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Spaghetteria “Ir Tegame” – Pisa

Autore EmaLau    Category A pranzo, Pranzo veloce, Trattorie     Tag

Ciò che inizialmente ci ha incuriosito, tanto poi da spingerci a provarne la cucina, è stato il nome e non certo il locale, che dall’esterno certo non attira lo sguardo meno attento.

Il locale, di recente apertura, si trova a Pisa, in Piazza Cairoli 9 ed è ubicato all’interno di un bell’edificio storico prospiciente il Lungarno Mediceo.

Visto dall’esterno “non gli daresti du’ lire”: infissi non eccelsi, menù appuntato su un foglio di carta oleata affisso alla porta d’ingresso e una illuminazione di sala poco visibile.

Ma l’apparenza inganna, anche se solo in parte.

All’interno, il locale si disloca su un’unica sala con circa 46-50 coperti distribuiti in tavoli da 4 e 6 persone.

Arredameno sobrio ma con allestimenti a tema (oggi era l’ultimo giorno di quello natalizio) che interessano soprattutto parte del soffitto.

Illuminazione non particolarmente riuscita, ma può darsi che il nostro giudizio sia falsato dal fatto che ci abbiamo pranzato e quindi abbiamo goduto della (sola?) illuminazione naturale. Ad ogni modo, il nostro tavolo, il più lontano dall’ingresso, non era ben illuminato.

Il riscaldamento: (quatomeno oggi) assente. C’è una pompa di calore posta sull’ingresso, ma oggi era spenta (o fortemente asmatica!), tanto che alla fine siamo stati contenti di alzarci, pagare (senza prendere il caffé ancorché compreso nel prezzo) e andare via a prendere un po’ di caldo altrove.

Ciò non significa che non ci torneremo, anzi. Solo che, salvo che quest’oggi non sia stato un caso, in mancanza di una sala riscaldata adeguatamente dovremo attendere la primavera (inoltrata).

Comunque, veniamo al pranzo.

Il menù è composto esclusivamente da primi piatti, oltre ad alcuni dolci. Il locale, infatti, si propone come luogo per un pasto veloce, senza tanti fronzoli.

La scelta è tra una decina di primi piatti, che spaziano da mare a terra e da pasta secca a tortelli e gnocchi. I nomi di piatti, per fortuna, sono la semplice trasposizione in menù degli ingredienti, senza tanti salamelecchi e giri di parole.

I prezzi oscillano tra 8 e 12 euro per i primi e fissi a 5 euro per i dolci.

La specialità della casa non è però un piatto particolare, quanto il “Giro Pasta”  (minimo per due persone), che offre quattro primi a scelta, dolce, caffé, acqua e coperto, alla veramente modica cifra di 18 euro a testa.

La pasta viene servita all’interno di un tegame di rame e le porzioni sono abbondanti. Inomma, non ci si alza da tavola con la fame.

Noi abbiamo mangiato (con il “Giro Pasta” ovviamente):

  • gnocchi gorgonzola e noci: gnocchi buonissimi, noci saporite e gorgonzola bello sapido, ma assolutamente non stucchevoli;
  • tagliolini al tartufo: tagliolini freschi e ben cotti, tartufo non latitante, piatto non asciutto; unica nota, al piatto mancava un po’ di mordente, la nota forte del tartufo;
  • tortelli di zucca con nocciole e granella di amaretto: semplicemente da mangiarne un “par di tegami” e anche; da provare e rimangiare;
  • tortelli di norcino su crema di ceci: i tortelli erano cotti alla perfezione e il ripieno era bello saporito, ma non tanto da coprire il gusto della passata di ceci; segnaliamo che il piatto è piuttosto forte, soprattutto nel sapore del ripieno, ma molto buono.

