Hostaria del Ceccottino – Pitigliano (Grosseto)

Consigliati da un amico, durante la nostra visita a Pitigliano, siamo andati a pranzo da Ceccottino. Il ristorante è nella piazza della concattedrale, davanti a un monumento della famiglia Orsini, e abbiamo mangiato all’esterno, sotto un ampio e fresco loggiato. Ho visto gli interni che sono accoglienti e piuttosto eleganti, ma fuori si stava decisamente meglio.

Abbiamo preso, in tre, due antipasti classici: crostini stracchino e salsiccia e affettati locali. Tutti molto buoni.

Abbiamo fatto seguito con tre primi:

  • tagliatelle al sugo di anatra io, sugo in bianco buono
  • tagliatelle ai funghi la Signora Ganascessa Moglie, molto graditi
  • pappardelle al cinghiale Ganascino, buone ma forse un po’ asciutte.

Qui tre dolci: io e la SGM una bavarese alla vaniglia con caramello, scaglie di mandorla e amaretti che, sinceramente, valeva il viaggio, e un fagottino ripieno di mele e pere con la copertura personalizzata di cioccolato per Ganascino, anche questo molto buono.

Il menu è piuttosto maremmano con diversi Guizzi innovativi. La carta dei vini abbastanza fornita.

Abbiamo bevuto due bottiglie d’acqua, due bicchieri di un buon bianco di Pitigliano e un bicchiere di vinsanto.

Il servizio è stato gentile e piuttosto celere.

Per tutto questo: 93 euro. Non pochi ma nemmeno troppi, considerato il posto (per esempio a Massa Marittima abbiamo speso uguale, ma mangiato decisamente peggio).

3 ganasce e mezzoDirei 3 ganasce e mezzo abbondanti, e se ricapito in zona potrei ritornarci.

Hostaria del Ceccottino, Piazza S. Gregorio VII, 64, 58017 Pitigliano GR | 0564 615423

La Meridiana – Vada (Livorno)

Qualche giorno fa, a Vada. E’ uno di quei posti dove ci si passa mille volte, ma raramente ci si ferma, a meno di non avere qualcosa da farci. Eppure è un posto interessante, con una propria vita: ci sono la stazione ferroviaria, un teatro, una torre rinascimentale (ex faro), un quasi – porto…

L’altro giorno c’ero, ed avevo un impegno per le 20, il che evidentemente crea qualche problema dal punto di vista mangereccio. Pensavo di cavarmela con un apericena, o alla peggio un kebab, quando mi ha dato nell’occhio questo locale, con un vistoso cartello: “Servizio continuato, dalle 12 alle 24”. E’ un po’ da tedeschi mangiare gli spaghetti a metà del pomeriggio (Vada d’estate è provincia di Düsseldorf…), ma a me tornava bene, e ci sono andato, verso le 19.

Il locale si presenta come una dignitosa pizzeria con il forno a legna. Qualche tavolo all’interno, alcuni fuori, e la maggior parte di là dalla strada, sotto i platani della bella piazza di Vada.

Incomincio con un piatto di spaghetti allo scoglio, in bianco ma con qualche pomodorino di Pachino. Sono buoni, anche se i gamberi sono un po’ piccoli. La cosa notevole sono i pezzi di polpo: un po’ “callosi” (il polpo tenero è da milanesi) e saporitissimi. Nel complesso, buoni.

Proseguo con “polpo alla griglia”, che però, pur non cattivo, è di livello decisamente inferiore. Niente a che vedere con quello delle “Viste” di Portoferraio. Fra l’altro, questo sì che era “da milanesi”.

Da bere acqua, in previsione degli impegni della serata.

Ho speso 25 €, del tutto adeguato.

2 ganasce e mezzoDiciamo due ganasce e mezzo e, se ci ricapito, ci posso anche tornare.

