Pranzo a La Dogana – Capezzano Pianore
Buonasera a tutti, oggi sono stata a Pranzo al ristorante LA DOGANA a Capezzano Pianore e vorrei condividere con voi la mia prima recensione su Ciritorno.
Vado subito al sodo: E` la seconda volta che ci vado e oggi ho confermato la mia idea.
Ambiente molto carino, vecchio casale ristrutturato con gusto ed eleganza, tavoli sufficientemente lontani, servizio gentilissimo (i due ragazzi in sala sono sempre sorridenti e disponibili) in estate si puo` mangiare anche fuori con vista Camaiore/Capezzano. Posto ben frequentato.
Menu`
Il posto e` famoso per il buon pesce e noi non ce lo siamo fatti dire due volte.
Eravamo in 4 e abbiamo preso:
Antipasto di mare servito x4: sono tre portate separate. Tartare di branzino con crudite deliziosa se ti piace il pesce crudo. Insalatina di polpo con arancia, delicatissimo. Filetto (piccolo) di orata su vellutata di spinaci, molto buono. In piu` ci hanno portato fuori menu` delle crocchette di gamberi fantastiche. Ovviamente erano portate da assaggio/antipasto ma sicuramente non striminzite.
A seguire abbiamo preso:
- 1 pappardella all’astice sgusciato
- 1 spaghetto allo scoglio
- 1 catalana gamberi e scampi (una 8/10 in tutto su un insalata croccante)
- 1 cartoccio di pesce e crostacei (filetti di orata con due o tre scampi cotti con pomodorini e serviti in un cartoccio) + insalatina di contorno
- Dolci
- senza averli ordinati ci hanno portato tre cannoli alla siciliana e 4 frappe (o cenci ) i tipici dolci di carnevale.
- noi abbiamo preso un tortino di mele caldo con gelato alla crema molto buono
- 2 crepes con crema e cioccolata e bagnati con la grappa . non le ho assaggiate perche` sono state divorate …quindi direi buone
- A seguire 3 caffe`
Da bere abbiamo preso due bottiglie di acqua e una bottiglia di Gewurztraminer (18 euro)
Il totale e` stato di 180 euro: 45 a testa. Non e` una cifra bassa ma credo in linea con altri posti simili.
Per la materia prima e la delicatezza della cucina e il servizio io darei un voto tra 4 e cinque ganasce (piu` 5 che 4).
Purtroppo il posto nn ha un sito internet. L’indirizzo e`: Via delle Pianore 20, Capezzano Pianore (LU) Tel 0584 915159
SICURAMENTE CIRITORNO
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Mariva, San Vincenzo (LI)
Il locale è decisamente degno di nota: struttura in legno integrata perfettamente nella lecceta che la circonda, a due passi dal mare, che si raggiunge da passerelle in legno che partendo dal ristorante si diramano tra le dune, dove sono ospitati alcuni (esclusivi) ombrelloni. Le sale che compongono il ristorante sono eleganti senza eccessi, d’estate il limite tra interno ed esterno si percepisce appena; il momento migliore per arrivare è prima che tramonti il sole. Il servizio è attento senza essere invadente, la giovane età dei camerieri che (non troppo in disparte) si mostrano scherzosi tra di loro rende l’ambiente imperfetto e quindi, per noi, più simpatico e rilassato.
Veniamo al cibo. In due abbiamo mangiato:
- Spuma al prosciutto cotto in conchiglie di pasta brisée; ci sono state offerte come entrée, un po’ deludenti perché dal sapore delicatissimo. Abbiamo avuto l’impressione che il cuoco amasse giocare più con il contrasto di consistenza che con i sapori.
- Mazzancolle all’arancio (antipasto per l’ostessa): servite su purea di melanzane, sono arrivate sei belle mazzancolle. Materia prima eccellente e abbinamento azzeccato (18 Euro).