Quanto al dolce, abbiamo preso i brownies con crema di caffé. In tutta onestà, avevano più il nome che la consistenza di questo dolce: sembravano infatti più una normale torta di cioccolato con le nocciole, che biscotti di pastafrolla. Erano comunque molto buoni, anche se portati in porzione mignon (2 brownies per piatto, di dimensioni veramente ridotte). Ma è una spaghetteria e ci si va per mangiare la pasta, non i dolci.

Caffé come detto non testato causa freddo.

Totale pranzo: 18 euro a testa come da preventivo.

Un’ultima nota di chiusura non può però mancare: se, come noi, vi ci recherete la domenica a pranzo, occhio, che la cameriera avrà ancora la riga del cuscino sulla guancia: una doccia e una rassettata prima di presentarsi al pubblico forse non guasterebbe.

In ogni caso, come abbiamo detto poco sopra, senz’altro ci ritorneremo e lo consigliamo, al momento, con 3 ganasce (si mangia bene e tanto, ma è una spaghetteria). A dirla tutta, a causa del freddo che non ci ha fatto godere fino in fondo l’esperienza culinaria, avremmo dovuto limitare il voto a 2 ganasce, ma visto il tenore e la qualità del cibo, vogliamo dargli un credito di fiducia.

Recapiti e indicazioni utili:

Spaghetteria “Ir Tegame” - Pisa, Piazza Cairoli n. 9 (Lungarno Mediceo). Tel. 050/572801


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La Carta Gialla – Pisa

Autore unsognodimare    Category A pranzo, Cibo da strada, Pranzo veloce, Prodotti tipici     Tag

Sono una studentessa universitaria e, come molti miei colleghi, sono caratterizzata da poca voglia di cucinare, poco tempo a disposizione e pochissimi soldi per il pranzo. Studio presso la Marzotto e, vicino alla facoltà, ha aperto da poco tempo “La carta gialla”. Non è certo un ristorante: si fanno panini, panini e panini. Quello che accomuna questa botteguccia con un ristorante è, però, la cura nella scelta degli ingredienti e la loro incredibile varietà..
Il locale è gestito da due signori anziani, molto gentili, che si premurano ogni giorno di aggiornare i clienti sui panini speciali, quelli con la frittata cucinata la sera prima dalla signora con la salsiccia “quella bona” oppure con il polpo fresco consegnato loro dall’amico pescivendolo.
Come dicevo, la varietà è davvero infinita: si parte da panini alle verdure grigliate con salse particolari, come al tartufo o ai carciofi. I panini con gli affettati (buoni) non mancano mai, e sono spesso farciti anche con ottimi formaggi-inglesi, sardi, chipiùnehapiùnemetta-e verdura fresca. Ottimi anche i panini al salmone, spesso accompagnato da un’ottima salsa allo yogurt, o ai gamberetti. Un posto speciale nel mio cuore lo conquistano i panini con le frittate home made, a base di salsiccia, oppure bietole, oppure fagiolini. Giorni fa ho anche assaggiato il panino col polpettone e insalata…un bel momento della mia giornata di studio! Non mancano gli abbinamenti più audaci, come mango e prosciutto crudo oppure gorgonzola, aceto balsamico e fragole. I panini sono ripieni, belli grassottelli e rimpinzati. Il pane è ottimo (la mia preferenza va a quello al mais) e non rimane indigesto.
Purtroppo, ricordarsi tutti i panini che mi sono vista scorrere davanti è impossibile: essi vengono impacchettati uno ad uno e messi in dei bei cestini di vimini sul bancone, di modo che si possa scegliere in tranquillità. Non manca la possibilità di creare il proprio panino con gli ingredienti disponibili al banco.
Non guasta, inoltre, la presenza di invitanti stuzzichini all’ingresso come tartine, patatine inglesi al pepe, schiacciata secca, pizza…nell’attesa del “verdetto” per il panino del giorno non si rimane a bocca vuota!
I prezzi oscillano da 1.80 euro (per il pur buonissimo panino con stracchino, noci e pera) fino al massimo di 3.50 euro per i panini con gli ingredienti più ricercati.
Sarà che sono studentessa dal cuore tenero, ma l’ambiente familiare di questa piccola bottega non mi dispiace, anzi: inoltre, sapere che non sto intossicandomi il fegato ogni pranzo e sto spendendo al massimo 3.50 euro non guasta.
La posizione è centrale: il target è tendenzialmente quello studentesco (panino veloce a basso prezzo e via), ma data la qualità delle materie prime e la bontà dei prodotti non lo sconsiglio a chi si trova dalle parti di Piazza Santa Caterina e ha mezz’oretta libera per pranzo e basta.
In conclusione: ci ritorno, eccome (e pure tutti i pranzi, mangio bene e spendo poco).
Le mie ganasce sono 2-2 e mezza, perché riconosco la differenza tra un panino e un buon piatto di pasta o una bistecca.

