Avvertenze generali

In primo piano

  1. Questo blog è scritto da persone comuni che hanno speso soldi al ristorante ed esprimono, con tutto il diritto, opinioni personali sulla spesa affrontata e su quello che hanno ricevuto in cambio del loro denaro. Non è scritto da critici culinari professionisti e non vuole esserlo.
  2. Le recensioni sono anonime e nessuno ha il diritto di presentarsi in un locale a nome di Ciritorno per pretendere trattamenti di favore. La cosa non è conveniente nemmeno per i gestori, perché una recensione non congruente verrà prontamente regolata dal resto della comunità.
  3. Non scrivete commenti a ristoranti esistenti nel data base nell’area delle recensioni, ma attaccateli alla recensione esistente o verranno cancellati.
  4. Fate sempre una ricerca prima di scrivere una recensione, potrebbe già esistere. Nel caso, accodate la vostra. Si accettano recensioni doppie solo se molto discordanti.

Importante

Capita che, specialmente dai nuovi lettori, vengano scritte delle recensioni insufficienti:

  • Troppo corte, che non descrivono il locale
  • Non dettagliate, senza descrizione dei piatti
  • Incomplete, senza voto espresso, senza indirizzo del locale
    In questi casi di solito aggiungiamo un commento al titolo della non-recensione e, se non viene corretta, dopo qualche giorno viene cancellata, in quanto, come spiegato al punto 3 sopra, queste non sono recensioni e andrebbero nelle segnalazioni. Ricontrollate le vostre bozze se non le vedete pubblicate e sistematele.

Locanda Garzelli – Quercianella (Livorno)

Complice la bella giornata, volendo festeggiare una serie di cose (tra le quali il mio ritorno al consesso civile), con la famiglia abbiamo deciso di andare a pranzo fuori. Personalmente volevo dare una prova d’appello alla Locanda Garzelli, perché alla scorsa ciricena, per via di un paio di piatti non riusciti, non aveva ben figurato, o almeno non al livello che ci aspettavamo.

Quindi eccomi di ritorno con Ganasciàme al seguito. La locanda è proprio di fronte al mare; abbiamo scelto di mangiare dentro per via del vento e delle mie recenti peripezie sanitarie, ma l’interno è gradevolissimo e molto luminoso. la distanza tra i tavoli è ampia e si sta tranquilli.

All’ordine, arriva il benvenuto di prosecco e piccoli crostini burro e acciughe, entrambi graditi. Vediamo cosa abbiamo preso.

Antipasti:

  • Zuppetta di cozze e vongole: a detta della Signora Ganascessa Moglie buona, col sughetto è partito il cestino del pane.
  • Arancino di riso nero con fresco di pomodoro: veramente ottimo. Un buon riso nero nella sua bella panatura croccante, con una fresca salsina di pomodoro verde. Ancora please!

Primi piatti:

  • Gnocchetti con sugo di frutti di mare: la suocera mi dice molto buoni
  • Lasagnetta croccante con gamberi e zucchine: interessante e saporita
  • Pappardelle al ragù di granseola: eccellenti, fornite di tutta la ferramenta per scassinare e piluccare i crostacei
  • Gnocchetti della taverna: a detta di Ganascino buonissimi, di fatto si è pappato una piattata di gnocchetti coperti di molluschi, gamberi e scampi (ringraziamo la gestione che ci ha fatto gli gnocchi invece degli spaghetti come da menu)

Frittura totani e gamberi per 2: asciutta e buona. Chiesta per due, ce ne hanno portata una catinella. È bastata tranquillamente per tutti.

Dolci:

  • Tartelletta alla ricotta e cioccolato: dice la SGM molto buona
  • Millefoglie di pasta fillo con yogurt e frutta candita. Per quanto mi riguarda, favoloso, profumato e con quel che acido finale che rinfresca dopo le fatiche del fritto.

Servizio puntuale e gentilissimo.

Acqua, Souvignon di San Michel Appiano (22€), caffè per un totale di 178 euro.

Considerazioni finali

Che dire. Se questa era la rivincita la Locanda se l’è cavata benissimo. Secondo me durante la ciricena incocciammo la serata no, e dispiace, perché questo pranzo (per altro con il ristorante quasi al completo) è stato piacevolissimo. Il prezzo, tolto il vino, è stato di 52€ a testa per gli adulti, e data la qualità di quello che abbiamo mangiato, secondo me ci sta. Quindi assegno 4 ganasce e via così. Ora vediamo i commenti.