- Zuppetta di mare al timo (antipasto per l’oste): servita in una zuppiera di ceramica chiusa da un coperchio di pastasfoglia. Rotto lo scrigno facevano bella mostra di sé filetti di pesce, cozze, vongole e gamberoni, immersi in un buon brodetto. Bella la presentazione, molto equilibrati i sapori (20 Euro).
- Pici all’astice (primo per l’ostessa): il punto basso della serata. I pici fatti a mano risultavano troppo appiccicosi. La salsa era buona, e il piatto era guarnito da mezzo astice. Al momento dell’ordine il cameriere ha chiesto se volevamo la polpa dell’astice aggiunta alla salsa oppure se avessimo preferito “giocarci” (22 Euro).
- Spiedino di bocconcini del mar Tirreno (secondo per l’oste): il piatto forte della serata. Uno grande spiedino cotto in forno, ma saporito come fosse alla brace. C’erano tre tranci di pesce, un gamberone ed uno scampo (se ricordo bene). Il tutto accompagnato da un bicchierino di crema di peperone e da un mazzetto di asparagi avvolti nel lardo di Colonnata. Piatto perfetto (24 Euro).
Non ce l’abbiamo fatta a prendere il dolce, ed è un peccato perché la carta sembrava promettente. Le porzioni sono piuttosto abbondanti, forse sarebbe meglio ridurle un po’ limando di conseguenza i prezzi.
Con una bottiglia di acqua Lauretana (4 Euro), un Sauvignon La Tunella (18 Euro) e un espresso (2 Euro) abbiamo speso 108 Euro in due.
Il locale non è aperto tutto l’anno, ma solo d’estate: se abbiamo capito bene lo chef che ha avuto in mano la cucina quest’anno è lo stesso dello scorso anno. Non ama i sapori forti e i contrasti “arditi”, ma secondo noi ci sa fare. L’anno prossimo ci torneremo e speriamo di trovarlo ancora ai fornelli.
Voto finale? 4 Ganasce piene per qualità architettonica e livello della cucina. Per diventare cinque non avrebbero dovuto cadere sui pici e servire un entrée più convincente. Comunque un posto notevole, in cui torneremo volentieri.
Indirizzo: via della Principessa, San Vincenzo (LI), tel: 0565 719777
Ristorante Enoteca Del Duca – Volterra (PI)
Ristorante Enoteca Del Duca
via di Castello, 2
http://www.enoteca-delduca-ristorante.it/
Questo ristorante lo puntavamo da tempo. Ogni volta che ci passavamo, però, lo scartavamo per i prezzi un po’ troppo importanti per le nostre tasche. Alla fine, ieri sera ci siamo decisi (dopo una brutta esperienza a pranzo!) e abbiamo prenotato dal “Del Duca”, ignari che la recensione che avremmo poi compilato per ciritorno.it sarebbe stata una delle più difficili…
Orario: otto e mezzo. Genuino Del Duca, “chef patron” insieme alla moglie Ivana, si è raccomandato di avvertire in caso di ritardo. Non ritardiamo, anzi. Arriviamo con un po’ di anticipo, così abbiamo il tempo di studiare bene il menu.
La mia gravidanza fa sì che alcuni piatti meravigliosi della cucina toscana mi siano proibiti: niente fiorentina, niente carne al sangue, pochissimo vino. Per questo cerchiamo una qualità eccellente, un po’ per consolarci… E il menu promette benissimo.Veniamo ai dunque…
Menu (panoramica)
Intanto: niente pesce. Soltanto carne e verdura. Tanti antipasti, primi e secondi anche a base di cacciagione (piccione, cinghiale, coniglio, vitello, ecc), con prezzi a portata che vanno dagli 8,00 Euro ai 19,00 (per i piatti dove c’è il “Tartufo di Volterra” che non ho mai avuto il piacere di assaggiare). Tutto è descritto con accuratezza ed il personale risponde cortesemente alle domande sul contenuto e sulla cottura degli alimenti.
