Vecchia Trattoria Buralli – Lucca

Sabato scorso sono andato a cena alla Vecchia Trattoria Buralli, p.zza S. Agostino, 10 – Lucca; 0583.950611 www.vecchiatrattoriaburalli.it.
L’accoglienza è stata un po’ problematica ma, d’altra parte, ci siamo presentati all’ora di cena senza prenotazione e in occasione della notte bianca. Dopo una breve attesa veniamo fatti accomodare in una saletta un po’ afosa, un po’ rumorosa, un po’ parecchio vecchiotta (ma come si fa a mettere la moquette in un ristorante…).
Sul menu son presenti varie specialità lucchesi: crostini, tordelli al ragù, zuppa di farro, arrosti. Ci sono anche dei menù al prezzo fisso di € 20 ma purtroppo sono scritti a mano e si capisce male cosa c’è scritto. Manca la carta dei vini.
Prendiamo stinco di maiale con patate arrosto e pollo e verdure fritti, entrambi buoni e con porzioni discrete. Il servizio è veloce nonostante l’affollamento. Buono il pane portato in tavola, brutta la tovaglina-ina-ina di carta.
Riepilogando: due secondi (€ 11) e una bottiglia d’acqua, totale € 27,50.
3 ganasceIo gli darei tre ganasce un po’ striminzite.

I piccoli particolari che ti peggiorano l’esperienza

Quando vado a mangiare al ristorante, a volte ci sono dei particolari, o delle disattenzioni del ristoratore, che mi peggiorano l’esperienza di consumare cibo, anche se ottimo. Quelle piccole cose che ti fanno dire «Tutto ottimo, però…».

Faccio un esempio: recentemente prenoto la serata in una pizzeria del circondario di Pisa. Il posto mi piace parecchio, tanto che sono disposto a passare sopra al fatto che, poiché fanno i turni tutte le serate, ti incastrano gli orari come quando prendi appuntamento dal commercialista (e già questa sarebbe una, ma lo so e lo accetto, consideriamolo il prezzo del successo). Insomma chiamo e mi risponde quella che credo sia la titolare; io sto chiedendo la serata dandole del lei, la signora molto spicciativamente mi dà del tu. Ecco, sarò ficoso ma questa cosa mi dà sempre noia. In genere io mi rivolgo alle persone che non conosco con il lei, e non amo che il personale del ristorante mi si rivolga col tu, specie se il posto ha pretese di livello.

Poi, durante la serata il cameriere sbaglia l’ordine e ci segna una pizza sbagliata. Niente di male, la pizza estranea torna indietro e dopo ci porteranno quella giusta. Abbiamo perso solo poco tempo, e il fatto che rispettino i turni riduce il tempo perso al minimo. All’atto di pagare il conto, la titolare mi dice «Ah, aveva sbagliato – io – a ordinare al cameriere», al che io ho ribadito che l’ordine era stato fatto correttamente, avevamo davvero ordinato un’altra pizza.

Ora, comunque vadano le cose, questa nota mi ha dato davvero fastidio: non puoi dare colpa al cliente degli errori dello staff, mai. E comunque, ricordati che il cliente paga.

E a voi? Quali sono i vostri particolari che vi danno fastidio?

Niente di macroscopico, ma quelle cosine che, accidenti…

Ristorante Doria – Giglio Porto (Grosseto)

Abbiamo mangiato dopo parecchio tempo al Ristorante Doria a Giglio Porto. Il ristorante è su una terrazza che dà direttamente sul porto, ed è l’unico di questa tipologia di ristoranti gigliesi che ha la cucina interna (gli altri hanno la sala in terrazza e la cucina di là dalla strada davanti).

Rispetto a quello che mi ricordavo il menu è stato fortemente cambiato, e migliorato.

