Ristorante Agriturismo “PODERE SERRAVALLE” – Montelopio (PI)
Ristorante “Podere Serravalle” – Montelopio (PI)
Via Comunale 56037 Montelopio
Tel : 39 05 87 69 72 92
Mobile : 39 33 95 99 34 75
Era da un po di tempo che volevo provare questo posto di cui avevo sentito tanto parlare.
Siamo andati ieri (Domenica). Accompagnati da un discreto temporale arriviamo al podere che si trova a Montelopio, una frazione del comune di Peccioli. Per arrivare si deve lasciare la strada asfaltata e percorrere una strada bianca peraltro ben battuta per qualche centinaio di metri. Non è proprio un posto “a portata di mano” ma lo spettacolo paesaggistico che si dipana dal podere una volta arrivati premia sicuramente il lungo e (ahime’) tortuoso viaggio.
Il ristorante si trova all’interno di una bella casa di caccia tutta in pietra, ben ristrutturata e arredata in modo caldo e accogliente. Appena entrati si scorge in fondo la cucina “a vista” che sembra quasi quella di casa, due belle affettatrici “Berkel”, pallino del proprietario e delle signore affaccendate, proprietario compreso ai fornelli e a smestolare. In una sala attigua c’e’ il camino (sempre acceso) con divani e poltrone dove si puo’ sostare un po magari dopo il pranzo.
Ci sediamo e cominciamo. Siamo in 5 + due bambini piccoli.
Il menu’ è fisso , elencato a voce:
Partiamo con gli ANTIPASTI:
- Salame affettato fine,molto buono.
- Fettie di arista di cinta con pezzettini di sedano
- Bruschetta
- Crostino pomodoro,semplice ma buono.
- - Crostino mozzarella e pasta di acciughe,ben eseguito.
- - Crostino salsiccia grigliata,buona la salsiccia.
- - Finocchi gratinati al forno,semplici e buoni.
- - Polpettine ripassate nel sugo di pomodoro,ottime.
- - Pizza su base di pasta sfoglia,buona.
PRIMI
- Tagliolini fatti in casa al ragu’ bianco di anatra. Ottimi i tagliolini, buonissimo il sugo.
- Tagliolini al pomodoro. Non sono riuscito a mangiarli,ero dietro ai bimbi che correvano per il ristorante.
SECONDI:
- -Prosciutto di maiale arrosto. Ottima la carne,morbida e gustosa,sughetto di accompagnamento semplice ma saporito. Abbiamo chiesto un “ripasso” e ci hanno portato un altro vassoio pieno di questo prosciutto buonissimo.
- Contorno di verdure miste al forno. Croccanti e gustose.
DOLCE:
- Crema di zabaione al rhum e crem caramel. Fresca,delicata e molto buona.
VINO:
- 3 bottiglie di San Giovese in purezza prodotto da loro, fenomenale. Vino di pronta beva, semplice nel gusto ma per niente sbilanciato, moolto pericoloso (13,5°) poiche’ ne potresti bere una damigiana.
- Limoncello fatto in casa con i limoni propri
- Caffe’ moka
- Acqua della fonte (oppure Km0, adesso si dice cosi’..).
Cosa mi ha lasciato colpito è la semplicità delle portate ma allo stesso tempo la bonta’ di quello che ho mangiato. La sensazione è quella di aver mangiato a casa della nonna o della mamma. Satolli ma per niente appesantiti ci incamminiamo dopo circa tre ore, se fosse stata una giornata migliore saremmo potuti stare li per qualche altra ora…magari rimanendo a cena perche’ no!.
Vista la brutta giornata abbiamo pranzato all’interno. Nella bella stagione si puo’ mangiare nel dehor davanti alla casa che da direttamente sul magico paesaggio delle colline circostanti e su di una vigna che arriva a 20 metri da casa. Molto suggestivo e bucolico.
Per coloro che volessero decidere di rimanere hanno a disposizione appartamenti e camere. Ci ritornero’ spesso,non si trovano posti cosi’ molto spesso.
Ah, la spesa: Euro 25,00
Tre Ganasce e mezzo per il posto nel complesso.
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Antico Ristoro Le colombaie – Catena, San Miniato (PI)
Antico ristoro Le colombaie
via Montanelli loc. Catena – San Miniato Basso (PI)
tel 0571 484220 – cell 340 9860605
lecolombaie@gmail.com – www.lecolombaie.eu
Siamo stati alle Colombaie. Non ci eravamo più stati da quando ci avevamo assaggiato il Picolit qualche anno fa. Il ristoro ha aperto nel 2006. Parto a raccontarvi questa cena da uno dei motivi storici che ci hanno riportato alle Colombaie, per condurvi al motivo per cui ci ritorneremo.