4 ganasceLocanda Garzelli. Via G. Pascoli 32 – Quercianella – Telefono 0586 491027


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L’Ostricaio – Livorno

Ostricaio
Viale Italia n. 100
Livorno

Come anticipato in “segnala posti nuovi”, prima di leggere l’ultimo post negativo” di Gianluca avevo già prenotato all’Ostricaio, sulla scia di commenti positivi di un collega di cui mi fido il giusto, ma soprattutto di un caro amico e compagno di pesca, nonchè pescatore in apnea e estimatore del buon pesce…
Purtroppo l’esito della serata è stato tale da “sbugiardare” entrambi e confermare le opinioni poco buone dei “ciritornini”.
Veniamo al dunque: il locale si trova sul lungomare all’Ardenza, giusto accanto alla notissima Baracchina Rossa.
La location è effettivamente bella, noi avevamo il primo tavolo lato mare e effettivamente mangiavamo a max 5 m dall’acqua e con la vista sul porticciolo che per un malato di mare come me non è poco.
Purtroppo…non c’è stato molto di più di positivo, almeno secondo noi.
L’ambiente è veramente piccolo e i tavoli sono appiccicati. Privacy zero ma proprio zero. Abbiamo passato metà della cena a sentire i commenti di una tipa che spulciava gli amici di Facebook del suo “accompagnatore” sul cellulare…un sogno!

Ma veniamo alla parte gastronomica…abbiamo ordinato:

Antipasto misto della casa, che poi è il solito piatto della cucina di mare livornese: polpo lesso, acciughe alla povera, baccalà fritto, fagioli e gamberetti, aringa sott’olio (della coop). Nel complesso, piuttosto triste: nessuno slancio creativo, sapore piatto, pieno di aceto…nulla di che!
Mix crudo: il menu prevedeva 4 ostriche, 4 fasolari e 4 tartufi, ma ho avuto solo 4 ostriche e 4 fasolari buoni, in quanto non erano disponibili i tartufi. Avrei gradito anche i gamberoni, presenti in menu, ma non c’erano. Effettivamente quello che ho mangiato era molto buono.
Come secondi abbiamo preso:

Gamberoni e scampi al guazzetto: medi, affogati nella brodaglia salata
Gran grigliata: composta da 2 gamberoni, 2 scampi e 4 calamari. OK gamberoni e scampi, mentre i calamari erano troppo cotti.
Come dolci:
Panna cotta, chiesta con poco cioccolato, arriva sommersa
Sgroppino
1 caffè

Altra nota negativa viene dal vino: in carta ci sono alcune buone cose, con ricarico onesto…peccato che all’atto pratico non esistano.
Avrei voluto bere il “Bramito del Cervo” del Castello della Sala (Antinori), base chardonnay barricato, ma purtroppo non c’era.
Il cameriere mi dice che sul genere non ha nulla, e mi offre un Sauvignon friulano, dichiarando correttamente che non c’entra nulla con quello che avevo chiesto io, ma che era comunque un “vino di spessore”…mi fido…povero scemo! Inodore, incolore, insapore…

Tutto questo per 95€

2 ganasce e mezzoMi risulta difficile dare una valutazione in “ganasce”: nel complesso direi 2 e mezzo, con punte verso l’alto sul “crudo” e sulla location.
E..non ciritorno.

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Pizzeria “La Tramontana” Livorno.

Il vento del nord non ci ha a che fare. Si chiama così perché i gestori sono originari di Tramonti, nota località a nord di Amalfi. (Qualcuno vuole che sia stato proprio questo paese a dare il nome al vento).

Il locale è presente a Livorno da una vita, e di tanto in tanto ci vado. Ci sono tornato due sere fa in compagnia di un paio di amici, e la novità è stata che in fondo alla chilometrica sala hanno aggiunto un locale (una saletta) molto più intima e riservata. Si potrebbe dire: “Tramontana business class”. In effetti, mentre nella solita sala le apparecchiature sono spartane, e l’arredo ultra tradizional- popolare (e notevole la confusione), in questa saletta l’arredo è chic-moderno, con tavoli beige abbastanza distanziati, tovagliette di stoffa in tinta, bicchieri balloon, piatti e stoviglie di design, etc. etc. E naturalmente lì si parla sottovoce.