Abbiamo esordito con un amouse bouche di verdurine fritte, e continuato con 3 antipasti:

  1. Per me polpettine di ombrina con maionese all’arancio. Molto buone, tenere e saporite. Ottima la maionese.
  2. Per la Suocera millefoglie di pane carasua con burrata, acciughe, pomodorini, olive e capperi. Molto buono. Ottime le acciughe cicciose.
  3. Per la SGM insalata di ricciola con verdurine. Molto buona, ma forse il piatto più normale dei tre. La ricciola era comunque ottima.
  4. Per Ganascino: assaggi di tutti e tre. Ha particolarmente gradito le polpettine.

Primi:

  1. SGM e Gjunior hanno preso gli spaghetti col granchio(ne): un bel favollo cicciuto. Veramente ottimi, e porzioni assai generose.
  2. Per me Quadri di burrata con granella di polpo. Una serie di ravioli in una densa e abbondante salsa alla burrata con la granella di polpo veramente ottima, come tutto il piatto che ho assai gradito.

Secondo:

  1. Gran fritto Doria. Porzione super abbondante e fritto totani, gamberi e acciughe con verdure ben fatto e saporito.

Dolci:

  1. Per me sorbetto mela verde al calvados. Buono, ma il calvados era solo un aroma nella salsa di coompagnamento, avrei preferito una spinta alcolica pronunciata. Buono ma diverso da come me lo aspettavo (per intendersi come quello di Beny).
  2. Biscotto ripieno di crema alla ricotta e pera per la SGM: supersoddisfatta.
  3. Créme brulée al caffé per la Suocera: supersoddisfatta.
  4. E soprattutto dolcino al cioccolato fondente per Ganascino (versione senza gelato sopra): divorato e baffi di cioccolato ovunque.

Da bere: due bottiglie d’acqua e un sauvignon friulano da 19€, semplice e di facilissima beva.

Servizio gentile, premuroso e veloce. Carta dei vini essenziale, con cose molto semplici e scelta ridotta. Meriterebbe, dato il livello della cucina, più cura, e anche qualche etichetta più prestigiosa.

Spesa finale: 140€.

4 ganasceConclusioni: un ristorante che è migliorato tantissimo con una ricerca di cucina più moderna, ben riuscita e molto di soddisfazione. Per quanto mi riguarda con una carta vini migliore sarebbero 4 ganasce abbondanti, quindi assegno 4 ganasce- (meno) perché l’evoluzione in cucina è stata notevole. Ciritorno? certo che sì.

Doria – Via Thaon de Revel, 18, 58012 Isola del Giglio GR | 0564 809000 | info@ristorantedoria.it

Gatto d’Oro – Loc. Aia dei Venti, Arcidosso (Grosseto)

Il ristorante (e albergo) Gatto d’Oro è un locale storico dell’Amiata che ha passato nel tempo diverse traversie (che non conosco esattamente) ma che adesso sembra essere tornato operativo. È posto sulla strada che va da Arcidosso alla vetta, immerso nei boschi di faggi che caratterizzano la parte alta della montagna. Il ristorante è aperto tutti i giorni durante l’estate, ma solo la domenica durante il resto dell’anno: insomma è un ristorante da gita fuori porta.

Ora, avete presente quando in maniera un po’ banale e trita si dice che un ristorante sembra uscito dagli anni settanta? Bene se devo essere sincero, non ricordo alcun altro ristorante che mi ha dato questa sensazione sia come stile sia come cucina quanto il Gatto d’Oro.

Il locale di per se è bello: non tanto l’interno (che è molto grande e in stile rustico) quanto l’esterno, costituito da una piacevole terrazza dove si mangia all’ombra dei faggi e immersi nel verde. Sulla terrazza ci sono anche le sdraio, tanto per rafforzare l’atmosfera anni settanta.