Dopo alcune settimane di dopocena passati in ufficio sono riuscita a finire un lavoro importante, e per festeggiare Marito mi ha detto “Allora andiamo alle Colombaie”.
Ci siamo andati convinti che l’avremmo trovato chiuso per turno, o pieno, o in ferie. Da quando sulla porta ha attaccato l’adesivo Slow Food non ci eravamo più stati, quindi avevamo grossi punti di domanda nella nostra testa.
Siamo entrati e ci hanno accolto con un sorrisone. “Prego”. Ci siamo seduti dopo aver scelto un tavolo in disparte. Ci hanno portato immediatamente il menu e la carta dei vini.
Menu: antipasti, primi, secondi e dessert. Niente pesce (per la mia gioia). Decidiamo di prendere un menu completo a metà.
Abbiamo scelto: maltagliati con misticanza di erbe aromatiche, olive taggiasche e capperi di Lipari; peposo con verdure fritte; tagliere di formaggi (provenienza: Siena, San Rossore, Appennino Pistoiese – un pecorino e un caprino).
Nel menu c’è scritto che la pasta è prodotta artigianalmente e per la maggior parte “in casa”, cioè nella cucina del ristorante, e con ingredienti biologici. Abbiamo pensato che i nostri maltagliati non provenissero dalla cucina (perché erano troppo buoni), invece sì. Il sugo era delicato e saporito al tempo stesso. Quei capperi erano buoni, e io odio i capperi per il fatto che ammazzano i sapori. Ecco, quei capperi lasciavano che si sentisse il sapore del pomodoro e delle olive, ed abbiamo apprezzato assai.
Confesso che abbiamo fatto la scarpetta, anche perché sulla prima portata avevamo una fame infinita. Comunque la porzione era davvero abbondante (100 g ad occhio).
Veniamo al peposo: quello che abbiamo mangiato era un peposo vero. Dico così perché ultimamente vediamo servire dei peposi che in realtà sono spezzatini piccanti, magari buonissimi, ma non esattamente “peposi”. Il sughetto in fondo era denso al punto giusto e il sapore era forte ma non nascondeva il fatto che la carne fosse buona. Non siamo riusciti a rimandare indietro i piatti scarpettati, ma c’è mancato poco.
Contorno: l’unico piatto a cui faccio una critica. Le verdure fritte sono fritte benissimo, senza uova, leggere e croccanti. Purtroppo le zucchine e i fiori di zucca insieme al cavolo prendono tutte di cavolo. Lo chef, dopo, ci ha detto che di solito non ci sono cavoli nella frittura, ma che per questa volta aveva fatto un’eccezione perché erano arrivati i cavoli “di qui” (di questa zona).
Abbiamo comunque divorato zucchine e fiori, rimandando indietro i cavoli che non ci convincevano in generale (in quanto cavoli).
Vino: avevo voglia di Nobile e ci hanno proposto una new entry della carta dei vini. Gradazione 13,5. Corpo non proprio pesante, profumo buono, che sapeva proprio di nobile, prezzo fantastico: 22 euro. Rapporto qualità-prezzo inarrivabile. Ultimamente io e Marito siamo un po’ viziati in fatto di vini, perché non beviamo da molto tempo cantine sociali e bottiglie da 2-5 euro, quindi mi permetto di dire che quel nobile avremmo potuto pagarlo 10 euro di più senza battere ciglio.
Veniamo ai formaggi. Li abbiamo accompagnati con due bicchieri di Picolit. I formaggi erano meravigliosi, tranne il caprino perché a me non piacciono i caprini (più son buoni e meno riesco a mangiarli, è inutile). La cosa che mi ha colpito di più è stato il fatto che, nonostante la consistenza di quelli tirati, la lingua e il palato non sono stati aggrediti da una salatura pesante, ma anzi, si lasciavano gustare con tranquillità (e in ordine sparso). I formaggi erano inclusi tra gli antipasti e noi abbiamo preferito mangiarli al posto del dessert.
In generale, ecco come appare il locale.
Entri e subito ci sono le scale per salire su nella sala. L’arredamento è rustico e attuale, essenziale, curato. La riservatezza è garantita e non esistono tavoli al centro della sala (che mettono sempre in imbarazzo chi ci si siede), perché al centro della sala c’è un buco che dà sul bancone al piano di sotto. Non sono brava a descrivere le stanze, ci vorrebbero un geometra o un architetto (cosa che io non sono), però davvero il tutto è confortevole.
