Al Madina – Pisa

Al Madina, in via San Martino, è stato uno dei primi posti a Pisa a offrire il doner kebab, prima dell’invasione attuale con gli spiedi di carne surgelata. Ristorante di cucina siriana, offre una scelta abbastanza ampia di piatti tipici piuttosto interessanti, anche per vegetariani.
Rispetto ai primi tempi la cucina si è fatta più gradevole, avendo smussato certi eccessi in spezie che all’inizio caratterizzavano i piatti. Ottima la carne allo spiedo, ma tra i miei preferiti ci sono anche molti piatti di verdure, e i dolcini di pasta sfoglia, miele e pistacchi.
Il posto si caratterizza come un locale molto economico senza servizio: ordini al banco, ti apparecchi, quando ti chiamano ti porti la roba al tavolo, alla fine sgomberi.
Una pecca sono le bevande: assodato che a me non piace pasteggiare con te o simili brode, il vino è terribile, per cui non rimane che la birra (un po’ facilina…).

Prezzo: facilmente sui 10 euro.

Parere della Ganascia: un posto di poco impegno ma interessante. Lo raccomando per variare un po’ sapendo che raramente ci si prenderanno fregature. Non fate come me e ricordatevi che nel caffè tipico sul fondo del bicchiere restano le fecce 🙁

Voto:
3Ganasce

20 pensieri su “Al Madina – Pisa

  1. Si pero’ il fatto che ti devi anche sparecchiare e’ una cosa fastidiosissima. Posso capire prendere i piatti da solo ( e gia qui ci sarebbe da discutere, se voglio servirmi da solo me ne sto a casa ) … ma addirittura sparecchaire mi sembra eccessivo !

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  2. a me piace… magari anche perchè possiamo pagare con i buoni pasto, e quindi risparmiare un po’ (comunque i prezzi son bassi), ma anche perchè il proprietario è molto gentile ed inoltre non mi dispiace sentire sapori diversi dai nostri, ogni tanto. anche il posto mi sembra che, pur nella sua semplicità, abbia un’atmosfera particolare. certo, non è un 5 ganasce, ma mi pare un buon compromesso per quando si vuole uscire senza andare troppo lontano e senza spendere troppo, mangiando comunque abbastanza bene… a proposito, ottimi i dolcini col miele!

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  3. Sono un appassionato di lunga data di kebab e per questo ho voluto provare questo famoso Al Madina.
    Eravamo in 3 e abbiamo preso:
    2 piatti kebab di manzo: porzione giusta però la carne era davvero insapore e il tutto piuttosto freddo. Ci sono rimasto male perchè la curiosità era proprio quella di provare un vero kebab: la carne si confondeva con le verdure e non risaltava neanche un pò.
    Io ho preso sempre al piatto…il kebab di agnello. Il sapore era assolutamente squisito. Anche se era in pratica un polpettone di macinato con una forma cubica precisissima. Sarebbe stato corretto precisarlo nel menu, ma comunque era ottimo.
    La mia ragzza ha preso il piatto del giorno: cous cous alla tunisina con zucca e pollo. Porzione giusta di quantità, il resto boh… . Sono abbastanza aperto a nuovi sapori, ma la zucca ha reso il tutto irremediabilmente dolce, il piatto inoltre era freddo e ci saranno stati 5 pezzi di 1 cm quadrato di pollo: un pò poco.
    Polpetti di falafel: gustose.
    Spesa: 6,5 i piatti, 7,5 il cous cous, 3,5 le polpette, 1,5 l’acqua grande e 1 il pane.
    Considerando che ti apparecchi e sparecchi da solo e il pane lo paghi…non è che regalino.
    Gentile il padrone, ma troppo invadente: la battuta verso mia mamma l’ho dovuta rispedire al mittente.
    Non ci ritorno.

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  4. Al Madina è un buon ristorante, e credo che tre ganasce se le meriti. Bisogna tenere presente però che la loro specialità non è il kebab, che pure propongono. Del resto, Al Madina esiste da ben prima della diffusione delle “kebabberie” a catena, quelle col rotolone e via (cioè il “doner” kebab, che vuol dire “che gira”), e presenta molti altri piatti. Io consiglio i diversi cous-cous, con varianti del giorno in base al mercato.

