Tutti gli articoli di Spaghetto alla chitarra

La locanda di Simone – Capezzano Pianore (LU)

Domenica siamo andati a La locanda di Simone in via Arginvecchio, 58 – Capezzano Pianore (LU), 0584/915905 (è un po’ isolato e secondo me senza navigatore non si trova).
Il locale è carino e pulito, non molto grande; il personale cortese. Ci accomodiamo nella verandina e studiamo un breve menu di piatti prevalentemente di terra e che fa intuire una cucina casalinga.
Io ho scelto, tra i piatti del giorno, dei maltagliati al ragù d’oca veramente molto buoni.
Per secondo ho preso il fritto di pollo e coniglio: molto gustoso e con un’ottima pastella croccante. Lei ha preso il cinghiale in umido con polenta grigliata, morbidissimo e molto saporito.
Ci ho bevuto sopra un calice di rosso che non ricordo cosa fosse ma era buono.
Per finire abbiamo preso due dessert versilia che, quando si trovano, valgono sempre la pena di essere presi.
Ricapitolando: un primo, due secondi, due dessert, bottiglia d’acqua, calice di vino e un caffè, totale 40 euro.
La cantina mi è sembrata ben fornita.
3 ganasce e mezzoPer me vale tre ganasce e mezzo e se sono in zona ci ritorno ben volentieri.

La Dea Partenope – Cascina (Pisa)

Sabato siamo andati a cena al ristorante La Dea Partenope a Cascina, via N. Sauro 131, 3935655422. Lo trovate anche su Facebook.
Veniamo accolti dal gentilissimo personale in uno stanzone con le pareti verdi e fucsia. L’apparecchiatura è in stoffa ma le seggiole sono scomode e la temperatura è un po’ troppo bassa. Ci concentriamo sui lunghi nomi dei piatti del menu, che propone cucina tipica campana rivisitata, e decidiamo di prendere due antipasti e due primi. La carta dei vini comprende una trentina di etichette: scelgo un bicchiere di falanghina del Sannio che però non mi ha convinto e non riprenderei.
Io prendo i polipetti alla Luciana con crostini di pane cafone: un piatto molto buono con polpi morbidissimi. Lei ha preso la fritturina campana consistente in tre tipi di polpettine fritte; uno molto buono con la provola, uno eccessivamente carico di pepe, l’ultimo con dei bianchetti che però sparivano nella massa insapore della polpetta.
Per primo abbiamo preso dei discreti tagliolini al nero di seppia e gli scialatelli con gallinella, vongole, pomodorini e mandorle tostate che, per la consistenza della pasta, è stato un piatto arduo da finire.
Le porzioni sono generose e presentate in tavola molto bene ma secondo me la cosa non basta.
Ricapitolando: due antipasti, due primi , acqua e un bicchiere di vino, euro 43,00.
Complessivamente mi ha dato l’idea di un locale che vorrebbe volare in alto ma non riesce a staccarsi da terra. Il fatto che di sabato sera sia rimasto vuoto per oltre la metà dei coperti mi dà da pensare e dovrebbe darne anche ai gestori.
2 ganasce e mezzoNonostante la foto dello chef che campeggia sul menu, i fiorellini distribuiti nei piatti e i 4,5 pallini che ha su Tripadvisor, per me il locale è da due ganasce e mezzo.

Agriturismo La Sorgente – Fauglia (Pisa)