Le tovaglie sono di carta ma impermeabili. Abbiamo riso pensando al Ganascia (che noi non abbiamo mai conosciuto!) che dice “Ma queste sono tovagliette del menga!”. In realtà alle Colombaie non ci sono tovagliette, ma tovaglie che coprono tutto il tavolo.
La musica è normale. Niente jazz ruffiano, nessun volume ammicante. Tutto ciò che fa da contorno al cibo suggerisce il seguente messaggio: “mangia, bevi, godi con sobrietà e naturalezza”. Che non credo sia poco.
Ora, se vi state chiedendo perché sia così romantica nel descrivere questo posto, ecco i motivi:
-sto scrivendo a caldo questa recensione
-tutto quello che dico è vero.
Infine, i prezzi. Tutte le portate stanno intorno ai 9-10 euro; alcuni secondi arrivano a 16. I vini hanno dei prezzi che vanno dai 15 (Maurleo,Beconcini) ai Sassicaia (non riportabili per le mie tasche li ho proprio rimossi).
Con caffè e ammazzacaffè (offerti) abbiamo speso 60,00 Euro. Offrivo io, ma ho fatto pagare Marito con carta di credito, quindi sono uscita dal ristorante convinta di averci lasciato quella settantina delle serate importantissime. Scoprire la cifra esatta è stata una sorpresa piacevole.
Mi sono fatta mostrare la pasta in preparazione (che davvero era buonissima) e lo chef mi ha detto che è solito preparare dei fuori menu (che stasera, tanto per fare un esempio, comprendevano un primo con i carciofi niente male).
Grande attenzione (sennò lo slow food che c’entra a fare?) per i prodotti localissimi. Le uova sono prodotte da Carpareto, le carni fornite dal Falaschi di San Miniato, tanto per dirne un paio.
Voto: 5 ganasce, sia per la carta dei vini che per il menu.
Ci ritorno con gioia.
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Botte Gaio – Vicopisano
Nel comune di Vicopisano, precisamente nel paese di San Giovanni, vorrei segnalare il Botte Gaio: un piccolo negozio che la sera, nel fine settima(venerdì, sabato e domenica), mette a disposizione una sala degustazione.
Durante la settimana si possono acquistare prodotti tipici, salumi, pane, schiacciata, olio e vino sfuso come in una qualsiasi bottega; mentre nella sala degustazione si possono fare cene davvero prelibate.
Ci sono stata qualche sera fa per la seconda volta con il mio compagno e sicuramente CIRITORNEREMO!
La sala degustazione è piccola, ma molto curata.
La cena è esclusivamente composta da portate fredde (salumi, formaggi, crostini, sott’olio…), ma è la qualità e la ricercatezza dei prodotti a fare la differenza!
I proprietari, accoglienti e molto gentili, compresi i nostri gusti portano al tavolo una serie di taglieri e piatti molto buoni, accompagnati da ottimo vino; oltre ai vini in bottiglia si può scegliere anche il vino sfuso della casa (noi abbiamo optato per quello e ne siamo rimasti soddisfatti).
Le cose che più ci sono piaciute, fra le tante che abbiamo mangiato: salame al tartufo, petto d’oca affumicato, prosciutto crudo affumicato della foresta nera, formaggio detto “Lo strano”, bruschetta con lardo di Colonnata e rigatino.
Molto sfiziosa anche la portata dei dolci: cantuccini, cenci e cioccolata.
Entrambe le nostre cene sono procedute a oltranza fino alla totale sazietà ed entrambe le volte abbiamo speso non più di 20 euro a testa.
L’indirizzo è Via Magellano 66, San Giovanni alla Vena (PI)
Tel. 050 798085 (Meglio prenotare visti i pochi coperti disponibili)
Cell. 39 339 8742780
Presente anche su Facebook.
Sito Internet http://www.ilbottegaiotuscany.it/
Io direi Quattro ganasce e mezzo!!
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NdGanascia: in questo locale non si cucina. Al massimo si può arrivare a tre ganasce per l’accoglienza e la bontà dei prodotti proposti. Come dico sempre, leggetevi i parametri dei voti.
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Rossopomodoro – Livorno
Rossopomodoro
Piazza Attias 1/3
Livorno – Tel. 0586951207
Rossopomodoro penso che la conoscano un po’ tutti. E’ la catena in franchising del Gruppo SEBETO, e l’idea, visti i tempi è lodevole: divulgare, col sistema della food-chain i prodotti tipici e di qualità di una determinata zona, in questo caso la Campania.