Carta dei vini
Gi-gan-te. Prezzi da normali ad astronomici (ci salta all’occhio un Sassicaia del ’97 da quasi mille euro, ehm), ampia proposta locale e nazionale. Ci si può davvero sbizzarrire nella scelta dell’etichetta della serata. (Lo faremmo volentieri, ma sempre per i gioiosi motivi personali di cui sopra ci limitiamo al bicchiere di vino indigeno!)
La nostra scelta
- Antipasti: un patè di fegato per me e una terrina di piccione con ristretto al balsamico e pistacchi per Marito. Ottimi. (Porzione piccola per il patè, grande per il piccione). Davvero particolare la terrina, che cercherò di descrivervi come posso… Immaginatevi due fette triangolari, alte poco meno di un centimetro, contenenti carne di piccione, pistacchi e aromi in una sorta di gelatina molto leggera, contornate da foglie di salvia e una fetta di lardo di colonnata. Piatto freddo, dal sapore molto ricco e nuovo, da condividere (perché Marito dice che dopo la prima fetta “stucca” un po’).
- Primo: un primo per Marito, Pappardelle del Cacciatore (al cinghiale). La pappardella è di ottima qualità, il sugo è di solo cinghiale sbriciolato (peccato per quei due-tre ossicini che ci abbiamo trovato!). Ampia porzione.
- Secondo: Coniglio con olive taggiasche e capperi (di non ricordo dove). Servito in un piatto ampio, porzione più che sufficiente, con purtroppo un triste liquido di cottura denso sotto i pezzi di carne, le deliziose olive e i rampanti capperi dal gambo lungo. Cottura del coniglio non perfetta (sob!). Il piatto peggiore della nostra serata.
- Contorno: verdure di stagione cotte, ovvero pomodoro, zucchine, radicchio, melanzane e peperoni cotti tipo al vapore. Niente di che. Porzione non piccola.
- Dessert: soufflé al cioccolato con crema inglese. Buonissimo, caldo, con il cioccolato appena troppo dolce (per i miei gusti) all’interno.
- Vini: due bicchieri di vino rosso di Volterra, buono. Come aperitivo un prosecco per Marito (ce lo hanno proposto appena ci siamo seduti, noi abbiamo accettato, ma poi l’abbiamo anche pagato! Sob!), anche questo buono.
- Altro: un caffè d’orzo per me, servito in un modo inedito: doppio piatto per la tazzina, tazzina con coperchio! Mi ha entusiasmata. Rido.
Ambiente, servizio, considerazioni quasi finali
L’ambiente è delizioso. All’interno (deserto, visto che siamo a fine luglio) ampi tavoli apparecchiati con piatti bellissimi e decorati promettono cene e pranzi indimenticabili. Il locale comunica subito che siamo in un “Ristorante famoso”. Pubblicazioni e recensioni sparse qua e là. Il bagno è curato (e offre anche il Viava con tanto di spazzola e un talco) e diviso per uomini e donne. C’è il guardaroba, e ad accoglierci, subito, arriva una cagnolina piccola ed educata che si chiama Moretta. La sua presenza rende tutto molto familiare e piacevole.
Il personale (quasi tutti membri della famiglia) è educatissimo e – cosa rara! – parla benissimo anche inglese e francese. Forse anche tedesco, ma non abbiamo modo di verificare. Fuori i tavoli sono distanti e ben posizionati, all’interno di una corte tra mura antiche che è romantica e amichevole allo stesso tempo.
Genuino Del Duca sta fuori alla brace, ovvero al Barbecue. Vediamo passare delle bistecche giganti (che costano, a memoria, 4,70 Euro/hg) e gli ospiti vicini a noi le mangiano con gusto e soddisfazione. Sembrano davvero contenti. Ci ripromettiamo che, se torneremo, sarà quando potremo ordinarne una! E qui arriva il difficile di questa recensione…
…Perché, nonostante tutto quel che ci si presenta nel piatto sia buono, abbiamo l’impressione che questo tutto risponda ad un canone di cucina internazionale che è di alto livello, sì, ma… detto con parole mie… alla fine sa un po’ di (buonissimo, per l’amor del cielo!) brodo di carne. E ci viene il dubbio che, se avessimo potuto scegliere un vino dalla carta per accompagnare un bisteccone gigante, la nostra conclusione sarebbe stata totalmente diversa.