Piazza Giuseppe Garibaldi 84, 57016 Vada Livorno.
+39 0586788239

Retone 136 – Pisa

Ieri sera abbiamo cenato al ristorante Retone 136 in viale D’Annunzio 136 (circa all’altezza delle tre buche) www.retone136.com.
Il locale è un ex retone con pontile per attracco. L’ambiente è semplice ma accogliente; il giardino affacciato sull’Arno è carino e, al calar del sole, anche romantico.
Cominciamo con un antipasto consistente in assaggini di insalatina di polpo, tortino caldo di pesce, acciughine fritte, baccalà fritto con cipolla, aringa su patata arrosto. Complessivamente un piatto molto buono. Alcuni hanno preso l’impepata di cozza che mi hanno detto essere buona.
Per secondo ho preso spaghetti alle arselle che però erano tutte col guscio. Piatto faticoso e poco riuscito: o si mangia lo spaghetto senza arsella, o si mangiano le arselle lasciando freddare gli spaghetti. Alcuni hanno preso dei paccheri con sugo rosso di polpo (ottimi) e calamarata alle vongole e bottarga (buona, ma la bottarga dove era?).
Di secondo ci diamo al fritto: due porzioni di paranza, una di totani e gamberi e una di aguglie, tutto con patatine. Fritto ottimo e apprezzatissima la presenza delle aguglie, mai trovata in altri ristoranti.
Doci vari e diversi dal solito: generalmente apprezzati.
Con acqua, due litri e mezzo di vino fermo della casa e cinque caffè abbiamo speso, in otto persone, circa € 250.
Bagno pulito, camerieri cortesi, servizio un po’ lento.
3 ganasce e mezzoDarei tre ganasce e mezzo.

La Tonnina – Portoferraio (Livorno)

La Tonnina Calata Giuseppe Mazzini, Portoferraio. 3355239617

Sagra del papero e del cinghiale – Cerreto Guidi (Firenze)

Su istigazione di luca63, siamo andati in cotal borgo della campagne toscane, appunto in detta sagra, che peraltro avevamo già frequentato nel passato.

Che dire? Appena arrivati, una coda stratosferica, che però è scorsa piuttosto velocemente. Diciamo che la velocità era calibrata sul ritmo con cui si liberavano i tavoli.

Come noto, a me non piacciono i volatili e il papero, anche se non vola (vola o no?), appartiene comunque a tale famiglia. Mi sono comunque dato da fare con altre cose, e a digiuno non sono rimasto.

Antipasti: mio cugino collo di papero e cipolline di papero al sugo, dice strepitoso. Io, niente.

Primi: mio cugino pappardelle al papero, io al cinghiale, ottime (dice anche le sue).

Secondi: lui papero in umido, io bistecca di maiale alla griglia, una delle migliori mai mangiate (griglia vera, ovvio). Anche il papero dice era bòno.

Contorni: erbette di campo saltate (ottime) e fagioli lessi (così così)

Una bottiglia di un buon Chianti locale (Montauto?) ed acqua gassata.

Spese 25 € a testa.

Considerazioni e commenti: la roba era bòna, e la sagra ben organizzata (tovaglie di stoffa, bicchieri di vetro, piatti in terraglia…). La temperatura non altissima ha favorito la consumazione di piatti non proprio light. Da informazioni assunte, risulta che i paperi provenissero dalle campagne cortonesi, rastrellati presso i contadini della zona (non da allevamenti intensivi, quindi), e che fossero circa 900.

L’aspetto più importante è stato però il “tuffo” nella realtà dei borghi toscani. Cerreto Guidi è un paese delizioso, molto curato, con una splendida villa medicea. Quando c’è la sagra tutti si danno da fare, quattordicenni, ventenni, settantenni ed ottantenni. Tutti partecipano, e la vita paesana si svolge con una coesione ed una partecipazione che nelle città non ci sogniamo nemmeno.

Notevolissimo, un modello della villa medicea realizzato dalle donne del paese, ALL’UNCINETTO!

Ebbene, viva la Toscana e chi ci abita!

3 ganasceAh, già, le ganasce! Quant’è il massimo per una sagra? Non credo più di tre. Ovvia, giù, diamone tre, e certo che ciritorno.

Sagra del papero e del cinghiale – c/o Circolo ARCI Cerreto Guidi (Firenze) – Una volta l’anno, sempre più o meno in questo periodo.