Trattoria – Pizzeria Da Michele, Portoferraio (Livorno).

Il locale è ampio e luminoso, con una parete interamente a vetri. E’ la pizzeria adiacente alla “Panelba”, di fronte alla banchina dell’alto fondale (pensare che io mi ricordo di quando c’era ancora il cantierino…).

Ha cambiato molto spesso nomi e padroni. Adesso si chiama così.

Ci siamo andati a pranzo durante una trasferta elbana. Eravamo in due, ed abbiamo mangiato esattamente le stesse cose.

Per primo, spaghetti allo scoglio, ben conditi, ottimi.

Come secondo, una grigliata (griglia vera, perbacco!) di pesce comprendente, per ognuno, un gamberone, uno scampone, un totano, mezza fetta di pesce spada. Ottima.

Dessert: una crema catalana ed un tiramisù.

Da bere, oltre all’acqua, una birra piccola alla spina per ciascuno.

Tutto ok quindi? No.

Per tutto quanto detto sopra, € 46 a testa, il che mi sembra uno sproposito.

Era tutto buono, d’accordo ma, in fin dei conti, quasi tutto surgelato (tutto tranne cozze e vongole, in effetti). E non abbiamo bevuto vino, ed i tavoli erano apparecchiati con tovaglie di carta, ed i dessert erano pre-confezionati…

2 ganasceInsomma, per questo motivo, gli do due ganasce.

Ciritorno? Ma nemmeno…

“Da Michele” Via Vittorio Emanuele 14 Portoferraio.

Officina della Pizza (Pisa)

Sabato sera, cena a quattro con amici, la nostra pizzeria preferita piena (c’era la possibilità di andare al primo turno, ma io e signora odiamo mangiare con l’imbuto). I nostri amici ci suggeriscono di provare la pizzeria da cui si servono spesso da asporto.

Quando arriviamo il locale, ricavato in una veranda è molto pieno e un po’ rumoroso. Ci sistemiamo un po’ stretti e dopo poco il cameriere ci viene a prendere le ordinazioni per le bibite scegliamo birre alla spina della “Gilda dei Nani Birrai” e acqua (erano presenti anche altre birre artigianali in bottiglia).

Leggiamo il menu delle pizze, saltiamo le classiche e ci lasciamo attirare da quelle dell’Officina ( tutte con nomi “meccanici”, in linea con il nome del locale) scegliamo tre “Tassello” e un “cambio dell’Olio”. Ci viene chiesto che tipo di impasto preferiamo tra canapa, classico e ai cereali, io e signora optiamo per quest’ultimo.

Le pizze sono buone, sufficientemente condite e ben lievitate, l’unico appunto è relativo al pomodoro, forse un po’ sciapo.

Concludiamo con dei dessert, delle cheescake, buone ma niente di sensazionale.

In conclusione: 4 pizze, 4 birre, 1 acqua naturale, 3 dessert: 75€. Forse un po’ troppo…

Ci ritorno? Non so, probabilmente aspetterò che si trasferiscano nei nuovi locali alla Fontina.

2 ganasceDue Ganasce.

Via Pungilupo 21 Pisa

Da Aristo – Barga (Lucca)

Quest’anno abbiamo deciso di passare il fine anno in Garfagnana, non lontano da casa ma quanto basta per staccare la spina.

Dopo aver finito di fare le ultime spese per il cenone, siamo andati a fare due passi all’interno del borgo medievale di Barga, fino a che, accompagnati dal crescente languorino, ci siamo imbattuti da Aristo già meta in passato al termine di escursioni in montagna.
Entrati nel piccolissimo locale riusciamo a trovare posto ad un tavolino dove ci sistemiamo in 4.L’ambiente è veramente piccolo, forse 15-16 coperti al massimo, uno di quei localizzi pieni di cose alle pareti, foto, ricordi e strumenti musicali ma gestiti con passione.

Il proprietario e la moglie ci accolgono sorridendo e dopo aver apparecchiato in maniera spartana (tovaglia di carta e piattini di plastica) ci servono subito delle alici in olio d’oliva e limone deliziose, accompagnate dal tipico tane di patate garfagnino.
Le nostre prime scelte sono state una zuppa di lenticchie fagioli e patate con crostoni di pane di patate tostato, tutto condito da olio nuovo e con una porzione di polenta con formaggio di mucca fuso. Tutto molto buono.
Come secondo ci lasciamo tentare da un vassoio di torte salate viste su un tavolo vicino, quattro assaggi di quattro diverse torte: di riso, di farro, patate e melanzane.
Abbiamo concluso con un vinsanto accompagnato da un altro giro di assaggi di crostate di more, Nutella e nocciole intere , ricotta e un trancio di panforte tutto fatto in casa.