Prezzi, spesa
Riguardo ai prezzi, sono medio-alti. Noi abbiamo scelto portate non esageratamente care. Gli antipasti 8,00 e 9,00 Euro; il primo 9,00 Euro; il coniglio 12,00 Euro; il contorno 6,00 Euro, così come il dolce. Il totale per due è di 73,00 Euro.
Ci diciamo che nella nostra condizione siamo stati leggermente svantaggiati e che forse con un’altra ventina d’euro, potendo scegliere qualsiasi cosa, avremmo goduto esageratamente di più.
Piccola nota e valutazione
Una cosa che notiamo è il clima un po’ cameratesco che c’è tra alcuni clienti e i proprietari. Di tanto in tanto alcune persone si avvicinano alla griglia dove Genuino regna sovrano, e ridono, scherzano e fanno battute rumorose e ridanciane, cosa che ci fa intuire che questo ristorante abbia una clientela (anche straniera) affezionatissima e grata. L’ambiente raccolto e i campanelli che suonano per avvertire che le portate sono pronte, poi, ci fanno dimenticare dove siamo, e ci fanno sentire dentro ad una sorta di racconto dove però non siamo protagonisti, né aiutanti, né spettatori… Forse la cagnolina Moretta questo lo capisce, e viene da noi a farsi coccolare per ben tre volte. Alla fine usciamo soddisfatti per esserci tolti questa curiosità volterrana, e un dubbio ci assale: ma quante (cavolo di) ganasce diamo al “Del Duca”?
Tre perché sapeva tutto di brodo? No, tre è ingeneroso. Questo posto ne vuole cinque. Ma non è da cinque! Ma la carta dei vini è meravigliosa e non abbiamo assaggiato la bistecca. È vero, ma non si danno cinque ganasce per una bistecca che non si è mangiato. Giusto. E quindi, oscillando tra tanto e poco, diamo un fiducioso e claudicante 4-ganasce. Tornateci, e fateci sapere!
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Locanda Martinelli, Nibbiaia (Li)
Sabato 11 Giugno sono stato invitato con la mia signora da due coppie di amici per una cena di compleanno. Meta della serata è stata la Locanda Martinelli, situata in Nibbiaia, paese collinare nell’entroterra della Riviera Etrusca. Il locale si trova in prossimità della piazzetta del paese. Non più di 20 coperti in due salette, arredamento elegante ma non formale, tavoli ben distanziati, sedute comode (anche questo a mio parere è un valore aggiunto per il locale). I gestori, una giovane coppia, lui in cucina, lei in sala vantano una notevole esperienza nell’arte culinaria, culminata con due anni di attività presso la corte dei regnanti di Giordania in Amman. Ma veniamo al sodo: menù scritto sulla lavagna alla parete della sala, cinque antipasti, cinque primi, sei secondi, quattro dessert più sorbetti e gelati. Ci diamo dentro con 6 antipasti: crema di piselli e menta con mousse di ricotta, scampi e pancetta per 3, 1 culatello di zibello e strolghino, 1 calamaro cotto sottovuoto a 65° con pomodorini canditi e melanzane, 1 carpaccio di gamberi rossi mozzarella croccante e citronette. Poi con i primi: paccheri con scampi e agrumi per 4, bavette al gambero ed asparagi per 2. Si passa poi ai secondi: baccalà grueso (varietà galiziana del pesce veloce del baltico) con porri e taggiasche scelto da 4 di noi, una tempura di gamberi e verdure, un carrè di agnello alle erbe mediterranee. Tutti i piatti a giudizio dei commensali sono deliziosi, per gusto, qualità degli ingredienti, cottura e presentazione. Siamo soliti cenare fuori al fine settimane e riteniamo di poter dare giudizi