La Carta Gialla di G.Leonardi & C. SAS
Via Renato Fucini, 7
56127, Pisa
Tel: 050575154
Chiuso la domenica


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feb
19

Dario Cecchini, recensione tripla – Greve in Chianti (FI)

Cari amici di Ciritorno, è tanto che ho voglia di parlarvi dei locali di Dario Cecchini, il famoso macellaio di Panzano in Chianti. Li ho provati tutti, e credo che si possa fare una recensione unica, se Ganascia non ci trova da ridire.
Andiamo con ordine, ché “non è impresa da pigliare a gabbo”, e seguiamo la successione, dal più semplice al più prestigioso.
Numero 1: Il “Fast food” (si fa per dire) di Dario. Un tempo si chiamava Mc Dario, adesso ha cambiato nome, forse per motivi commerciali.
Con la modica spesa di € 10 si mangia una buona (grossa) polpetta impanata, accompagnata da patate arrosto, cipolle al forno, e salse varie. Bevande e dolci a parte. Nonostante somigli obiettivamente ai varii “Mc…” è tutt’altra cosa. La carne è sceltissima, cotta giusta, e i contorni di prima qualità.
Delle quattro versioni secondo me è la più riuscita: con un prezzo molto modesto si mangia dignitosamente, è l’ideale per chi capita laggiù e non vuole appesantirsi perché magari dopo deve guidare, etc.
Numero1 bis: menù “Accoglienza”, negli stessi locali del precedente, assaggi di tutti i prodotti dell’azienda: sushi (carne cruda battuta a coltello), arista, polpettone, sfilacci di carne, “Tonno del Chianti” (maiale cotto nel vino bianco), accompagnato da un grande pinzimonio di verdure fresche. € 20.
Numero 2: “Solociccia” Ci si trasferisce nel locale di fronte, una casa di paese ristrutturata da un architetto che sa il fatto suo, senza falso rustico.
Anche lì il menù è fisso, e ricalca un po’ quello di “Accoglienza”, arricchito di solito da “crostini al sugo”, “fritto del macellaio” e “arrosto fiorentino” (roast-beef). Dolce e vino sono compresi a € 30
Numero 3: “Officina della bistecca” E’ il massimo della ciccia. Si comincia anche lì con il (cosiddetto) sushi, e si prosegue con tre tagli di carne alla griglia (griglia vera, con la brace come Dio comanda): bistecca panzanese (taglio di coscio), lombata (senza filetto) e fiorentina (con filetto), più altri ammennicoli varii, contorni, pinzimonio, dolce, etc, il tutto a € 50.
Tutto ciò lo si può però dedurre anche dal sito, e quindi arriviamo alle valutazioni personali,che probabilmente interessano di più gli amici di Ciritorno.
Ebbene, che dire? Dario o lo si ama o lo si odia, è sicuramente un personaggio, istrione come pochi, bisogna riconoscergli il merito di aver valorizzato i propri prodotti e la propria attività in maniera ammirevole.
Il livello di quel che si mangia (e si acquista) è eccellente, la qualità della materia prima non si discute (il vino è un chianti onesto, l’olio ha pochi rivali).
Innovazione ce n’è poca, per non dire nessuna, da un anno all’altro non si cambia di una virgola.
L’ esecuzione dei piatti è molto curata, le porzioni anche troppo abbondanti, il rapporto qualità-prezzo decisamente favorevole, anche perché si può scegliere l’opzione che si preferisce.
Direi che per chi ama la carne è un’esperienza da fare, almeno una volta, perché qui siamo veramente al top per qualità e cottura. Alla lunga diventa però un po’ ripetititvo.