I clienti sono ovviamente liberi di scegliere dove andare, e vanno quasi tutti nella vecchia sala, in  mezzo al vociare e alla confusione, il che dice molto sui gusti dei miei concittadini.

Noi comunque abbiamo provato la saletta soft, e devo dire che ci si sta decisamente meglio, se non altro ci si intende quando si parla.

La pizza è la solita di sempre, ma quanto meno è una pizza, cotta nel forno a legna come Dio comanda.

Ad ogni modo io ho preso: un piatto di scialatielli ai frutti di mare, buoni. (I miei due commensali il risotto alla marinara). Poi una pizza con mozzarella di bufala, che ci siamo divisi in tre, causa grosse dimensioni. Infine io una fetta di pastiera, buona, e un altro una delizia al limone, a suo dire buona. Bevendo una birra ciascuno, abbiamo speso 20 euro ciascuno, e direi che ci possiamo stare.

Commenti e valutazioni: si avverte lo sforzo per aver voluto fare qualcosa di un livello un po’ superiore, e ci sono (quasi) riusciti. Ha lasciato un po’ a desiderare il servizio perché, ad esempio, la ragazza che sparecchiava portava via i piatti impilati e, per fare la pila, non ha trovato niente di meglio che schiaffarmi sotto il naso i piatti sporchi dell’altro tavolo…

Dopo un po’, la stessa ragazza ha iniziato una strenua lotta a tre con un cavatappi a leva ed una bottiglia, lasciandoci col fiato sospeso per vedere chi vinceva (ha vinto lei, ma di misura).

E’ inutile, del buon personale di sala non si improvvisa, e non basta essere giovani e svelti.

Valutazione? Mah, il massimo per una pizzeria è tre ganasce? Però questi fanno anche ristorante… Gli si potrebbe dare il massimo se il personale fosse più esperto… Diciamo “TRE MENO MENO”? 3 ganasce meno meno

Pizzeria “La Tramontana” - Via S. Giovanni, Livorno

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Pizzeria Il Fornaccio – Pisa

Sono stato un paio di volte in questa nuova pizzeria che ha rilevato i locali dove un tempo c’era Funiculì. La struttura della pizzeria è rimasta la stessa: circa sei tavoli all’ingresso posizionati prima del forno al legna. D’estate hanno a disposizione anche una sorta di veranda interna che di fatto raddoppia i posti disponibili.
Rispetto alla precedente gestione hanno tolto vari orpelli dai muri: la stanza risulta un po’ fredda ma più spaziosa. Ovviamente si tratta solo dell’aspetto, gli spazi infatti, son rimasti gli stessi.

I gestori sono pisanacci molto gentili (si lo so, sembra un po’ una contraddizione in termini…), il servizio è alla mano ed efficiente.
Il menu prevede un po’ di antipasti che pero’ non ho provato, concentrandomi solo sulla pizza. Per quanto riguarda quest’ultima il mio giudizio è buono. Mi è parsa una sorta di incrocio fra la pizza alla pisana e quella napoletana: è moderatamente alta ma non cotta in teglia e risulta abbastanza croccante e non particolarmente unta ne sofficissima. Offrono molte varietà di farcitura e il punto di forza direi che sono i condimenti che, nelle pizze provate, erano buoni e abbondanti. Fra l’altro fanno anche le pizze con il bordo ripieno che mi son ripromesso di provare. Il costo delle pizze varia fra i 5 euro per la margherita fino agli 8 per quelle più ricche.

Hanno poi vari dolci “classici” (tiramisu, torta nonna, macedonia ecc…) che pero’ non ho provato.

Il costo complessivo: per una pizza ben condita, una birra e un ottimo limoncello fatto in casa son 15 euro.

Giudizio personale: ci vado volentieri per una pizza tranquilla; lo consiglio per le pizze condite ma non particolarmente per la margherita per la quale a Pisa, si trova qualcosa di meglio.

2 ganasce e mezzo

Le ganasce son due e mezzo. Non di piu’ solo per i noti vincoli sulle pizzerie ed io ciritorno volentieri.

 

Indirizzo:

Pizzeria Il Fornaccio. Via Luigi Bianchi 33 Pisa - Tel. 050553107

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