ponderati. Due bottiglie di Gewurtztraminer Tiefenbrunner sono servite ad accompagnare degnamente tanta qualità. La sequenza delle portate è avvenuta in tempi giusti. Dopo i secondi, piacevole pausa servita alla conversazione, o per alcuni, allo sbuffo di una sigaretta sull’uscio del locale. Ma cosa sarebbe stata una serata simile senza il piacere di un dolce? Quindi per non mancare ai suggerimenti del “voler esser lieti” di poliziana memoria ben volentieri ci siamo accostati al cremino al pistacchio in tre, al tortino caldo al cioccolato amaro (1), al semifreddo al gianduja(1) ed al sorbetto alla fragola (1), tutti molto buoni. Prima del caffè, piccolo assaggio di bon-bon al cioccolato offerti dalla casa. La cena era offerta (è stata proprio una bella serata non è vero?) quindi non conosco il conto finale: tuttavia la carta riporta 14 euro per gli antipasti ed i primi, 19 euro per i secondi, 6 euro per i dessert (4 euro il sorbetto).
Come concludere quindi? Certamente non si tratta di un ristorante economico ma a mio parere la spesa è ben meritata. Io ciritorno di sicuro e mi sento di dare il giudizio di 5 ganasce.
Commento di Durhu: la spesa totale ammonta quindi a 316 euro, ossia circa 53 euro a testa, più le bevande.
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Allego indirizzo e numero di telefono: Locanda Martinelli, Piazza Mazzini 11, Nibbiaia, LI 57016 Livorno - tel 0586 740 161
Ristorante “Stella Marina” – Portoferraio – Li
RISTORANTE “STELLA MARINA”
Via Vittorio Emanuele, 1
57037 Portoferraio Livorno
0565 915983
Gita fuoriporta all’Elba.
Il ristorante viene considerato uno dei migliori dell’Elba.
E’ un baracchino ampliato che si trova esattamente davanti al molo del traghetto, proprio in cima al porto.
Ordino un antipasto di Gamberoni su letto di maionese al basilico.
Tempo di attesa dall’ordine all’arrivo sul tavolo: 1hr e 30 minuti
Ottimo piatto, gamberoni freschi,grandi, cotti alla perfezione.
Maionese fatta in casa dal sapore sublime.
Un connubio perfetto.
Durante l’attesa della seconda portata ci offrono dei fiori fritti e dei carciofi fritti.
Enorme passo indietro rispetto ai gamberoni.
Fiori e carciofi “intrisi” di olio.
il sapore di pesce dell’olio in cui erano stati fritti predominava nettamente sul sapore delle verdure.
Pessimi.
Arriviamo al secondo dopo circa un’altra ORA E UN QUARTO di attesa dal primo piatto.
Frittura di gamberoni e scampi sgusciati.
Enormi e freschi gamberi e scampi dal sapore di mare.
Freschissimi e fritti egregiamente.
Prosecco Foss Marai
Prima bottiglia servita calda.
Seconda bottiglia ok.
Come dessert ci offrono un croccante alle mandorle fatto in casa.
Ottimo.
Spesa..sui 40 a testa.
Beh,
Io gli do due ganasce motivate dalla (scarsa) velocita’ del servizio e al fritto di fiori immangiabile.
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Bon appetit!
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Ristorante da Rino – Pisa
Il già famoso Ristorante da Rino, dove si può mangiare “alla Toscana” … da circa un anno si rinnova aggiungendo al proprio interno un ambiente d’Elite … Sala Giulia, dedicata alla piccolina di casa . Un’ambiente molto raffinato e arredato con cura, fin dal nostro ingresso si notano i colori chiari e luminosi. Il proprietario ci da il benvenuto e fa gli onori di casa … persona molto gentile, semplice e simpatica ma di grande Professionalità.