Io ci vado di solito una volta l’anno, ne approfitto per fare la spesa della sua carne e dei suoi salumi (salame super strepitoso), e poi continuo il giro nei paesi vicini per comprare olio, vino, formaggi, etc.

Una nota di merito senz’altro agli ambienti, come dicevo ristrutturati con molto gusto, arredamento moderno e minimalista, bicchieri e stoviglie di design, inseriti  in un ambiente rustico autentico. In questi tempi di “hostarie”, non è poco.

Dario è al centro di critiche, perché usa di preferenza carne spagnola e non toscana. Francamente non le condivido, perché il risultato è ottimo, la cosa è ufficialmente dichiarata, e se uno non è d’accordo può sempre andare altrove.

Valutazione in ganasce: qui si fa davvero difficile, e chiedo l’aiuto del Capo. Qualità ottima ma menù ripetitivo: che si fa? Considerando che la carne è una delle migliori in assoluto sul mercato, azzarderei quattro ganasce, comunque mi rimetto alla valutazione superiore.

Di sicuro ciritorno, magari anche solo per fare la spesa.

NDGanascia. Questo è uno dei casi limite. Secondo me si può stare sulle 4, vista l’eccellenza del prodotto che va oltre la mera riproduzione del piatto. Se ci vengono dalla california a mangiare le bistecche qualcosa vorrà dire. La discussione è aperta.

Via 20 Luglio, 3
50022 Greve in Chianti Firenze


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6

Bagus ristorante

Autore ginino    Category Pranzo veloce     Tag

Buonasera, questa è la mia prima recensione che scrivo su questo blog estremamente utile e ben fatto.

Oggi a pranzo insieme a quattro colleghi siamo andati a mangiare nella pausa da Bagus in piazza Facchini a Pisa. Il locale è molto carino con tavoli belli e sedie imbottite veramente comode. Noi cinque non avevamo ordinato telefonicamente cosa mangiare e quindi abbiamo ordinato al momento. Dopo un’attesa di circa 20/25 minuti ci hanno servito i cinque primi ordinati e cioè risotto pere e grana. Allora, cominciamo a dire che le porzioni sono scarse, il riso cotto al dente buono, ma quello che ci ha lasciato esterefatti è stata la quantità di pepe che non ha lasciato spazio ad altri sapori. In un tavolo vicino occupato da alcuni colleghi ho chiesto se anche il loro riso era pepato a dismisura ed alla risposta negativa ho provato ad assaggiarlo e dopo aver constatato la quantità di riso alquanto superiore (sono clienti abituali, noi no!) ho avuto modo di avere, ahimè, la conferma che effettivamente il suo riso alle pere e grana non era stato speziato come il nostro.

Dopo, visto che avevamo ancora fame, abbiamo ordinato cinque dolci (4 semifreddi alla panna e uno pistacchio, buoni) e poi cinque caffè, che visto l’esigua quantità e la senzazione di sciaquone, ne abbiamo dedotto che con due razioni di caffè ne avevano fatti cinque.

Tutto questo, più una bottiglia di vino da 14 euro discreta e una bottiglia di acqua da litro per la cifra di 75 euro.  

Zero ganasce per il riso quasi immangiabile

Tre ganasce per la location

NON ci ritorno
NdGanascia: faccio la media:

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ott
28

Bracque Bistrò – Pisa

Autore Ganascia    Category Bistrot, Osterie fighette, Pranzo veloce     Tag

Il nuovo locale di Augusto della Madia (o della Grotta, a seconda di quanto andiamo indietro) sfugge a molte classificazioni, e mi mette in difficoltà per quanto riguarda il voto finale, ma a questo ci arriveremo dopo.