Recentemente sono stato invitato all’agriturismo La Sorgente – via Pugnano, 3 – Fauglia – 338.8397498
Da quello che ho capito si tratta di un’azienda agricola che mette in tavola i loro prodotti, con menu fisso. Il locale è rustico, piccolo ma curatissimo e pulito, con vecchi attrezzi agricoli alle pareti e tovaglie di stoffa in tavola; il personale è molto gentile e sorridente. Sono aperti solo il fine settimana.
Per antipasto ci portano prosciutto, salame e carne secca: ottimi con la focaccina calda. Poi melanzane grigliate e dei discreti crostini di fegatini.
Per primo ci servono una passata di lenticchie con maltagliati (un’alternativa alla solita pasta e fagioli o pasta e ceci): molto buona. A seguire fettuccine al cinghiale: molto buone anche se con qualche spezia un po’ strana.
Per secondo prosciutto di cinta senese arrosto servito a fette sottili con contorno di patate arrosto: ottimo. Dopo ci hanno portato un altrettanto ottimo coniglio in umido.
Per dolce avevamo il nostro ma ho visto che ad altri tavoli servivano qualcosa che mi è parso del gelato.
Essendo stato invitato ignoro la spesa. Gli avanzi ve li impacchettano da portare via senza neanche doverlo chiedere: un’ottima iniziativa.
Per tutto quanto sopra darei quattro ganasce però…
… però non sono tutte rose e fiori.
Alcuni problemi:
– se capitate nella stanza che era una stalla (c’è ancora la mangiatoia in pietra), il pavimento è fortemente inclinato e cenate in pendenza;
– i tavoli sono troppo grandi rispetto alle stanze, il cameriere non ha posto per passare tra le sedie e vi struscia la schiena tutta la sera;
– il vino servito in tavola sfuso era veramente cattivo (avranno delle bottiglie?).
3 ganasceConsiderato tutto questo devo ridurre il voto a tre ganasce.

 

Ristorante Le vecchie cantine – Chianni (Pisa)

Ho recentemente fatto un veloce e solitario pranzo di lavoro al ristorante Le vecchie cantine, piazza Bartoli, 14 – Chianni 0587.648164 www.levecchiecantine.it
Il locale è elegante e pulito con delle belle volte a mattoni, le tovaglie sono di stoffa il personale cortese: ottimo inizio.
Assieme al menu mi viene portato un calice di prosecco, una cortesia gradita.
Dovendo tenermi leggero decido di prendere soltanto un filetto di cinta senese con radicchio e pinoli con contorno di patate al forno: molto buoni ma avrei preferito una porzione un po’ più consistente. Di dolce prendo un’ottima crostata di ciliegie. Ho accompagnato il tutto con un bicchiere di chianti locale veramente molto buono.
Spesa complessiva, con acqua e caffè, 33 euro (forse un po’ troppo).
Altre cose presenti sul menu: crostoni e bruschette, zuppa, pappardelle al cinghiale, ragù, tagliatelle ai porcini, trippa, fiorentina, petto d’anatra, cinghiale in umido, stinco di maiale al forno (quel giorno non era disponibile), maialino al forno (idem) e qualcosa di pesce. Cantina ben fornita di vini locali.
4 ganasceComplessivamente darei quattro ganasce.

Vecchia Trattoria Buralli – Lucca

Sabato scorso sono andato a cena alla Vecchia Trattoria Buralli, p.zza S. Agostino, 10 – Lucca; 0583.950611 www.vecchiatrattoriaburalli.it.
L’accoglienza è stata un po’ problematica ma, d’altra parte, ci siamo presentati all’ora di cena senza prenotazione e in occasione della notte bianca. Dopo una breve attesa veniamo fatti accomodare in una saletta un po’ afosa, un po’ rumorosa, un po’ parecchio vecchiotta (ma come si fa a mettere la moquette in un ristorante…).
Sul menu son presenti varie specialità lucchesi: crostini, tordelli al ragù, zuppa di farro, arrosti. Ci sono anche dei menù al prezzo fisso di € 20 ma purtroppo sono scritti a mano e si capisce male cosa c’è scritto. Manca la carta dei vini.
Prendiamo stinco di maiale con patate arrosto e pollo e verdure fritti, entrambi buoni e con porzioni discrete. Il servizio è veloce nonostante l’affollamento. Buono il pane portato in tavola, brutta la tovaglina-ina-ina di carta.
Riepilogando: due secondi (€ 11) e una bottiglia d’acqua, totale € 27,50.
3 ganasceIo gli darei tre ganasce un po’ striminzite.