Dopo aver degustato uno spumantino ci fa accomodare nella Sala Giulia. Eccoci qua, la sala è leggermente più classica ma sempre di grande finezza nell’arredamento. Tavoli apparecchiati con stile e classe. Nonostante l’eleganza, l’atmosfera è comunque accogliente anche grazie a un sottofondo di musica che gradevolmente accompagna la nostra cena e chiacchiere.
Si parte … Ci viene chiesto se abbiamo problemi nel mangiare il pesce e a parte me che ho optato per un secondo di carne poi tutt ci siamo fatti consigliare da Stefano. E’ stato anche molto disponibile nel preparare un piatto di pasta più semplice per un bimbo di 12 anni che non ha avuto da ridire ….:-) Bene, si mangia! Partiamo con un’Insalata di mare confì condita alla citronette per poi passare a Crudità di mare. Tutto accompagnato da un buon frizzantino bianco di qualità. Ci vengono servite della varietà di pane caldo fatte in casa: alle noci, funghi e grissini.
Ecco che arrivano i primi, s’inzia con Linguine all’ Aragosta (veramente veramente buone) e si prosegue con dei Raviolini di Cernia alla Triglia di scoglio fatti con pasta fresca. Naturalmente qui il vino cambia, sempre un buon bianco ma meno frizzante.
La cena prosegue con due secondi: Baccalà confì su culì di Peperoni e Ventaglio di patate e Pesce nostrale di mare al forno con patate al timo e Pachini. Personalmente ho preferito prendere Tagliata di Cinta Senese con radicchio Trevisano & Lardo di Colonnata (divina e abbondante anzi forse troppa).
Siamo ai dolci, si avete capito bene, il predessert ci viene servito in un bicchierino, simile a quelli di grappa, una mousse allo zaferano, un sapore indescrivibile. Ecco che arrivano dei piatti con dei semifreddi assortiti al ciccolato e nocciola.
La cena si conclude con un caffè e un amaro accompagnati da dei cioccolatini ripieni di zabaglione, naturalmente di loro creazione. Vi assicuro che ci siamo alzati dalla tavola più che sazi e non solo di pancia ma anche il nostro gusto ne ha trovato giovamento, un’armonia di colori ma soprattutto di sapori mai provati prima.
Tante sono state le sorprese che ci hanno meravigliato questa sera ma forse la più grande è che tutti questi piatti sono stati creati e realizzati da Alessio, un ragazzo di 19 anni! Alessio un piccolo Grande Chef che ha trovato la sua formazione oltre che sul campo anche alla migliore Scuola di Cucina nazionale: Il Gambero Rosso.
Molte sono le iniziative che da Rino vengono svolte: eventi per feste di Laurea, Cene di lavoro, compleanni e altre cerimonie ma di grande fascino sono le serate a tema e nelle quali Alessio, lo Chef. darà dimostrazione della preparazione dei piatti in presenza di tutti.
prezzo 38 €
Il prezzo è più che giusto!! e di sicuro CI RITORNO
voto 4 ganasce
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NdGanascia. Nomi rimossi. Sapete che Ciritorno è anonimo.
www.ristorante-rino.it
RISTORANTE BISTROT DA RINO di MARCATO STEFANO & C. snc.
56122 Pisa (PI) – 36, v. Aurelia Nord.
tel: 050 532572.
email: ristorante-rino@ristorante-rino.it
L’Imbuto – Viareggio (Lucca)
«Stupiscimi!» – Anton Ego.
Prima di affrontare la recensione dell’imbuto, c’è bisogno di un paio di caveat
Primo. Il locale compie una scelta che penalizza i mangiatori. Se volete la pastasciuttona, pensate ad un altro ristorante. Sicuramente nei commenti ci saranno persone che sono andate via con la fame ma l’unica cosa che posso dire è: avete sbagliato ristorante. Io lo dico come prima cosa qui, così siamo a posto.
