulto fra colei che mi aveva risposto con qualche dubbio sulla disponibilità in quanto sabato (di carnevale estivo) ed un signore, mi è stato dato l’ok.

Mi presento quindi puntualissimo in una serata molto calda di fine luglio in questo ristorante sito sul noto Viale dei Tigli, praticamente a Viareggio, tra villeggianti e campeggi: l’ubicazione non inficia la tranquillità del locale che è circondato da una fitta siepe.

L’interno, ovviamente vuoto per questioni climatiche, per quanto potuto osservare è molto carino e curato quasi da esposizione del noto mobilificio fai da te svedese, ma ovviamente non finto, su toni chiari quasi da casa delle bambole decorata in attesa del Natale.

Per quanto riguarda l’esterno i tavoli (ahimè rigorosamente in plastica anche se ben apparecchiati) sono situati in un bel giardino sotto dei pergolati o ombrelloni ma circondati da molte piante senza però la presenza di animali molesti.

Per ogni tavolo non manca la candela di ordinanza ed il secchiello per il vino su piedistallo, inoltre in questo giardinetto sono presenti sparsi qual e là dei divanetti sui quali potersi sedere per apertivi (cos’altro altrimenti?).

Passiamo alle pietanze: il menù non è molto ampio o particolarmente fantasioso, ma buono per quanto provato, offrendo piatti sia di pesce che di carne tra i quali io e Signora abbiamo scelto due antipasti e due primi preceduti da pane e schiacciatina bella calda (il locale è anche pizzeria) ed una bottiglia d’acqua.

Uno degli antipasti, gamberoni Hawaiani,  era veramente buono e composto da due gamberoni (non credo freschi ma posso essere tranquillamente smentito) grandi e buoni avvolti in una pastella tipo spaghetto con una salsa di carote a parte mentre il secondo denominato “artiglio del diavolo” o qualcosa di simile che doveva essere un filetto di pesce in pastella con ingredienti segreti piccanti si è rivelato essere solo un ordinario filetto impanato e fritto, non male ma troppo ordinario. Prezzi degli antipasti tra gli 8 ed i 10 euro.

Sui primi (sempre tra 8 e 10€) la scelta è ricaduta su ravioli di pesce con ragù allo scorfano (buoni e molti) ed una pappa al pomodoro di pesce. Quest’ultima non era male ma il sapore dei frutti di mare presenti era un po’ celato dal piccante della pappa che comunque ho gradito.

Contrariamente alle mie abitudini in quanto non sono né un gran conoscitore né tantomeno un gran bevitore, ho preso anche una bottiglia di vino (il più economico, un greco di tufo di cui a distanza di un mese non ricordo la provenienza ma che non era da disdegnare): la lista dei vini inserita nel menù non è ampia ma viene accompagnata da una carta ben più fornita di bottiglie prodotte dall’azienda agricola di Al Bano.

Si saltano i secondi e si passa ai dolci: entrambi abbiamo preso quello chiamato “baciami in bocca” forse perché talmente ricolmo di cioccolato fuso (ma a richiesta anche di altre confetture) che è quasi impossibile non sporcarsi le labbra… chiedendo di cosa si trattasse ci è stato specificato che era “una specie di panna cotta con ingredienti segreti dello chef”. Infatti ci è arrivata una coppetta contenente questa “panna cotta” ma con sapore un po’ più originale che a me ha ricordato il Fiorello, affogata nel cioccolato fondente  ed accompagnata da un paio di  fragole e decorazioni all’anice ed il giudizio è stato comunque positivo.

Ed eccoci al caffè che, purtroppo non buono come al bar, viene portato su un gran vassoio insieme ad un pupazzone che una volta azionato canta e balla: può piacere o non piacere ma sicuramente è una cosa originale.

Per tutto questo la spesa complessiva è stata di circa €65,00 e non ci siamo certo alzati con lo stomaco vuoto.

Termino il resoconto dicendo che i punti forti sono: ambiente particolare e carino, personale molto gentile e disponibile, quantità delle porzioni (ho visto degli spaghetti allo scoglio generosissime, ma in generale niente è risicato), ingredienti buoni e originalità in alcuni particolari mentre gli aspetti meno positivi sono: menù non tanto fantasioso quanto lo stile che si è voluto dare al locale (si può osare di più!), rischio di sconfinare dalla simpatia al kitsch (vedi pupazzi che ogni giorno passano di mano in mano…), e il non voler dire da cosa è composto il piatto celandosi dietro i “segreti dello chef”.

Comunque vale sicuramente una visita, se più di una dipende dai gusti personali.
3 ganasce e mezzoCredo che, dato il sistema di valutazione, questo locale si possa meritare tranquillamente 3 ganasce e mezzo ma senza tendere alla quarta per la quale, anche confrontandosi con locali qua recensiti con 4 ganasce, manca ancora qualcosa che sicuramente può arrivare anche a breve.

Indirizzo: Viale dei Tigli, 26 – Angolo via  Corridoni – Viareggio (LU) – tel. 333-9550803


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