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  5. Dubbio: nel mio commento precedente confermavo tre ganasce a Al Madina. Però poi ho pensato che – tra l’altro – si tratta pur sempre di una specie di self service (ti chiamano al banco quando le ordinazioni sono pronte), per cui – per quanto di buona qualità – forse le tre ganasce sono sproporzionate. Resta comunque tutta un’altra cosa, rispetto alle kebabberie standard. Che ne dite?

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  6. Credo sia un dubbio giustificato: tre ganasce ad Al Madina mi sembrano un po’ tante! Vedo – ad esempio – che Re di Puglia ne ha tre …. e il confronto mi pare alquanto sproporzionato. Apprezzo Al Madina da quando è nato ma, forse, due ganasce sarebbero sufficienti.

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  7. Per me Al Madina è e rimane uno dei ristoranti più buoni della città…se non si cercano soltanto piatti “tipici” e “locali”, se si è amanti delle spezie e dei sapori forti (retrogusto di cipolla assicurato per tutto il giorno dopo o quasi) e se si ha voglia di affidarsi, negli accostamenti di sapori, alla fantasia dello chef, che per me è un genio!
    Il locale è (anche per testimonianza diretta di un’amica che ci ha lavorato) pulitissimo. E il fatto che ci sia autogestione nel servizio-apparecchiatura non è un peso (ricompensato com’è dal cibo prelibato) e lo rende alla mano e familiare.
    Il mio consiglio se andate è variare spesso e assaggiare il più possibile; ma tra i piatti forti, che se mancano è un peccato, ci sono l’hummos (crema di ceci con spezie), i falafel (crocchette di ceci e, credo, sesamo) e il pane, leggermente integrale e servito sempre bello caldo, croccante fuori e soffice dentro!
    Adoro anche il loro caffè “orientale”, speziato e con la posa sotto (da NON mescolare!), il riso col latte al sapore di fiori d’arancio, il mix vegetariano e tutte le salsine che mettono a margine dei (grandi) piatti…
    Insomma…fosse per me sarebbero 10 ganasce!!

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  8. Oggi ero all’estero (a Pisa…), e sono andato a mangiare da Al Madina.
    Il mio problema con le cucine extra europee è che mi mancano i termini di paragone. Quel che a me pare cattivo, magari un arabo lo troverebbe squisito, e viceversa.
    Comunque, vi racconto come è andata DAL MIO PUNTO DI VISTA.
    Il locale è carino, semplice ed accogliente, notevolmente pulito, anche. Il personale è gentile e sollecito.
    Ho preso i felafel: ahimè, pre-fritti e poi riscaldati (il fritto va fritto e mangiato, anche in medio oriente). Ne ho mangiati di molto migliori ad “Effetto Venezia” o alle feste dell’Unità. Anche l’hummus di accompagnamento non era niente di che: molto meglio quello di Gioia all'”Ultima casa accogliente”.
    Per dolce: un misto di budino all’arancia e di risolatte.
    Nel complesso accettabile, ma niente che facesse venir voglia di ciritornarci. Mi pare che si potrebbe stare sulle due ganasce…

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  9. …sono passato davanti a questo locale un migliaio di volte, sempre di fretta, gettando un’occhiata incuriosita, ma alcune sere fa’, nel giro delle varie pizzerie chiuse per turno, mi sono fermato per cena.
    La cucina etnica non mi dispiace, un po’ meno apparecchiarmi e sparecchiare (con tanto di raccolta differenziata) , col pensiero ricorrente alla mensa del lavoro , nonchè alla routine le la maison 🙂
    Ma se po fa’, ci mancherebbe 🙂
    Ho ordinato un antipasto misto piccante, con falafel, baba e un altra crema di cui non ricordo il nome, accopagnandolo con la pita, che faceva fatica a contenere le fiamme 🙂
    Il falafel, benche’ non fritto al momento, era mangiabile, invece mi e’ andata male col kebab .
    Avevano terminato lo spiedo di manzo, mi son lasciato tentare dalla versione con pollo e tacchino.
    Mi son dimenticato che utilizzano molto il cetriolo fresco, quindi, mi son sorbito l’odore micidiale nonostante l’abbia tolto del tutto.
    Comunque, il panino non sarebbe stato ugualmente piacevole, avendo al suo interno un paio di pezzi mollicci ed insapore, probabilmente di pollo e tacchino macinati,e non certo di qualita’.
    Dolcetto squisito, con ricotta e cocco, avvolti dalla pasta kataifi al miele. Con la Birra media, la spesa credo sia sui 17 euro circa.

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