Secondo. La Signora Ganascessa Moglie mi ha regalato per il mio compleanno un corso di cucina proprio presso L’Imbuto. Quindi conosco il cuoco Cristiano Tomei e conosco, nei dettagli, come cucina e soprattutto come pensa la sua cucina. Se da un lato questo compromette teoricamente il distacco tipico delle mie recensioni, dall’altro mi fornisce elementi in più. La recensione però è del tutto in buona fede, imparziale come sempre.
Partiamo dunque. Il locale è ricavato in una vecchia falegnameria. L’interno è informale e piacevole, piuttosto essenziale senza essere freddo. L’apparecchiatura è semplice ed elegante, il pane, fatto in casa, molto buono con una tendenza accentuata a sparire velocemente…
Siamo a cena in quattro, il mio compagno di corso e le nostre mogli. Noi sappiamo quasi tutto, loro non sanno niente.
Scegliamo di metterci completamente in mano a Cristiano. La cena quindi si è snodata in un percorso/degustazione di pesce di una decina di piatti, dieci piccole porzioni mirabolanti.
Una bella sintesi della cucina del ristorante, impossibile da riportare in toto, orchestrata secondo un crescendo ben calibrato. Posso comunque citare il filetto di triglia caramellato con fave fresche e una crocchetta di baccellone, la zuppa d’olio con seppie, ostriche, gambero crudo e polvere di cavolo nero (un’esplosione di sapore), i sorprendenti filetti di ombrina in sfoglia di patate con salse al prezzemolo e alla panzanella. Abbiamo chiuso con i ravioletti ripieni di centrifugato di finocchio, con cicale saltate alla sambuca e polvere di caffé e con una fonduta fredda di parmigiano per ripulire la bocca.
Gran finale con tre dolcini: una definitiva créme brulée al tabacco, panna e stracchino con meringa al caffè e una ponce smontato: una barattolino a strati con bavarese all’anice, gelatina al rum, spuma al caffè.
La cucina dell’Imbuto è una bella sintesi di tradizione e innovazione. Cristiano Tomei tende ad esaltare ogni ingrediente con abbinamenti spesso inusuali, che però restituiscono una straordinaria purezza di sapori con cotture mirate e, spesso, semplici in maniera disarmante. Il risultato è eccitante, sempre che abbiate voglia di mettervi un pochino in gioco, scoprendo gli abbinamenti classici riproposti in chiavi del tutto nuove.
I piatti di carne e, soprattutto, interiora sono comparabilmente interessanti e dal tutto da esplorare. Tra l’altro in questo periodo è in preparazione il nuovo menu stagionale, quindi nuove cose sono allo studio.
Considerazioni:
Il servizio è puntuale e gentile. Non abbiamo atteso troppo tra una portata e l’altra. La carta dei vini è del tutto adeguata alla classe del locale, a me per esempio attira la scelta di riesling e di altre chicche.
Noi sapevamo cosa aspettarci, ma le signore sono uscite moooolto soddisfatte e divertite. Per una volta è stato estremamente rilassante mettersi nella mani del cuoco ed ogni volta essere stupiti.
Ci rimane un conto di 70 euro a testa con una bottiglia di champagne, una di birra LaChouffe consigliata dallo chef a fine pasto (ottimo consiglio), due acque e 4 caffé. Cifra non bassa ma a giudizio dei commensali del tutto adeguata alla serata.
Ciritorno.? Sì, di sicuro. Una serata così ricarica le mie pile gastronomiche, e ho tutta una prospettiva di piatti di carne da provare.
Prima di dormire chiedo alla SGM: «Quante ganasce diamo?» «Parecchie.»
Eccone quindi cinque. ![]()
La cucina dell’Imbuto
Via Antonio Fratti, 308 . 55049 Viareggio Lucca
Tel. 0584 48906
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