Il bistrò (come recita l’insegna) è circa a metà di via mercanti, una traversa di borgo stretto. Ha solo quattro tavolini tondi da due persone, con gli sgabelli alti, un banco semplice ma bello e fine lì, anche perché il locale è grosso su per giù quanto il salotto di casa mia.

Otto coperti e un ambiente che invita alla conversazione pacata e spesso condivisa, stante anche la preponderante presenza di Augusto e della moglie che amano intrattenere e intrattenersi con gli ospiti raccontando e consigliando.

Il locale è seriamente costruito e organizzato come un bistrot. Tutto invita al relax: un manu abbastanza ampio di piatti di impronta francese accompagnati da pochi ma ben fatti primi, come ci si aspetta dagli anfitrioni. Vasta disponibilità di assaggi per antipasti e aperitivi, parecchi intelligenti vini al bicchiere tra 3 e 4 euro, ampia scelta di vini selezionati.

In più se gli date spago Augusto vi farà assaggiare di tutto e lo ringrazierete.

L’ultima volta ho preso un assaggio di Tête de veau commovente: sono finito  a fare scarpetta nel ricco grasso rimasto nel piattino. Poi le mezze maniche pasticciate col ragù fantastico che ci hanno insegnato ad apprezzare negli anni, una quaglia in confit ripiena tenera e rassicurante, un bonnet al cioccolato molto molto buono.

Con acqua e un bicchiere di ottimo nebbiolo: 22 euro. Prendendo un primo e da bere probabilmente si sta intorno 10 euri e si gode ugualmente.

Allora come classificare il locale? Di sicuro è un locale unico a Pisa. Qualcuno potrà dire un covo per gastrofanatici radical-chic, per me è un posto per coccole gastronomiche raffinate senza strafare, una parentesi piacevole e del tutto accessibile e informale.

La qualità dell’offerta mi spingerebbe alle 4 ganasce, ma i limiti che ho stabilito non me lo permettono, quindi tre e mezzo strameritate.

NDGanascia 28 ottobre. Dopo due o tre altre visite ho deciso che dei limiti autoimposti me ne frego: quattro ganasce piene strameritate. Il Bitrot è un posto imprescindibile per i gastromaniaci locali e non.

Bracque Bistò, via Mercanti 15 Pisa, chiuso la domenica, aperto la sera.
La prenotazione non ha senso, andateci e se aspettate vi godrete l’aperitivo.

Ciritorno a bestia.


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set
7

Ristorante grill della Stazione Marittima di Piombino

Autore Silvestro    Category A pranzo, Pranzo veloce, Ristoranti popolari     Tag

Mi capita abbastanza spesso di transitare da Piombino, da e per l’Isola d’Elba, e così spesso è giocoforza fermersi a mangiare un boccone alla stazione marittima, non avendo tempo né voglia di entrare nel centro della città.
Il locale è quello che è, non siamo certo alla “Tour d’argent” o da “Lasserre”, però è dignitoso. Occupa parte del secondo piano, e volendo c’è anche la vista sul porto, il che permette di vedere quando arriva la nave che si deve prendere. Diciamo che è molto meno anonimo di altri posti del genere, non è un autogrill, insomma.
Il punto di forza è una magnifica griglia alimentata con brace vera, che non è facile trovare neppure in locali blasonati. Per di più la signora Ada, che se ne occupa, è una che sa il fatto suo, e non è mai capitato che sbagliasse una cottura, almeno quando ci sono stato io.

