Officina del Gusto – Lucca

Volevo scrivere qualche riga a proposito del nuovo ristorante la cui cucina è diretta da Damiano Donati ex chef di Serendepico con altri due giovani ragazzi. Sono stato a cena in questo nuovo locale che si trova in via dell’anfiteatro, la via che circonda la piazza omonima a Lucca, giovedì 29 maggio, circa tre settimane dopo l’apertura al pubblico. Il ristorante è ricavato al piano terra di una vecchia casa in pietra e travi ristrutturata con un’affascinante cantina sotto. L’arredamento è costituito da vari pezzi vintage (i tavoli sono fatti da vecchio legno trattato con olio che non sprigiona un odore piacevole) e pezzi moderni. C’è poi un grazioso chiostro sul retro molto ben tenuto che penso possa essere adibito ad aperitivo, cena e anche dopocena. Saranno in tutto circa cinquanta posti. Consiglio di vedere il sito web molto ben fatto in cui sono preenti i piatti ed i relativi prezzi (http://puntoofficinadelgusto.com/).

Passiamo al cibo. Eravamo in sei e così ho potuto assaggiare più pietanze. Il menù non è ampio (4 antipasti, 4 primi, 4 secondi e 4 dolci) e questo a mio parere è una cosa positiva, sia per avere garanzie di qualità e freschezza che per non doversi perdere nella scelta. Possono esserci delle variazioni dettate dalla contingenza e la possibilità di un menù a prezzo fisso con combinazioni fisse dei tre piatti.

La carta dei vini è più che sufficientemente ampia e lascia grande spazio ai vini del territorio. Non parlerò dei vini perchè non ne sono esperto; posso solo dire che mi sono piaciuti. Prima di iniziare ci viene servito come appetizer un tempura infilzato da un bastoncino di legno: buono e carino come sorpresa. Successivamente viene servito un cestino di pane fatto da loro con miscela di grani biodinamici.

Come antipasto ho potuto assaggiare la battuta di manzo e pesto di salvestrella e la patata al forno, colatura di alici, origano e bottarga. La tartara di manzo, servità su una mattonella di pietra, era magrissima (non una punta di bianco) e di qualità eccelsa. Il sapore non era però così coinvolgente, forse si sarebbe potuto azzardare un condimento un po’ più aggressivo. La patata è un piatto più innovativo (mi ha ricordato un po’ un piatto di Cristiano Tomei dell’imbuto) e forse più interessante; gusto nuovo e bella esperienza.

Di primo ho potuto assaggiare lo spaghettino Benedetto Cavalieri, aglio, olio e peperoncino su zuppetta di pesce e il riso Rosa Marchetti Cascine Orsine al limone e santoreggia. Lo spaghetto era cotto alla perfezione e l’accostamento tra semplicità (aglio, olio e peperoncino) e pesce l’ho trovato interessante. Il riso l’ho invece trovato memorabile, un primo davvero di pregevole fattura, con un gusto che evolve per tutta la sua durata in bocca sempre mirabilmente.

Di secondo abbiamo tutti preso il “cavallo di battaglia” di Damiano, ovvero il maialino al forno con contorno del giorno. Un maiale cotto nel forno a vuoto a 70 gradi per 48 ore e poi leggermente scottato per renderne l’esterno croccante. Chi lo conosce (magari avendolo mangiato da Serendepico) non può non apprezzarlo. Non voglio rischiare di sminuirlo con i miei commenti; mi limito a dire che è un’esperienza gustativa davvero memorabile.

Di dolce (piatto maggiormente passibile di variazione) ho potuto assaggiare una crostata di crema con ciliegie sopra, il ciocomoka e la torta di ricotta ed erbi. I dolci li ho trovati un po’ sottotono rispetto agli altri piatti. La crostata con le ciliegie era troppo fredda (mi ha dato fastidio ai denti) e dalla consistenza troppo dura. Il ciocomoka è una soluzione di gelato fiordilatte e caffè servito in una tazza. La torta di ricotta ed erbi può essere appropriata a chi non piace il gusto estremamente dolce.

Il servizio è stato attento, simpatico e non invadente. I prezzi a mio avviso sono onesti (9, 12, 16, 6 euro, rispettivamente per antipasti, primi, secondi e dolci) alla luce di qualità, freschezza e innovazione.

L’unica pecca che mi sento di evidenziare è l’acustica; quella sera accanto a noi c’era un tavolo di ragazze giovani che ci ha un po’ dato fastidio. Sicuramente l’ambiente non è quello di Serendepico a Gragnano ma penso che questo locale possa essere interessante.

L’indirizzo è: Via dell’Anfiteatro, 37 55100 Lucca. Il numero di telefono è: 0583058490.

4 ganasceCome giudizio darei 4 ganasce.

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7 risposte

    1. Non è la prima recensione che scrive filippeide e commenta da tempo, puoi controllare al link che riporta il nickname. Inoltre probabilmente non sei stato al tempo di Damiano al Serendepico la recensione è perfettamente credibile.

  1. Ci sono stato ieri, le prime impressioni sono state buone, il posto è carino, il menu interessante e innovativo e il personale molto gentile.
    Purtroppo l’assaggio dei piatti non ha rispettato le aspettative…
    Come prima portata abbiamo preso una melanzana con frittata di lenticchie (fredda e abbastanza anonima) e un risotto con more e bottarga (ben mantecato ma non si sentiva nè la bottarga nè la mora..).
    Come secondi abbiamo scelto il maialino (buono e morbido ma troppo salato sulla crosta) e il pescato del giorno (un buon sgombro cotto bene, ma mancava anche qua un po’ di sprint).
    Come dolce abbiamo scelto un pan di spagna con gelato di pesche e pesche caramellate.. anche qua così così, la scelta di fare un panino con il gelato in mezzo non è stata azzeccata perché ha raffreddato il resto togliendo sapore al pan di spagna e calore alle pesche caramellate.

    Totale 80€ in due con una bottiglia di prosecco e caffè.

    In conclusione il menu promette e poi non mantiene… le basi però sono buone, se aggiustano il tiro potrebbe diventare un posto da ciritornarci.

  2. Cena dal Donati lo chef Bruto toscano ma non mangerete muschi e licheni come al Noma. Il pane del Donati vale da solo il viaggio punto . Menù ristretto quattro proposte ciascuna per antipasti proposti a nove euro, primi proposti a dodici euro, secondi proposti a sedici euro, dolci proposti a sei euro . ma il menù cambia mensilmente con una particolare predisposizione per i vegetali in genere . Mia moglie ha preso l’Hamburger di farro e vedure croccante all’esterno e molto morbido internamente ottimo . Io dei ravioli di cipolla a pasta scura forse integrale in brodo di finocchio buoni . Per secondo mia moglie ha optato per il pescato con verdure in questo caso era un ottimo merluzzo al vapore . Io per la faraona con la coscia cotta a bassa temperatura e il petto piastrato ottimi entrambi . Un dolce a metà una tortina di frutta con crema al cardamono . Per Vino un rosso dell’Etna proposto a 20,00€ . Il locale è molto bello arredato in tema costo 79,00€ adeguato alla qualità proposta .

    1. Confermo tutto, ci siamo tornati 1 mesetto fa e tutte le volte è sempre bello!
      Il pane vale il viaggio per davvero veramente!

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