Il locale si presenta, appunto, come una sorta di Starbucks di alto livello. Bell’arredamento, molti coperti, piano superiore; quello di Livorno è in Piazza Attias, che io personalmente farei sparire con una bomba all’idrogeno (la Piazza), ma probabilmente era l’unico posto dove trovare un locale a due piani finestrato.
Io non ho particolare feeling con le catene. Fosse per me il mondo sarebbe popolato di piccoli negozi, piccole trattorie e piccole pizzerie, quindi il locale ai miei occhi parte svantaggiato. Ma volendo vedere la cosa con un occhi più neutro, diciamolo: se la cava, e bene. Bella idea di privilegiare prodotti di zona e di qualità, anzi OTTIMA idea, visti i tempi che corrono.
Il personale è napo-labronico, nel senso che all’aspetto sembrano tutti figli del vesuvio, ma la parlata è da Vernacoliere. Tutti molto gentili, cortesi, veloci e per niente invasivi, qualità (la discrezione,intendo) che, l’ho detto più volte, a Livorno è abbastanza rara.
La mia valutazione è limitata, avendo preso solo tre piatti: antipasto con polpettine di melanzane e mozzarella in un cestino di parmigiano, calzone fritto ripieno di mozzarella, scarola, olive, capperi e acciughe, e pizza ai quattro formaggi campani.
I primi due erano molto buoni, specialmente il fritto che sembrava ben fatto e che non ha lasciato, infatti, strascichi.
La pizza, ahimé, è stata una mezza delusione: ottimi gli ingredienti, specie il pomodoro, DISASTROSA la pasta: finissima eppure gommosa. Come abbiano fatto a ottenere questo mix di difetti tra di loro incompatibili non si sa.
Conto finale (con una bottiglia d’acqua e una lattina di cocacola): 29 €, e non mi sembra che i prezzi siano poi così alti, viste le materie prime usate. Scevrandomi dai miei preconcetti sulle catene io gli darei anche 3 ganasce, ma la defaillance sulla mia pizza toglie 1/3 del voto rivedibile.
Diciamo 2 ganasce, suscettibili di diventare 2,5 se il prossimo che la proverà si troverà bene e 1,5 se sarà confermata la pasta della pizza che è toccata a me.
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Manon Pizzicheria – Lucca (LU)
In pieno centro a Lucca, in una traversa di Via Fillungo ho avuto il piacere di imbattermi quasi per caso in Manon Pizzicheria. E’ un buchino piccolo piccolo fronte strada di un palazzo storico di Lucca. Bottiglie di vino (la maggior parte di cantine dei dintorni) e di birre artigianali della Garfagnana (al farro, orzo e castagne) fanno da contorno ai muri ed alle volte in mattone rosso.
Credo ci sia la possibilità di effettuare anche piccole spese a base di affettati e prodotti tipici (ad esempio dolci di castagne) ma vi segnalo questo locale in quanto offre la possibilità di poter consumare pranzi veloci, con taglieri di formaggi e salumi o panini farciti, e (perché no) anche aperitivi sorseggiando un buon vino e spilluzzicando buoni affettati.
Personalmente ci sono già stato diverse volte in pausa pranzo (telefonando e riservando il poco posto a disposizione) ordinando panini o taglieri. Vi cito alcune voci, le più “particolari” del menù:
- Bruschetta pomodoro, basilico e pecorino;
- Bruschetta lardo e rosmarino;
- Bruschetta salsa di carciofi e pomodorini secchi marinati;
- Bruschetta salsiccia e pecorino;
- Tagliere salumi;
- Tagliere formaggi e confetture;
- Tagliere misto;
- Panino con salsa di fegatini, prosciutto e pecorino;
- Panino aceto balsamico, crudo e rucola;
Ecc ecc, naturalmente è possibile richiedere panini anche “fuori menù”.
Il posto è carino ed ideale per spuntini veloci. E’ difficile assegnargli un voto, quasi sicuramente ne verrebbe fuori una polemica: fosse per me gli assegnerei 4 ganasce perché NEL SUO GENERE (e sottolineo “nel suo genere”) se le merita tutte per qualità e cortesia.
Non potendolo però paragonare a ristoranti da quattro ganasce sono “costretto” a dargliene solo tre.
Considerazione generale: purtroppo il voto finale va espresso “ganasce”. Vi consiglio però di non limitarvi a considerare questa forma sintetica di giudizio ma di leggere bene le recensioni in modo da capire “le sfumature” delle ganasce assegnate!
Alla prossima!