C’è anche la cucina, naturalmente, che non è quella di Bocuse, ma si difende.
Premesso che a me la cottura alla griglia piace, generalmente prendo un piatto e via, anche perché di solito il tempo è poco.
L’ultima volta però avevo appetito, e allora ho iniziato con un piatto di spaghetti allo scoglio, ben al dente, e conditi con cozze, vongole (poche), gamberi (micro), polpo (buono e abbondante). Nel complesso comunque si facevano mangiare più che bene, diciamo che ne ho conosciuti di assai peggiori.
Poi sono andato a dare un’occhiata alla griglia: c’erano disponibili calamari, gamberoni, pesce spada, salsicce, bistecche di maiale, di manzo, paillard, verdure.
(Il pesce tutto decongelato, e come tale correttamente indicato sul menù).
Per forza di cose, in un posto del genere i tagli devono essere monoporzione, e quindi le bistecche al massimo da 500 g, il che non mi ispirava proprio. Ho quindi optato per la paillard, che sarebbe poi una fettina alla griglia.
Pericoloso, perché può arrivare in tavola una suola da scarpe: ebbene, stavolta debbo dire che era proprio buona, la signora Ada era riuscita a farla quasi al sangue, cosa non facile, dato l’esiguo spessore. Poi un gelato confezionato (Antica Gelateria) e un litro di acqua minerale gassata (niente vino, dovevo guidare).
Spesa: € 23,00 con regolare ricevuta fiscale.
A me sembra un posto onesto, che non promette più di quel che può mantenere, e dove si mangia qualcosa di dignitoso spendendo il giusto.
Propongo tre ganasce.

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feb
12

Rossopomodoro – Livorno

Rossopomodoro
Piazza Attias 1/3
Livorno – Tel. 0586951207

Rossopomodoro penso che la conoscano un po’ tutti. E’ la catena in franchising del Gruppo SEBETO, e l’idea, visti i tempi è lodevole: divulgare, col sistema della food-chain i prodotti tipici e di qualità di una determinata zona, in questo caso la Campania.

Il locale si presenta, appunto, come una sorta di Starbucks di alto livello. Bell’arredamento, molti coperti, piano superiore; quello di Livorno è in Piazza Attias, che  io personalmente farei sparire con una bomba all’idrogeno (la Piazza), ma probabilmente era l’unico posto dove trovare un locale a due piani finestrato.

Io non ho particolare feeling con le catene. Fosse per me il mondo sarebbe popolato di piccoli negozi, piccole trattorie e piccole pizzerie, quindi il locale ai miei occhi parte svantaggiato. Ma volendo vedere la cosa con un occhi più neutro, diciamolo: se la cava, e bene. Bella idea di privilegiare prodotti di zona e di qualità, anzi OTTIMA idea, visti i tempi che corrono.

Il personale è napo-labronico, nel senso che all’aspetto sembrano tutti figli del vesuvio, ma la parlata è da Vernacoliere. Tutti molto gentili, cortesi, veloci e per niente invasivi, qualità (la discrezione,intendo) che, l’ho detto più volte, a Livorno è abbastanza rara.

La mia valutazione è limitata, avendo preso solo tre piatti: antipasto con polpettine di melanzane e mozzarella in un cestino di parmigiano, calzone fritto ripieno di mozzarella, scarola, olive, capperi e acciughe, e pizza ai quattro formaggi campani.

I primi due erano molto buoni, specialmente il fritto che sembrava ben fatto e che non ha lasciato, infatti, strascichi.

La pizza, ahimé, è stata una mezza delusione: ottimi gli ingredienti, specie il pomodoro, DISASTROSA la pasta: finissima eppure gommosa. Come abbiano fatto a ottenere questo mix di difetti tra di loro incompatibili non si sa.

Conto finale (con una bottiglia d’acqua e una lattina di cocacola): 29 €, e non mi sembra che i prezzi siano poi così alti, viste le materie prime usate.  Scevrandomi dai miei preconcetti sulle catene io gli darei anche 3 ganasce, ma la defaillance sulla mia pizza toglie 1/3 del voto rivedibile. Diciamo 2 ganasce, suscettibili di diventare 2,5 se il prossimo che la proverà si troverà bene e 1,5 se sarà confermata la pasta della pizza che è toccata a me.

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