Io ci sono ritornato dopo tanti, tanti anni. Appena siamo arrivati ci hanno portato direttamente una bottiglia di rosso della casa, che abbiamo gradito molto. Il menu invece non c’è e la scelta è piuttosto limitata e viene descritta a voce dalla cameriera (simpatica e gentile): inoltre, da un po’ di riscontri di conoscenti, ho rilevato che il menu resta praticamente immutato nei secoli dei secoli. Detto questo, fra i primi c’erano le tagliatelle, pici e ravioli ricotta e spinaci da condire al sugo o con i funghi. Inoltre c’era una notevole zuppa coi funghi. In effetti tutti i prodotti a base di funghi sono risultati essere molto buoni (e la zuppa in particolare) ma anche i ravioli erano decisamente validi.

Fra i secondi, ancora meno scelta: arrosti misti (non so bene cosa siano) e l’agnello fritto. Noi abbiamo preso quest’ultimo ed era molto buono (anche se, con un po’ di sorpresa, l’uovo all’interno della panatura era proprio affrittellato). Fra i contorni c’erano fiori e funghi fritti (notevoli, che ve lo dico a fare).

Infine i dolci, con una classicissima offerta di panna cotta, creme brulè e tiramisu. Quest’ultimo era decisamente ben fatto.

Complessivamente per un primo, mezzo secondo e mezzo contorno, dolce, vino abbondante, caffè e ammazzacaffe abbiam speso 25 euri a testa, che mi sono parsi meritati.

3 ganasceSinceramente siamo stati veramente bene e quindi, senza considerare alcun effetto nostalgia, questo ristorante per me vale 3 ganasce, con l’unica avvertenza che, tornandoci spesso, immagino che la scarsa scelta farebbe stufare in fretta. Ma per un pranzo fuori porta, lo consiglio senza mezzi termini.

Il Gatto d’Oro – Località Aia dei Venti, Strada Provinciale Aiole – Arcidosso (GR) Tel: 0564 967074

Pizzeria – Trattoria – Bar – Tabacchi – Alimentari del Limoncino, Livorno.

“Limoncino” è una località appena fuori città, lungo la strada che porta a Valle Benedetta, appena prima che comincino i tornanti. Non so perché si chiami così, non credo ci siano limoni, perlomeno non ne ho mai visti.

La cosa sorprendente è che, nonostante la distanza dalla città sia piuttosto breve, vi si respiri un’aria già “di campagna”, forse più che alla stessa Valle Benedetta. Non è neppure un borgo, è una manciata di case, una scuola, ed una trattoria, che è l’unico esercizio commerciale presente, ed infatti è anche pizzeria, bar, tabacchi, negozio di alimentari, proprio come usava una volta. C’è anche un fresco pergolato sotto cui si ritrovano gli anziani per bere qualcosa e fare la briscola…

Ci siamo andati Venerdì 19 Agosto, una serata abbastanza calda, ma lì si stava proprio bene, praticamente circondati dal bosco da tutti i lati. Ovviamente abbiamo mangiato all’aperto, sotto uno degli ampi gazebo.

Per prima cosa ci hanno portato un aperitivo, con normali patatine.

Abbiamo preso (eravamo in cinque):

  • Due pappardelle al cinghiale, molto buone (pasta fatta in casa?)
  • Una zuppa toscana (ribollita), dice molto buona.
  • Un piatto di ravioli ed uno di paccheri non ricordo come, ma pare che fossero tutti piuttosto buoni.
  • Come secondi, due anatre con olive, dice ottime, e per il resto, spazio alla griglia, che è bellissima, con brace vera. Io un filetto, e gli altri due si sono divisi una bistecca: notevoli.
  • Per contorno, patatine fritte e verdure alla griglia.
  • Qualcuno ha preso il dolce: una mattonella con pinoli e due tortini di ricotta (sformatino caldo).

Il vino della casa non era male, un rosso un po’ ruspante, probabilmente un sangiovese dei dintorni.

In menù erano presenti anche salsicce e lombate di cinta.

Abbiamo speso € 32 a testa, non poco, ma bisogna tener conto che c’erano una bistecca ed un filetto.

3 ganasceSiamo stati proprio bene. Direi tre ganasce belle comode, e sì, penso che ciritornerò.

Via Della Valle Benedetta 148, 57124, Livorno, Italia
+39 0586 560051