Manon Pizzicheria
Via Buia, 23
55100 Lucca (LU)
Tel 0583/1712655
Cell 328/1145041
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Il podere del grillo – San Miniato (PI)
Ristoro Il podere del grillo
San Miniato, via Serra n. 3
www.poderedelgrillo.eu/ristoro_e_punto_vendita_podere_del_grillo.htm
Mi decido e scrivo anche questa, anche se è davvero difficile fare una recensione del podere del grillo. Prima di tutto perché non è un ristorante, ma un ristoro, adattissimo per colazioni salate e merende delle cinque e mezzo, secondo perché le cene al podere del grillo sono spesso a tema. Ma ci provo eh.
Vi dirò della cena al tartufo a cui siamo andati un po’ di tempo fa.
Menu: tartina al tartufo bianco (con burro e scaglie di tubero), risotto al tartufo bianco, uovo al tegamino con tartufo bianco, dolcetti.
Spesa: 18,00 Euro a testa.
La qualità delle materie prime è il punto di forza. Il Podere del Grillo produce confetture e coltiva carciofi, cavoli e varie verdure nel sanminiatese. Si possono acquistare prodotti molto slow (dagli affettati ai formaggi ai vini) e si possono assaggiare piatti tipici della tradizione toscana, che sfociano a volte in esperimenti fortunati. Fanno spesso zuppa di cavolo, zuppa lombarda, creme di carciofi, sformati di verdure di stagione… La cosa più buona è il pane. Poi ci sono gli affettati (pancetta buonissima, lonzino al vinsanto, prosciutto, salame, tutti a km zero o uno o due). Infine i vini: la selezione delle bottiglie non è vastissima, ma sempre azzeccata. Danno vini anche al bicchiere, che è una cosa che mi piace (soprattutto se ci passo a pranzo, o per l’aperitivo). Ho assaggiato qui il Sator, che è davvero buonissimo. E lo spumante di Ivana Cupelli (azienda agricola sanminiatese).
L’accoglienza è familiare e amichevole. L’arredamento è molto bello, appena si entra c’è profumo di legno di ciliegio che resta nel naso e fa molto tradizione-toscana. Sulla porta un cartello recita che impegni familiari e l’umore dei gestori possono provocare variazioni improvvise dell’orario di apertura, ma alla fine è sempre aperto, dalle 10 del mattino alla sera (con piccola pausa pomeridiana, che dipende ovviamente dal tempo e dal periodo dell’anno).
Se passate dalle parti di San Miniato, consiglio vivamente di prenderci un aperitivo e di provare, se c’è posto, qualche piatto.
Ed ecco il voto, rullo di tamburi:

Il Ganascia mi aggiusterà se non sono stata precisissima.
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La Formaggeria – Arezzo
via De’ Redi, 16
Arezzo
chiusura: mercoledì pomeriggio e domenica (salvo la prima del mese in concomitanza con la fiera antiquaria)
telefono: 0575-403583
Sono capitata per caso in questa enoteca, attirata dai vini che si intravedono dalla vetrina, e alla fine mi sono fermata per pranzo.
Il locale è carino e ben arredato, in pieno centro storico, a metà strada tra il corso e la basilica di San Francesco, gestito da una giovane ragazza che da diversi anni viene segnalata stabilmente nella guida del Gambero Rosso. Appena entrati ci si rende conto subito di trovarsi in un locale inusuale, a metà strada tra un negozio di gastronomia, una enoteca e un locale di degustazione di piatti sfiziosi.
Nel bancone fanno bella mostra di sè (numerosi !!) formaggi francesi e italiani, il salmone balik, i salumi di cinta senese e il prosciutto spagnolo. A tutto questo si può abbinare un vino al bicchiere, oppure scegliere tra numerose marche di vini di tutti i prezzi, sia francesi che italiani.
Segnalo il mio preferito che non sempre trovo nei ristoranti in cui vado: Il Barolo di Mascarello.
Per chi vuol mangiare qualcosa di “più impegnativo” segnalo le ostriche abbinate con un bicchiere di champagne, la carne chianina, lo spezzatino, il peposo, il tonno del chianti (ovvero carne di maiale servita con fagioli), la panzanella, la minestra di farro e molto altro..
Come dolce ho preso la fantastica torta al cioccolato Pistocchi (www.tortapistocchi.it), una torta di puro cioccolato che ho scoperto anni fa ad una degustazione e da allora me la sogno tutte le notti!!
Se amate il cioccolato prima o poi dovete assaggiarla!
Prezzo medio: 25 euro a testa.
Gli dò tre ganasce per l’ottimo rapporto qualità/prezzo. ![]()
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