Acqua e vino della casa, 50€ in tutto diviso per 4 persone.

3 ganasce e mezzoDiciamo una piacevole conferma a distanza di anni: tre ganasce e mezzo.
Piazza Salvi, 6, 55051 Barga LU

Mozzarella e Pomodoro – Pisa

M&P è una pizzeria che mi ha fatto scoprire la Signora Ganascessa Moglie. Ci siamo stati qualche tempo fa con tutta la famiglia e un’altra famigliola di amici. Il posto è piccolino (la vecchia Stanzina di qualche anno fa) ma piacevole.

Non amo i menu chilometrici delle pizzerie: sarà una mia idiosincrasia ma non riesco a concentrarmi nel leggerlo, con la baraonda di ingredienti spesso casuali, e quindi finisco per prendere una pizza più o meno a caso. In questo caso il menu è succinto: poche pizze ma molto ben assortite. Si possono anche scegliere diversi tipi di impasto con varie farine, e c’è un approccio alla pizza gourmet, con condimenti di pregio.

Io ho preso una di queste pizze, una base bianca con finocchiona e pomodorini secchi, sormontata da una burratina intera freschissima e buonissima. La SGM ha preso una pizza con funghi, speck e non ricordo cos’altro, Ganascino una bianca con Parma. Tutti molto soddisfatti. La pasta è ben lievitata, con un bel cornicione che nel mio caso poteva anche essere più cotto. Ma nel complesso veramente una buona pizza.

Insomma, in 6 (6 pizze, 2 birre, 2 coche, 2 dolci, 2 limoncelli – buoni) abbiamo speso 90 euro.

Ciritorno? penso proprio di sì, ha le carte per essere una delle migliori pizzerie di Pisa e dintorni. Quasi al livello di Zenzero, con prezzi forse più favorevoli (ma senza le birre strafighe).

3 ganasce e mezzoTre ganasce e mezzo comode.

In Via Domenico Cavalca, 28/30, Pisa

Acque

A me piace bere acqua FREDDA e GASSATA.

Sul gassato o meno posso anche adattarmi, ma l’acqua a temperatura ambiente, proprio no. E non vale nemmeno: “E’ stata sul balcone…” “Ma tanto siamo in inverno…”

No.

A me piace con i cristalli di ghiaccio in superficie.

Come mai (quasi) tutti i miei parenti/conoscenti/amici la bevono tiepida, e mi guardano come se fossi un orco divoratore di bambini? Va bene che i gusti son gusti, ma forse fredda e gassata è troppo trasgressiva?

Ancora:

I suddetti parenti/conoscenti/amici di solito tengono, come massima trasgressione, una piccola scorta di acqua Lete, o Ferrarelle, o Uliveto che, come noto, sono acque leggermente frizzanti alla sorgente.

Purtroppo, però, sono acque fortemente mineralizzate, con un grande residuo fisso, e non dissetano. Ricordo che quando ero piccolo (due o tre secoli fa), quando qualcuno si ammalava, di qualsiasi cosa, e doveva stare a letto, immancabilmente faceva la sua comparsa sul comodino la bottiglia di Uliveto, che è controindicatissima , ad esempio, per chi soffre di reni…

Ancora:

A Livorno c’è un ristorante (L’Aragosta) che ha la carta delle acque: in un primo tempo l’avevo considerata una ostentazione, ma adesso mi sto ricredendo. Non sono in grado di distinguere una marca dall’altra, ma una oligominerale da una medio-minerale o da una minerale, sì che le distinguo! (Di solito bevo oligominerale).

P.S.

Sulla strada che da Pisa porta a Lucca, dalle parti di S. Maria del Giudice, c’è un bel bar-pasticceria in cui mi sono fermato di frequente. Ricordo che, una volta, c’era un cliente avanti a me, che disse: “Dammi un bel bicchiere di acqua gassata, bella cancerogena”.

Cancerogena? L’acqua gassata?